
Con l’avvio del 2026, l’economia brasiliana entra in un nuovo ciclo caratterizzato da una miscela di cautela e opportunità, in cui gli indicatori macroeconomici riflettono una realtà più pragmatica che entusiasmante. Secondo le proiezioni del mercato finanziario, il prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere intorno all’1,8% nel corso dell’anno, un ritmo positivo ma modesto se confrontato con le espansioni di periodi precedenti, segno di una crescita che «avanza, ma con passo corto». Tale dinamica è fortemente influenzata da tassi di interesse ancora elevati, che rendono più costoso l’accesso al credito, frenano gli investimenti produttivi e moderano la spesa delle famiglie e delle imprese.
Sul fronte dei prezzi, la inflazione è prevista intorno al 4% annuo, un valore che, pur rientrando formalmente nel limite superiore della banda obiettivo fissata dalla banca centrale, continua a erodere gradualmente il potere d’acquisto delle famiglie. I beni e servizi di prima necessità, come alimentari, trasporti, istruzione e sanità, dovrebbero seguire tendenze di aumento più lente rispetto al passato recente, ma con un impatto ancora tangibile sul bilancio domestico.
La politica monetaria rimane un elemento chiave del quadro macroeconomico. L’autorità di regolazione ha mantenuto tassi di interesse di riferimento (Selic) su livelli elevati, con attese di un graduale allentamento solo più avanti nel 2026. Questa rigidità riflette la necessità di ancorare le aspettative di inflazione e consolidare i progressi realizzati nella fase di disinflazione avviata l’anno precedente. Per i consumatori e le imprese, ciò si traduce in un costo del credito che resta elevato, con implicazioni dirette su prestiti personali, finanziamenti alle imprese e condizioni di indebitamento generale.
Un altro elemento di rilievo è la stabilità relativa del cambio: le proiezioni di mercato indicano un dollaro che dovrebbe oscillare tra circa R$ 5,40 e R$ 5,50 nel corso dell’anno. Sebbene non si prevedano forti scossoni valutari, un tasso di cambio in questo range continua ad incidere sui prezzi dei beni importati e sui costi energetici, influenzando ulteriormente la dinamica inflazionistica interna e le strategie di pianificazione delle imprese esportatrici e importatrici.
Sul fronte dell’occupazione, lo scenario descritto è di stabilità del mercato del lavoro, con tassi di disoccupazione che dovrebbero mantenersi su livelli simili a quelli osservati nel periodo precedente. Questa tenuta dell’occupazione sostiene il consumo delle famiglie, fungendo da elemento stabilizzante in una fase di crescita moderata. Tuttavia, l’espansione limitata dell’economia, con investimenti ancora contenuti, non promette aumenti significativi nei livelli salariali o in termini di nuove opportunità professionali su larga scala.
In sintesi, l’economia brasiliana nel 2026 si presenta come un mosaico complesso: una crescita positiva ma contenuta, una inflazione sotto controllo ma percepita come pesante nel quotidiano, e una politica monetaria ancora restrittiva che riflette prudenza più che audacia. Per imprese, investitori e famiglie, il consiglio che emerge dalle valutazioni degli esperti è di adottare strategie di gestione del rischio, ottimizzazione delle risorse e pianificazione finanziaria attenta, in modo da navigare un ambiente in cui i margini di manovra restano stretti ma non privi di prospettive.
Fonti: Diário do Nordeste e R7 Notícias
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-italo-brasiliana-commercio-industria-rio-de-janeiro