Martedì 11 Agosto 2026
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Thai Aviation Industries (TAI), Edgewater Solutions e Amadeus hanno firmato un Memorandum d'Intesa (MoU) per sviluppare una roadmap di modernizzazione degli aeroporti internazionali e regionali della Thailandia, con l'obiettivo di migliorare sia l'esperienza dei passeggeri sia l'efficienza delle operazioni aeroportuali.
L'iniziativa prevede un'analisi delle tecnologie di nuova generazione per la gestione dei passeggeri, dei sistemi di identificazione biometrica e delle piattaforme digitali per la gestione dei dati aeroportuali. L'obiettivo è rendere i processi più rapidi ed efficienti in un contesto in cui gli aeroporti thailandesi movimentano circa 140 milioni di passeggeri all'anno e si prevede un'ulteriore crescita della domanda.
Tra gli ambiti oggetto di valutazione figurano:
L'integrazione in tempo reale dei dati relativi ai passeggeri e alle operazioni consentirà agli aeroporti di adattarsi più rapidamente ai cambiamenti operativi, migliorando la gestione dei flussi e riducendo ritardi e inefficienze.
I rappresentanti di TAI, Edgewater Solutions e Amadeus hanno sottolineato come la collaborazione unisca visione strategica, competenze operative e tecnologie avanzate per rafforzare il ruolo della Thailandia quale hub aeroportuale e dell'aviazione nel Sud-est asiatico.
In base al Memorandum d'Intesa, le parti procederanno ora alla definizione dell'ambito operativo del progetto, delle fasi di implementazione e delle specifiche tecniche necessarie per la futura realizzazione delle soluzioni individuate.
Il Consiglio dei Ministri thailandese ha approvato una proposta presentata dal Ministero degli Affari Esteri per la revisione del sistema dei visti d'ingresso nel Paese. La riforma mira ad adeguare le politiche di facilitazione dei viaggi alle attuali esigenze economiche e di sicurezza, prevenire eventuali abusi dei privilegi concessi dai visti e applicare il principio di "un Paese, un'unica agevolazione" (one country, one entitlement).
Nell'ambito delle nuove disposizioni, la Thailandia abolirà l'attuale esenzione dal visto di 60 giorni concessa ai cittadini di 93 Paesi e territori. Secondo il Governo, la decisione è motivata da considerazioni di natura economica, diplomatica, di sicurezza e di reciprocità internazionale.
Con il nuovo regime, i cittadini di 59 Paesi e territori, tra cui India, Croazia, Bulgaria, Cipro, Malta e Maldive, potranno entrare in Thailandia senza visto per soggiorni turistici fino a 30 giorni.
L'inclusione di Croazia, Bulgaria, Cipro e Malta comporta che tutti i 27 Stati membri dell'Unione Europea beneficeranno ora dello stesso regime di esenzione dal visto. Secondo il Governo thailandese, questa misura contribuirà a rafforzare le relazioni internazionali e a sostenere i negoziati per l'esenzione dal visto Schengen a favore dei cittadini thailandesi, oltre a favorire futuri accordi economici bilaterali.
Sono previste inoltre disposizioni specifiche per altre nazionalità:
Per quanto riguarda l'India, sarà eliminata la precedente possibilità di ottenere il Visa on Arrival, poiché i cittadini indiani rientreranno nella nuova categoria che consente l'ingresso senza visto per 30 giorni. La modifica ha l'obiettivo di eliminare la sovrapposizione tra diversi regimi di ingresso.
Complessivamente, il nuovo sistema riguarderà 65 Paesi e territori.
Le cinque normative attuative entreranno in vigore 15 giorni dopo la loro pubblicazione nella Royal Gazette. I viaggiatori che entreranno in Thailandia prima dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni manterranno i diritti previsti dalla normativa precedente; le nuove regole saranno quindi applicate esclusivamente agli ingressi successivi alla data di efficacia.
Parallelamente, il sistema Thailand Digital Arrival Card (TDAC) sarà potenziato per migliorare le procedure di controllo e monitoraggio dei cittadini stranieri in ingresso e in uscita dal Paese.
Il Governo ha infine precisato che la revisione delle misure non ha l'obiettivo di scoraggiare il turismo, bensì quello di impedire che le agevolazioni sui visti vengano utilizzate impropriamente per favorire attività illegali.
Il Global Wealth and Lifestyle Report 2026 di Julius Baer, giunto alla sua consueta edizione annuale, fotografa il costo di uno stile di vita di fascia alta in 25 città nel mondo attraverso un paniere di 20 beni e servizi rappresentativi dei consumi discrezionali degli high-net-worth individuals (HNWI), dagli immobili residenziali alle automobili, dai gioielli agli orologi, fino a istruzione privata e sanità. Secondo l'edizione 2026 del rapporto, il costo di mantenimento di uno stile di vita premium è aumentato in media del 10,2 per cento su base annua, calcolato in dollari statunitensi, la valuta di riferimento dell'indice.
Il rapporto sottolinea come, quest'anno più che in passato, il principale motore dei rincari non sia tanto l'inflazione locale quanto le dinamiche valutarie: molte città hanno scalato la classifica non per aumenti sostanziali dei prezzi nella propria valuta, ma per l'apprezzamento di quest'ultima nei confronti del dollaro USA. È il caso, ad esempio, del franco svizzero e dell'euro, le cui valute hanno spinto verso l'alto diverse piazze europee.
La top ten 2026 vede in testa Singapore, seguita da Zurigo, Monaco, Hong Kong, Londra, Shanghai, Parigi, Sydney, Milano e Bangkok, quest'ultima all'ultimo posto della classifica delle dieci città più costose.
Bangkok occupa la decima posizione della classifica 2026, in miglioramento rispetto all'undicesimo posto dell'anno precedente. La capitale thailandese è una delle cinque città dell'area Asia Pacifico presenti in top ten, insieme a Singapore, Hong Kong, Shanghai e Sydney: una regione che, secondo il rapporto, si conferma una potenza dell'affluenza globale. Va comunque segnalato che, nel complesso, i prezzi in area APAC sono cresciuti nell'ultimo anno del 7,4 per cento in termini di dollari USA, un ritmo inferiore alla media mondiale del 10,2 per cento, a testimonianza di un incremento dei costi più contenuto rispetto ad altre aree del mondo, pur in presenza di alcune delle voci di spesa più elevate a livello globale.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)
Per molti anni Rio de Janeiro è stata identificata nel mondo quasi esclusivamente attraverso le sue bellezze naturali, il Carnevale e le spiagge iconiche. Oggi, tuttavia, la città sta costruendo una nuova identità internazionale, fondata sulla capacità di ospitare grandi eventi sportivi con continuità e professionalità, trasformandoli in un autentico motore di sviluppo economico, turistico e imprenditoriale.
Il secondo semestre del 2026 rappresenta un esempio emblematico di questa strategia. Il calendario cittadino riunisce appuntamenti di rilevanza internazionale come la 28ª Mezza Maratona Internazionale di Rio, il Campionato Sudamericano di Pallavolo femminile e maschile e, per la prima volta nella storia, una partita ufficiale della National Football League (NFL), segnando un nuovo traguardo nell'internazionalizzazione della destinazione brasiliana.
La forza di questo modello non risiede soltanto nell'importanza delle competizioni sportive, ma soprattutto nella loro capacità di attivare un ecosistema economico che coinvolge alberghi, ristorazione, trasporti, commercio, servizi, intrattenimento e l'intera filiera del turismo. Ogni grande manifestazione genera un significativo incremento della domanda, prolunga la permanenza dei visitatori e favorisce una distribuzione dei flussi turistici lungo tutto l'arco dell'anno, riducendo la dipendenza dalla stagionalità tradizionale.
Rio de Janeiro dimostra così come lo sport possa diventare uno strumento di politica economica. L'organizzazione di eventi di diversa natura — dalle corse su strada ai tornei internazionali, fino ai grandi spettacoli sportivi globali — rafforza la reputazione della città come destinazione affidabile, moderna e competitiva per il mercato internazionale degli eventi.
L'eredità delle Olimpiadi del 2016 continua a produrre effetti concreti. Le infrastrutture realizzate, il know-how organizzativo e la capacità di coordinamento tra istituzioni pubbliche e settore privato hanno consentito alla città di consolidare una competenza ormai riconosciuta nella gestione di eventi complessi. Questo patrimonio immateriale rappresenta oggi uno degli asset più preziosi di Rio, permettendo di attrarre nuove competizioni internazionali con costi organizzativi più efficienti e una maggiore capacità di generare ritorni economici.
L'impatto va ben oltre il settore turistico. Ogni evento internazionale amplia la visibilità globale della città, rafforza la fiducia degli investitori e contribuisce alla promozione dell'immagine del Brasile come destinazione per affari, innovazione e grandi manifestazioni. La presenza di migliaia di atleti, delegazioni, sponsor, media e tifosi provenienti da diversi Paesi crea occasioni di networking e favorisce nuove opportunità commerciali in molteplici comparti economici.
Anche il settore alberghiero e quello della ristorazione registrano benefici diretti. L'aumento dell'occupazione delle strutture ricettive, la crescita dei consumi nei ristoranti e nei servizi turistici, insieme alla maggiore domanda di mobilità urbana, confermano come gli eventi sportivi rappresentino uno dei principali moltiplicatori economici della città. Si tratta di un modello che genera occupazione temporanea, sostiene le piccole e medie imprese locali e contribuisce ad aumentare il gettito fiscale.
Per gli operatori internazionali, Rio de Janeiro si presenta oggi come una piattaforma strategica non solo per il turismo leisure, ma anche per il turismo sportivo, il business travel e l'organizzazione di eventi corporate. La crescente integrazione tra sport, economia e promozione territoriale rende la città sempre più competitiva rispetto ad altri grandi hub latinoamericani.
L'esperienza carioca dimostra, infine, che la vera eredità di un grande evento non è rappresentata esclusivamente dalle infrastrutture costruite, bensì dalla capacità di creare un calendario permanente che mantenga viva l'attenzione internazionale e produca valore economico nel lungo periodo. In questo senso, Rio de Janeiro sta evolvendo da città che ospita eventi a città che costruisce sviluppo attraverso gli eventi, trasformando lo sport in uno dei pilastri della propria strategia di crescita e di posizionamento globale.
Fonti: Correio da Manhã / Prefeitura do Rio de Janeiro / Riotur / ABIH-RJ
Il Comune della Capitale Praga ha aperto anche quest’anno il programma a sostegno dei lavori riguardanti gli immobili situati nella zona sottoposta a vincolo artistico.
Secondo la delibera della giunta, il programma comincia ad accettare le domande a partire da oggi, mercoledì 22 luglio, fino al 30 ottobre. Il programma sostiene i progetti che hanno ottenuto i pareri positivi degli organi di controllo, con l’inizio dei lavori previsto, in linea generale, nel 2027. Lo stanziamento è di circa 48 milioni di corone e potrebbe ancora variare in base al bilancio della capitale per il prossimo anno.
Il Comune di Praga organizza tre incontri pubblici riguardanti il programma, che si terranno il 29 luglio, il 26 agosto e il 9 settembre, previa registrazione dei partecipanti.
Fonte: praha.eu
Radek Rubeš diventerà il nuovo ambasciatore ceco in Italia. Lo ha comunicato ai media cechi il Ministero degli Affari Esteri.
Il ministro degli esteri ceco Petr Macinka ha annunciato giovedì 23 luglio l’invio di nuovi ambasciatori cechi in Italia e negli Stati Uniti durante i mesi estivi. Andrà a Washington l’ex ministro degli esteri Jakub Kulhánek, mentre a Roma arriverà il segretario di stato del Ministero degli Affari Esteri Radek Rubeš. Prenderà il posto dell’attuale ambasciatore S.E. Jan Kohout, che era a Roma dal 2023.
Il segretario di stato dirige la struttura amministrativa del ministero e gestisce le questioni legate al personale. In passato Rubeš è stato ambasciatore ceco in Zambia, ha guidato la missione diplomatica ceca a Ramallah e ha esperienza nelle ambasciate ceche nel Sud Africa e in India.
Fonte: www.seznamzpravy.cz
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Il Brasile sta ridefinendo i confini del proprio sviluppo economico attraverso la valorizzazione strategica del suo immenso patrimonio marittimo. Con l'emanazione del Decreto n. 12.481 del 2 giugno 2025, è stata istituita la Politica Marittima Nazionale (PMN), consacrando ufficialmente la gigantesca area costiera e oceanica del Paese sotto il nome di "Amazzonia Blu" (Amazônia Azul).
Questa enorme risorsa non rappresenta soltanto un pilastro per la sovranità nazionale e la tutela ambientale brasiliana, ma si configura come un ecosistema di straordinario interesse strategico globale, in particolare nei settori della logistica portuale, dell'energia rinnovabile, della cantieristica navale, del turismo nautico e dell'acquacoltura tecnologica.
L'Amazzonia Blu si estende lungo circa 10.000 chilometri di costa (dallo stato di Amapá al Rio Grande do Sul), proiettandosi per 200 miglia nell'Oceano Atlantico fino al limite esterno della piattaforma continentale brasiliana. Parliamo di una superficie di 5,7 milioni di chilometri quadrati che comprende il mare, il fondale e il relativo sottosuolo: un'area equivalente a circa due terzi dell'intero territorio terrestre del Paese e persino più estesa della stessa foresta amazzonica terrestre.
La costa brasiliana si articola in quattro grandi macro-aree, ciascuna caratterizzata da potenzialità uniche:
Questo immenso spazio racchiude una ricchezza ancora in gran parte inesplorata che il governo brasiliano intende sviluppare attraverso i principi dell'"economia blu", coniugando lo sfruttamento responsabile delle risorse oceaniche con la conservazione della biodiversità marina e l'equa distribuzione dei benefici alle comunità costiere.
L'economia marina brasiliana coinvolge oltre 25 rami di attività sostenibili. Tra questi, spiccano comparti ad alta intensità tecnologica che offrono ampie prospettive di modernizzazione e attrazione di investimenti esteri e cooperazione industriale:
Il trasporto marittimo è la spina dorsale dell'interscambio commerciale brasiliano, gestendo circa il 95% del commercio estero del Paese. Sotto la regolamentazione dell'Antaq (l'agenzia nazionale per i trasporti acquatici), il sistema portuale ha raggiunto una movimentazione record di 1,4 miliardi di tonnellate entro il 2025. La necessità di ammodernare i terminal portuali, digitalizzare le operazioni doganali e implementare soluzioni ecologiche apre importanti opportunità per l'adozione di soluzioni tecnologiche avanzate e investimenti infrastrutturali nel settore logistico.
L'industria cantieristica è fondamentale per la costruzione di piattaforme offshore, navi di supporto, petroliere, navi da carico e pescherecci. Attualmente il settore si trova ad affrontare sfide significative legate alla capacità produttiva inutilizzata e alla forte dipendenza dalle politiche pubbliche. La forte domanda di investimenti in nuove tecnologie, di efficientamento energetico e di ammodernamento delle normative di sicurezza e ambientali costituisce una sfida industriale complessa ma ricca di opportunità di cooperazione e innovazione tecnologica.
Nonostante lo straordinario potenziale paesaggistico, il turismo nautico, le crociere e gli sport acquatici rappresentano oggi meno dello 0,20% del PIL brasiliano. Il paese necessita di cospicui investimenti per la costruzione di marine e porti turistici adatti alla navigazione da diporto. Questo enorme potenziale inespresso costituisce una promettente area di sviluppo commerciale e turistico per il prossimo futuro.
Mentre l'Oil & Gas tradizionale rimane l'attività più redditizia (responsabile dell'11% del PIL nazionale, con l'autosufficienza estrattiva raggiunta nel 2006 grazie alle grandi riserve del bacino di Campos), il Brasile punta con decisione sulla transizione ecologica. I parchi eolici offshore e l'energia mareomotrice rappresentano la nuova frontiera dell'energia pulita del Paese, sotto la regolamentazione dell'Aneel (l'agenzia di regolamentazione dell'energia elettrica). Lo sviluppo di queste tecnologie marine si profila come uno dei canali di crescita più dinamici a livello energetico.
Sebbene il Brasile sia il quarto produttore mondiale di tilapia, il settore della pesca (artigianale e industriale) rappresenta solo lo 0,5% del PIL ed è caratterizzato da frammentazione, informalità e bassa efficienza. Esiste un forte bisogno di investimenti in tecnologie per l'acquacoltura sostenibile, sistemi di refrigerazione e catene di lavorazione industriale per incrementare la sostenibilità, la tracciabilità e la competitività del comparto.
Per sostenere questa imponente transizione oceanica, il Brasile ha messo a disposizione degli investitori internazionali solidi strumenti di finanziamento e tutele normative:
Il passaggio del Brasile verso una gestione integrata, sostenibile e tecnologicamente avanzata della sua "Amazzonia Blu" segna una svolta storica per il Paese. Il consolidamento di una solida governance istituzionale e la pianificazione dello spazio marittimo indicano la ferma intenzione di posizionare l'economia oceanica nazionale come un pilastro strategico e un patrimonio collettivo per le future generazioni.
Fonte: Consultor Jurídico
https://conjur.com.br/2026-jul-14/um-mergulho-na-amazonia-azul-2/
Il Governo spagnolo ha approvato un investimento di 719 milioni di euro per sostenere la candidatura del Paese a ospitare una delle future gigafactory europee per l'intelligenza artificiale, infrastrutture strategiche previste dall'Unione Europea nell'ambito dell'iniziativa InvestAI.
Il progetto punta a rafforzare l'autonomia tecnologica europea, riducendo la dipendenza da Stati Uniti e Cina nello sviluppo dei modelli di IA più avanzati. La futura struttura sarà dedicata al calcolo ad alte prestazioni e ospiterà centinaia di migliaia di GPU, indispensabili per l'addestramento di modelli linguistici e altre applicazioni di intelligenza artificiale.
L'investimento complessivo previsto sfiora i 4 miliardi di euro, con la possibilità di raggiungere i 5 miliardi nelle fasi successive. Il progetto sarà sviluppato attraverso una partnership pubblico-privata che coinvolge il Governo spagnolo e importanti aziende come Banco Santander, ACS, Telefónica e Multiverse Computing.
La società avrà sede operativa a Madrid e domicilio a Móra la Nova (Catalogna), destinata a diventare uno dei principali poli tecnologici dell'Europa meridionale. Se la candidatura sarà approvata dalla Commissione europea, l'avvio della gigafactory è previsto tra il 2027 e il 2028.
L' iniziativa apre nuove opportunità di collaborazione e investimento in uno dei principali ecosistemi europei dell'intelligenza artificiale e dell'innovazione tecnologica.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)
La città continua a rafforzare la propria competitività grazie alla crescita economica, agli investimenti in innovazione e allo sviluppo di settori strategici come tecnologia, biomedicina e industria avanzata. Un contesto sempre più favorevole per le imprese italiane interessate a investire o sviluppare il proprio business in Catalogna. Attraverso il programma Barcelona Impulsa, il Comune mira a creare occupazione qualificata e a consolidare un'economia resiliente, competitiva e orientata al futuro.
Nel 2025 il PIL della città ha raggiunto i 112,2 miliardi di euro, segnando il terzo anno consecutivo di crescita. Quasi la metà del valore aggiunto è oggi generata da settori ad alta intensità di conoscenza, a conferma della trasformazione del modello economico.
Anche il mercato del lavoro registra risultati positivi: oltre 1,26 milioni di persone risultano occupate, un record storico, sostenuto anche da 520 milioni di euro di investimenti pubblici in economia e innovazione. Cresce inoltre l'occupazione femminile, sebbene il divario retributivo di genere rimanga una sfida aperta.
Barcellona si conferma tra le prime cinque città dell'Unione Europea per attrazione di investimenti esteri e il quinto hub tecnologico europeo. Nel 2025 la Barcelona Investment Office ha gestito 147 progetti di investimento internazionale, contribuendo all'insediamento di nuove imprese e alla creazione di occupazione.
La città prosegue inoltre la diversificazione del proprio sistema economico, riducendo il peso del turismo (oggi pari al 12,8% del PIL) e rafforzando settori strategici come scienza, tecnologia, industria avanzata, biomedicina, economia blu, circolare e creativa.
Tra i principali progetti figurano la Ciutadella del Coneixement, il centro di ricerca Fraunhofer Spain e l'hub di AstraZeneca, mentre la BioRegione catalana si colloca al quarto posto in Europa per sperimentazioni cliniche.
Infine, Barcellona conferma la propria leadership nel settore congressuale, classificandosi tra le prime tre città al mondo per l'organizzazione di congressi internazionali. Nel 2025 ha ospitato circa 2.000 eventi professionali, con un impatto economico stimato di 1,24 miliardi di euro.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin hanno firmato un ampio pacchetto di accordi per rafforzare e modernizzare le relazioni tra Unione Europea e Svizzera. L'intesa punta a facilitare l'accesso della Svizzera al mercato europeo di circa 460 milioni di consumatori, garantendo maggiore certezza giuridica, semplificando gli scambi commerciali e favorendo la cooperazione transfrontaliera per cittadini e imprese.
Il pacchetto aggiorna quattro accordi già esistenti — su trasporto aereo, trasporti terrestri, libera circolazione delle persone e riconoscimento reciproco delle norme — e ne introduce di nuovi nei settori della sicurezza alimentare, dell'energia elettrica, della salute, dello spazio e del contributo finanziario svizzero alla coesione europea. È prevista inoltre la partecipazione della Svizzera a programmi UE come Orizzonte Europa, Erasmus+, Europa digitale ed EU4Health, insieme a un rafforzamento dei meccanismi di risoluzione delle controversie. «Questo pacchetto storico riflette l'importanza strategica del partenariato tra l'Unione europea e la Svizzera», ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come l'intesa rafforzi la certezza del diritto e crei nuove opportunità per cittadini e imprese di entrambe le parti.
Sul fronte bilaterale con l'Italia, a rafforzarsi è invece la cooperazione infrastrutturale. Un incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra il Viceministro Edoardo Rixi e l'Ambasciatore svizzero Roberto Balzaretti ha confermato la solidità della collaborazione tra i due Paesi in materia di trasporti e logistica, con un focus particolare sul Terzo Valico dei Giovi: il collegamento strategico tra il sistema portuale ligure e il cuore dell'Europa, considerato cruciale per ottimizzare i tempi di trasporto, ridurre i costi operativi e aumentare la competitività del sistema logistico continentale.
Durante l'incontro il Viceministro Rixi ha confermato che il progetto sta procedendo secondo i piani, con un sopralluogo dell'Ambasciatore svizzero previsto direttamente ai cantieri di Genova nei prossimi giorni. «Investire in infrastrutture significa creare sviluppo, lavoro e nuove opportunità», ha dichiarato Rixi, ribadendo l'impegno comune a rafforzare il ruolo dell'Italia nei corridoi europei e la sua centralità nella logistica internazionale.
Le opportunità per gli imprenditori che guardano all'export verso la Svizzera
Per le imprese italiane che guardano al mercato svizzero, questi due fronti aperti in parallelo raccontano la stessa direzione: relazioni più stabili e infrastrutture più efficienti. Il nuovo pacchetto UE-Svizzera, con l'aggiornamento delle norme su trasporti, sicurezza alimentare e riconoscimento reciproco degli standard, riduce l'incertezza normativa per chi esporta verso la Confederazione; il completamento del Terzo Valico dei Giovi promette invece di accorciare sensibilmente i collegamenti tra il sistema portuale ligure, la Svizzera e i mercati del Nord Europa. Una combinazione che interessa in particolare i settori della logistica, della meccanica, dell'agroalimentare e dei beni industriali, per cui affidabilità normativa e rapidità dei collegamenti restano fattori decisivi di competitività sul mercato elvetico.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Firmato a Giacarta un Memorandum of Understanding tra Berna e Jakarta per l'estrazione e la lavorazione sostenibili di metalli e terre rare: un passo che rilancia il ruolo della Svizzera nelle catene del valore globali delle materie prime critiche.
La Svizzera e l'Indonesia rafforzano la propria cooperazione sulle materie prime critiche. Il 16 luglio 2026 è entrato in vigore il Memorandum of Understanding (MoU) firmato a Giacarta dal ministro indonesiano per gli Investimenti e il Downstreaming Rosan Roeslani, un accordo che punta ad approfondire la collaborazione tra i due Paesi nel settore dell'estrazione e della lavorazione di metalli e terre rare.
Nell'ambito dell'intesa, la Svizzera sosterrà l'Indonesia nello sviluppo di un'estrazione e di una lavorazione sostenibili di queste risorse, con l'obiettivo dichiarato di favorire gli investimenti privati svizzeri nel Paese. I due governi hanno inoltre concordato di avviare un dialogo strutturato sulla sicurezza dell'approvvigionamento globale di materie prime e sul libero commercio dei metalli, temi sempre più centrali nelle agende economiche internazionali.
Il MoU si inserisce in una relazione economica di lunga data: l'Indonesia è da tempo un Paese partner della Svizzera nella cooperazione allo sviluppo, e dal 2022 i due Stati sono legati anche dall'accordo di libero scambio dell'EFTA. Berna sostiene inoltre Giacarta nell'estrazione sostenibile di altre materie prime strategiche e nel percorso di adesione all'OCSE a cui l'Indonesia aspira.
La firma dell'accordo ha avuto un iter in due fasi: una prima intesa simbolica risale al 23 giugno, siglata dall'ambasciatrice SECO Andrea Rauber Saxer, responsabile delle relazioni economiche bilaterali e delegata del Consiglio federale agli accordi commerciali, insieme all'ambasciatore indonesiano Ngurah Swajaya. La firma formale da parte svizzera è stata poi apposta dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, con procedura per circolazione a Berna, rendendo il MoU pienamente valido sul piano giuridico.
Le opportunità per gli imprenditori italiani che guardano all'export verso la Svizzera
L'accordo tra Berna e Giacarta conferma quanto la sicurezza dell'approvvigionamento di metalli e terre rare sia diventata una priorità strategica per l'economia svizzera, storicamente forte nella lavorazione dei metalli preziosi e nell'industria di precisione. Per le imprese italiane della metallurgia, della meccanica di precisione, dell'affinazione e del riciclo dei metalli, questo significa un mercato svizzero sempre più attento a fornitori affidabili di tecnologie e servizi lungo l'intera filiera: dall'estrazione sostenibile alla lavorazione, fino ai macchinari per il recupero e l'economia circolare dei materiali. Un terreno che si affianca a un dato già solido: l'export italiano verso la Svizzera cresce a doppia cifra, trainato proprio dai metalli preziosi. In questo contesto, la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera continua a supportare le imprese italiane del comparto nel costruire relazioni dirette con partner, buyer e investitori elvetici, per intercettare le opportunità generate da una filiera dei metalli sempre più centrale nelle strategie economiche della Confederazione.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Il Consiglio Nazionale per la Politica Energetica della Thailandia ha approvato mercoledì un pacchetto di misure volto ad aumentare la concorrenza nel mercato dell'energia elettrica da fonti rinnovabili e ad ampliare l'accesso all'energia pulita.
Il Ministro dell'Energia, Akanat Promphan, ha annunciato che gli accordi diretti di acquisto di energia rinnovabile (Direct Renewable Power Purchase Agreements), finora riservati ai data center, saranno estesi a tutte le imprese. Le aziende potranno quindi acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili direttamente dai produttori, utilizzando l'accesso di terze parti alla rete elettrica nazionale.
Tra le principali misure approvate figura il lancio di un programma per la realizzazione di impianti solari comunitari con una capacità complessiva di 1.500 MW. Per favorire una maggiore partecipazione degli operatori, ciascun sviluppatore potrà realizzare progetti fino a un massimo di 30 MW.
Il governo procederà inoltre alla revisione dei contratti esistenti con i piccoli produttori di energia rinnovabile, adeguando i prezzi dell'energia ai costi attuali di produzione.
Sul fronte dei consumatori, è prevista una riduzione delle tariffe elettriche per le famiglie, mentre i data center saranno soggetti a un regime tariffario specifico e più rigoroso, con l'obiettivo di evitare che il loro elevato fabbisogno energetico comporti un aumento dei costi sostenuti dalle utenze domestiche.
Parallelamente, il Ministro delle Finanze Ekniti Nitithanprapas ha confermato che il governo sta preparando la prima fase di un programma per la transizione energetica del valore di 200 miliardi di baht (circa 6 miliardi di dollari USA), incentrato su due progetti principali.
Il primo riguarda l'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici (rooftop solar), mentre il secondo mira a favorire la conversione del trasporto pubblico e dei veicoli commerciali verso fonti energetiche più sostenibili, promuovendo l'adozione di motocicli elettrici, tuk-tuk elettrici, veicoli per le consegne, furgoni e autobus a basse emissioni.
Infine, il governo introdurrà ulteriori incentivi destinati ai proprietari di pick-up, con l'obiettivo di favorire il passaggio a veicoli alimentati a biodiesel, contribuendo così alla riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)
Il motivo per cui il parquet in legno massello premium italiano "Listone Giordano" sta attirando l'attenzione nel mercato residenziale coreano di alta gamma risiede nella sua "durabilità", adatta al sistema di riscaldamento a pavimento ondol coreano, e in tecnologie distintive come il trattamento antibatterico. Basato su una tradizione tecnica di 156 anni, viene considerato uno dei materiali di finitura chiave in grado di minimizzare le deformazioni termiche ed elevare il prestigio degli spazi abitativi.
In virtù di questi valori, anche il "DH Adelstar" — primo complesso a Gwacheon a portare il marchio high-end di Hyundai E&C — ha scelto Giordano. Hanong Co., Ltd., importatore e distributore di brand di arredo di alta gamma, ha annunciato di aver firmato un contratto per la fornitura del parquet premium in legno massello Listone Giordano per le unità base del complesso residenziale DH Adelstar.
DH Adelstar si trova in un'area di "quasi-Gangnam", adiacente al distretto di Seocho a Seul, che offre sia un'eccellente accessibilità verso Gangnam sia una ricca infrastruttura verde. Nonostante un prezzo di vendita più alto rispetto ai complessi limitrofi, l'adozione di materiali di finitura di fascia alta come Giordano ha rafforzato la competitività del prodotto. Il risultato è stato un rapporto di sottoscrizione medio di 58 a 1 al termine delle vendite.
La qualità del parquet Giordano nasce da un rigoroso controllo delle materie prime. Vengono selezionate rovere di altissima qualità, cresciute naturalmente per oltre 180 anni nella regione di Fontaines, in Borgogna (Francia) — una delle migliori aree di produzione di rovere al mondo — e l'azienda gestisce una segheria dedicata in loco per garantirne l'origine. Il rovere cresciuto in queste condizioni presenta un'elevata densità della struttura legnosa, con ridotte deformazioni, rendendolo adatto al sistema di riscaldamento a pavimento coreano. A ciò si aggiunge "CrystalCare", la tecnologia proprietaria di verniciatura antibatterica dell'azienda, che riduce la carica batterica entro 24 ore dal contatto, garantendo così anche affidabilità igienica.
Grazie a questa qualità, Giordano continua a essere scelto costantemente nel mercato residenziale di lusso coreano. Oltre ai principali complessi dell'area di Gangnam — tra cui Cheongdam Le Beapplication, Raemian One Bailey, Raemian One Pentas, Banpo Maple Zai, DH Daechi Edelrui — l'installazione è stata confermata anche per il "Prestige Xi" di Gwacheon. Il marchio è inoltre presente in altri importanti complessi residenziali di fascia alta del Paese, come Eterno Cheongdam, The Penthouse Cheongdam, Lotte Signiel, Nine One Hannam, Galleria Foret, a testimonianza del valore del brand.
Un rappresentante di Hanong ha dichiarato: "È un momento significativo poter fornire Listone Giordano al DH Adelstar, complesso che sta attirando attenzione come nuovo sviluppo nell'area quasi-Gangnam. Ci impegneremo al massimo per realizzare spazi abitativi di alta gamma, con materiali e qualità di posa all'altezza del prestigio del complesso."
Nel frattempo, Hanong Co., Ltd. — importatore ufficiale in Corea di Listone Giordano — dal 1994, anno della sua fondazione, importa in esclusiva il marchio da 32 anni, guidando il processo di valorizzazione qualitativa del mercato coreano dell'interior design.
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)