Lunedì 25 Maggio 2026
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La maggioranza dei cechi non ha percepito nel 2025 un calo del potere d’acquisto. Lo indica un’indagine dell’agenzia pubblica CVVM.
Oltre la metà dei cechi ritiene che con il loro reddito hanno potuto acquistare nel 2025 circa lo stesso volume di beni e servizi come nel 2024. Un miglioramento del potere d’acquisto è stato poi segnalato dal dieci percento dei cechi, mentre il 37% degli intervistati ha dichiarato di poter acquistare meno beni e servizi. Il dato è in netto miglioramento rispetto al 2024, quando ben il 71% dei cechi aveva segnalato un calo del loro potere d’acquisto.
Il governo ceco ha approvato una nuova cessione di competenze a favore del dicastero guidato dal vicepremier Karel Havlíček. Al Ministero dell’Industria e del Commercio passerà l’agenda delle collaborazioni industriali nel settore militare e degli armamenti, che fino ad ora faceva capo al Ministero della Difesa. “Oggi il settore della difesa è tra quelli, che crescono maggiormente in Repubblica Ceca” ha sottolineato Havlíček. Dopo il trasferimento dovrebbe rimanere uno stretto legame tra le aziende del settore e le forze armate.
In marzo secondo la metodologia comunitaria i prezzi dei beni e servizi al consumo sono aumentati in Repubblica Ceca dell’1,5%. Si è trattato del secondo dato il più basso nell’Unione Europea, dove i prezzi sono aumentati in media del 2,8%.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Nel cuore dell’Amazzonia, Belém si è trasformata, con la COP30, in molto più di una capitale temporanea della diplomazia climatica: è diventata un laboratorio vivente di una nuova economia possibile. Una economia che non rinnega la propria vocazione naturale, ma che ambisce a superare il paradigma estrattivo tradizionale per evolvere verso un modello industriale sostenibile, fondato sulla conoscenza, sull’innovazione e sulla valorizzazione delle risorse locali.
Il punto di partenza è chiaro: per decenni, gran parte dell’economia amazzonica si è basata sull’estrazione primaria, spesso con basso valore aggiunto e alta vulnerabilità ambientale. Il lascito più significativo della COP30, tuttavia, non risiede soltanto nelle dichiarazioni politiche o negli accordi multilaterali, ma nella costruzione concreta di un ecosistema capace di trasformare questa logica. L’obiettivo dichiarato dagli attori coinvolti è accelerare la transizione da una bioeconomia estrattiva a una bioeconomia industriale, integrando ricerca, sviluppo e capacità produttiva in loco.
In questo contesto, l’innovazione assume un ruolo centrale. La creazione di hub tecnologici e laboratori-fabbrica rappresenta una delle leve più promettenti: non semplici centri di ricerca, ma infrastrutture operative dove materie prime locali vengono trasformate in prodotti ad alto valore aggiunto. Questo modello consente di trattenere ricchezza sul territorio, generare occupazione qualificata e ridurre la dipendenza da catene globali poco sostenibili.
La COP30 ha inoltre funzionato come catalizzatore di investimenti e collaborazioni tra piccoli produttori, grandi industrie e istituzioni scientifiche. In questa convergenza, la sostenibilità non è più percepita come vincolo, ma come driver competitivo. L’industria, lungi dall’essere antagonista della conservazione, si configura come alleata strategica nella valorizzazione della biodiversità, attraverso processi produttivi più efficienti e meno impattanti.
Il caso di Belém dimostra che la transizione ecologica può diventare anche una transizione industriale. Non si tratta di sostituire un modello con un altro, ma di ripensare l’intera catena del valore: dalla raccolta delle risorse naturali alla loro trasformazione, fino alla distribuzione globale di prodotti sostenibili. In questo senso, la bioeconomia industrializzata rappresenta una nuova frontiera, capace di coniugare crescita economica e tutela ambientale.
Resta, tuttavia, una sfida sistemica. Perché il modello si consolidi, sarà necessario garantire continuità agli investimenti, formazione qualificata e un quadro normativo stabile. Ma soprattutto, sarà fondamentale mantenere il protagonismo delle comunità locali, affinché la trasformazione economica non si traduca in nuove forme di esclusione, ma in un reale sviluppo inclusivo.
Belém, con il suo esperimento in corso, offre una lezione che va oltre i confini brasiliani: nei territori più ricchi di risorse naturali si gioca oggi una partita decisiva per il futuro dell’industria globale. E la vera innovazione, forse, non consiste nel produrre di più, ma nel produrre meglio — trasformando ciò che la natura offre in valore condiviso, senza comprometterne l’equilibrio.
Fonte: Portal da Indústria (CNI)
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)
Il 26 marzo 2026, il governo ha presentato la sua prima strategia industriale per la difesa. Questo documento fondamentale mira a integrare il bilancio militare con una vera e propria politica industriale, con un obiettivo chiaro: diventare un partner credibile e specializzato nelle filiere della difesa europee.
Il Lussemburgo non costruirà navi o aerei da combattimento. La sua forza risiede in nicchie tecnologiche ad alto valore aggiunto, dove detiene già un vantaggio significativo. In un contesto di stagnazione della produttività, la difesa potrebbe diventare uno dei motori dell'ammodernamento industriale. Spazio, cybersicurezza, materiali compositi, logistica, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, riciclo di materiali critici: sono tutti settori in cui l'ecosistema nazionale è maturo e in cui il trasferimento alle applicazioni per la difesa è diretto. Le 100-150 aziende già attive nel settore ne sono la prova.
Questa specializzazione si struttura attorno a quattro aree di competenza – terrestre, aerea, spaziale e cibernetica – che corrispondono agli impegni delle Forze Armate lussemburghesi nell'ambito della NATO e dell'UE. Il battaglione binazionale con il Belgio, il futuro programma integrato di difesa aerea e missilistica, le comunicazioni satellitari sicure: ognuno di questi progetti genera esigenze industriali specifiche, che le aziende lussemburghesi possono soddisfare se dispongono degli giusti strumenti di accesso al mercato. La strategia mira proprio a creare queste esigenze.
Al centro dell'iniziativa c'è il settore dell'innovazione per la difesa: il governo si affida a un modello già collaudato in Lussemburgo: il campus settoriale. Il Campus della Difesa, come l'Automotive Campus o lo Space Campus, offrirà un ambiente fisico sicuro in cui startup, ricercatori e clienti del settore militare potranno collaborare, testare e stipulare contratti. Il Ministero della Difesa Nazionale svolgerà esplicitamente il ruolo di committente principale, abbassando le barriere all'ingresso per le giovani imprese innovative.
Questa iniziativa sarà finanziata da un fondo per l'innovazione nel settore della difesa e da bandi congiunti con il Fondo Nazionale per la Ricerca, mirati alle tecnologie strategiche individuate nel documento. Un meccanismo di screening sistematico della proprietà intellettuale derivante dalla ricerca pubblica individuerà le innovazioni trasferibili ad applicazioni militari o a duplice uso: un modo intelligente per monetizzare il patrimonio immateriale di università e centri di ricerca senza costi aggiuntivi di ricerca e sviluppo. Infine, il settore della difesa sarà integrato nell'iniziativa nazionale per l'attrazione dei talenti, un segnale essenziale per competere in un mercato globale delle competenze altamente competitivo.
In questo documento strategico, il governo si impegna concretamente, con grande interesse da parte delle aziende attive nel settore della difesa in Lussemburgo e delle imprese straniere che desiderano investire nel Granducato, a riformare la normativa vigente per aprire esplicitamente la legislazione nazionale alla produzione di attrezzature per la difesa. Lo Stato creerà inoltre uno sportello unico, guichet.lu, centralizzando normative, aiuti e procedure.
La strategia governativa è coerente con la struttura dell'economia lussemburghese e con il trend europeo di fondo, e contribuisce a posizionare il Lussemburgo in posizione avanzata: un Paese che fa dell'innovazione nel settore della difesa un settore a tutti gli effetti, integrato nelle proprie politiche industriali, finanziato con risorse proprie e collegato ai programmi europei e dei Paesi alleati.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)
La U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha recentemente pubblicato il documento intitolato “International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) Duty Refunds”
https://www.cbp.gov/trade/programs-administration/trade-remedies/ieepa-duty-refunds
nonché il messaggio CSMS #68315804
https://content.govdelivery.com/accounts/USDHSCBP/bulletins/4126a9c
entrambi dedicati a illustrare la nuova procedura di rimborso.
A partire dal 20 aprile 2026, la CBP ha attivato il sistema Consolidated Administration and Processing of Entries (CAPE), attualmente nella sola Phase 1, applicabile esclusivamente alle entries non liquidate e a quelle liquidate da non oltre 80 giorni.
La CBP ha inoltre chiarito i requisiti necessari per presentare una richiesta di rimborso. In particolare:
La CAPE Declaration dovrà essere caricata in ACE in formato .CSV. Il relativo modello sarà reso disponibile direttamente all’interno del sistema. Una volta elaborata e validata dalla CBP, il sistema ACE provvederà alla liquidazione o riliquidazione delle entries, rimuovendo i codici HTS IEEPA.
I rimborsi saranno poi accreditati direttamente sul conto bancario dell’IOR registrato in ACE, oppure a un soggetto designato dall’IOR a riceverli per suo conto tramite apposito modulo CBP. Dopo l’accettazione della CAPE Declaration da parte della CBP, i rimborsi dovrebbero essere emessi entro un periodo compreso tra 60 e 90 giorni.
Cosa dovrebbero fare gli importatori
Gli importatori interessati dovrebbero:
Per le richieste di rimborso relative alla Phase I, sarà inoltre necessario preparare una CAPE Declaration in formato .CSV (comma-separated values), contenente esclusivamente i numeri delle entries che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
La CBP ha iniziato ad accettare le richieste di rimborso a partire dal 20 aprile 2026.
(Contributo editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast)
Il settore automotive ceco ha registrato nei primi tre mesi del 2025 un trimestre da record. Lo indica l’associazione del settore AutoSap.
Da gennaio a fine marzo le case automobilistiche con stabilimenti in Repubblica Ceca hanno prodotto quasi 397.000 automobili con un incremento dell’otto percento rispetto al 2025. Cresce anche la quota delle auto elettriche e ibride, che ormai rappresentano circa il 40% della produzione ceca delle automobili. Secondo il presidente di AutoSap Martin Jahn i risultati rappresentano “segnali positivi” per l’intera economia ceca visto il peso dell’automotive sul Pil del paese. A trainare l’incremento sono stati la Škoda Auto e la Toyota di Kolín, mentre lo stabilimento Hyundai registra ancora un calo di produzione.
Positivi anche i numeri del settore autobus con oltre 1440 mezzi prodotti. Decisivo il contributo alla produzione di Iveco Czech Republic.
L’Aeroporto di Praga non sta riscontrando difficoltà con le forniture di carburante per aviogetti. Lo riporta il quotidiano Pravo.
“In questo momento non abbiamo informazioni sulle interruzione nella logistica” ha detto la portavoce dello scalo della capitale boema al quotidiano. L’Aeroporto dispone in magazzino carburante sufficiente a coprire circa dieci giorni di traffico a pieno ritmo. In caso di necessità altre forniture potrebbero arrivare dalle riserve strategiche dello stato.
Due importanti gruppi di sviluppo immobiliare hanno annunciato questa settimana la trasformazione di ex centrali telefoniche a Praga.
Il gruppo Penta ha ottenuto il permesso a costruire per la trasformazione dell’ex centrale telefonica nella via Petrská nella Città Nuova di Praga. L’investitore prevede la demolizione dell’edificio risalente agli anni Settanta e la costruzione di un nuovo complesso con circa 80 appartamenti di fascia alta. L’investimento dovrebbe superare il miliardo di corone con l’inizio dei lavori in estate e il completamento nel 2028.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Houston continua a distinguersi a livello nazionale per dinamismo demografico ed economico. Nel corso dell’ultimo anno, l’area metropolitana ha registrato la crescita della popolazione più elevata degli Stati Uniti, con quasi 127.000 nuovi residenti tra luglio 2024 e luglio 2025. Questo significa una media di 347 persone al giorno, ovvero un nuovo residente ogni 4 minuti.
Negli ultimi dieci anni, la popolazione è passata da 6,7 a 7,9 milioni di abitanti, con un incremento complessivo di 1,2 milioni di persone. Oggi Houston conta più residenti di 37 Stati americani e del District of Columbia. Tra le principali aree metropolitane del Paese, Houston si distingue anche per il tasso di crescita più elevato (1,6%), superando altri hub in forte espansione come Dallas, Orlando e Phoenix.
La crescita è sostenuta principalmente dai flussi migratori internazionali, che rappresentano oltre la metà dell’incremento (56,5%), seguiti dalla crescita naturale della popolazione (37,7%) e, in misura minore, dalla migrazione interna (5,7%). A rendere Houston particolarmente attrattiva contribuiscono un mercato del lavoro solido, un costo della vita relativamente contenuto e l’assenza di imposte statali sul reddito.
Sul fronte occupazionale, i dati aggiornati della Texas Workforce Commission indicano che il mercato del lavoro ha superato le stime iniziali, con 2.700 posti di lavoro in più rispetto a quanto precedentemente riportato per il 2025. Il tasso di crescita dell’occupazione si è mantenuto significativamente superiore alla media nazionale, nonostante un generale rallentamento nella creazione di nuovi posti.
Houston si conferma inoltre tra le principali destinazioni per investimenti e sviluppo economico. Secondo Site Selection Magazine, nel 2025 l’area metropolitana ha registrato 590 progetti qualificati, posizionandosi al secondo posto negli Stati Uniti dopo Chicago. Se rapportato alla popolazione, Houston risulta invece al primo posto a livello nazionale, con 74,6 progetti per milione di abitanti.
A conferma della solidità dell’economia locale, i principali indicatori economici mostrano un quadro complessivamente positivo, seppur in fase di normalizzazione. Nel settore delle costruzioni, i nuovi contratti assegnati nei primi mesi del 2026 ammontano a circa 5 miliardi di dollari, in calo rispetto ai livelli eccezionalmente elevati del 2025, ma comunque in linea con una crescita sostenibile. Il rallentamento è legato soprattutto alla riduzione dei grandi progetti infrastrutturali.
Il mercato immobiliare residenziale rimane stabile: nei primi due mesi del 2026 sono state vendute oltre 10.900 abitazioni unifamiliari, con una lieve flessione dell’1,6% rispetto all’anno precedente, ma ancora su livelli superiori al periodo pre-pandemico.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione locale si mantiene contenuta: a febbraio 2026 l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,3% su base annua, ben al di sotto della media nazionale del 2,4%. Tuttavia, possibili tensioni geopolitiche potrebbero influenzare i prezzi energetici nei mesi successivi.
L’attività economica mostra segnali di rafforzamento, con l’indice PMI salito a 52,4 a febbraio, indicando un’espansione in corso da ben 69 mesi consecutivi, sia nel settore manifatturiero che nei servizi.
Il tasso di disoccupazione ha registrato un aumento a gennaio, raggiungendo il 4,9% nell’area metropolitana di Houston, in linea con un andamento stagionale tipico di inizio anno e non indicativo di un indebolimento strutturale del mercato del lavoro.
Infine, il settore automobilistico evidenzia una domanda ancora sostenuta: nei dodici mesi fino a febbraio 2026 sono stati venduti oltre 385.000 veicoli, con un incremento del 6,8% su base annua. La crescita è trainata in particolare da truck e SUV, che rappresentano ormai oltre l’80% delle vendite, confermando un cambiamento strutturale nelle preferenze dei consumatori.
(Contenuto editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce of Texas)
L'annata agraria 2025 delinea un quadro di profonda dicotomia produttiva, evidenziando una pericolosa dipendenza dalle colture vernine (autunno-invernali) per compensare la crescente vulnerabilità climatica che affligge i raccolti primaverili.
Il comparto dei cereali ha registrato un raccolto record di grano, attestatosi a 3,68 milioni di tonnellate (+27% rispetto al 2024). Con una resa media di 6,1 t/ha e un fabbisogno interno di appena 1,2 milioni di tonnellate, il potenziale di esportazione supera i 3 milioni di tonnellate. Al contrario, la produzione di mais ha subito un sensibile deterioramento, scendendo a 4,45 milioni di tonnellate (-12,9%). Tale flessione è il risultato combinato di shock termici e di una contrazione dei margini dovuta ai bassi prezzi d'acquisto.
In ottica strategica, il settore sta rispondendo alla volatilità climatica attraverso un massiccio spostamento verso la semina autunnale, vista come un "hedge" naturale contro le siccità estive. La struttura della semina 2025 riflette questa tendenza:
2. Commercio estero e analisi dell'interscambio agroalimentare
Nel periodo gennaio-novembre 2025, l'interscambio agroalimentare ha raggiunto un valore di 8,5 miliardi di euro (+5,4%), rappresentando il 12,4% del commercio totale serbo. Tuttavia, la competitività del settore è sotto pressione: il surplus commerciale (957,1 milioni di euro) si è contratto del 24,5%.
3. Indicatori industriali e volatilità dei costi di produzione
L’attività industriale nel periodo gennaio-novembre mostra segnali di rallentamento, con l'industria alimentare in contrazione del 1,3% e le bevande del 1,2%. Sebbene l'industria del tabacco mostri una stabilità cumulativa (+0,1%), il dato puntuale di novembre 2025 evidenzia un brusco crollo della produzione di tabacco (-12,2%), segnale di una possibile revisione dei cicli produttivi a fine anno.
La redditività delle imprese agricole è ulteriormente minacciata dalla volatilità dei costi dei materiali di riproduzione registrata nel Q3:
Sul fronte dei prezzi alla produzione (novembre 2025), si osserva un surriscaldamento per la frutta (+24,2%) e il mais (+16,8%), mentre il comparto orticolo subisce un crollo dei prezzi del 27,0%, evidenziando forti squilibri tra domanda e offerta stagionale.
4. Mercato del lavoro: polarizzazione salariale strutturale
Il settore impiega 120.285 dipendenti (5,2% del totale nazionale). L'analisi dei dati evidenzia una marcata disparità salariale strutturale, con l'industria del tabacco che si posiziona come comparto a altissimo valore aggiunto e principale contributore fiscale in termini di oneri sul lavoro.
Lo stipendio medio lordo nel settore del tabacco ha raggiunto i 254.786 dinari lordi (RSD), un valore che supera del 71,2% la media nazionale.
Salari netti medi (Gen-Ott 2025):
5. Iniziative strategiche e nuovi framework regolatori
6. Sentiment aziendale
Il sentiment per il primo trimestre del 2026 rimane improntato alla cautela operativa:
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
Il Q4 2025 ha segnato una svolta decisiva nell'allineamento normativo della Serbia agli standard dell'Unione Europea, fattore critico per mantenere la competitività dell'export verso il mercato unico.
2. Indicatori della produzione industriale e scorte
Nel periodo gennaio-novembre 2025, la produzione manifatturiera complessiva in Serbia è cresciuta dell'1,9%. Tuttavia, l'analisi disaggregata della filiera legno-mobile-carta rivela dinamiche contrastanti:
Analisi delle scorte e segnali di mercato: Il dato più significativo riguarda il drastico calo delle scorte nella lavorazione del legno (-28,3%) registrato a novembre 2025. Al contrario, il comparto della carta mostra un aumento delle scorte (+22,3%).
3. Commercio estero e partner strategici
Il settore del legno e del mobile si conferma un pilastro dell'export serbo, pesando per il 5,8% sulle vendite totali all'estero. Il valore complessivo delle esportazioni del comparto ha raggiunto circa 1,7 miliardi di euro (+4,7% su base annua), generando un surplus commerciale di 325,2 milioni di euro.
Un dato di eccezionale rilievo per gli investitori è la performance del settore mobile, il cui export è cresciuto del 14,6% (793,5 milioni di euro), dimostrando che la Serbia sta scalando la catena del valore, vendendo prodotti finiti a più alto margine nonostante il calo dei volumi produttivi fisici.
4. Occupazione e statistiche salariali
Al Q3 2025, il settore impiega complessivamente 52.256 addetti, rappresentando il 2,3% della forza lavoro nazionale.
Nel periodo gennaio–ottobre 2025, il salario medio nel settore della produzione di carta e prodotti in carta è stato pari al 94,6% della media nazionale. Nel settore della lavorazione del legno e dei prodotti in legno, il salario medio è stato inferiore del 39,1% rispetto alla media nazionale, mentre nel settore della produzione di mobili è stato inferiore del 30,1%. Nel settore della silvicoltura e del taglio del legno, il salario medio è stato inferiore del 21,3% rispetto alla media della Repubblica di Serbia ed è cresciuto in termini reali del 6,7%.
5. Clima aziendale e prospettive per il Q1 2026
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
L’economia serba nel 2025 ha registrato un sensibile rallentamento rispetto alle stime iniziali, con una crescita del PIL reale attestata al 2,0%, valore dimezzato rispetto alla proiezione di inizio anno (4,2%). Tale flessione è parzialmente riconducibile a variabili climatiche avverse che hanno influenzato i prezzi dei prodotti alimentari e, di riflesso, l'industria di trasformazione energivora. Nonostante ciò, le prospettive a medio termine rimangono positive, con proiezioni di accelerazione al 3,5% nel 2026 e al 5,0% nel 2027, sostenute dagli investimenti per EXPO 2027 e dal programma "Salto nel futuro".
Gli indicatori finanziari riflettono una stabilità strutturale:
2. Analisi della Produzione Industriale e delle Scorte
Il comparto estrattivo si conferma il motore della resilienza industriale serba, superando le performance del settore della fornitura di energia, che ha risentito di una fase di contrazione operativa.
Analisi Analitica di Scorte e Prezzi
L'andamento delle scorte a novembre 2025 evidenzia segnali di mercato critici:
3. Iniziative per la Transizione Verde e Rinnovabili
La Serbia sta consolidando il passaggio verso un’economia circolare, definendo nuovi benchmark per il settore privato e lo sviluppo regionale.
4. Evoluzione del Quadro Normativo e Strategico
Le recenti riforme puntano a rafforzare la sovranità statale nella gestione delle risorse e ad allineare il Paese agli standard UE.
5. Focus Speciale: Nuove Frontiere e Grandi Progetti Estrattivi
6. Commercio Estero e Investimenti Diretti Esteri (IDE)
Il settore energetico-minerario si conferma un pilastro dell'interscambio nazionale, pur mantenendo un deficit strutturale legato agli idrocarburi.
7. Occupazione, Salari e Clima di Fiducia
Dinamiche del Lavoro
Analisi Salariale nel period gennaio-ottobre 2025
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
Hong Kong riveste oggi un ruolo centrale nella strategia internazionale dell’Italia, non solo come mercato di sbocco, ma come piattaforma di relazione, cultura e sviluppo del Made in Italy. Negli ultimi anni la città ha ridefinito in modo significativo il proprio posizionamento nel sistema internazionale dell’arte e del design, aprendo nuove opportunità di visibilità e di crescita per le imprese italiane. In questo contesto, la presenza italiana a Hong Kong si rafforza come espressione concreta di una diplomazia economica e culturale capace di unire qualità produttiva, innovazione e apertura al dialogo internazionale.
Un passaggio di particolare rilievo è rappresentato dall’esordio del Salone del Mobile.Milano ad Art Basel Hong Kong, all’interno di una partnership triennale con Art Basel. Questa partecipazione, in uno dei principali hub mondiali del collezionismo, segna un ulteriore passo nel processo di internazionalizzazione del design italiano. Hong Kong si conferma così un punto d’incontro tra arte, innovazione e artigianalità, offrendo una vetrina capace di valorizzare l’eccellenza del Made in Italy e della ricerca progettuale che lo distingue.
Hong Kong assume un’importanza strategica anche sotto il profilo economico. La città rappresenta infatti una porta privilegiata verso i mercati asiatici, in particolare Cina, Giappone e Corea del Sud, aree in cui la domanda di design italiano continua a evolversi e a crescere. La sua funzione di piattaforma relazionale e culturale si rafforza progressivamente, consentendo di generare opportunità su scala regionale e di instaurare connessioni con interlocutori di alto profilo. In questa prospettiva, non si tratta solo di entrare in un nuovo mercato, ma di consolidare la propria presenza all’interno di un contesto in cui arte, design e mercato sono sempre più interconnesse.
I dati confermano questa rilevanza. Nel 2025, le esportazioni italiane verso Hong Kong hanno raggiunto risultati significativi: il settore legno-arredo ha raggiunto i 59,8 milioni di euro, mentre il piu’ ampio comparto dell’arredamento si e’ attestato intorno ai 52 milioni. Si tratta di valori che testimoniano l’alta considerazione internazionale di cui gode il design italiano, riconosciuto come espressione di eccellenza manifatturiera. Come ha sottolineato l’ambasciatore italiano in Cina Massimo Ambrosetti, questi risultati confermano il forte apprezzamento per un modello produttivo capace di coniugare tradizione, ricerca e qualità.
In questa cornice si inserisce anche la celebrazione della Giornata del Design Italiano nel Mondo, curata da Annalisa Rosso nel 2026, che assume il valore di strumento di diplomazia culturale. L’iniziativa rafforza il dialogo tra il settore del design italiano e i contesti internazionali, evidenziando come il design possa essere una lingua comune tra mondi diversi. Il nuovo Collectors Lounge, uno spazio prestigioso e curato che offre un ambiente confortevole e di design per mercanti d'arte, presentato nell’ambito di Art Basel Hong Kong, esprime proprio questa visione: un sistema produttivo capace di unire eredità manifatturiera, innovazione e dialogo con il linguaggio contemporaneo dell’arte e dell’architettura.
Anche la dimensione temporale rafforza il significato di questa presenza. Il Salone del Mobile.Milano è infatti atteso a Milano dal 21 al 26 aprile 2026, e il percorso che passa da Hong Kong contribuisce ad anticiparne contenuti, relazioni e visione internazionale. La strategia è chiara: posizionare il design italiano non solo come settore industriale, ma come linguaggio culturale e leva strategica capace di connettere bellezza, business e investimento. In questo senso, Hong Kong non è soltanto un mercato importante per l’Italia: è un partner essenziale per costruire il futuro internazionale del Made in Italy.
Bibliografia
"Salone del Mobile.Milano lands in Hong Kong with Art Basel: Italian design conquers Asia"
https://www.xylon.it/en/2026/03/26/il-salone-del-mobile-milano-sbarca-a-hong-kong-con-art-basel-il-design-italiano-conquista-lasia/
"In Hong Kong, Salone del Mobile.Milano and Art Basel collaborate on art and design"
https://www.ansa.it/english/news/news_from_embassies/2026/03/30/in-hong-kong-salone-del-mobile.milano-and-art-basel-collaborate-on-art_ac1f2d5d-bb9c-44f7-86d6-71d62ecf4f82.html
"Salone reinforces its collaboration with Art Basel and lands in Hong Kong"
https://www.salonemilano.it/en/articoli/salone-mobilemilano-collaboration-art-basel-hong-kong
"La Giornata del Design Italiano nel Mondo"
https://italiandesignday-official.it/
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)