Notizie mercati esteri

Mercoledì 10 Giugno 2026

Aggiornamento sui rimborsi IEEPA

La U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha recentemente pubblicato un documento intitolato “International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) Duty Refunds”, oltre al CSMS n. 68315804, che riassume il processo di rimborso in arrivo.

CBP ha lanciato il sistema Consolidated Administration and Processing of Entries (CAPE) il 20 aprile 2026, come Fase 1, applicabile esclusivamente alle dichiarazioni non ancora liquidate e a quelle liquidate entro 80 giorni dalla liquidazione.

CBP ha inoltre specificato le azioni necessarie per richiedere i rimborsi:

  • L’Importer of Record (IOR) e il suo broker doganale devono disporre di un account ACE.
  • Il sistema ACH deve essere attivato in ACE.
  • L’IOR o il suo broker doganale devono presentare la richiesta di rimborso (CAPE Declaration) tramite CAPE nel sistema ACE.

La CAPE Declaration deve essere presentata come file .CSV all’interno di ACE.
Il modello della CAPE Declaration sarà disponibile nel sistema ACE.
Una volta che la CAPE Declaration sarà elaborata e validata da CBP, ACE provvederà a liquidare o riliquidare le dichiarazioni rimuovendo i codici HTS relativi all’IEEPA.

I rimborsi saranno effettuati direttamente sul conto bancario dell’IOR registrato in ACE oppure a un soggetto designato dall’IOR tramite apposito modulo CBP.

Infine, una volta che la CAPE Declaration sarà accettata da CBP, i rimborsi verranno erogati entro 60–90 giorni.

Cosa dovrebbero fare gli importatori:

  • Se non è già stato fatto, creare immediatamente un account ACE
  • Se si dispone già di un account ACE ma non si effettua l’accesso da oltre 45 giorni, contattare immediatamente il supporto ACE per riattivarlo
  • Registrarsi per ricevere i rimborsi tramite ACH utilizzando un conto bancario statunitense
  • Preparare un report ACE che includa tutte le dichiarazioni con dazi IEEPA (inclusi i dati di liquidazione)

Per le richieste di rimborso della Fase 1, preparare una CAPE Declaration composta da un file .CSV (valori separati da virgola) contenente esclusivamente i numeri delle dichiarazioni:

  1. per le quali sono stati pagati dazi IEEPA, e
  2. che risultano non liquidate oppure liquidate da meno di 80 giorni rispetto alla data di presentazione della Declaration.

CBP ha iniziato ad accettare le richieste di rimborso a partire dal 20 aprile.

Ultima modifica: Mercoledì 10 Giugno 2026
Mercoledì 10 Giugno 2026

Luxinnovation: attore chiave di supporto all'economia del Lussemburgo attraverso l'innovazione

Il 2025 ha segnato la fine di un importante periodo di transizione strategica per l'agenzia nazionale per l'innovazione, Luxinnovation.

Luxinnovation, partner locale essenziale per garantire la sostenibilità e la modernizzazione dell'intero ecosistema imprenditoriale del Paese essendo il  braccio operativo per l'innovazione del Ministero lussemburghese, si posiziona come sportello unico per l’accesso all’innovazione, offrendo alle imprese un processo strutturato in quattro fasi: ispirazione – sensibilizzazione e generazione di idee innovative; accelerazione – valutazione e sviluppo del potenziale di crescita; connessione – networking con i partner rilevanti dell’ecosistema; e finanziamento – aiuti governativi e programmi europei. Un nuovo focus prioritario è stato integrato nella missione di Luxinnovation: lo sviluppo dei talenti.

Nel 2025 sono stati stabiliti oltre 2.200 contatti con le imprese. Che  hanno dato  supporto a 1.000 imprese – l'85% delle quali sono piccole e microimprese (PMI), a dimostrazione che l'agenzia sta raggiungendo con successo il cuore dell'economia locale. L'agenzia ha arricchito il suo Knowledge Hub con oltre 25 nuove risorse e 15 report sulle tendenze. Nel 2025 sono state supportate 61 candidature per i programmi di performance "Fit4". Il settore delle startup rimane dinamico, con il decimo anniversario di Fit4Start, che ha ricevuto un numero record di 495 candidature, e il lancio del nuovo programma Fit4Scale, che ha supportato cinque startup. In termini di connettività, il Luxembourg Digital Innovation Hub (L-DIH) ha visto aumentare del 30% il suo supporto alle imprese industriali. A livello internazionale, 42 aziende straniere hanno effettuato un "soft landing” nel Granducato. Infine, in termini di finanziamenti, Luxinnovation ha aiutato 307 aziende ad accedere a fondi pubblici.

Uno dei momenti salienti del 2025 è il lancio della Luxembourg AI Factory, con Luxinnovation come punto di contatto unico. L'AI Factory è concepita come uno sportello unico per supportare tutti gli attori economici nell'adozione dell'intelligenza artificiale (IA) in modo sovrano e sicuro. L'AI Factory offre già una gamma di 66 servizi, dalle valutazioni di maturità all'implementazione di soluzioni sul supercomputer MeluXina-AI (previsto per la fine del 2026). Dal suo lancio, la Luxembourg AI Factory ha già supportato oltre 150 aziende, principalmente PMI. "Si propone apertamente come punto di riferimento unico per qualsiasi organizzazione che desideri adottare l'IA, fornendo chiarezza e indicazioni concrete su tecnologia, formati e supporto legale", ha spiegato il Ministro Lex Delles.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)

Ultima modifica: Mercoledì 10 Giugno 2026
Mercoledì 10 Giugno 2026

Notizie dai mercati esteri - Repubblica Ceca

La crescita dell’economia ceca supererà la media UE

La crescita dell’economia ceca supererà nel 2026 e nel 2027 la media dell’Unione Europea. Lo indica la Commissione Europea nella sua previsione di primavera.

La Commissione prevede che quest’anno la crescita del PIL del paese arriverà all’1,8% per crescere nel 2027 a 2,4%. La media UE si dovrebbe invece fermare all’1,1% nel 2026 e all’1,4% nel 2027. “La crescita verrà trainata dai consumi domestici alla luce dell’aumento dei redditi reali delle famiglie e della riduzione dei tassi di risparmio” nota la Commissione Europea riguardo all’andamento del Pil ceco.

Sulla nuova previsione pesa l’incertezza internazionale e la crisi in Medio Oriente, che ha portato alla riduzione delle aspettative di crescita in praticamente tutti i paesi del blocco europeo. In ripresa invece l’inflazione che in Repubblica Ceca dovrebbe attestarsi al 2,7% quest’anno e al 2,8% nel prossimo anno.

Fonte: economy-finance.ec.europa.eu

Superati gli 11 milioni di pernottamenti nel primo trimestre

Nel primo trimestre di quest’anno sono stati superati gli 11 milioni di pernottamenti nelle strutture di accoglienza. Lo indica l’Ufficio di Statistica Ceco.

I pernottamenti hanno registrato un aumento sia per quanto riguarda gli arrivi dei turisti cechi, che crescono del quattro percento a 5,7 milioni di pernottamenti, che per i visitatori esteri con un incremento di oltre il sette percento. Tra le tipologie delle strutture continuano a prevalere gli hotel con otto milioni di pernottamenti complessivi.

La destinazione maggiormente preferita dai turisti esteri rimane Praga, che totalizza oltre il 60% dei due milioni di arrivi esteri. In leggero aumento i flussi dall’Italia, che è il quinto paese di provenienza più importante.

Fonte:csu.gov.cz

L’industria manifatturiera ceca registra una leggera crescita

L’industria manifatturiera ceca ha registrato nel primo trimestre di quest’anno una leggera crescita. Lo indicano i dati dell’Ufficio di Statistica Ceco.

Nel periodo da gennaio a marzo la produzione industriale ha avuto una crescita rispetto all’anno precedente del 2,1%. Il risultato è stato ottenuto dall’andamento positivo del settore automotive, che ha registrato un aumento della produzione di quasi il quattro percento. La produzione delle automobili è il comparto più importante del settore manifatturiero ceco. Ha avuto un buon andamento anche la produzione di altri tipi di mezzi di trasporto con un incremento del 24%. In marzo la crescita è tuttavia rallentata all’1,7%.

I produttori si trovano sotto la spinta dei prezzi e il fatturato del comparto ha registrato un lieve calo. In aumento di oltre il quattro percento invece il valore dei nuovi ordini.

Fonte: csu.gov.cz

Il commercio estero tra Italia e Repubblica Ceca sfiora nel primo trimestre 5 miliardi euro

Il commercio estero tra l’Italia e la Repubblica Ceca ha sfiorato nel primo trimestre del 2026 il valore di cinque miliardi di euro. Lo indica l’Ufficio di Statistica Ceco.

Tra gennaio e marzo il volume è aumentato a 4,94 miliardi di euro con un incremento rispetto a un anno fa del 7,5%. L’andamento è in parte dovuto agli effetti del cambio, l’interscambio espresso in corone ha però avuto un solido aumento di oltre il quattro percento. Le esportazioni italiane verso la Repubblica Ceca sono cresciute dell’1,4%, mentre le vendite ceche in Italia di ben il 13%.

Le esportazioni ceche sono state trainate dalle vendite delle automobili in aumento del 33%. Le auto rappresentano circa un quarto delle vendite ceche in Italia. Per l’Italia buoni i risultati nel settore dei macchinari per l’industria o il vino.

Fonte : csu.gov.cz 

La Repubblica Ceca aveva il tasso di disoccupazione più basso nell’UE

La Repubblica Ceca aveva a fine del primo trimestre di quest’anno il tasso di disoccupazione più basso nell’intera Unione Europea. Lo comunica l’Eurostat.

In marzo il tasso di disoccupazione in Repubblica Ceca è sceso leggermente a 3,1%. Il dato ceco era circa la metà della media UE, che ha raggiunto a fine trimestre il sei percento. In una posizione simile alle Repubblica Ceca con una disoccupazione inferiore al quattro percento ci sono altri quattro paesi comunitari – Bulgaria, Malta, Polonia e Slovenia.

Il tasso di disoccupazione è comunque aumentato a confronto con marzo 2025, quando in Repubblica Ceca era al 2,7%. La quota di disoccupati è rimasta invece stabile rispetto a un anno fa nell’intera UE.

Fonte: ec.europa.eu

La crescita dell’economia ceca si mantiene sopra il due percento

La crescita dell’economia ceca si è mantenuta a inizio dell’anno sopra il due percentoLo indica l’Ufficio di Statistica Ceco.

Nel primo trimestre di quest’anno il prodotto interno lordo ha registrato un aumento rispetto al 2025  del 2,1%. Il dato è quindi perfino migliore rispetto a quello registrato un anno fa, quando nel primo trimestre del 2025 l’aumento è stato del due percento. Rispetto all’ultimo trimestre del 2025 la crescita è stata dello 0,2%.

“La crescita del Pil del 2,1% è stato trainata esclusivamente dalla domanda interna, soprattutto dalla spesa per il consumo delle famiglie e dalla creazione del capitale fisso” ha indicato Vladimír Kermiet dell’ufficio di statistica. Contributo negativo invece per il commercio estero.

Il clima di fiducia stabile tra gli imprenditori cechi nonostante la crisi internazionale

Il clima di fiducia è rimasto stabile tra gli imprenditori cechi in aprile nonostante il secondo mese di incertezza dovuta alla crisi in Medio Oriente. Lo rileva l’Ufficio di Statistica Ceco.

Nel settore imprenditoriale l’indica di fiducia ha registrato in aprile lo stesso valore che in marzo. L’indice ha registrato rialzi nel settore dei servizi e nell’edilizia, che probabilmente ha risentito del riavvio stagionale dei lavoro. Negativo invece l’andamento nei settori del commercio e dell’industria manifatturiera. Nell’industria si registra soprattutto un peggioramento delle attese di produzione nei prossimi tre mesi.

Tra i consumatori l’indice ha subito un calo. Sebbene non si siano modificate di molto le valutazioni sulla propria condizione economica, è cresciuta in maniera evidente la quota dei consumatori che attende nei prossimo dodici mesi il peggioramento della situazione economica del paese. In forte aumento anche le preoccupazioni dovute all’aumento dei prezzi, stabili quelle legate alla disoccupazione.

Palermo avrà un collegamento aereo con Praga

Palermo avrà un collegamento aereo con Praga a partire da settembre Lo annuncia l’Aeroporto Di Praga.

A partire dal sei settembre il vettore WizzAir avvierà un collegamento aereo diretto tra il capoluogo siciliano e la capitale boema. Secondo le informazioni del sistema di prenotazione il volo verrà effettuato quattro volte alla settimana, il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica. Il collegamento è previsto anche nei mesi invernali.

La Sicilia è già oggi raggiungibile da Praga con collegamenti con Catania, che vengono effettuati da tre compagnie – Ryanair, Smartwings e WizzAir. Si tratta di voli pianificati per la stagione estiva, che si conclude in ottobre.

 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

 

 

Ultima modifica: Mercoledì 10 Giugno 2026
Mercoledì 10 Giugno 2026

Le aziende coreane di dispositivi medici accelerano la diversificazione dei mercati, puntando sull'Italia come nuovo hub per l'Europa meridionale

Le aziende coreane produttrici di dispositivi medici stanno andando oltre la tradizionale strategia di esportazione incentrata sulla Germania, individuando nell'Italia un nuovo punto di riferimento per l'Europa del Sud e accelerando la diversificazione dei mercati. Per penetrare concretamente nel mercato italiano — considerato tra i più avanzati d'Europa in campo sanitario — la Cooperativa Coreana delle Industrie di Dispositivi Medici ha allestito per la prima volta nella sua storia un padiglione nazionale in una grande fiera locale, avviando così l'espansione del proprio territorio di esportazione.

La Cooperativa ha annunciato la propria partecipazione con un padiglione Korea alla 24ª edizione di EXPOSANITÀ 2026, svoltasi a Bologna dal 22 al 24 aprile scorsi. Exposanità è la principale fiera italiana del settore, a cadenza biennale, tenutasi quest'anno presso il Bologna Fiere. Secondo il sito ufficiale, l'edizione 2026 si è svolta sul tema "Nuove tecnologie e sanità sostenibile", con focus su salute digitale, riabilitazione e settore della cura. La manifestazione è riconosciuta come la seconda fiera generalista del settore medicale in Europa per dimensioni.

Secondo la Cooperativa, quest'anno hanno partecipato 343 aziende da 17 paesi, con oltre 20.000 visitatori professionali. La Corea è stato l'unico paese a gestire un padiglione nazionale, attirando particolare attenzione da parte degli operatori locali.

Al padiglione coreano hanno preso parte 8 produttori: DRtech/DRTECH (apparecchiature a raggi X), Filtec Bio (siringhe per insulina), Young Chemical (medicazioni per ferite), Zenos (stent coronarici), Osтеоnic (impianti ortopedici), Daejong Meditech (biomateriali per la rigenerazione tissutale), BSL (dispositivi per la separazione del grasso), Darim Yanghaeng (trocar). Includendo le 3 aziende partecipanti in modo autonomo, si contano in totale 11 imprese coreane impegnate nell'apertura del mercato italiano.

Le aziende partecipanti si aspettano risultati concreti, sottolineando che — a differenza delle grandi fiere come Medica di Düsseldorf, rivolte all'intera Europa — Exposanità consente incontri diretti con buyer locali altamente specializzati nel mercato italiano. Un rappresentante aziendale presente alla fiera ha dichiarato: "Abbiamo potuto condurre trattative intensive con buyer locali con un reale potenziale di business, piuttosto che con un pubblico europeo generico. Questo si è rivelato estremamente utile per individuare nuovi canali distributivi e potenziali partner."

L'Italia vanta uno dei mercati di dispositivi medici più grandi d'Europa, ma è considerato difficile da penetrare a causa di procedure autorizzative complesse e di una struttura distributiva locale chiusa. In particolare, il rafforzamento del Regolamento Europeo sui Dispositivi Medici (MDR) rappresenta un ostacolo significativo per i produttori di piccole e medie dimensioni.

Per questo motivo, la Cooperativa intende ampliare i propri servizi di supporto all'export, andando oltre la semplice partecipazione fieristica per includere assistenza sulla conformità MDR, sulle procedure di certificazione locali e sull'acquisizione di reti distributive. L'obiettivo è abbassare la soglia di ingresso nel mercato europeo e supportare le aziende coreane in un insediamento stabile all'estero.

Lee Young-gyu, Presidente della Cooperativa Coreana delle Industrie di Dispositivi Medici, ha dichiarato: "Le maggiori difficoltà che le aziende coreane incontrano nell'internazionalizzazione riguardano le autorizzazioni e l'accesso ai mercati. Rafforzeremo ulteriormente il nostro sistema di supporto affinché le imprese dotate di solida competitività tecnologica possano costruire basi di export stabili."

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Mercoledì 10 Giugno 2026
Giovedì 4 Giugno 2026

Eni-Repsol accelerano il piano per il gas a Cardón IV

La joint venture tra Repsol ed Eni punta ad aumentare la produzione del giacimento di gas Cardón IV fino a 645 milioni di piedi cubi al giorno, come riferito dal responsabile del progetto, Gonzalo Antonio Carrillo, durante la conferenza "Venezuela Energética" a Caracas. Attualmente, il giacimento produce circa 580 milioni di piedi cubi al giorno.

Carrillo ha sottolineato che l'incremento sarà graduale. Il primo passo sarà raggiungere il nuovo obiettivo di 645 milioni di piedi cubi al giorno, per poi procedere con nuove perforazioni e miglioramenti delle infrastrutture nel campo. Non è stato specificato il termine temporale per il raggiungimento di tale traguardo.

Nel suo intervento, la viceministra del Gas, Cindy Rondón, ha affermato che il Paese deve accelerare il recupero delle infrastrutture per il gas ed eseguire progetti che ottimizzino la gestione del gas associato. Ha inoltre indicato che le soluzioni devono essere implementate nel breve e medio termine.

Pdvsa prevede un aumento delle esportazioni di greggio

Il vicepresidente esecutivo di Pdvsa, Jovanny Martínez, ha annunciato che il Venezuela aumenterà le proprie esportazioni di greggio a 1,06 milioni di barili al giorno, mentre le spedizioni di carburante raggiungeranno i 134.000 barili al giorno entro la fine dell'anno. L'azienda statale mira, nel tempo, a raggiungere i 3 milioni di barili al giorno.

Martínez ha ricordato che a marzo le esportazioni mensili hanno superato il milione di barili al giorno per la prima volta da settembre, spinte dalle vendite alle raffinerie in India e dalle spedizioni ai centri di stoccaggio nei Caraibi, secondo quanto riportato precedentemente da Reuters.

Il funzionario ha aggiunto che i regolamenti relativi alla nuova legge di riforma petrolifera sono ancora in fase di elaborazione.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana)

Ultima modifica: Giovedì 4 Giugno 2026
Giovedì 4 Giugno 2026

Notizie dai mercati esteri - Corea del Sud

Yonsei University espande la cooperazione strategica con le principali università europee

La Yonsei University ha ampliato la propria collaborazione strategica con le principali istituzioni europee nel corso di una recente visita ufficiale in quattro paesi, tra cui l'Italia, svoltasi dal 20 al 24 aprile. Momento centrale del tour è stata la firma di un nuovo accordo di scambio accademico e studentesco con l'Università di Padova il 25 aprile, volto a promuovere una solida mobilità accademica e delle risorse umane. Il Presidente Yoon Dong-sup ha sottolineato che questa visita rappresenta un catalizzatore per una cooperazione multiforme, incluse iniziative di ricerca congiunta, e ha annunciato l'intenzione di elaborare una roadmap a lungo termine per partnership sostenibili in tutta Europa.

Jeonju mira a elevare il gemellaggio con Firenze

Jeonju ha ufficialmente proposto di elevare il proprio rapporto con Firenze da "città amica" a "città gemella", con l'obiettivo di rafforzare i legami in occasione del 20° anniversario della loro partnership nel 2027. Durante una recente visita in Italia, il Vicesindaco di Jeonju Yoon Dong-uk ha incontrato la Vicesindaca di Firenze Paola Galgani per discutere dell'ampliamento della cooperazione culturale in settori quali la gastronomia, il cinema e la musica. Le due città hanno mantenuto con successo un solido scambio dal 2007, e questo proposto avanzamento riflette il loro comune impegno nell'approfondire la fiducia reciproca e la collaborazione strategica a lungo termine.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Giovedì 4 Giugno 2026
Giovedì 4 Giugno 2026

CEPAL: Guyana e Venezuela guideranno la crescita economica in America Latina e nei Caraibi quest'anno

La CEPAL (Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi) prevede che l'economia della Guyana crescerà del 16,3% e il PIL del Venezuela del 6,5% alla fine del 2026, mentre la media dell'espansione regionale si attesterebbe al 2,2%.

Guyana e Venezuela guidano la crescita economica dell'America Latina e dei Caraibi con incrementi del Prodotto Interno Lordo (PIL) rispettivamente del 16,3% e del 6,5% entro la fine del 2026, secondo l'ultimo rapporto della Commissione Economica per l'America Latina (CEPAL), pubblicato lunedì 27 aprile.

Nel caso della Guyana, la CEPAL stima una crescita superiore a quella riportata nel 2025 (15,2%), mentre la previsione per il Venezuela implica un rallentamento su base annua, poiché l'incremento del PIL nazionale era stato dell'8,9% alla chiusura dello scorso anno, secondo i dati dell'organismo.

La proiezione della CEPAL sul comportamento economico del Venezuela appare prudente se confrontata con la maggior parte delle previsioni degli analisti locali, che collocano la crescita del PIL a cifre vicine o superiori al 10% per la fine del 2026.

È evidente che la buona performance attesa per queste due economie è direttamente collegata ai forti aumenti dei prezzi del petrolio derivanti dalla crisi bellica in Medio Oriente, che non presenta ancora una chiara prospettiva di risoluzione.

La CEPAL prevede una bassa crescita nella regione

In media, le economie dell'America Latina e dei Caraibi crescerebbero del 2,2% nel 2026, secondo l'aggiornamento delle proiezioni della CEPAL, il che rappresenta una lieve revisione al ribasso rispetto al 2,3% stimato a dicembre 2025.

«Questo risultato riflette un contesto esterno più complesso di quanto anticipato alla fine dello scorso anno, caratterizzato da maggiori tensioni geopolitiche, condizioni finanziarie restrittive e la rinascita di pressioni inflazionistiche su scala globale», si legge nella nota ufficiale dell'organizzazione regionale.

Secondo la commissione economica regionale delle Nazioni Unite, il minore dinamismo proiettato si osserva in modo generalizzato. In 24 dei 33 paesi della regione la crescita rallenterebbe nel 2026, mentre solo sette mostrerebbero un'accelerazione. Complessivamente, se questa proiezione si concretizzasse, la regione completerebbe quattro anni consecutivi con tassi di crescita vicini al 2,3%, evidenziando un modello di bassa capacità di crescita.

Haiti e Cuba all'estremo negativo

A livello regionale, la crescita sarebbe limitata principalmente da un minore dinamismo dei consumi privati. Sebbene gli investimenti mostrino segnali di ripresa, questa continua a essere moderata nella maggior parte dei paesi.

In concreto, quasi tutti i paesi dell'America Latina e dei Caraibi registreranno performance positive durante il 2026, fatta eccezione per Cuba e Haiti, unici casi di contrazione economica nella regione.

La CEPAL prevede che Haiti modererà la sua recessione cronica nel 2026, passando da una contrazione del PIL del -2,7% nel 2025 a un calo del -1,4%. Il caso di Cuba è opposto: secondo l'organizzazione, l'isola passerà da una caduta del -3,8% del PIL nel 2025 a una forte contrazione del -6,5% alla fine del 2026, il che implica un inasprimento di una crisi sistemica che sembra non avere fine.

Occupazione, inflazione e rischi

In linea con il minore dinamismo dell'attività, anche l'occupazione nelle economie dell'America Latina e dei Caraibi mostrerebbe un'espansione moderata, con una crescita stimata intorno all'1,1% nel 2026, dopo l'1,5% osservato nel 2025.

Da parte sua, l'effetto delle pressioni inflazionistiche globali indurrebbe un aumento dell'inflazione nella regione, portando la mediana a livelli superiori al 3% durante il 2026, in contrasto con il 2,4% del 2025.

Il bilancio dei rischi contempla fattori che potrebbero incidere su ulteriori revisioni al ribasso: la persistenza di condizioni finanziarie restrittive, la volatilità dei mercati internazionali, la vulnerabilità agli shock esterni e la debolezza della domanda interna in diverse economie della regione.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana)

Ultima modifica: Giovedì 4 Giugno 2026
Mercoledì 27 Maggio 2026

Mercato delle Supercar in Corea: Il Boom Subisce una Forte Battuta d'Arresto

Seoul un tempo era definita la “mecca delle supercar”, dove il rombo di Ferrari e Lamborghini si sentiva più spesso che a Roma. Nel 2024, le vendite Lamborghini in Corea (487 unità) hanno persino superato quelle dell’Italia, paese d’origine del marchio (479 unità). Il mercato era talmente vivace che negli ultimi tre anni gli amministratori delegati globali di Lamborghini, Rolls-Royce, Bentley, Ferrari e Maserati hanno visitato ripetutamente la Corea per seguire da vicino il mercato locale.

Tuttavia, la corsa apparentemente inarrestabile dei marchi di supercar ha iniziato a rallentare quest’anno. Secondo gli analisti, il mercato starebbe entrando in una fase di stagnazione a causa del protrarsi degli alti tassi di interesse, che hanno aumentato i costi di leasing e finanziamento, e del raffreddamento della “revenge spending” esplosa dopo il Covid-19. Anche la transizione dell’industria automobilistica dai motori endotermici all’elettrificazione ha contribuito a rendere i consumatori più cauti.

Secondo la Korea Imported Automobile Association, tra gennaio e aprile di quest’anno le vendite Lamborghini sono scese a 80 unità, contro le 127 dello stesso periodo dell’anno precedente (-37%). Anche Ferrari è passata da 130 a 75 unità (-42,3%), praticamente dimezzandosi. Rolls-Royce è calata da 65 a 56 unità (-13,8%).

Solo Bentley ha registrato un aumento, passando da 60 a 139 unità grazie al lancio di due nuovi modelli, ma si tratta comunque di circa due terzi rispetto al 2023 (213 unità). Per questi marchi, il cui prezzo per vettura varia tra 400 e 800 milioni di won, anche poche decine di auto in meno significano centinaia di milioni di won di fatturato persi. Anche Porsche, regina delle sportive di lusso, è scesa del 20,7%, passando da 3.515 a 2.786 unità.

La Corea era stata finora uno dei mercati strategici per le supercar di lusso. Nel 2024 Lamborghini ha venduto più auto in Corea che in Italia, mentre nel 2022-2023 la Corea è stata il primo mercato Asia-Pacifico per Bentley. Maserati e Ferrari hanno persino aperto filiali locali per rafforzare la loro presenza. Nel 2018 Lamborghini ha scelto proprio la Corea per la prima mondiale del SUV Urus, dimostrando l’importanza del mercato coreano. Nel 2022 Bentley ha inoltre inaugurato a Dongdaemun, Seoul, la prima “Bentley Tower” al mondo, un edificio showroom di 11 piani inesistente persino nel Regno Unito.

Crescono invece le berline ultra-lusso

Secondo il settore, il principale motivo della crisi delle supercar è l’impatto combinato di alti tassi d’interesse e cambio sfavorevole. La maggior parte delle supercar da centinaia di milioni di won viene acquistata tramite leasing o finanziamenti aziendali. Con il protrarsi degli alti tassi, i costi di leasing sono aumentati sensibilmente. A ciò si è aggiunta la pressione del cambio valutario, che ha reso più prudenti persino i grandi patrimoni.

Anche la fine della domanda legata alla revenge spending post-pandemica ha avuto il suo peso. Un operatore del settore ha dichiarato: “Durante la pandemia, non potendo viaggiare all’estero, molti hanno riversato la domanda repressa sulle auto di lusso. Ora quella bolla si sta sgonfiando”.

Anche la transizione verso l’elettrificazione dell’industria automobilistica viene considerata una delle cause del rallentamento. Molti clienti di fascia alta preferiscono attendere, temendo la svalutazione delle auto endotermiche. Il fatto che i marchi di supercar stiano attraversando difficoltà non solo in Corea ma anche a livello globale rafforza questa interpretazione. Lo scorso anno le vendite Ferrari sono diminuite dello 0,8%, Rolls-Royce dello 0,8% e Bentley del 5%, mentre Maserati ha subito un crollo del 30%.

Mentre le supercar rallentano, il mercato delle berline ultra-lusso continua invece a crescere. Tra gennaio e aprile la BMW Serie 7 ha registrato un aumento del 9,4%, con 2.148 unità vendute. Anche la Mercedes-Benz Classe S è salita del 4%, passando da 1.256 a 1.306 unità. Le vendite Maybach, con prezzi intorno ai 300 milioni di won, sono aumentate del 10,6%.

Secondo un rappresentante del settore, “il mercato coreano dell’auto di lusso si sta spostando dalle supercar alle berline premium orientate a un utilizzo quotidiano”.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Mercoledì 27 Maggio 2026
Mercoledì 27 Maggio 2026

L’asse adriatico-baltico e il futuro della connettività europea

Parte di un più vasto progetto europeo per la connettività marina, il corridoio baltico-adriatico mira alla costruzione di una rete ferroviaria, in grado di collegare i due mari, con una rete attiva in regioni di  Italia, Polonia, Repubblica cecaSlovenia, Slovacchia e Austria. L’iniziativa è volta alla creazione di un sistema di collegamenti intermodali che siano in grado di superare gli svantaggi dei territori con deficit infrastrutturali e al contempo potenziare il trasporto ferroviario delle merci. In un’ottica macroeconomica italiana, il potenziamento delle infrastrutture in polonia, si traduce in opportunità significative per le industrie italiane del settore ingegneristico, rinomate nella regione baltica per la loro competitività.

L’Italia: un attore di rilievo

L’Italia si conferma protagonista attivo dell’iniziativa.  Il suo coinvolgimento evidenzia l’importanza strategia degli snodi principali del corridoio, in particolare i  porti dell’adriatico di Venezia e Trieste, che ricoprono un ruolo principale nei collegamenti europei.

Asse portante del corridoio – Rail Baltica, il più vasto progetto strategico europeo che consolida la presenza italiana grazie alla partecipazione del gruppo FS e di Italferr. Rail baltica, è volta a creare una rete di collegamenti infrastrutturali  per L’Unione Europea. Con un’estensione di 900km, e un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro, Rail baltica si snoda attraverso 5 paesi: Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia, collegando i Baltici direttamente con il sistema di ferrovie europeo. Tra gli obiettivi chiave del progetto :  incremento  della sostenibilità, riduzione significativa dei tempi di percorrenza e armonizzazione  degli standard ferroviari europei.  La transizione dei vecchi sistemi locali ai parametri comunitari consentirà ai treni di viaggiare senza interruzioni oltre i confini, evitando pause e cambiamenti di equipaggiamento.

Italferr: un traguardo internazionale per il gruppo FS

Punto cardine della “rail baltica” Italferr,  è il più grande progetto di elettrificazione ferroviaria realizzata in Europa. L’accordo per l’elettrificazione di rail baltica e stato formalizzato a Vilnius nel settembre 2025 tra il consorzio COBELEC (gruppo Cobra & Elecnor) e il gruppo italiano Italferr. Il contratto rappresenta un grande successo per L’Italia, in quanto ha sancito la centralità dell’ ingegneria italiana nella realizzazione dell’opera. La linea ha origine nella capitale polacca  e si estende fino a Tallinn, raggiungendo Helsinki mediante un corridoio sottomarino.

Il contratto rappresenta uno snodo fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale nei baltici e il suo più ampio coinvolgimento nel sistema ferroviario europeo. Inoltre, l’iniziativa genererà grandi benefici in termini economici e commerciali. Oltre a stimolare significativamente lo sviluppo urbano, il progetto avrà un grande impatto in termini di sostenibilità e interoperabilità, senza contare l’ impatto sull’occupazione.  Secondo le stime, l’opera genererà  più di 10.000 nuovi impieghi.

Protagonista dell’iniziativa, la società ingegneristica del gruppo Fs è l’organo deputato alla supervisione e coordinamento dei sistemi di segnalazione e dei sistemi energetici secondari.  Inoltre, il gruppo avrà il compito di monitorare la realizzazione di una nuova linea ad alta velocità in Lettonia.  Il progetto di elettrificazione dà il via ad una fase operativa senza precedenti, che trasformerà la mobilitò nella regione baltica, creando un efficiente asse ferroviario al centro dell’Europa.

3SI : L’iniziativa dei 3 mari

Guardando la questione da una prospettiva più ampia di integrazione nord-sud europea,  tutto ciò si inserisce su un livello superiore nella “three seas initiaive” (3SI)  una strategia di carattere politico ed economico, volta ad una migliore integrazione dell’Europa orientale con l’UE occidentale.

In merito a ciò, il recente vertice dell’iniziativa,  avvenuto a Dubrovnik  gli scorsi 28 e 29 aprile, ha consolidato il ruolo dell’Italia come hub economico nel Mediterraneo e formalizzato la sua adesione come partner strategico. Per comprendere l’ampiezza del progetto, basti sapere che l’iniziativa coinvolge 13 paesi e lavora per la promozione di progetti volti alla connessione infrastrutturale, energetica ed economica. 

Tra gli obiettivi strategici dell’iniziativa:

  • Promozione  dello scambio di beni e servizi tra Europa centrale e orientale
  • Istituzione di un  mercato unico energetico in Europa
  • Incremento della competitività economica europea
  • Raggiungimento degli obiettivi climatici

Inoltre, alla luce dei recenti avvenimenti geopolitici e l’invasione russa dell’Ucraina, l’iniziativa assume un ruolo ancora rilevante anche in termini di difesa e sicurezza. Il nuovo sistema ferroviario, infatti, consentirà un rapido spostamento delle truppe e agevolerà la mobilità lungo i corridoi marittimi del Nord-baltico e baltico- Nero -Egeo.

Vantaggi economici per le industrie italiane

Oltre a rafforzare la posizione strategica dell’Italia nella geografia economica dell’Europa, il coinvolgimento dell’Italia nella 3SI si tramuta in grandi benefici economici  e opportunità di export per le industrie italiane.

Punti di forza delle industrie italiane:

  • Ingegneria: il settore meccanico italiano è riconosciuto per la precisione e la customizzazione, eccellendo nella produzione di macchinari industriali.
  • Design industriale: il design italiano combina estetica e funzionalità e si evolve verso la sostenibilità, integrando concetti di riciclo, riutilizzo e allungamento del ciclo di vita del prodotto.
  • Automazione: l'Italia è leader nella robotica e nell'automazione di processo. Le aziende italiane integrano tecnologie informatiche per massimizzare le prestazioni degli impianti, migliorando l'efficienza energetica e riducendo l'impatto ambientale.
  • Sistemi energetici: l'Italia eccelle nella gestione sostenibile delle risorse, con eventi leader come  Hydrogen Expo e Ecomondo, che promuovono l'economia circolare e la bioeconomia.
  • Tecnologie marittime: l'industria nautica e cantieristica italiana è tra le migliori al mondo, specializzata in navi da crociera, yacht di lusso e navi militari, grazie a una forte integrazione tra ingegneria navale e design

Il Baltico come nuova area strategica europea

La crescente rilevanza della regione Baltica come area strategica europea ė il risultato di una combinazione di fattori geopolitici ed economici che stanno ridefinendo gli equilibri del continente. In particolare, si possono individuare tre fattori principali:

  • Rafforzamento della sicurezza regionale: la guerra tra Russia e Ucraina ha accentuato le preoccupazioni legate alla sicurezza, portando la NATO a rafforzare la propria presenza in Oriente. L’adesione di Finlandia (2023) e Svezia (2024) all’Alleanza ha ulteriormente ampliato la dimensione strategica del Mar Baltico, trasformandolo in un’area chiave per la sicurezza europea.
  • Diversificazione energetica :  la necessità di ridurre la dipendenza dal gas russo ha accelerato i processi di transizione e sicurezza energetica. In questo contesto, infrastrutture come terminali di gas naturale liquefatto (LNG), il Baltic Pipe – gasdotto operativo dal 2022 con una capacità di trasporto fino a circa 10 miliardi di metri cubi di gas annui tra Norvegia, Danimarca e Polonia – e lo sviluppo dell’eolico offshore nel Mar Baltico stanno assumendo un ruolo decisivo nel rafforzamento della sicurezza energetica europea. In particolare, si segnala il progetto Bornholm Energy Island, iniziativa strategica promossa da Danimarca e Germania che prevede la creazione entro il 2030 di un hub energetico offshore, destinato a raccogliere e distribuire energia prodotta da parchi eolici nel Mar Baltico.
  • Nuovi investimenti infrastrutturali: Queste trasformazioni stanno stimolando un’intensa attività di investimento lungo il corridoio baltico, impattando significativamente sul settore delle costruzioni, dell’ingegneria e delle tecnologie energetiche. In particolare, nei Paesi dell’Europa centro-orientale che beneficiano dei programmi infrastrutturali TEN-T e delle strategie di connettività regionale.

La Polonia come hub strategico del Corridoio Baltico-Adriatico

All’interno di questo scenario, la Polonia si afferma come snodo strategico del Corridoio Baltico-Adriatico. La sua posizione geografica la rende un punto di connessione naturale tra Europa occidentale, Europa centrale e Paesi baltici, oltre che un ponte verso l’Ucraina.

Oltre alle iniziative promosse nell’ambito della Three Seas Initiative, il Paese è al centro di un ampio programma di sviluppo infrastrutturale. In particolare, l’espansione del porto di Danzica rappresenta uno degli interventi più rilevanti: lo scalo ha registrato una crescita significativa dei volumi di traffico, superando gli 80 milioni di tonnellate annue di merci movimentate, consolidando il proprio ruolo come porta d’accesso per i flussi commerciali verso l’Europa centrale e orientale.

Inoltre, gli investimenti in ampliamento delle infrastrutture portuali stanno rafforzando in modo significativo la competitività dello scalo. In particolare, la realizzazione del terminal container di ultima generazione T3 – parte del Baltic Hub – e il potenziamento dei collegamenti intermodali attraverso il programma europeo Connecting Europe Facility 2, con finanziamenti pari a circa 100 milioni di euro, stanno migliorando l’integrazione del porto con le reti di trasporto europee. Questi interventi consentono a Danzica di attrarre traffici globali, accogliere navi di grandi dimensioni e rafforzare la propria posizione nelle principali rotte marittime internazionali.

Parallelamente, la Polonia sta investendo nello sviluppo del progetto Port Polska (ex Centralny Port Komunikacyjny), un ambizioso hub multimodale situato tra Varsavia e Łódź, destinato a integrare trasporto aereo, ferroviario e rete stradale. Il progetto prevede l’apertura dell’aeroporto entro il 2032, con una capacità iniziale stimata tra 34 e 44 milioni di passeggeri annui, e la realizzazione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Inserito nella rete TEN-T e sostenuto anche da finanziamenti europei, Port Polska contribuirà a rafforzare l’integrazione della Polonia nei flussi logistici continentali, consolidando ulteriormente il suo ruolo di piattaforma strategica per la mobilità e gli scambi tra Nord e Sud Europa.

CONCLUSIONE

In conclusione, lo sviluppo del Corridoio Baltico-Adriatico e delle infrastrutture ad esso collegate non rappresenta soltanto un avanzamento nella connettività europea, ma si configura come un vero e proprio fattore di trasformazione economica e strategica per l’intero continente. In questo scenario, la crescente centralità della regione baltica e il ruolo della Polonia come hub logistico ed energetico rafforzano l’integrazione tra Nord e Sud Europa, contribuendo a rendere le catene del valore più resilienti ed efficienti.

Per l’Italia, tale evoluzione si traduce in un insieme concreto di opportunità: dalla partecipazione a grandi progetti infrastrutturali, al rafforzamento della presenza industriale nei mercati dell’Europa centro-orientale, fino allo sviluppo di nuove partnership nei settori dell’ingegneria, dell’energia e delle tecnologie per la mobilità. In questo contesto, il sistema produttivo italiano è chiamato a cogliere le potenzialità offerte da un’Europa sempre più interconnessa, consolidando il proprio ruolo all’interno delle dinamiche di crescita e innovazione del continente.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)  

Ultima modifica: Mercoledì 27 Maggio 2026
Mercoledì 27 Maggio 2026

Bando pubblico per la partecipazione al programma di fornitura del servizio standardizzato di mentoring ai settori dell’industria manifatturiera nel 2026

L’Agenzia per lo Sviluppo della Serbia (RAS) ha pubblicato un bando per la partecipazione al “Programma di fornitura del servizio standardizzato di mentoring ai settori dell’industria manifatturiera nel 2026”, un’iniziativa dedicata al sostegno delle piccole e medie imprese mature attive nel comparto manifatturiero.

Il programma prevede l’erogazione gratuita di un servizio di mentoring standardizzato rivolto alle aziende operanti nei seguenti settori: industria delle macchine e delle attrezzature, produzione di apparecchiature elettriche, industria alimentare, industria del legno e dell’arredamento, nonché industria della gomma e della plastica.

L’attività di mentoring si basa su una metodologia sviluppata dalla RAS dal 2006 in collaborazione con la Japan International Cooperation Agency (JICA). Il percorso prevede il coinvolgimento diretto di un mentor esperto che affiancherà l’impresa beneficiaria per un periodo compreso tra 25 e 75 ore, svolte prevalentemente presso la sede aziendale.

Durante il processo, il mentor e il rappresentante dell’impresa analizzeranno insieme l’andamento dell’attività, individueranno le principali criticità e gli ostacoli allo sviluppo, ma anche le opportunità di crescita e miglioramento. Sulla base dell’analisi effettuata, verrà elaborato un piano di sviluppo personalizzato volto a rafforzare la competitività e la sostenibilità dell’azienda.

La metodologia adottata definisce in modo dettagliato tutte le fasi del mentoring, incluse le attività sul campo, il numero di visite, la preparazione dei piani operativi e la rendicontazione finale, secondo quanto previsto dalla “Guida generale al mentoring”, terza edizione 2026.

Il bando resterà aperto fino all’11 giugno 2026, mentre il termine ultimo per la conclusione delle attività di mentoring è fissato al 20 novembre 2026.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Mercoledì 27 Maggio 2026