Notizie mercati esteri

Martedì 16 Dicembre 2025

Notizie dai mercati esteri - Giappone

Silver Power: come gli anziani giapponesi stanno rivoluzionando l'economia del Sol Levante

In un paese dove il 29,3% della popolazione ha superato i 65 anni, il termine "anziano" ha assunto un significato completamente diverso. Il Giappone non sta solo invecchiando, sta ridefinendo cosa significa essere senior nel XXI secolo, trasformando quella che molti considerano una crisi demografica in un'opportunità economica da 100 trilioni di yen all'anno. Benvenuti nel "silver market", il mercato più dinamico e sorprendente del Giappone contemporaneo.

I numeri parlano chiaro: le famiglie giapponesi non lavoratrici di anziani spendono in media 254.453 yen al mese, con un aumento dell'1,1% su base annua. Ma ciò che rende davvero speciale questo mercato non è solo il potere d'acquisto, è l'atteggiamento. Secondo tre decenni di ricerca dell'Hakuhodo Institute of Life and Living, gli individui tra i 60 e i 74 anni sono più energici, avventurosi e attivi che mai. Nonostante un'età media di 67 anni, si sentono come se ne avessero 53. Questa percezione non è solo psicologica: si traduce in scelte di consumo, viaggi, hobby e una volontà di spendere che contrasta nettamente con le generazioni più giovani, più caute e risparmiatrici.

Le aziende giapponesi hanno colto questa opportunità con creatività sorprendente. La catena Aeon, per esempio, ha già oltre una dozzina di centri commerciali che aprono alle sette del mattino, completi di palestre, librerie, caffè e corsi di ginnastica. L'obiettivo è chiaro: creare spazi dove gli anziani possano socializzare, fare esercizio e, naturalmente, fare acquisti. Il centro commerciale Aeon Kasaï a Tokyo ha persino installato una pista da passeggiata di 180 metri al coperto, permettendo agli anziani di camminare anche quando piove o nevica. I risultati? Un aumento del 10% del traffico pedonale rispetto all'anno precedente, trainato principalmente dai senior. Il grande magazzino Keio ha completamente ridisegnato i suoi spazi per clienti sopra i 50 anni, che rappresentano il 70% delle vendite, riorganizzando i reparti abbigliamento per articolo invece che per marca, facilitando la scelta per prezzo, taglia e colore.

Ma la vera rivoluzione è digitale. Contrariamente agli stereotipi, molti senior giapponesi sono tecnologicamente alfabetizzati. La piattaforma Rakuma di Rakuten ha visto un'espansione di trenta volte tra gli utenti dai 60 ai 90 anni tra il 2016 e il 2018. Oltre la metà delle persone sui sessant'anni possiede uno smartphone, e il 30% dei settantenni. Il governo e le aziende private stanno investendo massicciamente per colmare il divario digitale: il distretto di Shibuya a Tokyo ha fornito gratuitamente 3.000 smartphone agli anziani, coprendo anche i costi delle chiamate e dei dati. Fujitsu ha sviluppato il modello RakuRaku con schermi più grandi, pulsanti più chiari e operazioni semplificate. L'obiettivo non è solo tecnologico, è sociale: combattere l'isolamento, una piaga silenziosa che in Giappone ha persino un nome, kodokushi (morte solitaria).

Il settore fitness ha seguito l'esempio: il 40% dei membri di Central Sports ha oltre sessant'anni, con Renaissance al 32,5%. Gli anziani giapponesi spendono più di qualsiasi altra fascia d'età per accedere alle strutture sportive. Catene come Curves e Renaissance offrono classi specifiche focalizzate sui movimenti funzionali, palestre trasformate in centri sociali dove gli anziani trascorrono ore non solo allenandosi, ma socializzando. Persino i prodotti alimentari si sono adattati: supermercati come quelli di Aeon offrono pasti preparati meno salati e grassi, con porzioni adeguate. Il concetto di "toromi" (morbidezza) ha portato DuPont e altre aziende a sviluppare additivi per rendere i cibi più facili da deglutire, prevenendo l'aspirazione accidentale.

Il Giappone sta dimostrando che invecchiare non significa ritirarsi dall'economia, ma ridefinirla. Con una popolazione senior destinata a rappresentare un terzo del totale entro il 2035, il silver market non è un fenomeno temporaneo: è il futuro. E il mondo, che sta invecchiando rapidamente, osserva con attenzione.

Dal contante al carrello low-cost: come l'inflazione sta ridisegnando il consumatore giapponese

oncede molta autonomia ai singoli negozi". Ma non sono solo i turisti a riempire i carrelli di Donki: sempre più giapponesi frequentano i discount per risparmiare su shampoo, prodotti elettronici e beni di prima necessità.

Il panorama retail giapponese sta assistendo a una rivoluzione silenziosa. Trial Holdings, fino a poco tempo fa un discount regionale del Kyushu, ha acquisito Seiyu (ex Walmart Japan) per 380 miliardi di yen nel marzo 2025, creando un colosso con vendite annuali di 1,2 trilioni di yen e 585 negozi. Questa mossa ha mandato un segnale chiaro: l'era del discount low-cost è appena iniziata. Anche catene tradizionali come Aeon stanno riposizionandosi, offrendo prodotti meno salati e grassi a prezzi competitivi per attrarre consumatori sempre più attenti al portafoglio.

Eppure c'è un paradosso in questa storia: i lavoratori giapponesi hanno ottenuto nel 2025 l'aumento salariale più alto degli ultimi 34 anni, con una crescita media del 5,25%. Il salario minimo nazionale è salito a 1.118 yen l'ora, con aumenti record di 63 yen, e per la prima volta tutte le 47 prefetture superano i 1.000 yen l'ora. Tokyo ha raggiunto i 1.226 yen, segnando un momento storico. Ma questi aumenti salariali, pur significativi sulla carta, non riescono a tenere il passo con l'inflazione reale percepita dalle famiglie.

Le spese delle famiglie sono aumentate dell'1,8% a settembre 2025 rispetto all'anno precedente, ma la spesa reale aggiustata per l'inflazione è diminuita dello 0,4%. Gli economisti osservano che la spesa privata sta crescendo lentamente nel 2025, mentre l'inflazione sta polarizzando le abitudini: i giapponesi si concedono occasionalmente articoli di lusso, ma sono sempre più parsimoniosi sugli acquisti quotidiani. Questo comportamento "aggressivo e difensivo" insieme, come lo definisce Yuka Kondo del Hakuhodo Institute of Life and Living, sta ridefinendo il retail giapponese. Viaggi e risparmi rimangono le priorità principali, mentre per tutto il resto si va da Don Quijote.

Dopo trent'anni di deflazione, il Giappone sta imparando a convivere con l'inflazione. E la lezione principale è questa: quando i prezzi salgono, il consumatore giapponese non smette di comprare, ma compra in modo più intelligente. Benvenuti nell'era del low-cost giapponese.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Giappone)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Santa Catarina attira nuovi investimenti nei settori industria, tecnologia, agribusines

Lo Stato di Santa Catarina si distingue nel panorama economico brasiliano per gli eccellenti indici di crescita, soprattutto nei settori dell’industria, dell’agribusiness, della tecnologia, del commercio e dei servizi, oltre che nella costruzione civile.

L’industria è un punto di riferimento nel comparto della trasformazione e rappresenta circa il 27% del PIL di Santa Catarina, con particolare rilievo nei segmenti di metallurgia e plastica, ceramica e costruzioni, tessile ed abbigliamento.

Agribusiness - Santa Catarina è attualmente il maggiore produttore di carne suina del Brasile, oltre a essere un importante produttore di pollo, soia e latte. Le principali aziende brasiliane del settore alimentare e della trasformazione, Sadia e Perdigão, hanno le loro basi produttive nello Stato.

Tecnologia ed innovazione – Il settore tecnologico genera numerosi posti di lavoro qualificati e movimenta oltre 20 miliardi di reais all’anno. La città di Florianópolis è riconosciuta come la “Silicon Valley brasiliana” e ospita aziende di software e startup. Anche altre città del territorio, come Joinville, Blumenau e Chapecó, si consolidano come importanti poli di innovazione.

Energia rinnovabile – Si tratta di un settore in forte espansione nello Stato, che registra un significativo aumento degli investimenti in energia solare ed eolica, oltre all’installazione di impianti fotovoltaici residenziali e industriali.

Nelle regioni metropolitane e nelle città costiere, si osserva inoltre una crescita del settore delle costruzioni e del mercato immobiliare, aumentato di circa il 7%, spinto dal miglioramento della redditività media e dall’interesse per nuovi complessi residenziali e commerciali.

Considerando il dinamismo economico di Santa Catarina, le previsioni per il 2026 indicano che il PIL continuerà a mantenersi al di sopra della media brasiliana.

Questo contesto posiziona Santa Catarina come un punto di riferimento in materia di innovazione, qualità della vita e sostenibilità, rappresentando quindi un ambiente molto favorevole per gli investimenti delle PMI italiane in una molteplicità di settori.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana di Santa Catarina)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Polonia: un nuovo orizzonte per le imprese italiane dell’aerospazio

Negli ultimi decenni la Polonia si è affermata come una delle economie più dinamiche e solide d’Europa. Tra il 1990 e il 2019 ha registrato la crescita più alta dell’intera area OCSE e oggi è la sesta economia dell’Unione Europea in termini di PIL. Con un bacino annuale di quasi 300.000 laureati, un livello molto alto di conoscenza della lingua inglese e una posizione geografica che la colloca al crocevia tra Est e Ovest, il Paese è diventato un hub strategico per gli investimenti internazionali.

La sua attrattività non si limita al business: la Polonia vanta 17 siti UNESCO, città riconosciute a livello globale come Wrocław, Cracovia e Danzica, ed è segnalata da Lonely Planet tra le dieci mete da visitare. Varsavia figura nella Top 20 delle città più vegan-friendly al mondo e, secondo fDi Intelligence, è quarta tra le “European Cities of the Future 2024” per vivacità e competitività economica.

Un settore aerospaziale con oltre un secolo di storia

L’aerospazio polacco è un settore strategico con più di 100 anni di tradizione e 80 anni di produzione aeronautica. Le imprese locali sono specializzate nella progettazione e manutenzione di velivoli sportivi, agricoli e da addestramento, elicotteri, alianti e componentistica aeronautica.

Dal 2014 è attiva la Polish Space Agency (POLSA), che collega ricerca e industria e supporta l’accesso ai fondi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Solo nel comparto spaziale, oggi operano oltre 450 aziende e istituti di ricerca, con 15.000 addetti. Sul versante aeronautico, la sola Aviation Valley di Rzeszów riunisce 193 imprese e 35.000 dipendenti, concentrando il 90% della produzione nazionale.

Le esportazioni confermano la solidità del comparto: nel 2023 la Polonia ha superato 1,7 miliardi di euro di export in “aeromobili, veicoli spaziali e parti”, con una proiezione che tocca 1,85 miliardi di euro nel 2024.

Innovazione e grandi programmi internazionali

Le aziende polacche sono ormai parte attiva delle principali commesse europee: oltre la metà delle circa 300 imprese del settore partecipa ai bandi ESA, consolidando la reputazione internazionale del Paese.

Tra i progetti più significativi troviamo la missione JUICE dell’ESA (lanciata nell’aprile 2023, con arrivo previsto su Giove nel 2031), alla quale contribuiscono diversi attori polacchi, e IGNIS, la prima missione tecnologico-scientifica polacca verso la ISS, prevista per il 2025, che condurrà esperimenti in microgravità su salute degli astronauti, microbioma, nuovi materiali e intelligenza artificiale.

Sul fronte difesa, la storica PZL Mielec ha consegnato nel marzo 2023 le prime due strutture per l’F-16 Block 70/72, rafforzando la posizione della Polonia come player centrale nelle filiere europee e regionali della sicurezza.

Ecosistema e supporto istituzionale

La competitività del settore è sostenuta da quattro cluster aerospaziali principali, che favoriscono cooperazione, innovazione e accesso a fondi UE:

  • Aviation Valley (Rzeszów), cuore pulsante con oltre 190 imprese e 35.000 addetti.
  • Silesian Aviation Cluster, che valorizza il know-how di università e imprese di Bielsko-Biała.
  • Lower Silesian Air Cluster, nato nel 2015 con il supporto della Legnicka SEZ per attrarre nuovi investimenti.
  • Wielkopolska Aerospace Cluster, che include sei grandi produttori internazionali e impiega circa 2.500 persone.

Al fianco delle imprese operano istituzioni di rilievo: la già citata POLSA, la Polish Air Navigation Services Agency e il Centro di Ricerca Spaziale dell’Accademia Polacca delle Scienze (CBK PAN), attivo in fisica e geodinamica. Inoltre, l’Istituto di Aviazione della Rete Łukasiewicz, operativo dal 1926 e partner di Boeing, GE, Airbus e Pratt & Whitney, rappresenta una delle infrastrutture di ricerca più moderne d’Europa.

Quali opportunità per le imprese italiane?

Il quadro che emerge è chiaro: la Polonia si posiziona come nuovo polo europeo dell’aerospazio, con una filiera strutturata e proiettata sui mercati internazionali. Per le aziende italiane, ciò significa la possibilità di:

  • Integrare le proprie tecnologie nelle supply chain polacche già inserite nei grandi programmi ESA e NATO.
  • Accedere a partnership industriali in cluster ad alta densità tecnologica, beneficiando di competenze ingegneristiche e manodopera qualificata a costi competitivi.
  • Sviluppare progetti congiunti in aree di frontiera come intelligenza artificiale, materiali compositi e tecnologie additive, in linea con le priorità di POLSA.
  • Rafforzare la presenza nei mercati dell’Europa centro-orientale, grazie alla posizione strategica della Polonia e al supporto della Polish Investment and Trade Agency (PAIH), che offre assistenza legale, fiscale e organizzativa, oltre a facilitare missioni B2B e accesso agli incentivi.

Un punto di incontro strategico: Italian-Polish Aerospace Forum

Accanto alla crescita del settore, negli ultimi anni la Polonia ha visto consolidarsi anche un’importante piattaforma dedicata al dialogo internazionale: l’Italian-Polish Aerospace Forum (https://forumaerospace.com/). L’evento è promosso dall’Ambasciata d’Italia a Varsavia ed è organizzato congiuntamente dall’Italian Trade Agency (ITA) – Ufficio di Varsavia e dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Polonia (CCIIP), con il sostegno dei principali attori industriali del settore, tra cui Leonardo in qualità di strategic partner.

Nel 2025 si è tenuta la quinta edizione, che ha riunito imprese, istituzioni, cluster tecnologici e centri di ricerca da tutta Europa, registrando una partecipazione record e un numero significativo di incontri B2B mirati. La sesta edizione, già in programma per il 2026, offrirà un format ampliato, con sessioni tecniche su AI, materiali avanzati e applicazioni satellitari, oltre a tavoli di lavoro tematici con buyer e prime contractor internazionali e uno spazio dedicato alle startup deep-tech.

Per le imprese italiane rappresenta una piattaforma concreta per presentare tecnologie, inserirsi nelle supply chain polacche già coinvolte nei programmi ESA e NATO, avviare partnership industriali e accedere a nuove opportunità nell’Europa centro-orientale. Un contesto altamente specializzato e orientato alla collaborazione, ideale per chi vuole rafforzare la propria presenza nel settore aerospaziale europeo.

Conclusioni

La Polonia si conferma un partner di primo piano per lo sviluppo dell’aerospazio europeo. La combinazione di stabilità macroeconomica, infrastrutture moderne, talenti qualificati e forte connessione con i programmi ESA e NATO crea uno scenario ideale per la cooperazione internazionale.

Per le aziende italiane della filiera aerospaziale, il Paese rappresenta non solo un mercato in espansione, ma soprattutto un hub strategico con cui costruire alleanze tecnologiche e industriali, rafforzare la competitività e accedere a nuove opportunità in Europa e oltre.

Fonte: Polish Investment & Trade Agency

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

L’imprenditorialità Femminile Come Motore di Crescita

In Svezia, le piccole e medie imprese rappresentano la colonna vertebrale dell’economia, sostenendo occupazione, innovazione e sviluppo regionale. Nonostante questo, l’imprenditorialità femminile rimane un potenziale ampiamente sottoutilizzato. È quanto sottolinea Shoka Åhrman, economista del risparmio e stratega presso SPP (uno dei principali fondi pensione e gruppi finanziari svedesi), che invita a una strategia moderna in grado di integrare pienamente le imprese femminili nella politica di crescita nazionale.

Secondo stime dell’OECD, colmare il divario di genere nell’imprenditorialità potrebbe incrementare il PIL tra il 6% e il 12%. Un dato significativo per una nazione come la Svezia, caratterizzata da una popolazione in rapido invecchiamento e dal bisogno di ampliare la base imprenditoriale per sostenere crescita e gettito fiscale.

Tuttavia, il potenziale femminile stenta a esprimersi pienamente. Meno dell’1% del capitale di rischio svedese viene destinato a imprese fondate da donne, nonostante diversi studi dimostrino come le aziende con leadership femminile ottengano ottime performance in termini di redditività, innovazione e sostenibilità. A ciò si aggiunge il fatto che gran parte dell’ecosistema svedese dell’innovazione resta orientato verso tecnologie e industria, mentre molte imprenditrici operano nei servizi, nella sanità e nell’educazione: settori chiave per la transizione economica, ma storicamente meno supportati.

Un’indagine di Novus, commissionata da SPP, evidenzia inoltre come le differenze emergano molto presto: solo il 14% delle donne che non sono imprenditrici ha considerato l’idea di avviare un’attività, contro il 29% degli uomini. Un segnale della quantità di talento imprenditoriale femminile che rischia di non concretizzarsi.

Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale accentua ulteriormente la necessità di ampliare la partecipazione femminile all’imprenditorialità. Molte attività soggette a automazione coinvolgono settori con una forte presenza femminile, mentre le industrie più avanzate nell’uso dell’IA restano a prevalenza maschile. Poiché sono soprattutto le PMI a implementare l’IA nei processi produttivi, l’assenza di competenze e investimenti dedicati alle imprese guidate da donne rischia di creare nuove disuguaglianze tecnologiche.

In vista delle elezioni svedesi del prossimo anno, emerge con forza la necessità di politiche che rafforzino l’intero ecosistema delle PMI e, in modo mirato, l’imprenditorialità femminile. Tra le misure indicate: strumenti di finanziamento più accessibili alle micro e piccole imprese dei servizi; iniziative di crescita e internazionalizzazione nei settori dove la presenza femminile è più elevata; una riforma degli appalti pubblici che favorisca la partecipazione delle realtà più piccole; strategie di formazione che incoraggino una maggiore presenza femminile nei settori tecnologici e innovativi; reti e strutture di supporto più solide su tutto il territorio nazionale.

Un’economia realmente inclusiva non genera solo più imprese, ma produce una crescita più diversificata, resiliente e capace di creare valore nel lungo periodo. Per la Svezia e, più in generale, per i Paesi che puntano su innovazione e competitività, favorire l’imprenditorialità femminile non è soltanto una scelta strategica: è una necessità economica.

 

FONTI:

  • Dagens Industri

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svezia)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Il Giappone del "Solo Adesso": la febbre del limited edition tra Natale, Capodanno e l'Anno del Cavallo

Quando in Giappone si dice "ima dake" (今だけ – "solo adesso"), non è un semplice avvertimento: è un mantra culturale che muove milioni di consumatori. Dicembre rappresenta il momento perfetto per osservare questa ossessione nazionale al suo apice, con tre occasioni simultanee che scatenano una tempesta di prodotti in edizione limitata: il Natale occidentale, il Capodanno tradizionale e l'imminente Anno del Cavallo nello zodiaco cinese.

Dal 2 al 7 dicembre, KFC Japan ha aperto a Roppongi Hills il suo primo ristorante temporaneo a tema natalizio, trasformando il classico pollo fritto in piatti gourmet come il pollo affumicato con chips di ciliegio e pasta al pepe nero. Un'esperienza che durerà appena sei giorni, ma che riflette una tradizione ormai radicata: il Natale giapponese è sinonimo di KFC, con 3,6 milioni di famiglie che ordinano il loro "Party Barrel" natalizio, rendendo il 24 dicembre il giorno più affollato dell'anno per la catena. Questa peculiare tradizione nacque negli anni '70, quando il manager Takeshi Okawara sentì alcuni stranieri lamentarsi della mancanza di tacchino a Natale e lanciò la campagna "Kentucky for Christmas", convincendo i giapponesi che il pollo fritto fosse il piatto natalizio americano per eccellenza.

Starbucks Japan non è da meno: già da novembre ha lanciato la sua collezione "Joyful Medley", con Frappuccino alla fragola e tè invernale, seguiti a fine novembre dalla linea S'mores al cioccolato. Ma l'elemento più sorprendente sono i merchandise: tumbler decorati con strass da 19.500 yen, tazze termiche natalizie, e persino candele profumate alle miscele di caffè. La catena americana ha fatto della stagionalità il suo marchio distintivo in Giappone, con collezioni che cambiano ogni poche settimane: dalle bevande sakura primaverili ai frappuccino alla patata dolce autunnali. Prodotti che scompaiono rapidamente dagli scaffali, alimentando quella FOMO (fear of missing out) che le aziende giapponesi hanno trasformato in arte.

E mentre le vetrine brillano di decorazioni natalizie, i grandi magazzini stanno già vendendo le fukubukuro (borse della fortuna) per il Capodanno 2026, tutte a tema cavallo. Non si tratta solo di gadget: il grande magazzino Tobu offre borse da 5.000 yen che includono 30 minuti di equitazione e un calendario con foto del proprio cavallo, mentre Takashimaya propone un'esperienza annuale da "proprietario di cavallo da corsa" per 20.260 yen, completa di tour in un ranch di Hokkaido e accesso alle tribune riservate ai proprietari durante le corse. L'uso del gioco di parole è onnipresente: "uma" significa cavallo, ma anche "umai" (delizioso) e "umaku-iku" (portafortuna), così i negozi riempiono le loro borse con cibi prelibati e prodotti scaramantici. Disney Store Japan ha lanciato il 2 dicembre la sua collezione zodiacale con Mickey, Minnie e Stitch vestiti da cavalli, completi di cappucci equini, grembiuli con motivi giapponesi tradizionali e campanellini dorati.

Ma perché il Giappone è ossessionato da queste edizioni limitate? La risposta affonda le radici nella cultura del mono no aware, l'apprezzamento della bellezza effimera. Questo concetto estetico, risalente al periodo Heian (794-1185) e popolarizzato dal filosofo Motoori Norinaga nel XVIII secolo, esprime una consapevolezza dell'impermanenza e un'apprezzamento malinconico per le cose fugaci. In un paese con quattro stagioni distintissime, tutto è progettato per essere temporaneo: le fragole a gennaio-marzo, il sakura ad aprile, le patate dolci e castagne in autunno. Questa filosofia si estende al consumismo: circa il 75% dei giapponesi ha acquistato prodotti in edizione limitata, e il 48,8% lo fa specificamente per "vivere la stagione". L'impermanenza non è vista come una perdita, ma come ciò che rende le cose preziose.

Il risultato? Un ciclo infinito di lancio, acquisto frenetico e nostalgia, dove il valore non sta solo nel prodotto ma nell'esperienza di averlo vissuto "nel momento giusto". Le aziende lo sanno bene: Kit Kat ha creato oltre 300 gusti limitati in Giappone, con quattro milioni di pezzi venduti ogni giorno. Dicembre è la perfetta dimostrazione di come il Giappone abbia trasformato l'impermanenza in strategia commerciale, facendo del "solo adesso" la più potente chiamata all'azione. Che si tratti di un bucket di KFC consumato la vigilia di Natale, un tumbler Starbucks scintillante o una fukubukuro contenente esperienze equestri, il messaggio è sempre lo stesso: questo momento non tornerà più, quindi vivilo intensamente.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Giappone)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Il Brasile batte i record del commercio estero a novembre

Le esportazioni e le importazioni raggiungono nuovi record nel mese scorso

Le esportazioni e le importazioni brasiliane hanno raggiunto nuovi record nel mese di novembre, secondo i dati pubblicati giovedì 4 dicembre dalla Segreteria per il Commercio Estero del Ministero dello Sviluppo, dell'Industria, del Commercio e dei Servizi (Secex/MDIC). Nello stesso mese, le esportazioni hanno totalizzato 28,5 miliardi di dollari e le importazioni 22,7 miliardi di dollari, con un surplus di 5,8 miliardi di dollari e un flusso commerciale di 51,2 miliardi di dollari.

Dall'inizio dell'anno, le esportazioni hanno raggiunto i 317,8 miliardi di dollari USA e le importazioni i 260 miliardi di dollari USA, con un saldo positivo di 57,8 miliardi di dollari USA e un flusso commerciale annuo di 577,8 miliardi di dollari USA.

Confrontando novembre 2025 (28,51 miliardi di dollari) con novembre 2024 (27,86 miliardi di dollari), le esportazioni sono aumentate del 2,4%. Le importazioni sono cresciute del 7,4% tra novembre 2025 (22,67 miliardi di dollari) e lo stesso mese del 2024 (21,11 miliardi di dollari). Di conseguenza, il flusso commerciale mensile è stato pari a 51,19 miliardi di dollari, con un'espansione del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tra gennaio e novembre, le esportazioni sono aumentate dell'1,8% rispetto al 2025 (317,82 miliardi di dollari) e al 2024 (312,17 miliardi di dollari). Le importazioni sono cresciute del 7,2% nello stesso periodo, passando da 242,62 miliardi di dollari a 259,98 miliardi di dollari. Il flusso commerciale cumulato ha raggiunto i 577,8 miliardi di dollari, con un aumento del 4,1%.

Nell'andamento settoriale delle esportazioni a novembre 2025, rispetto a novembre 2024, si è registrato un aumento di 1,16 miliardi di dollari (25,8%) nell'agricoltura e di 0,57 miliardi di dollari (3,7%) nel settore manifatturiero, oltre a una diminuzione di 1,06 miliardi di dollari (14%) nelle industrie estrattive. Nell'anno cumulato, l'agricoltura è cresciuta di 3,45 miliardi di dollari (5%) e il settore manifatturiero di 5,3 miliardi di dollari (3,2%), mentre le industrie estrattive sono diminuite di 3,26 miliardi di dollari (4,3%).

Nelle importazioni del mese, si è registrato un aumento di 1,79 miliardi di dollari (9,3%) nei beni manifatturieri, una diminuzione di 0,02 miliardi di dollari (5,4%) nei prodotti agricoli e una diminuzione di 0,21 miliardi di dollari (18,1%) nelle industrie estrattive. Nei dati annuali, l'agricoltura ha registrato un aumento di 0,36 miliardi di dollari (7%) e il settore manifatturiero di 20,52 miliardi di dollari (9,3%), mentre le industrie estrattive sono diminuite di 3,49 miliardi di dollari (22,6%).

Fonte: Agrolink

(Contributo editoriale a cura della  Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Stegra: la sfida dell’acciaio verde in Svezia

Stegra è una delle iniziative industriali più ambiziose della Svezia contemporanea: una grande fabbrica di acciaio verde in costruzione a Boden, nel nord del Paese, basata su idrogeno rinnovabile e tecnologie di riduzione diretta del ferro. Guidata dall’ex CEO di Scania, Henrik Henriksson, l’azienda vuole diventare un punto di riferimento europeo nella siderurgia a basse emissioni. Tuttavia, negli ultimi mesi il progetto si è confrontato con sfide finanziarie che stanno attirando l’attenzione del mondo industriale.

Costi in aumento e necessità di nuovi capitali

In primavera, Henriksson aveva dichiarato che la prima fase dello stabilimento fosse interamente finanziata. Una revisione interna realizzata durante l’estate ha però mostrato un quadro diverso: i costi del progetto sono aumentati di circa il 15%, rendendo necessaria una nuova raccolta di fondi per circa 10 miliardi di corone svedesi.

Il processo è stato più difficile del previsto. Gli investitori globali guardano oggi con maggiore prudenza ai progetti legati alla transizione ecologica, e il clima dei mercati si è raffreddato nei confronti delle cosiddette impact companies.

L’effetto Northvolt e la cautela dei finanziatori

Un elemento che ha pesato molto è ciò che in Svezia viene ormai chiamato “l’effetto Northvolt”.
Northvolt, un tempo considerata il fiore all’occhiello della green industry svedese, era un grande progetto per la produzione di batterie al litio. Dopo anni di difficoltà operative e ritardi, l’azienda è fallita, lasciando un segno profondo nella fiducia degli investitori verso i progetti industriali ad alta intensità di capitale.

Di conseguenza, banche e fondi oggi richiedono maggiore trasparenza, solide garanzie e una comunicazione più prudente. Per Stegra, che cerca di evitare paragoni con Northvolt, questo significa dover dimostrare con chiarezza la solidità dei propri conti e delle proprie tecnologie.

Il nodo del rischio Paese e la svolta del sostegno pubblico

Alla difficoltà del mercato si è aggiunta una percezione crescente di rischio Paese. Alcuni finanziatori stranieri hanno interpretato come segnale negativo la decisione del governo svedese di bloccare un finanziamento europeo precedentemente approvato per il progetto. Una mossa che, vista dall’estero, ha sollevato dubbi sulla stabilità del sostegno politico.

La situazione si è in parte chiarita nelle ultime settimane, quando l’Agenzia svedese per l’Energia ha annunciato un contributo di 390 milioni di corone nell’ambito del programma Industriklivet.
Si tratta di una somma modesta per un progetto di questa scala, ma il suo valore simbolico è notevole: indica che lo Stato svedese sostiene il progetto, riducendo il timore degli investitori.

Anche la partecipazione di un ministro a incontri con le banche ha contribuito a rafforzare questa percezione di impegno politico.

Una sfida che va oltre il finanziamento

Nonostante i passi avanti, Stegra deve ancora dimostrare di poter avviare una produzione stabile di acciaio verde, trovare clienti disposti a pagare un green premium e operare in sintonia con le politiche europee su emissioni e mercato ETS.

Il successo del progetto avrebbe un impatto significativo non solo su Boden, che ha investito molto nella sua realizzazione, ma anche sulla reputazione dell’industria verde svedese dopo un periodo di turbolenze.

Perché questa vicenda interessa le aziende italiane

Per le imprese italiane, il caso Stegra rappresenta molto più di una storia nazionale svedese. È un indicatore chiave di come si sta evolvendo l’industria verde europea. La domanda di acciaio a basse emissioni crescerà rapidamente nei settori dove l’Italia è particolarmente forte: automotive, meccanica, edilizia, tecnologie industriali.

Inoltre, la realizzazione di un impianto di questa dimensione genera un enorme indotto: forniture tecniche, componentistica, ingegneria, logistica, sistemi digitali, consulenza energetica. Le aziende italiane, già molto apprezzate in Svezia per competenze e qualità manifatturiera, possono trovare spazio in vari segmenti della catena del valore.

Stegra non è solo un progetto industriale: è un laboratorio della nuova economia europea, dove tecnologia, sostenibilità e capitale devono trovare un equilibrio. Comprendere questa dinamica può aiutare le imprese italiane a identificare opportunità, rischi e possibili aree di collaborazione in uno dei mercati più avanzati e innovativi del continente.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svezia)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Nuove opportunità per gli investitori internazionali in Argentina

L’Argentina sta attraversando una fase di rinnovato dinamismo economico, sostenuta da misure che migliorano la stabilità e l’attrattività del Paese per gli investitori stranieri. Tra le iniziative più rilevanti si distingue il Regime di Incentivi per Grandi Investimenti (RIGI), che garantisce fino a 30 anni di stabilità fiscale, giuridica e cambiaria per progetti nei settori energia, infrastrutture, industria manifatturiera, tecnologia e mining.

Parallelamente, nuove disposizioni del Banco Central favoriscono una maggiore flessibilità per la rimessa dei capitali e semplificano l’operatività degli investitori non residenti, contribuendo a un clima di maggiore fiducia e prevedibilità.

Il Paese registra inoltre un crescente interesse internazionale nei comparti agroindustriale, energie rinnovabili, biotecnologie e meccanica di precisione, confermandosi come piattaforma strategica per sviluppare progetti produttivi e partnership a medio-lungo termine.

In questo contesto, l’Argentina si posiziona oggi come uno dei mercati più promettenti dell’America Latina per imprese e investitori in cerca di nuove opportunità di espansione.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Volo diretto Roma Houston di Ita ayrways

ITA Airways inaugurerà il primo collegamento diretto nella storia tra Roma e Houston il 1° maggio 2026, segnando un passo decisivo nel rafforzamento dei rapporti tra Italia e Stati Uniti. I voli, già in vendita, partiranno con tre frequenze settimanali nel mese di maggio per poi aumentare a cinque dal 1° giugno. La rotta sarà operata con Airbus A330-900.

La programmazione prevede partenze da Roma alle 10:20 con arrivo a Houston alle 15:40; il rientro decollerà dal George Bush Intercontinental Airport alle 18:10 con arrivo a Fiumicino il giorno successivo alle 11:50.

Per ITA Airways si tratta di un tassello strategico nell’espansione nel mercato nordamericano, che con Houston raggiunge nove destinazioni servite, sostenute anche dagli accordi di codeshare con United Airlines e Air Canada.

Il nuovo volo è stato accolto positivamente dalle istituzioni statunitensi, che ne sottolineano l’impatto economico e diplomatico. Fondamentale è stato inoltre il contributo delle istituzioni italiane presenti a Houston: il Consolato Generale d’Italia, la Camera di Commercio Italiana e gli altri attori del sistema Italia hanno lavorato a lungo per rendere possibile questo storico traguardo, primo collegamento diretto fra Houston e il nostro Paese.

(Contributo editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce of Texas, Inc.)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025
Martedì 16 Dicembre 2025

Notizie dai mercati esteri - Repubblica Ceca

Lo stipendio medio ceco è arrivato sulla soglia di 2000 euro al mese

Lo stipendio medio ceco è arrivato nel terzo trimestre sulla soglia di 2000 euro al mese. Lo indica l'Ufficio di Statistica Ceco.

Tra luglio e fine settembre lo stipendio medio in Repubblica Ceca ammontava a 48.295 corone ceche al mese, circa 2000 euro con il cambio di inizio dicembre. Gli stipendi sono quindi cresciuti in un anno di oltre il sette percento con un incremento del 4,5% al netto dell'inflazione. Dall'inizio dell'anno le remunerazioni sono aumentate di oltre il sette percento a poco più di 48.000 corone. Il dato riguarda lo stipendio mensile lordo senza tuttavia i contributi pensionistici e sanitari.

Nell'industria manifatturiera lo stipendio medio è cresciuto di circa il sei percento a poco più di 47.000 corone dall'inizio dell'anno. I settori meglio pagati con una media oltre 80.000 corone rimangono le finanze e l'ICT, mentre lo stipendio medio in settori come ristorazione, accoglienza o servizi amministrativi non ha ancora raggiunto le 40.000 corone.

Fonte: csu.gov.cz

La nuova legge sulla contabilità approda in parlamento

La nuova legge sulla contabilità approvata a fine novembre dal governo approda in parlamento.

La stesura della legge da parte del Ministero delle Finanze è durata praticamente l'intera scorsa legislatura. Il principale obiettivo è modernizzare la legislazione contabile ceca, che risale al 1991, e armonizzarla con l'estero tramite un maggiore utilizzo degli standard internazionali IFRS. La contabilità modificata dalla nuova legislazione dovrebbe restituire un'immagine più veritiera e chiara sulla condizione economica delle unità contabili.

La legge e le norme collegate poi intervengono anche sulla questione degli ammortamenti e riducono la platea dei contributi, che avranno obbligo di tenere la contabilità. Con la norma l'obbligo verrà a meno per le persone fisiche e le associazioni cittadine, che non sono pagatori dell'IVA. I soggetti potranno tuttavia tenere la contabilità in maniera facoltativa. La legge ora verrà discussa dalla Camera dei Deputati, dove dopo le elezioni legislative di ottobre è cambiata la maggioranza.

Fonte: mfcr.cz

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Martedì 16 Dicembre 2025