Venerdì 13 Febbraio 2026
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Wizz Air, una delle principali compagnie aeree in Serbia, ha annunciato nuove tratte da Belgrado ad Alghero e Palermo. I nuovi voli diretti inizieranno a marzo 2026.
Questa continua espansione conferma l'impegno di Wizz Air nell'adeguare la propria rete alle crescenti esigenze dei passeggeri in Serbia, offrendo maggiore flessibilità e una scelta ancora più ampia di destinazioni sia per viaggi di piacere che d'affari. Dall'avvio delle operazioni in Serbia nel 2010, la compagnia aerea ha costantemente rafforzato la sua presenza, riconoscendo la Serbia come un mercato importante all'interno della sua intera rete. Oggi Wizz Air offre 32 destinazioni raggiungibili dalla Serbia, che la collegano con oltre 10 nazioni in tutta l'Europa.
Oltre ai collegamenti con le isole, Wizz Air ha anche annunciato la nuova tratta stagionale estiva da Belgrado a Pisa. Il servizio verrà inaugurato il 9 giugno 2026, offrendo voli due volte a settimana (martedì e sabato).
Mentre l’industria automobilistica europea ristagna, la multinazionale Stellantis ( Fiat Chrysler Automobiles ) accelera nello stabilimento di Kragujevac. Un anno e mezzo fa vi lavoravano 1.000 addetti, oggi sono tre volte tanto, e arriva la terza versione della “Grande Panda” con motore a benzina da 1,2 litri e cambio manuale a sei marce.
Nel 2025 il valore complessivo dell’export serbo ha raggiunto i 30 miliardi di dollari. L’industria automobilistica è il motore del settore manifatturiero e le esportazioni del cluster automobilistico ammontano a circa 2 miliardi di dollari. La garanzia di un aumento di questa cifra è rappresentata dall’introduzione del terzo turno.
Oltre alle tre versioni della “Grande Panda”, la competitività dello stabilimento di Kragujevac è rafforzata anche dalla “Citroën C3” elettrica. I due modelli sono prodotti sulla stessa piattaforma e sono ugualmente richiesti dal mercato.
Le tendenze indicano inoltre che le famiglie della “Grande Panda” e della “Citroën” si amplieranno con nuove versioni, a partire dal modello ibrido della “Citroën C3”. Per questo motivo, le porte dello stabilimento FCA di Kragujevac restano aperte a nuovi lavoratori.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
Numeri da record per KTH Innovation, il centro di sviluppo legato al prestigioso KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, che per l’edizione primaverile del suo programma di supporto Launch ha selezionato 18 startup su oltre 100 candidature ricevute. Un risultato che conferma il crescente interesse verso l’imprenditorialità accademica e, allo stesso tempo, segnala un cambiamento nei settori di maggiore sviluppo: energia, diritto e medicina sono infatti le aree più rappresentate quest’anno.
Fondata nel 1827, KTH è la principale università tecnica della Svezia e una delle più importanti a livello internazionale. Con circa 17.000 studenti provenienti da tutto il mondo e quasi 100 programmi di studio, l’ateneo svolge un ruolo centrale nella formazione di ingegneri, architetti e ricercatori, e si concentra su ricerca e innovazione orientate allo sviluppo sostenibile della società, con particolare attenzione a temi come cambiamento climatico, transizione energetica, sicurezza alimentare e qualità della vita. L’università è inoltre classificata al 73° posto nel mondo secondo il QS World University Rankings.
In questo contesto si inserisce KTH Innovation, progetto che ha l’obiettivo di trasformare la ricerca accademica in imprese ad alto impatto. Il programma Launch accompagna le startup selezionate in un percorso di sei mesi, offrendo coaching individuale, mentorship da parte di imprenditori ed esperti del settore, oltre a un forte supporto in termini di networking. Il porgramma non prevede investimenti direttamente nelle aziende, ma facilita il contatto con investitori e grandi imprese partner, tra cui nomi di primo piano come Ikea e Scania.
Il programma include anche assistenza legale, un aspetto cruciale nelle fasi iniziali di sviluppo: dalla redazione degli accordi tra soci fino al supporto nella registrazione dei brevetti, gli imprenditori vengono accompagnati nella costruzione di basi solide per la crescita futura.
Secondo Lisa Bäckman, responsabile marketing e comunicazione di KTH Innovation, la selezione di quest’anno riflette una tendenza chiara. «Rispetto al passato, vediamo una maggiore attenzione a soluzioni che rispondono a bisogni collettivi e a problematiche sociali più ampie», spiega. Negli anni precedenti, molte startup erano focalizzate su applicazioni di intelligenza artificiale per semplificare attività amministrative o il lavoro d’ufficio. Oggi, invece, crescono le iniziative nei settori dell’energia, del riscaldamento, della sanità e dell’edilizia, con modelli di business rivolti a clienti più strutturati e soluzioni pensate per avere un impatto su scala più ampia.
Non mancano esempi di successo nati proprio all’interno del programma Launch. Tra questi spiccano Greenely, piattaforma digitale per la gestione intelligente dei consumi energetici domestici, recentemente lanciata anche in Finlandia, e Zaver, società fintech specializzata nella semplificazione delle transazioni di importo elevato, che dal lancio nel 2019 ha raggiunto una valutazione di circa un miliardo di corone svedesi secondo il quotidiano svedese Dagens Industri.
Tra le nuove realtà selezionate per la primavera, una delle più interessanti e promettenti è Optimed AI, startup di tecnologia medica nata dalla collaborazione tra studenti del KTH e medici specialisti del Karolinska Institutet, università leader a livello mondiale nella ricerca medica e biomedica. Il team ha sviluppato agenti di intelligenza artificiale in grado di riassumere istantaneamente la storia clinica dei pazienti, rispondere a quesiti medici e automatizzare la documentazione, con l’obiettivo di rendere i processi sanitari più efficienti e accurati.
«Tutte le aziende con cui lavoriamo sono guidate da studenti e ricercatori del KTH», conclude Bäckman. «Ma i team diventano ancora più forti quando integrano competenze tecniche avanzate con una solida conoscenza del mercato. È questa combinazione che rende l’ecosistema di KTH particolarmente competitivo».
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svezia)
Lo ha comunicato il Ministero dello Sviluppo Locale. Il dato non comprende i fondi del Piano Nazionale di Recupero.
I vari programmi operativi hanno assegnato il 75% del 512 miliardi di corone destinati alla Repubblica Ceca nel periodo 2021 – 2027. Ai richiedenti è arrivato il 40% dei fondi assegnati, circa 172 miliardi di corone. Alla Commissione Europea sono state inviate richieste di rimborso per 131 miliardi di corone. Il grosso divario tra risorse impegnate e le richieste di pagamento a Bruxelles non è insolito.
Risulta per ora un minore utilizzo del programma operativo per le imprese TAK. Nel programma, che ha a disposizione circa 75 miliardi di corone, è stato impegnato circa il 60% delle risorse. Alle imprese sono arrivati circa dieci miliardi di corone.
Fonte e fonte fotografia: mmr.gov.cz
Il più importante produttore di automobili in Repubblica Ceca ha aumentato lo scorso anno le sue consegne a più di un milione di automobili con un incremento rispetto al 2024 di quasi il 13%. “Škoda è diventato il terzo marchio più venduto in Europa” ha notato il presidente del CdA Klaus Zellmer. Nel 2025 la Škoda Auto è diventata uno dei marchi più dinamici del gruppo Volkswagen, di cui fa parte.
Nonostante il marchio sia presenti su diversi continenti, il mercato chiave rimane l'Europa con quasi oltre l'80% delle vendite. Ogni macchina Škoda su cinque viene venduta in Germania, la Repubblica Ceca è poi il secondo mercato più importante con quasi 92.000 consegne.
Fonte:www.skoda-storyboard.com
Per quest'anno il dicastero prevede una crescita dell'economia ceca del 2,4%. Si tratta di un miglioramento rispetto alla precedente stima di novembre di due decimi di punto percentuale. Anche negli anni a seguire la crescita dell'economia ceca non dovrebbe scendere sotto la soglia del due percento. Il ministero poi riduce le previsioni dell'inflazione, che dovrebbe superare solo leggermente il due percento.
A trainare la crescita quest'anno saranno gli investimenti, per i quali si prevede un aumento di oltre tre percento dopo due anni di una dinamica molto bassa. Continuerà anche la crescita dei consumi delle famiglie. Sulla domanda estera si attendono poi gli effetti benefici del pacchetto di ripresa della Germania.
L'aumento della stima del Pil crea maggiori margini fiscali per il Ministero, che è alla presa con la legge di bilancio, notano alcuni media. Con la crescita dell’economia sono attese anche maggiori entrate fiscali.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Nel 2025 la Board of Investment (BOI) della Thailandia ha registrato un aumento straordinario delle domande di promozione degli investimenti, raggiungendo un valore complessivo di 1.876 trilioni di baht (circa 60,4 miliardi di USD), con una crescita del 67% rispetto all’anno precedente e segnando il livello più alto mai registrato nella storia dell’ente. Il numero totale delle domande è stato di 3.370 progetti, con un incremento dell’11% su base annua, riflettendo la crescente fiducia degli investitori nella solidità dell’economia thailandese e nella sua capacità di attrarre investimenti di lungo periodo.
La performance positiva del 2025 è stata trainata in particolare dai settori ad alto contenuto tecnologico e di innovazione, con il settore digitale che ha dominato la scena grazie a importanti investimenti in infrastrutture digitali, in particolare data centre, che da soli hanno rappresentato una parte considerevole del totale degli investimenti. Tra le altre aree rilevanti vi sono state le tecnologie avanzate, l’industria elettronica, la mobilità sostenibile e le tecnologie legate alle energie pulite.
In termini di provenienza degli investimenti, una quota significativa delle dichiarazioni di impegno proviene da società straniere, con investimenti diretti esteri (IDE) in forte aumento, sottolineando il ruolo internazionale di primo piano di Bangkok come hub per la produzione avanzata e l’innovazione tecnologica. Questi risultati testimoniano non solo l’efficacia delle politiche di promozione degli investimenti della BOI — che includono incentivi fiscali e facilitazioni amministrative — ma anche l’attrattiva della Thailandia come destinazione strategica per capitali globali, con prospettive di consolidamento nei settori hi-tech nei prossimi anni.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)
Nel 2025 gli investimenti nel settore alberghiero in Spagna hanno raggiunto livelli prossimi ai massimi storici, con 4,228 miliardi di euro, segnando un +27% rispetto al 2024, secondo i dati della consulenza CBRE. Si tratta della seconda cifra più alta mai registrata, dopo il record del 2018 (5 miliardi di euro). Questi risultati collocano la Spagna come primo mercato europeo per investimenti alberghieri, superando Regno Unito e Francia. Il mercato iberico rappresenta infatti quasi il 20% dell’investimento alberghiero totale in Europa, contro il 16% del Regno Unito e il 13% della Francia.
Un elemento rilevante è il forte protagonismo del capitale nazionale, che rappresenta il 64% delle operazioni. A livello geografico, gli investimenti si concentrano principalmente in cinque destinazioni: Canarie (22%, 937 milioni di euro), Barcellona (16%, 669 milioni), Baleari (15%), seguite da Madrid (9%, 395 milioni) e Málaga (206 milioni). Gli arcipelaghi restano particolarmente attrattivi grazie alla loro offerta turistica legata a sole e mare, che rafforza la competitività della Spagna rispetto ad altri Paesi europei.
Il segmento vacanziero continua a prevalere su quello urbano, sostenuto dalla domanda internazionale e dalla crescente destagionalizzazione. Tuttavia, anche le città hanno recuperato solidità, superando i livelli pre-pandemia. Le rendite prime si sono mantenute stabili: circa 5% a Madrid e Barcellona e 6% nelle isole.
Guardando al 2026, CBRE prevede uno scenario di stabilità, con rendimenti sostenuti, disponibilità di finanziamenti e una crescita del business più moderata ma solida. Il settore alberghiero si conferma quindi come uno dei più attrattivi per gli investimenti immobiliari. Il mercato entra in una nuova fase caratterizzata da capitale più selettivo, maggiore peso del capitale istituzionale e prezzi in aumento nelle località prime.
Dal punto di vista dei segmenti, emerge una forte polarizzazione: gli hotel 4 e 5 stelle concentrano il 79% degli investimenti, grazie alla capacità di fissare prezzi elevati e offrire esperienze di valore, mentre il segmento economico raggiunge un peso record dell’11%, superando quello degli hotel a tre stelle.
Il forte dinamismo del mercato alberghiero spagnolo rende la Spagna un mercato strategico di ingresso o consolidamento per le imprese italiane. La crescita degli investimenti, la stabilità delle rendite e l’attenzione verso segmenti premium ed economici aprono opportunità concrete. Inoltre, la presenza di capitali nazionali e istituzionali, unita alla diversità geografica e di modelli di investimento, rende la Spagna un contesto stabile, competitivo e culturalmente vicino all’Italia, ideale per strategie di internazionalizzazione strutturate e di medio-lungo periodo.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)
Il quantum computing è un campo dell’informatica e dell’ingegneria che si occupa di sviluppare e studiare computer e algoritmi che sfruttano i principi della meccanica quantistica.
Da anni la Danimarca si sta impegnando a diventare polo europeo offrendo know-how, investimenti e collaborazioni.
Tra progetti NATO, collaborazioni europee ed investimenti milionari pubblici e privati, ogni anno, nel Paese, aumenta l’interesse per questa tecnologia destinata a trasformare radicalmente il modo in cui scopriamo nuovi farmaci, nuovi materiali, ci approcciamo alla logistica, alla crittografia, al machine learning e molto altro.
Microsoft scommette su Copenaghen: Majorana 1 e un miliardo di corone sul quantum
Da anni Microsoft investe nell’area di Copenaghen, in particolare nel laboratorio di Lyngby. All’inizio del 2025, l’azienda ha presentato Majorana 1, un chip molto potente capace di condurre moltissime operazioni, risultato della collaborazione con l’Università di Copenaghen e con la DTU, il Politecnico della Danimarca. Nel novembre 2025 ha annunciato un’ulteriore espansione, portando l’investimento complessivo a superare il miliardo di corone danesi (circa 130 milioni di euro). Il complesso ospita ingegneri provenienti da tutto il mondo, che stanno lavorando per costruire il computer quantistico più sviluppato al mondo.
Magne, il quantistico di nuova generazione: la risposta danese agli USA e alla Cina
Per salvaguardare la propria posizione a livello internazionale, e spinte dall’avanzamento di paesi come Cina e Stati Uniti, due realtà danesi, quali la Novo Nordisk Foundation ed EIFO, hanno avviato una joint venture chiamata QuNorth che si occuperà di sviluppare e operare il computer quantistico commercialmente disponibile migliore al mondo chiamato Magne. Magne sarà un computer quantistico di seconda generazione, e necessita, per ora, di un investimento di 80 milioni di euro.
DIANAQ a Copenaghen: l’hub NATO che accelera l’innovazione quantistica
DIANA (Defense Innovation Accelerator for the North Atlantic) è un’organizzazione della NATO che supporta lo sviluppo di tecnologie per la difesa attraverso finanziamenti, creazione di network e programmi di accompagnamento per le aziende. All’interno di questa iniziativa rientra anche DIANAQ, il Diana Quantum Center, con sede a Copenaghen: un hub pensato per mettere in contatto imprenditori, investitori e scienziati, favorendo investimenti, sviluppo e valorizzazione commerciale delle tecnologie quantistiche. DIANAQ è stata progettata a Copenaghen, proprio perché la città offre un ecosistema particolarmente solido, grazie a università e centri specializzati che lavorano sui materiali necessari, su strumentazione avanzata e su infrastrutture di test, e che riuniscono competenze di altissimo livello nell’ingegneria quantistica.
SDU lancia l’hub della matematica quantistica
L’Università del Sud della Danimarca (SDU) ha lanciato il Centre for Quantum Mathematics, dedicato allo studio delle fondamenta della matematica quantistica con annesse applicazioni di ingegneria e computing. La SDU dispone di un polo, chiamato SDU Quantum Hub, che si trova nell’ecosistema DQC (Danish Quantum Community) che a sua volta collabora con reti europee come EuroHPC per irrobustire la scienza quantistica a livello europeo.
Conclusione
A livello nazionale, quindi, la somma degli investimenti in campo quantistico tra il 2023 e il 2027 ammonterà a più di 1 miliardo di corone, attraverso un nuovo progetto ambizioso chiamato National Strategy for Quantum Technology.
La Danimarca, quindi, con investimenti e capacità di attrarre fondi e talenti, si conferma polo quantistico europeo. In questo contesto, realtà come Sparrow Quantum, che si occupa di sviluppare componenti fotonici per il quantum computing, in particolare sorgenti di singoli fotoni per applicazioni nelle tecnologie quantistiche, riescono a prosperare. Il mercato delle startup, inoltre, è particolarmente florido grazie ad un territorio per loro benefico ed a una rete sempre più forte di incubatori e acceleratori, accompagnati dalla forte collaborazione tra università, imprese e capitali che accelera la nascita di nuove tecnologie.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)
L’economia spagnola ha affrontato l’incertezza legata al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca molto meglio di quanto previsto dagli analisti: cresce fino al 3% nel 2025 e le proiezioni per il 2026 sono ottimistiche. Nel 2024, il Prodotto Interno Lordo (PIL) è cresciuto del 3,5%, risultando l’economia avanzata più dinamica di quell’anno. Nel 2025, tutte le previsioni indicano una chiusura con un incremento del 2,9%, ben al di sopra delle altre grandi economie. Anche le prospettive per il 2026 restano positive, nonostante il contesto di incertezza globale.
Ancora una volta, la Spagna ha superato ostacoli rilevanti e ha battuto le aspettative formulate alla fine dell’anno precedente, quando i conflitti in Ucraina e Palestina, insieme al ritorno di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, sembravano potenziali freni alla crescita. La chiusura del 2025 con un +2,9% del PIL rappresenta un risultato superiore persino alle stime più ottimistiche di dodici mesi fa: allora, la Banca di Spagna prevedeva un +2,5%.
Tra i fattori chiave di questa performance figurano la solidità del mercato del lavoro, la moderazione dell’inflazione e il recupero del potere d’acquisto, la ripresa degli investimenti e l’utilizzo dei fondi europei. Tutto ciò avviene nonostante un quadro politico frammentato e le difficoltà del Governo nell’approvare riforme e nuovi bilanci.
Il FMI sottolinea la crescita eccezionale della Spagna
Secondo Alfred Kammer, direttore del Dipartimento Europa del FMI, la crescita spagnola è stata “eccezionale”, sostenuta non solo dal turismo ma anche da tecnologia, comunicazioni e nuovi settori produttivi. Il FMI prevede per il 2026 una crescita del 2%, dopo il 2,9% del 2025, collocando la Spagna ai vertici tra le economie avanzate.
La Commissione Europea evidenzia la forza del mercato del lavoro
La Commissione Europea stima una crescita del 2,3% nel 2026, superiore a quella degli Stati Uniti (1,9%) e quasi doppia rispetto alla media dell’eurozona. Il principale motore sarà la domanda interna, grazie a consumi privati, investimenti e creazione di occupazione, sostenuti anche da flussi migratori stabili.
Per il 2026, tutte le principali istituzioni stimano una crescita superiore al 2%, circa il doppio rispetto a Germania, Francia e Italia. Fondo Monetario Internazionale (FMI), OCSE, Commissione Europea, Banca di Spagna e BBVA concordano sul vigore dell’economia spagnola, pur segnalando alcuni rischi all’orizzonte.
OCSE: i fondi europei stimoleranno gli investimenti
L’OCSE definisce “notevolmente buono” l’andamento dell’economia spagnola nel periodo post-pandemia, sottolineando una crescita equilibrata, resiliente e meno dipendente dal capitale estero. Per il 2026 prevede un +2,2%, trainato da consumi, salari reali in crescita, tassi di interesse in calo e pieno dispiegamento dei fondi europei del Piano di Ripresa.
BBVA Research: lo scenario più ottimista
BBVA Research prevede per il 2026 una crescita del 2,4%, la più elevata tra quelle degli analisti, pur segnalando alcuni fattori di rischio interni legati alla frammentazione politica e all’assenza di nuovi bilanci statali. Nonostante ciò, l’inflazione in calo, l’occupazione record e il miglioramento dei conti pubblici rafforzano la credibilità del Paese, tanto che le agenzie di rating potrebbero ulteriormente migliorare il giudizio sul debito sovrano entro il 2026.
La Spagna si conferma come una delle economie più dinamiche e resilienti d’Europa, capace di crescere stabilmente sopra il 2% anche in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e incertezza politica internazionale. Dal 2024 al 2026, il Paese registra performance nettamente superiori a quelle delle altre grandi economie dell’eurozona.
Ciò che rende particolarmente interessante il caso spagnolo è la qualità della crescita: non più legata esclusivamente al turismo, ma sostenuta da domanda interna solida, investimenti, innovazione tecnologica, digitalizzazione e utilizzo strategico dei fondi europei. Il mercato del lavoro forte, l’aumento dei salari reali e la crescita del potere d’acquisto alimentano i consumi, creando un contesto favorevole per le imprese. Questa analisi conferma che la Spagna non è solo un mercato vicino, ma un vero e proprio motore di crescita in Europa. Per le imprese italiane, monitorare e comprendere l’evoluzione dell’economia spagnola significa individuare opportunità concrete di export, investimento e collaborazione industriale, in un Paese che offre dinamismo, stabilità e prospettive di medio periodo particolarmente favorevoli. In un contesto europeo a due velocità, la Spagna si afferma come uno dei partner più interessanti su cui puntare strategicamente.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)
Nel 2025 l’Argentina ha concluso l’anno con un saldo commerciale ampiamente positivo, registrando un surplus di circa 11,3 miliardi di dollari, elemento che contribuisce in modo significativo alla stabilità macroeconomica del Paese e al rafforzamento della fiducia degli operatori internazionali. Le esportazioni complessive hanno raggiunto circa 87 miliardi di dollari, collocandosi tra i livelli più elevati della storia recente e confermando una crescente capacità di integrazione nei mercati globali. Rispetto al 2024, le vendite all’estero hanno evidenziato una crescita di circa il 9%, segnale di un miglioramento strutturale della competitività produttiva.
Questo risultato si inserisce in un ciclo virtuoso di surplus commerciale che dura da oltre 25 mesi consecutivi, rafforzando l’affidabilità economica dell’Argentina come partner commerciale. Il contributo determinante del settore energetico, affiancato dal ruolo strategico dell’agroindustria e delle materie prime, ha favorito una maggiore disponibilità di valuta estera e una più solida capacità finanziaria. In tale contesto, si creano condizioni particolarmente favorevoli per le imprese italiane interessate a sviluppare esportazioni, investimenti e partnership industriali nel mercato argentino.
Nel complesso, il rafforzamento del commercio estero argentino contribuisce a rendere il Paese un interlocutore sempre più stabile e attrattivo per l’Italia, facilitando l’espansione delle relazioni bilaterali, la crescita degli scambi e l’inserimento delle aziende italiane in un contesto economico in progressivo consolidamento, nonostante le incertezze dello scenario internazionale.
Il Governo argentino ha aggiornato la normativa che regola l’ingresso nel paese degli imballaggi in legno utilizzati nel commercio internazionale, per facilitare l’importazione di merci senza ridurre la protezione fitosanitaria. La modifica, formalizzata con la Resolución 980/2025, allinea i requisiti alle norme internazionali, riduce gli oneri burocratici e ottimizza l’uso delle risorse statali concentrando le ispezioni sui casi a rischio maggiore.
Il nuovo approccio consente di ridurre di circa il 30% le verifiche fisiche, con un alleggerimento stimato di oltre 4.000 ispezioni mensili, introducendo criteri trasparenti basati sul paese d’origine, lo storico fitosanitario e altre variabili tecniche. In molti casi sarà possibile effettuare le ispezioni direttamente nei depositi degli importatori, evitando ritardi alle frontiere e riducendo i costi logistici e operativi per le imprese.
La normativa stabilisce inoltre modalità digitali di dichiarazione e tracciabilità, semplificando le procedure e migliorando la prevedibilità per operatori e destinatari finali delle merci. Tale aggiornamento è stato accolto come un passo verso una maggiore efficienza del sistema doganale argentino, con un equilibrio tra facilitazione degli scambi e rafforzamento delle difese fitosanitarie nazionali.
(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)
Dopo oltre due decenni di negoziati, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur è stato firmato, rappresentando un passo di grande rilevanza per lo Stato di Minas Gerais. Nel 2024, il volume degli scambi commerciali tra lo Stato ed il blocco europeo ha superato i 9,3 miliardi di dollari, con un surplus di 3,1 miliardi di dollari, consolidando l’Unione Europea come il secondo principale mercato di destinazione delle esportazioni dell’agroindustria mineira.
L’accordo prevede un’ampia eliminazione delle tariffe doganali. L’Unione Europea si è impegnata ad azzerare le tariffe su circa il 95% dei beni importati dal Mercosur, mentre il blocco sudamericano liberalizzerà approssimativamente il 91% dei beni provenienti dall’UE, di accordo con i termini stabiliti.
Il Presidente della Camera di Commercio Italiana di MG, Valentino Rizzioli, commenta che per lo Stato emergono opportunità nei settori dell’agroindustria — in particolare caffè, carni e zucchero — oltre che nei comparti minerario ed industriale. Per l’ Europa, assumono rilievo macchinari ed attrezzature, veicoli, prodotti chimici e farmaceutici, nonché alimenti tipici, come vini, olio d’oliva, formaggi e pasta. Il rapporto storico tra Minas Gerais e l’Italia tende a rafforzarsi, con un impatto diretto sulla riduzione dei costi, sull’ampliamento degli scambi bilaterali e su un maggiore accesso a tecnologie e prodotti a più elevato valore aggiunto. L’accordo favorisce inoltre la competitività delle imprese di Minas Gerais sul mercato europeo e amplia le esportazioni italiane verso lo Stato.
Tra i punti di maggiore rilievo, il caffè assume un ruolo strategico. L’accordo prevede l’eliminazione graduale delle tariffe sul caffè tostato e macinato, incentivando le esportazioni di prodotti a maggiore valore aggiunto. Inoltre, il capitolo sulla proprietà intellettuale rafforza la tutela delle indicazioni geografiche, come la “Canastra”, valorizzando i prodotti regionali.
L’Italia figura tra i principali partner commerciali di Minas Gerais nell’Unione Europea, sia come mercato di destinazione delle esportazioni sia come Paese di origine delle importazioni, oltre a occupare una posizione di rilievo per numero di imprese insediate nello Stato.
Pur essendo già stato firmato, l’accordo è ancora soggetto alla ratifica interna delle parti per poter entrare in vigore. In questo contesto, diventa essenziale che imprese ed enti interessati intraprendano una pianificazione strategica, al fine di sfruttare appieno le opportunità derivanti da questo nuovo scenario commerciale.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana di Minas Gerais)
Un’opportunità strategica per il rafforzamento delle relazioni con l’Europa
L’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea e il Mercosur, recentemente firmato dopo oltre venticinque anni di negoziati, rappresenta un passaggio chiave per l’integrazione economica tra Europa e Sud America. L’intesa mira a facilitare gli scambi commerciali, riducendo progressivamente le barriere tariffarie e creando una delle più ampie aree di libero scambio a livello globale.
Il presidente argentino Javier Milei ha espresso una posizione fortemente favorevole all’accordo, considerandolo uno strumento centrale della strategia di apertura economica e inserimento internazionale del Paese. Secondo Milei, l’intesa con l’Unione Europea costituisce un punto di partenza per rafforzare la competitività dell’economia argentina, attrarre investimenti e ampliare le opportunità per le esportazioni.
Il governo argentino ha inoltre manifestato l’intenzione di procedere rapidamente con il processo di ratifica parlamentare, sottolineando l’importanza del trattato per il futuro del Mercosur e per il rilancio del ruolo dell’Argentina nei mercati globali.
In questo contesto, l’accordo assume un valore particolare anche per le relazioni con l’Italia, partner storico dell’Argentina, aprendo nuove prospettive di cooperazione commerciale, industriale e istituzionale tra le imprese dei due Paesi.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina)