Sabato 13 Giugno 2026
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Il settore automotive ceco ha registrato nei primi tre mesi del 2025 un trimestre da record. Lo indica l’associazione del settore AutoSap.
Da gennaio a fine marzo le case automobilistiche con stabilimenti in Repubblica Ceca hanno prodotto quasi 397.000 automobili con un incremento dell’otto percento rispetto al 2025. Cresce anche la quota delle auto elettriche e ibride, che ormai rappresentano circa il 40% della produzione ceca delle automobili. Secondo il presidente di AutoSap Martin Jahn i risultati rappresentano “segnali positivi” per l’intera economia ceca visto il peso dell’automotive sul Pil del paese. A trainare l’incremento sono stati la Škoda Auto e la Toyota di Kolín, mentre lo stabilimento Hyundai registra ancora un calo di produzione.
Positivi anche i numeri del settore autobus con oltre 1440 mezzi prodotti. Decisivo il contributo alla produzione di Iveco Czech Republic.
L’Aeroporto di Praga non sta riscontrando difficoltà con le forniture di carburante per aviogetti. Lo riporta il quotidiano Pravo.
“In questo momento non abbiamo informazioni sulle interruzione nella logistica” ha detto la portavoce dello scalo della capitale boema al quotidiano. L’Aeroporto dispone in magazzino carburante sufficiente a coprire circa dieci giorni di traffico a pieno ritmo. In caso di necessità altre forniture potrebbero arrivare dalle riserve strategiche dello stato.
Due importanti gruppi di sviluppo immobiliare hanno annunciato questa settimana la trasformazione di ex centrali telefoniche a Praga.
Il gruppo Penta ha ottenuto il permesso a costruire per la trasformazione dell’ex centrale telefonica nella via Petrská nella Città Nuova di Praga. L’investitore prevede la demolizione dell’edificio risalente agli anni Settanta e la costruzione di un nuovo complesso con circa 80 appartamenti di fascia alta. L’investimento dovrebbe superare il miliardo di corone con l’inizio dei lavori in estate e il completamento nel 2028.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Houston continua a distinguersi a livello nazionale per dinamismo demografico ed economico. Nel corso dell’ultimo anno, l’area metropolitana ha registrato la crescita della popolazione più elevata degli Stati Uniti, con quasi 127.000 nuovi residenti tra luglio 2024 e luglio 2025. Questo significa una media di 347 persone al giorno, ovvero un nuovo residente ogni 4 minuti.
Negli ultimi dieci anni, la popolazione è passata da 6,7 a 7,9 milioni di abitanti, con un incremento complessivo di 1,2 milioni di persone. Oggi Houston conta più residenti di 37 Stati americani e del District of Columbia. Tra le principali aree metropolitane del Paese, Houston si distingue anche per il tasso di crescita più elevato (1,6%), superando altri hub in forte espansione come Dallas, Orlando e Phoenix.
La crescita è sostenuta principalmente dai flussi migratori internazionali, che rappresentano oltre la metà dell’incremento (56,5%), seguiti dalla crescita naturale della popolazione (37,7%) e, in misura minore, dalla migrazione interna (5,7%). A rendere Houston particolarmente attrattiva contribuiscono un mercato del lavoro solido, un costo della vita relativamente contenuto e l’assenza di imposte statali sul reddito.
Sul fronte occupazionale, i dati aggiornati della Texas Workforce Commission indicano che il mercato del lavoro ha superato le stime iniziali, con 2.700 posti di lavoro in più rispetto a quanto precedentemente riportato per il 2025. Il tasso di crescita dell’occupazione si è mantenuto significativamente superiore alla media nazionale, nonostante un generale rallentamento nella creazione di nuovi posti.
Houston si conferma inoltre tra le principali destinazioni per investimenti e sviluppo economico. Secondo Site Selection Magazine, nel 2025 l’area metropolitana ha registrato 590 progetti qualificati, posizionandosi al secondo posto negli Stati Uniti dopo Chicago. Se rapportato alla popolazione, Houston risulta invece al primo posto a livello nazionale, con 74,6 progetti per milione di abitanti.
A conferma della solidità dell’economia locale, i principali indicatori economici mostrano un quadro complessivamente positivo, seppur in fase di normalizzazione. Nel settore delle costruzioni, i nuovi contratti assegnati nei primi mesi del 2026 ammontano a circa 5 miliardi di dollari, in calo rispetto ai livelli eccezionalmente elevati del 2025, ma comunque in linea con una crescita sostenibile. Il rallentamento è legato soprattutto alla riduzione dei grandi progetti infrastrutturali.
Il mercato immobiliare residenziale rimane stabile: nei primi due mesi del 2026 sono state vendute oltre 10.900 abitazioni unifamiliari, con una lieve flessione dell’1,6% rispetto all’anno precedente, ma ancora su livelli superiori al periodo pre-pandemico.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione locale si mantiene contenuta: a febbraio 2026 l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,3% su base annua, ben al di sotto della media nazionale del 2,4%. Tuttavia, possibili tensioni geopolitiche potrebbero influenzare i prezzi energetici nei mesi successivi.
L’attività economica mostra segnali di rafforzamento, con l’indice PMI salito a 52,4 a febbraio, indicando un’espansione in corso da ben 69 mesi consecutivi, sia nel settore manifatturiero che nei servizi.
Il tasso di disoccupazione ha registrato un aumento a gennaio, raggiungendo il 4,9% nell’area metropolitana di Houston, in linea con un andamento stagionale tipico di inizio anno e non indicativo di un indebolimento strutturale del mercato del lavoro.
Infine, il settore automobilistico evidenzia una domanda ancora sostenuta: nei dodici mesi fino a febbraio 2026 sono stati venduti oltre 385.000 veicoli, con un incremento del 6,8% su base annua. La crescita è trainata in particolare da truck e SUV, che rappresentano ormai oltre l’80% delle vendite, confermando un cambiamento strutturale nelle preferenze dei consumatori.
(Contenuto editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce of Texas)
L'annata agraria 2025 delinea un quadro di profonda dicotomia produttiva, evidenziando una pericolosa dipendenza dalle colture vernine (autunno-invernali) per compensare la crescente vulnerabilità climatica che affligge i raccolti primaverili.
Il comparto dei cereali ha registrato un raccolto record di grano, attestatosi a 3,68 milioni di tonnellate (+27% rispetto al 2024). Con una resa media di 6,1 t/ha e un fabbisogno interno di appena 1,2 milioni di tonnellate, il potenziale di esportazione supera i 3 milioni di tonnellate. Al contrario, la produzione di mais ha subito un sensibile deterioramento, scendendo a 4,45 milioni di tonnellate (-12,9%). Tale flessione è il risultato combinato di shock termici e di una contrazione dei margini dovuta ai bassi prezzi d'acquisto.
In ottica strategica, il settore sta rispondendo alla volatilità climatica attraverso un massiccio spostamento verso la semina autunnale, vista come un "hedge" naturale contro le siccità estive. La struttura della semina 2025 riflette questa tendenza:
2. Commercio estero e analisi dell'interscambio agroalimentare
Nel periodo gennaio-novembre 2025, l'interscambio agroalimentare ha raggiunto un valore di 8,5 miliardi di euro (+5,4%), rappresentando il 12,4% del commercio totale serbo. Tuttavia, la competitività del settore è sotto pressione: il surplus commerciale (957,1 milioni di euro) si è contratto del 24,5%.
3. Indicatori industriali e volatilità dei costi di produzione
L’attività industriale nel periodo gennaio-novembre mostra segnali di rallentamento, con l'industria alimentare in contrazione del 1,3% e le bevande del 1,2%. Sebbene l'industria del tabacco mostri una stabilità cumulativa (+0,1%), il dato puntuale di novembre 2025 evidenzia un brusco crollo della produzione di tabacco (-12,2%), segnale di una possibile revisione dei cicli produttivi a fine anno.
La redditività delle imprese agricole è ulteriormente minacciata dalla volatilità dei costi dei materiali di riproduzione registrata nel Q3:
Sul fronte dei prezzi alla produzione (novembre 2025), si osserva un surriscaldamento per la frutta (+24,2%) e il mais (+16,8%), mentre il comparto orticolo subisce un crollo dei prezzi del 27,0%, evidenziando forti squilibri tra domanda e offerta stagionale.
4. Mercato del lavoro: polarizzazione salariale strutturale
Il settore impiega 120.285 dipendenti (5,2% del totale nazionale). L'analisi dei dati evidenzia una marcata disparità salariale strutturale, con l'industria del tabacco che si posiziona come comparto a altissimo valore aggiunto e principale contributore fiscale in termini di oneri sul lavoro.
Lo stipendio medio lordo nel settore del tabacco ha raggiunto i 254.786 dinari lordi (RSD), un valore che supera del 71,2% la media nazionale.
Salari netti medi (Gen-Ott 2025):
5. Iniziative strategiche e nuovi framework regolatori
6. Sentiment aziendale
Il sentiment per il primo trimestre del 2026 rimane improntato alla cautela operativa:
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
Il Q4 2025 ha segnato una svolta decisiva nell'allineamento normativo della Serbia agli standard dell'Unione Europea, fattore critico per mantenere la competitività dell'export verso il mercato unico.
2. Indicatori della produzione industriale e scorte
Nel periodo gennaio-novembre 2025, la produzione manifatturiera complessiva in Serbia è cresciuta dell'1,9%. Tuttavia, l'analisi disaggregata della filiera legno-mobile-carta rivela dinamiche contrastanti:
Analisi delle scorte e segnali di mercato: Il dato più significativo riguarda il drastico calo delle scorte nella lavorazione del legno (-28,3%) registrato a novembre 2025. Al contrario, il comparto della carta mostra un aumento delle scorte (+22,3%).
3. Commercio estero e partner strategici
Il settore del legno e del mobile si conferma un pilastro dell'export serbo, pesando per il 5,8% sulle vendite totali all'estero. Il valore complessivo delle esportazioni del comparto ha raggiunto circa 1,7 miliardi di euro (+4,7% su base annua), generando un surplus commerciale di 325,2 milioni di euro.
Un dato di eccezionale rilievo per gli investitori è la performance del settore mobile, il cui export è cresciuto del 14,6% (793,5 milioni di euro), dimostrando che la Serbia sta scalando la catena del valore, vendendo prodotti finiti a più alto margine nonostante il calo dei volumi produttivi fisici.
4. Occupazione e statistiche salariali
Al Q3 2025, il settore impiega complessivamente 52.256 addetti, rappresentando il 2,3% della forza lavoro nazionale.
Nel periodo gennaio–ottobre 2025, il salario medio nel settore della produzione di carta e prodotti in carta è stato pari al 94,6% della media nazionale. Nel settore della lavorazione del legno e dei prodotti in legno, il salario medio è stato inferiore del 39,1% rispetto alla media nazionale, mentre nel settore della produzione di mobili è stato inferiore del 30,1%. Nel settore della silvicoltura e del taglio del legno, il salario medio è stato inferiore del 21,3% rispetto alla media della Repubblica di Serbia ed è cresciuto in termini reali del 6,7%.
5. Clima aziendale e prospettive per il Q1 2026
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
L’economia serba nel 2025 ha registrato un sensibile rallentamento rispetto alle stime iniziali, con una crescita del PIL reale attestata al 2,0%, valore dimezzato rispetto alla proiezione di inizio anno (4,2%). Tale flessione è parzialmente riconducibile a variabili climatiche avverse che hanno influenzato i prezzi dei prodotti alimentari e, di riflesso, l'industria di trasformazione energivora. Nonostante ciò, le prospettive a medio termine rimangono positive, con proiezioni di accelerazione al 3,5% nel 2026 e al 5,0% nel 2027, sostenute dagli investimenti per EXPO 2027 e dal programma "Salto nel futuro".
Gli indicatori finanziari riflettono una stabilità strutturale:
2. Analisi della Produzione Industriale e delle Scorte
Il comparto estrattivo si conferma il motore della resilienza industriale serba, superando le performance del settore della fornitura di energia, che ha risentito di una fase di contrazione operativa.
Analisi Analitica di Scorte e Prezzi
L'andamento delle scorte a novembre 2025 evidenzia segnali di mercato critici:
3. Iniziative per la Transizione Verde e Rinnovabili
La Serbia sta consolidando il passaggio verso un’economia circolare, definendo nuovi benchmark per il settore privato e lo sviluppo regionale.
4. Evoluzione del Quadro Normativo e Strategico
Le recenti riforme puntano a rafforzare la sovranità statale nella gestione delle risorse e ad allineare il Paese agli standard UE.
5. Focus Speciale: Nuove Frontiere e Grandi Progetti Estrattivi
6. Commercio Estero e Investimenti Diretti Esteri (IDE)
Il settore energetico-minerario si conferma un pilastro dell'interscambio nazionale, pur mantenendo un deficit strutturale legato agli idrocarburi.
7. Occupazione, Salari e Clima di Fiducia
Dinamiche del Lavoro
Analisi Salariale nel period gennaio-ottobre 2025
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
Hong Kong riveste oggi un ruolo centrale nella strategia internazionale dell’Italia, non solo come mercato di sbocco, ma come piattaforma di relazione, cultura e sviluppo del Made in Italy. Negli ultimi anni la città ha ridefinito in modo significativo il proprio posizionamento nel sistema internazionale dell’arte e del design, aprendo nuove opportunità di visibilità e di crescita per le imprese italiane. In questo contesto, la presenza italiana a Hong Kong si rafforza come espressione concreta di una diplomazia economica e culturale capace di unire qualità produttiva, innovazione e apertura al dialogo internazionale.
Un passaggio di particolare rilievo è rappresentato dall’esordio del Salone del Mobile.Milano ad Art Basel Hong Kong, all’interno di una partnership triennale con Art Basel. Questa partecipazione, in uno dei principali hub mondiali del collezionismo, segna un ulteriore passo nel processo di internazionalizzazione del design italiano. Hong Kong si conferma così un punto d’incontro tra arte, innovazione e artigianalità, offrendo una vetrina capace di valorizzare l’eccellenza del Made in Italy e della ricerca progettuale che lo distingue.
Hong Kong assume un’importanza strategica anche sotto il profilo economico. La città rappresenta infatti una porta privilegiata verso i mercati asiatici, in particolare Cina, Giappone e Corea del Sud, aree in cui la domanda di design italiano continua a evolversi e a crescere. La sua funzione di piattaforma relazionale e culturale si rafforza progressivamente, consentendo di generare opportunità su scala regionale e di instaurare connessioni con interlocutori di alto profilo. In questa prospettiva, non si tratta solo di entrare in un nuovo mercato, ma di consolidare la propria presenza all’interno di un contesto in cui arte, design e mercato sono sempre più interconnesse.
I dati confermano questa rilevanza. Nel 2025, le esportazioni italiane verso Hong Kong hanno raggiunto risultati significativi: il settore legno-arredo ha raggiunto i 59,8 milioni di euro, mentre il piu’ ampio comparto dell’arredamento si e’ attestato intorno ai 52 milioni. Si tratta di valori che testimoniano l’alta considerazione internazionale di cui gode il design italiano, riconosciuto come espressione di eccellenza manifatturiera. Come ha sottolineato l’ambasciatore italiano in Cina Massimo Ambrosetti, questi risultati confermano il forte apprezzamento per un modello produttivo capace di coniugare tradizione, ricerca e qualità.
In questa cornice si inserisce anche la celebrazione della Giornata del Design Italiano nel Mondo, curata da Annalisa Rosso nel 2026, che assume il valore di strumento di diplomazia culturale. L’iniziativa rafforza il dialogo tra il settore del design italiano e i contesti internazionali, evidenziando come il design possa essere una lingua comune tra mondi diversi. Il nuovo Collectors Lounge, uno spazio prestigioso e curato che offre un ambiente confortevole e di design per mercanti d'arte, presentato nell’ambito di Art Basel Hong Kong, esprime proprio questa visione: un sistema produttivo capace di unire eredità manifatturiera, innovazione e dialogo con il linguaggio contemporaneo dell’arte e dell’architettura.
Anche la dimensione temporale rafforza il significato di questa presenza. Il Salone del Mobile.Milano è infatti atteso a Milano dal 21 al 26 aprile 2026, e il percorso che passa da Hong Kong contribuisce ad anticiparne contenuti, relazioni e visione internazionale. La strategia è chiara: posizionare il design italiano non solo come settore industriale, ma come linguaggio culturale e leva strategica capace di connettere bellezza, business e investimento. In questo senso, Hong Kong non è soltanto un mercato importante per l’Italia: è un partner essenziale per costruire il futuro internazionale del Made in Italy.
Bibliografia
"Salone del Mobile.Milano lands in Hong Kong with Art Basel: Italian design conquers Asia"
https://www.xylon.it/en/2026/03/26/il-salone-del-mobile-milano-sbarca-a-hong-kong-con-art-basel-il-design-italiano-conquista-lasia/
"In Hong Kong, Salone del Mobile.Milano and Art Basel collaborate on art and design"
https://www.ansa.it/english/news/news_from_embassies/2026/03/30/in-hong-kong-salone-del-mobile.milano-and-art-basel-collaborate-on-art_ac1f2d5d-bb9c-44f7-86d6-71d62ecf4f82.html
"Salone reinforces its collaboration with Art Basel and lands in Hong Kong"
https://www.salonemilano.it/en/articoli/salone-mobilemilano-collaboration-art-basel-hong-kong
"La Giornata del Design Italiano nel Mondo"
https://italiandesignday-official.it/
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)
Secondo uno studio del Fondo Monetario Internazionale di agosto 2025, la Danimarca è il paese europeo che ha adottato con maggiore diffusione tecnologie basate sull'AI nelle proprie aziende.
L’elevato tasso di digitalizzazione della popolazione è alla base del grande successo applicativo sia nel B2B che nei rapporti con il cliente.
Secondo gli indici appositamente creati dall’IMF per quantificare la preparazione alle innovazioni e le opportunità portate dall’AI nei vari paesi del mondo, la Danimarca, assieme agli altri paesi nordici, viene identificata come il luogo più favorevole per l’applicazione di tali tecnologie.
Di fatto, già oggi quasi il 30% delle aziende si avvale di tecnologie LLM per le mansioni più disparate: nel 35 % dei casi si tratta di analisi o produzione di testo, ma quasi nel 30% dei casi viene adoperata per analisi di dati o automatizzazione di workflows.
Vi è tuttavia una forte disparità di uso tra piccole e grandi aziende: le grandi imprese, quelle al di sopra dei 250 dipendenti, adoperano l’intelligenza artificiale circa nel 60% dei casi, mentre, ciò che è sorprendente, è l’uso che viene effettuato da piccole e medie imprese: benché sia limitato a circa il 20% e 40% rispettivamente, tali percentuali rappresentano quasi al doppio della media europea dell’utilizzo che viene effettuato dalle aziende delle stesse dimensioni, andando ad evidenziare come il mercato danese sia pronto per un’applicazione a livello estensivo di tali tecnologie.
Altro punto a vantaggio dell’applicazione su vasta scala di tecnologie AI è l’impatto ridotto che l’economia danese dovrebbe sostenere in confronto alle altre nazioni: il modello di flexicurity garantisce alta flessibilità alle aziende per la gestione dei dipendenti, garantendo contemporaneamente cospicui sussidi di disoccupazione che sono però rigorosamente limitati nel tempo (fino a due anni). Per i redditi più bassi la compensazione può arrivare fino al 90% del salario precedente.
Tramite questo sistema ogni anno circa il 25% dei lavoratori del settore privato cambia impiego, anche grazie al cosiddetto “terzo pilastro” (oltre flessibilità e sussidi) che riguarda il coinvolgimento attivo ed efficace delle istituzioni pubbliche nella formazione e collocamento di forza lavoro.
Tramite un robusto mix di investimenti governativi e privati, la Danimarca conferisce ogni anno molte risorse ai mercati ad alta innovazione tecnologica. Per esempio, nel 2023 secondo l’osservatorio AI dell’OCSE, gli investimenti totali sono stati quasi 7 miliardi e mezzo di euro.
Tra le più importanti realtà di successo è doveroso citare il caso di Novo Nordisk, il gigante farmaceutico danese di Ozempic e leader nella produzione di insulina, che investe pesantemente nell’AI e nel machine learning in tutta la propria filiera e in particolare nella ricerca di nuovi farmaci tramite l’analisi di dati.
Il mercato è tuttavia aperto anche a nuovi player: per esempio la start up Corti, fondata nel 2016 a Copenhagen, è specializzata in AI generative per assistenza vocale e ha raccolto il corrispettivo di 87 milioni di dollari in investimenti, portando l’azienda ad una valutazione di 260 milioni di dollari.
Insomma, la Danimarca offre un ecosistema propizio all’innovazione ed allo sviluppo di nuove tecnologie o di nuovi metodi di applicazione dell’intelligenza artificiale, offrendo regole chiare e semplici, una popolazione aperta all’utilizzo delle tecnologie e grandi investimenti per le aziende che hanno potenziale, anche dall’estero.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)
La Polonia si è ormai consolidata come la più grande economia dell’Europa centro-orientale e l'ottava dell'Unione Europea. Per le imprese italiane, non si tratta più di guardare a un "mercato emergente", ma a un terreno estremamente fertile, profondamente integrato nelle catene del valore europee e dotato di infrastrutture digitali all'avanguardia.
Secondo i dati aggiornati presi dal Report E-commerce in Polonia 2025 (realizzato da Gemius, IAB Polska e PBI su dati GUS, principale ente per la statistica polacco), l'adozione degli acquisti online ha raggiunto una penetrazione capillare: il 78% degli internauti polacchi acquista online, e ben il 77% lo fa regolarmente su piattaforme locali.
Oggi, tuttavia, il mercato è entrato in una fase di maturità che gli esperti definiscono la "Nuova Normalità". La crescita esplosiva non deriva più dall'acquisizione di nuovi utenti (il bacino è quasi saturo), ma dall'aumento della frequenza d'acquisto, dalla crescita del valore medio del carrello e, soprattutto, dalla retention (fidelizzazione). Il consumatore polacco online vanta una notevole capacità di spesa: il 65% di chi ha redditi medio-alti acquista abitualmente sul web. Per un brand italiano, questo scenario richiede un approccio strategico: vince chi sa unire l'eccellenza del prodotto a una Customer Experience impeccabile e senza frizioni.
L'e-commerce polacco continua a crescere a un ritmo superiore al 5% annuo. Analizzando i dati di consumo B2C, il Raport 2025 evidenzia quattro macro-categorie dominanti, scelte da oltre il 50% dei compratori online nell'ultimo anno:
In tutti questi segmenti, l'origine "Made in Italy" costituisce un potentissimo driver di conversione. La classe media polacca è alla ricerca di "premiumness" e riconosce nel brand italiano una garanzia di artigianalità, lusso accessibile e design superiore.
A questo si affianca un bacino di enorme valore spesso trascurato: l'E-commerce B2B. La Polonia è la vera "fabbrica d'Europa", e i responsabili acquisti (procurement) delle aziende polacche stanno massicciamente spostando i loro ordini sui canali digitali. Per i produttori italiani di componentistica meccanica, macchinari industriali, imballaggi e forniture aziendali, le piattaforme B2B polacche rappresentano oggi un canale di vendita diretto, tracciabile e ad altissima marginalità.
Per operare con successo, un imprenditore deve sapersi muovere in anticipo sui trend di mercato. Ecco tre dinamiche verificate che stanno ridisegnando l'e-commerce in Polonia in questi mesi:
Per penetrare il mercato polacco, è essenziale comprendere le leve comportamentali che guidano le conversioni al momento del checkout:
Se c'è un elemento che distingue radicalmente il mercato polacco dal resto dell'Europa, questo è la logistica di prossimità (OOH - Out-Of-Home). Oggi, ben l'83% dei consumatori indica la consegna fuori casa come la forma preferita in assoluto. Il consumatore polacco non ama aspettare il corriere a domicilio, ma esige flessibilità totale. Questo ecosistema si regge su tre pilastri:
L'integrazione con queste reti OOH (tramite un partner logistico locale) è la chiave assoluta per garantire alti tassi di conversione e offrire resi facili ed economici, vero motore della fiducia nell'acquisto cross-border.
L'apertura di un canale e-commerce in Polonia offre all'imprenditore italiano vantaggi strutturali di altissimo valore strategico:
Non esiste una via unica per entrare nel mercato polacco. A seconda del prodotto e degli obiettivi, un'azienda italiana può scegliere tra 5 modelli scalabili:
Sviluppare un e-commerce di successo in Polonia richiede una "localizzazione strategica": non basta tradurre un sito web, occorre adattare l'intera catena del valore alle peculiarità locali, nel pieno rispetto delle stringenti normative europee.
La Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia è a disposizione degli imprenditori per supportarli operativamente offrendo servizi concreti come ricerca e selezione di partner affidabili. Il potenziale digitale polacco è pronto per accogliere l'eccellenza del Made in Italy.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)
Il Costa Rica si conferma una delle economie più aperte e dinamiche dell’America Centrale, con un modello di crescita fortemente orientato all’export e all’integrazione nelle catene globali del valore. La stabilità istituzionale, l’ampia rete di accordi commerciali e il consolidato sistema di zone franche hanno favorito negli ultimi anni lo sviluppo di settori ad alto valore aggiunto e l’attrazione di investimenti internazionali.
Secondo i dati di Banco Central de Costa Rica e PROCOMER, il commercio estero rappresenta uno dei principali motori dell’economia nazionale, con un grado di apertura commerciale superiore al 65% del PIL.
Tra gli indicatori principali:
Le esportazioni di beni sono trainate soprattutto dal comparto dei dispositivi medici e delle life sciences, che rappresentano circa il 40% dell’export manifatturiero del Paese. Il Costa Rica è oggi uno dei principali hub mondiali per la produzione ed esportazione di medical devices, grazie alla presenza di multinazionali internazionali e a una forza lavoro altamente qualificata.
Accanto al settore medicale, mantengono un ruolo rilevante:
Tra i principali prodotti esportati figurano dispositivi medici e apparecchiature sanitarie, banane, ananas, caffè, cacao, circuiti elettronici e componenti industriali.
Parallelamente, cresce il peso dell’export di servizi, che rappresenta ormai circa il 45% delle esportazioni complessive. In particolare, il Paese si sta consolidando come polo regionale per:
Il Costa Rica è infatti considerato uno dei principali esportatori latinoamericani di servizi basati sulla conoscenza.
Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione dell’export costaricano, con circa il 40% delle esportazioni complessive, seguiti dall’Unione Europea (20%), dall’America Centrale (15%) e dall’Asia (10%). All’interno del mercato europeo, i principali partner commerciali sono Paesi Bassi, Germania, Belgio, Spagna e Italia.
Sul fronte delle importazioni, il Paese registra una domanda sostenuta di:
Le importazioni sono strettamente connesse alle esigenze produttive dell’industria manifatturiera e delle zone franche.
Uno dei principali fattori competitivi del Costa Rica è rappresentato dalla rete di accordi commerciali internazionali, che garantisce accesso preferenziale a oltre due terzi del PIL mondiale. Tra i principali accordi figurano:
Tra le dinamiche più rilevanti che stanno caratterizzando il mercato emergono:
La domanda internazionale di prodotti certificati e soluzioni green rappresenta infatti un elemento di forte attrattività per il sistema produttivo costaricano.
Per le imprese europee e italiane si delineano opportunità in diversi comparti strategici, tra cui:
Nel medio periodo, le prospettive del commercio estero del Costa Rica restano positive, con attese di crescita superiori alla media regionale soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. La combinazione di apertura commerciale, sostenibilità e stabilità economica continua a rafforzare il ruolo del Paese come hub strategico per l’America Centrale.
Fonti: Banco Central de Costa Rica (BCCR), PROCOMER, OCSE, World Bank, CEPAL.
(Contributo editoriale a cura della Cámara de Industria y Comercio Ítalo-Costarricense)
In Giappone, aprile non è semplicemente il quarto mese dell'anno. È il momento in cui il Paese si reinventa. Le aziende chiudono i libri contabili e ne aprono di nuovi. I neolaureati, i cosiddetti shinsotsu, varcano per la prima volta la soglia di un ufficio, in abito scuro e con l'entusiasmo di chi comincia tutto. I sindacati annunciano i risultati delle trattative salariali primaverili, lo shuntō. E quasi in chiusura del mese, il Paese si ferma per la Golden Week, che nel 2026 si estende dal 29 aprile al 6 maggio: otto giorni consecutivi tra i più attesi dell'anno. È un reset collettivo, culturale ed economico, che arriva in un momento particolarmente favorevole per chi fa business con il Giappone.
Il primo aprile segna l'inizio del nuovo anno fiscale: per le grandi aziende significa sblocco di budget, nuovi contratti, nuove forniture. Per i lavoratori, spesso anche l'arrivo degli aumenti salariali concordati durante lo shuntō. Quest'anno il principale sindacato nipponico Rengo ha presentato richieste di aumento medio intorno al 5,94%, in linea con il 6,09% dell'anno precedente. Le previsioni degli analisti, da Nomura a Goldman Sachs, indicano un risultato finale tra il 3% e il 5%, il terzo anno consecutivo di crescita salariale significativa dopo decenni di stagnazione. A questo si aggiunge il piano di stimolo fiscale del governo Takaichi, che vale circa 21 trilioni di yen, e un budget statale record da 122,3 trilioni di yen per l'anno fiscale 2026, secondo massimo storico consecutivo, secondo quanto riportato da Nikkei Asia.
Il risultato è un consumatore giapponese che si trova, per la prima volta da anni, con più potere d'acquisto reale e più fiducia nel futuro. Secondo l'analisi di KizunaX sull'andamento del mercato consumer in Giappone, l'indice di fiducia ha raggiunto a inizio 2026 il livello più alto da aprile 2024. Non è euforia: è una cautela che si allenta, una disponibilità a spendere che si fa concreta, e che proprio a fine aprile incontra la Golden Week.
Per le imprese italiane già presenti in Giappone o in fase di ingresso, questa convergenza ha implicazioni operative precise. Nel settore food & beverage, aprile è il periodo dei regali aziendali di inizio anno e dei pranzi celebrativi per l'ingresso dei neoassunti: vino, olio extravergine, formaggi e salumi di qualità trovano spazio nei menù dei ristoranti e nelle ceste regalo istituzionali. I distributori giapponesi tendono a rinnovare listini e contratti di fornitura proprio in questo periodo: essere presenti e aggiornati è essenziale. Nel settore moda e lifestyle, la Golden Week è tradizionalmente uno dei picchi dello shopping al dettaglio: con i salari in crescita e il cambio yen-euro più favorevole rispetto agli anni scorsi, i brand italiani di fascia media-alta si trovano in una posizione competitiva interessante. Sul fronte B2B, l'inizio del nuovo anno fiscale è il momento in cui i responsabili acquisti hanno budget freschi da allocare e una predisposizione naturale a valutare nuovi fornitori.
Vale infine segnalare una trasformazione strutturale nel settore turistico che tocca indirettamente molte imprese italiane. Secondo Travel Weekly Asia, il Giappone sta introducendo misure progressive contro il sovraffollamento: la tassa di partenza sarà triplicata a 3.000 yen da luglio 2026, e da novembre entrerà in vigore una riforma dello shopping tax-free che obbligherà i turisti stranieri a pagare l'IVA in anticipo, sul modello europeo. Queste misure puntano a selezionare un turismo di qualità superiore, con una spesa media per visitatore più elevata: una buona notizia per le imprese italiane presenti nel retail o nell'ospitalità.
Aprile 2026 non è un mese come gli altri. È il punto di intersezione tra tre dinamiche, salariale, fiscale e culturale, che si rafforzano a vicenda e producono un effetto moltiplicatore sui consumi. Per chi esporta in Giappone o vuole farlo, questa finestra offre una combinazione rara: un mercato più ricco, più fiducioso e più aperto. Ignorarla sarebbe un'occasione mancata.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Giappone)