Notizie mercati esteri

Venerdì 4 Novembre 2022

Allarme licenziamento: un quinto delle imprese ceche potrebbe licenziare a causa del caro energia

Circa un quinto delle imprese ceche potrebbe procedere a dei licenziamenti a causa del caro energia, lo hanno detto i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali alla televisione pubblica ceca ČT.

I settori che potrebbero avere il tasso più alto di licenziamento sono i settori dell’industria pesante, il settore agroalimentare, il tessile e l’industria del vetro. “I nostri dati ci dicono che il 18% delle imprese pensa di procedere con i licenziamenti entro Natale” ha indicato Ladislav Minčič della Camera di Commercio Ceca.

Secondo gli esperti, tuttavia, il mercato del lavoro ceco può assorbire un certo numero di persone in mobilità in quanto la Repubblica Ceca continua ad avere il tasso di disoccupazione più basso dell’intera Unione Europea.

Fonte: https://bit.ly/3Dz8Ygp  

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Venerdì 4 Novembre 2022
Venerdì 4 Novembre 2022

La Tourism Authority of Thailand prevede 18 milioni di visitatori stranieri nel 2023

Secondo la Tourism Authority of Thailand (TAT) i leader del turismo stimano l’arrivo di 18 milioni di stranieri nel 2023, nella speranza di un tempestivo ritorno del mercato cinese.

“Nell’ipotesi di base, la Thailandia avrà 18 milioni di turisti stranieri, di cui il 72% -cioè circa 13 milioni- verrebbero per i mercati a breve distanza, contribuendo con 589 miliardi di baht al fatturato target di 971 miliardi”, ha affermato Thanet Phetsuwan, vicegovernatore del marketing alla TAT per l’Asia e il Sud Pacifico. Negli ultimi due mesi di quest’anno si sono registrati segnali interessanti dai mercati dell’Asia e del Sud Pacifico, con 15.778 voli e 2.87 milioni di posti confermati. Il sig. Thanet ha dichiarato che i principali mercati come India e Malesia hanno già assicurato fattori di carico di volo rispettivamente dell’85% e 68%.

Il Vietnam è stato il mercato che è cresciuto più velocemente in termini di rilancio dei voli, arrivando all’89% della capienza pre-Covid. 

In data 30 Ottobre, i turisti dal Sud Est Asiatico, Asia del Sud e Sud Pacifo ammontano a 4.1 milioni quest’anno e costituiscono il 54% dei visitatori totali, mentre i turisti dai mercati dell’Asia Orientale, molti dei quali hanno appena riaperto, sono 831,742, cioè l’11%.

Nonostante le restrizioni di viaggio, il numero di visitatori cinesi è stato di 191,742, dal momento che i visitatori d’affari e gli studenti avevano il permesso di fare viaggi all’estero, ha affermato il sig. Thanet.

Mentre la Cina rimane un importante mercato turistico, la Thailandia non dovrebbe fare affidamento su di essa o fare stime precoci sul possibile ritorno di questi visitatori per l'anno successivo. “Dobbiamo rispettare la decisione di ogni Paese di allentare le restrizioni di viaggio o meno”, ha affermato.

“Per la Cina, se la politica zero-Covid verrà prolungata fino al prossimo anno, potremo assistere solo ad una graduale ripresa dei turisti di certi gruppi, come è successo quest’anno.”

Ha inoltre affermato che la TAT deve accelerare su altri potenziali mercati per raggiungere l’obiettivo.

L’India è un mercato consolidato e vedrà un approccio più aggressivo nelle città secondarie come Lucknow, Ahmedabad e Jaipur.

La competizione si intensificherà il prossimo anno dal momento che tutte le principali destinazioni hanno riaperto. Il Giappone rimane il concorrente più forte, con considerevoli richieste represse.

“I Paesi sviluppati con infrastrutture valide come Giappone, Corea del Sud e Taiwan saranno più avvantaggiate nell’attirare turisti dal momento che possono riprendersi più velocemente”, ha affermato il sig. Thanet.

 

Fonte: https://bit.ly/3zIAJCb

 

(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

Ultima modifica: Venerdì 4 Novembre 2022
Venerdì 4 Novembre 2022

Danimarca – Un nuovo studio mostra un mercato del lavoro inclusivo

Da inizio 2021, in Danimarca il mercato del lavoro sta continuando a mostrare trend positivi, con una crescita costante che vede, mese dopo mese, un numero sempre maggiore di assunzioni e persone in età da lavoro impegnate in lavori retribuiti.

L’Agenzia Nazionale Danese di Statistica, nella sua ultima analisi, indica come il mercato del lavoro conti 73.000 lavoratori in più tra febbraio e Marzo del 2022, rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, e che oggi raggiunga cifra 2.869.000.

Questi dati rappresentano il quattordicesimo mese consecutivo di crescita del numero di lavoratori in tutto il paese. Cifre che mostrano non solo un superamento della crisi pandemica, ma perfino una situazione migliore rispetto al mercato del lavoro pre covid-19. Questo dato si intreccia positivamente con le cifre che parlano di una riduzione della disoccupazione, con numeri vicini ai record negativi degli anni precedenti al 2008. Questi dati dimostrano che la forza lavoro nel paese è stata sostenuta e rafforzata negli anni, con politiche del lavoro lungimiranti ed efficaci, volte a coinvolgere nel mercato del lavoro tutte le forze possibili.

All’interno di questo quadro positivo, un altro aspetto risulta essere incoraggiante. Si tratta della situazione lavorativa delle persone con disabilità all’interno del paese scandinavo. Le statistiche dimostrano che per questa categoria, l’occupazione, nel 2021, ha raggiunto il massimo record positivo dal 2008.

Questo risultato è dimostrato da una nuova analisi condotta da VIVE – Il Centro di Ricerca Danese per le Scienze Sociali, il quale ha condotto, per conto dell’Agenzia Danese del Lavoro, un sondaggio focalizzato sulla situazione lavorativa delle persone con disabilità, con lo scopo di far luce sulla situazione attuale dei disabili in Danimarca ed ottenere una visione d’insieme chiara e precisa. Di conseguenza, maggior conoscenza dovrebbe portare ad ottenere gli strumenti necessari per migliorare ulteriormente la situazione occupazionale di questa categoria occupazionale.

La ricerca illustra come la percentuale di occupati con disabilità sia ai minimi storici, nell’intervallo di tempo che va dal 2008 – 2021, e che, in un solo anno, sia aumentata di quasi 6 punti percentuali, passando dal 55,3% nel 2020 al 60,8% nel 2021. Un confronto tra le statistiche ha portato alla luce il fatto che la percentuale di occupazione delle persone con disabilità ha visto, in questi ultimi anni, una crescita maggiore rispetto alla percentuale di occupazione delle persone senza disabilità.

Focalizzandosi sulla categoria composta da persone affette da disabilità, si è scoperto che quasi l’80% dei disabili impiegati, oggi, ha un lavoro fisso e stabile. Inoltre, è stata trovata una correlazione positiva tra il grado di istruzione delle persone con disabilità e l’occupazione.

I risultati di questa ricerca, quindi, rappresentano un quadro sociale positivo, nonostante ci siano ancora molti ostacoli da superare prima di arrivare alla massima inclusività. Infatti, le cifre mostrano come la percentuale di occupati tra le persone con disabilità sia molto più bassa di quella delle persone senza disabilità, con i primi che raggiungono il 61% contro l’85% dei secondi. Inoltre, i disabili, in media, raggiungono livelli d’istruzione più bassi rispetto alle persone senza disabilità. Infine, risultano esserci differenze sostanziali all’interno della categoria, poiché ancora solo il 39% delle persone con disabilità gravi è occupato, contro il 74% di lavoratori tra le persone che presentano disabilità lievi.

Nonostante quindi, sia ancora necessario lavorare per eliminare le differenze tra i due gruppi, e rendere il mercato del lavoro ancora più inclusivo, queste cifre mostrano quanto il mercato del lavoro danese sia molto ricettivo verso tutte le forze lavoro, e che sia molto aperto alle categorie più fragili, tra cui le persone che presentano disabilità.

Fonti: https://bit.ly/3Wux30D; https://bit.ly/3WqNT0x  

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

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Venerdì 4 Novembre 2022

Bangkok ospiterà il tanto atteso meeting APEC 2022

“Open, connect, balance”: queste le tre parole alla base dell’imminente meeting APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) per la Economic Leaders’ Week, che si terrà a Bangkok dal 14 al 19 Novembre 2022.
La location APEC cambia ogni anno, a rotazione, tra tutti i 21 paesi membri che ne fanno parte.

Quest’anno sarà la Thailandia il paese ospitante dell’APEC 2022 il quale, fin dal 1989, promuove accordi multilaterali in materia di investimenti, turismo, infrastrutture e commercio tra i paesi della regione dell'Asia Pacifico. Come si legge nell’articolo di Elisa Serafini su Il Giorno “I paesi dell’Asia-Pacifico ritengono di poter beneficiare di una maggiore integrazione, in risposta alla crescente interdipendenza delle rispettive economie e all'avvento di blocchi commerciali regionali nel resto del mondo. L'obiettivo [...] è quello di creare nuovi mercati per i prodotti agricoli e le materie prime al di fuori dell'Europa, potendo contare su economie in forte crescita, e metriche demografiche estremamente favorevoli al business.”

Inoltre, sul sito ufficiale APEC si legge che il motto di quest’anno sarà composto esattamente dalle tre parole con le quali inizia il presente articolo, rendendo quindi l’APEC aperto a nuove opportunità, connesso in ogni dimensione ed equilibrato sotto ogni aspetto, il tutto orientato anche ad affacciarsi verso un’economia post-Covid 19 più sostenibile.

Nella settimana dal 14 al 19 novembre si terranno diversi incontri in varie parti della capitale thailandese, ai quali prenderanno parte i capi di governo di tutte le economie dei paesi membri: per questo motivo il governo ha dichiarato dei giorni di festività speciali per molti lavoratori e studenti che si trovano nelle aree interessate, dato che molte delle quali verranno sottoposte a restrizioni o, addirittura, blindate.

In una situazione politica internazionale dal futuro sempre più incerto, fondata su equilibri sempre più fragili, è sicuro che i riflettori di tutto il mondo saranno puntati sulla Thailandia per questa importante ricorrenza annuale, mentre i paesi del Sud-est Asiatico e dell’Asia-Pacifico sperano di acquisire un ruolo di maggiore importanza sia nelle relazioni che sui mercati internazionali.

 

Fonti: https://bit.ly/3T7dBnA; https://bit.ly/3FIGdAy   

 

(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

 

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Venerdì 4 Novembre 2022

La Thailandia prepara misure per permettere ai cittadini stranieri di possedere terreno residenziale

Il 25 ottobre 2022, il gabinetto thailandese ha approvato una bozza di nuovi regolamenti ministeriali che permetteranno a determinati tipi di cittadini stranieri di comprare terreni a uso residenziale. Questi regolamenti ministeriali sono un’aggiunta a quelli già esistenti dal 2002. Lo scopo di queste bozze è attirare in Thailandia i cittadini stranieri che investono un minimo di 40 milioni di THB. I cittadini stranieri target sono suddivisi in quattro gruppi: individui benestanti, pensionati, stranieri che vogliono lavorare dalla Thailandia e infine espatriati altamente specializzati. Questi gruppi sono idonei ad acquistare fino a 1 rai (1,600 metri quadri) di terreno come proprietà privata a Bangkok, Pattaya, aree comunali o apposite aree residenziali (all’esterno delle aree di sicurezza militare).

L’investimento sopracitato può essere qualsiasi tipo di investimento che rientri nei regolamenti ministeriali, deve essere avvenuto prima di aver fatto richiesta per la proprietà del terreno ed essere mantenuto per almeno tre anni.

La richiesta e i relativi documenti (incluso un certificato di investimento dalle autorità competenti) devono essere inviati al direttore generale del Land Department e al Ministro degli Interni per l’approvazione.
Queste bozze di disposizioni ministeriali saranno ora prese in considerazione dal Consiglio di Stato e, una volta approvate, saranno in vigore per cinque anni.

 

(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

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Venerdì 28 Ottobre 2022

Crisi energetica e inflazione in Italia e Germania – Report ottobre 2022

Con il continuo aumento dell’inflazione, continuano a crescere i prezzi dei beni energetici e alimentari. L’emergenza economica più sentita, e che preoccupa maggiormente, è quella connessa all’energia: infatti, i costi energetici creano difficoltà a molti italiani nel poter pagare le bollette. Il nuovo governo italiano sta attuando un quarto decreto di aiuti per famiglie ed imprese. Il decreto prevede di tutelare famiglie ed imprese per le bollette non pagate entro i 6 mesi. Una conseguenza, che non passa inosservata, è il calo di fiducia tra consumatori e imprese. Contribuiscono al deciso calo dell’indice soprattutto le opinioni sulla possibilità di risparmiare in futuro e quelle sull’opportunità di acquistare beni durevoli, seguite da giudizi in deterioramento sia sulla situazione economica personale sia su quella del Paese.

In Germania l’inflazione risulta essere al 10% – un dato che secondo le statistiche non si vedeva dal 1951. Anche in questo caso i costi energetici e i costi degli alimenti sono gli elementi che maggiormente pesano sulla spesa delle famiglie tedesche e la Bundesbank prevede altri innalzamenti nei prossimi mesi. La maggiore causa dell’inflazione è ricollegabile anche all’aumento dei prezzi del mercato internazionale.

Analizzando i dati statistici tedeschi i costi energetici riguardano: il riscaldamento raddoppiato al +108,4%; gas naturale +95,1%; elettricità +21%; infine carburante del +30,5%; mentre per quanto riguarda il settore agroalimentare: oli e grassi +49%; latticini +29,1%; carni e derivati +19,5%; cereali +18,5%.

Infine, il cancelliere Scholz ha recentemente presentato la proposta per un pacchetto di 200 miliardi di euro che include un tetto ai prezzi del gas e una serie di misure per proteggere le imprese e consumatori (pensionati, lavoratori e famiglie). Tale misura sarà finanziata con un nuovo debito e convogliata attraverso il fondo di stabilizzazione economica – una struttura istituita nel 2020 per aiutare aziende colpite dal virus Covid-19. Inoltre, il ministro dell’economia Habeck ha recentemente affermato che l’imposta sul consumo di gas da parte di privati sarà abolita, ma con una riduzione dell’utilizzo dell’energia.

 

Fonti: https://www.istat.it/it/archivio/275236; https://bit.ly/3TP2PUr; https://bit.ly/3U2JVtr; https://bit.ly/3Wh4JP5; https://bit.ly/3fgG1Od; https://www.istat.it/it/archivio/275390; https://www.istat.it/it/archivio/275297; https://bit.ly/3DKpbRu; https://www.istat.it/it/archivio/276575         

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania)

Ultima modifica: Venerdì 28 Ottobre 2022
Venerdì 28 Ottobre 2022

Repubblica Ceca - Lavoratori autonomi arriva la posta certificata

I lavoratori autonomi (OSVČ) riceveranno dal primo gennaio la casella di posta certificata, la datová schránka, su cui verrà trasferita la comunicazione con gli uffici pubblici cechi.

Il Ministero degli Interni creerà in maniera automaticamente la casella. A questi lavoratori autonomi arriveranno i dati d’accesso tramite una raccomandata. La casella verrà attivata dal primo accesso o dopo 15 giorni dalla creazione da parte dell’ufficio. Da allora le comunicazioni con enti previdenziali, uffici pubblici o casse malattia saranno solo in elettronico.

Complessivamente si tratta di circa due milioni di persone fisiche e 200.000 persone giuridiche. Attualmente sono attive circa 1,7 milioni di caselle di posta certificata.

Fonte: https://bit.ly/3TNWlVO

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Venerdì 28 Ottobre 2022
Venerdì 28 Ottobre 2022

Polonia - Rapporto PMI: piccole e medie imprese in grande difficoltà

Secondo lo studio "Scanner PMI" realizzato per il BIG InfoMonitor Debitori Register, l'aumento dei costi dei materiali e dell'energia, nonché i prezzi elevati, sono le maggiori sfide indicate dalle micro, piccole e medie imprese. Quasi il 40% delle imprese del settore delle PMI prevede che nei prossimi mesi l'accesso ai vari finanziamenti si deteriorerà.

Le conseguenze economiche della guerra in Ucraina, ovvero la rottura delle catene di approvvigionamento globali, l'aumento dei prezzi e dei costi di fare impresa, sono visibili nei risultati dello studio. I debiti delle imprese ammontano a 39,2 miliardi di PLN, ovvero oltre 2 miliardi di PLN in più rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. I debiti del settore edile superano i 5,6 miliardi di PLN, dell'industria quasi 6,8 miliardi di PLN e del commercio oltre 8,1 miliardi di PLN.

La quota più alta di aziende con problemi si registra nei trasporti, quasi il 9%.

Gli imprenditori temono la perdita della redditività dell'azienda (38,2%) e della liquidità finanziaria (29,4%). Il 10,3% delle aziende teme che le banche risolvano i loro contratti di prestito, e il 55,6% degli imprenditori ritiene che il problema più grande sia l'aumento dei prezzi dell'energia e dei materiali, nonché il calo delle vendite (19,4%) e la ricerca di dipendenti (17,4%).

Per questo motivo, la maggior parte delle imprese commerciali aumenta i prezzi, l'industria sospende ulteriori investimenti e le imprese edili, il più delle volte, decidono di attendere gli effetti dell'aumento dell'inflazione.

Fonte: POLONIA OGGI

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

Ultima modifica: Venerdì 4 Novembre 2022
Venerdì 28 Ottobre 2022

Repubblica Ceca - Investimenti aziendali in crescita

Gli investimenti delle aziende non finanziarie sono tornati ai livelli pre-Covid. Lo indicano i dati dell’Ufficio di Statistica Ceco.

Nel secondo trimestre i volumi degli investimenti sono cresciuti rispetto a un anno fa del 18%, vale a dire di circa 43 miliardi di corone. Il risultato lordo d’esercizio delle aziende non finanziarie è rimasto positivo e ha registrato un aumento di quasi 23 miliardi di corone. La spesa per il personale è poi aumentata rispetto a un anno fa di 52,5 miliardi di corone, l’11%.

Fonte: https://bit.ly/3DHdRFn

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

 

Ultima modifica: Venerdì 28 Ottobre 2022
Venerdì 28 Ottobre 2022

Germania - Moda sostenibile, un settore in espansione – Focus ottobre 2022

Il settore tessile e dell’abbigliamento è un settore molto importante sia per l’economia italiana che per quella tedesca. Infatti, nel 2021 si è confermato essere il terzo settore per valore nell’economia italiana. Secondo uno studio di Pwc Italy le vendite nel settore dovrebbero raggiungere un valore di 28 miliardi di euro nel 2022 e di 81,3 miliardi di euro nel 2023. Il mercato tedesco di abbigliamento e calzature si aggiudica il secondo posto a livello europeo, dopo l’Italia, ed il quarto nel mondo. In generale, il settore tessile e della moda è un settore in continua espansione che ha ricevuto una battuta d’arresto con la crisi dettata dal Covid-19, ma che si sta lentamente riprendendo.

Negli ultimi anni si osserva che sempre più consumatori e aziende si stanno avvicinando al settore della moda sostenibile e alla compra-vendita di capi usati o green. Secondo un sondaggio GfK, il 69% dei consumatori dichiara di attribuire un ruolo importante alla compatibilità ambientale e sociale quando acquistano capi di abbigliamento e scarpe. In particolare, dal 2012 al 2021 il numero di acquirenti di marchi ecologici è aumentato del 40%.

Il settore della moda sostenibile, dunque, è in costante crescita e secondo una ricerca KPMG l’abbigliamento di seconda mano potrebbe arrivare a guadagnare nei prossimi dieci anni circa il 20% di quota del mercato. Si stima che nel 2023 il mercato della moda green raggiungerà un valore di circa 6,8 miliardi di euro con un incremento del 6,8% dovuto in gran parte all’uso di materiali riciclati.

Secondo il Sustainability Report 2020 di Lyst, il mercato della moda sostenibile sta crescendo nel mondo con velocità differenti: la Germania si aggiudica il terzo posto sul podio, mentre l’Italia si attesta al settimo posto. Uno studio condotto da KPMG Deutschland testimonia quanto l’utilizzo di materiali sostenibili e la trasparenza della catena di approvvigionamento influenzino la domanda nel settore in Germania. Anche in Italia questi sono temi sensibili, dal 1° gennaio 2022 ad esempio, è entrato in vigore l’obbligo della raccolta differenziata dei rifiuti tessili e secondo Andreetta di PwC Italia temi quali l’usato, la rivendita e lo sviluppo di metodi maggiormente efficienti per lo smaltimento e il riciclo dei tessuti saranno importanti per il delineamento delle strategie di business delle aziende di moda italiane. Un ruolo da protagonista è svolto in questo contesto dalla compra-vendita di capi Second Hand. In Germania nel 2021 gli acquisti di capi usati ammontavano al 28% ed è cresciuta fino al 48% nel corso di quest’anno. Altrettanto significativa è la crescita di acquisti Second Hand in Italia: dal 20% nel 2021 al 32% nel 2022.

Seppure questi dati siano incoraggianti, il Bof Sustainability Index ha valutato i progressi del settore nel raggiungimento degli obiettivi ambientali e sociali entro il 2030 ed ha individuato i progressi finora raggiunti disomogenei, poco trasparenti e troppo lenti. Ciononostante, il trend verso una moda sempre più sostenibile e green rimane invariato e potrebbe essere prudente per le aziende continuare ad investire in questo senso. Si tratterà di capire a quale velocità avverrà la transizione green nel settore tessile e della moda nei prossimi anni.

 

Fonti: https://bit.ly/3DI51Hx; https://bit.ly/3SLh5MG; https://bit.ly/3zoMMnS; https://bit.ly/3TQsDzq; https://bit.ly/3NkAXFm; https://bit.ly/3Nov3mA; https://bit.ly/3sGq9Yl; https://bit.ly/3DI54mH; https://bit.ly/3gRCfeC; https://bit.ly/3Wg90lO          

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania)

Ultima modifica: Venerdì 28 Ottobre 2022