Notizie mercati esteri

Mercoledì 13 Maggio 2026

Notizie dai mercati esteri - Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca migliora la sua performance economica nell’UE

La Repubblica Ceca ha migliorato la sua performance economica nel confronto all’interno dell’Unione Europea.

Secondo i calcoli diffusi dall’Eurostat il pil pro capite ceco valutato con la metodologia del potere d’acquisto rappresentava lo scorso anno il 92% della media UE. Rispetto al 2024 il dato è migliorato di un punto percentuale e segnalo la ripresa della convergenza rispetto alle migliori economie dell’UE.

L’Aeroporto di Praga attende nella stagione estiva 12 milioni di passeggeri

L’Aeroporto di Praga attende nella stagione estiva il transito di 12 milioni di passeggeri con l’Italia tra le principali destinazioni.

Il numero di passeggeri nella stagione estiva iniziata il 29 marzo dovrebbe quindi crescere di oltre il sei percento rispetto al 2025. Ogni previsione ha tuttavia un margine di incertezza dovuto alla crisi in Medio Oriente, la cui durata e ricaduta è difficilmente prevedibile. Il numero delle destinazioni di voli da Praga è aumentato rispetto a un anno fa di 15 a 183. Con 20 destinazioni l’Italia è il paese meglio collegato con Praga nella stagione estiva. Rispetto a un anno fa viene ampliata l’offerta di voli per Milano o Roma.

Gli investimenti esteri nella Repubblica Ceca hanno generato lo scorso anno profitti per oltre 600 miliardi di corone

Lo scorso anno gli investimenti esteri nelle attività economiche nella Repubblica Ceca hanno generato profitti per 602 miliardi di corone, circa 50 miliardi in più rispetto al 2024. “Gli utili dei proprietari esteri delle aziende hanno raggiunto il sette percento del PIL”, ha osservato Vladimir Kermiet dell’Ufficio di Statistica.

L’utile reinvestito nel Paese è aumentato di 70 miliardi di corone, raggiungendo i 262 miliardi. Gli utili distribuiti sono invece diminuiti di circa 20 miliardi, attestandosi a 340 miliardi di corone.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

 

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

Silicon Box: firmato l’Accordo di Sviluppo per il sito di Novara

Agevolare e sostenere un programma di crescita industriale volto alla realizzazione di un grande progetto di investimento a Novara, finalizzato alla creazione di un sito produttivo per la realizzazione di semiconduttori - il primo nel suo genere nell’Unione europea - con focus nelle fasi di back-end, packaging e testing: questo l’obiettivo alla base dell’Accordo di sviluppo firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, Invitalia e Silicon Box, società con sede a Singapore specializzata in tecnologie di chiplet integration, advanced packaging e testing.

Il progetto - attualmente in fase di istruttoria - prevede un sostegno italiano pari a 1,3 miliardi di euro, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato, a fronte di un investimento complessivo di 3,2 miliardi di euro, per la realizzazione nel comune piemontese della prima fabbrica europea di Silicon Box.

“Questo Accordo segna un passaggio strategico per il rafforzamento della nostra sovranità tecnologica e industriale e contribuisce a rendere più solida e resiliente la filiera europea dei semiconduttori”, ha dichiarato il ministro Urso. “Il Governo ha posto chip e microelettronica al centro delle priorità industriali nazionali, consapevole del loro ruolo decisivo per la competitività del sistema produttivo, e sta già lavorando a nuovi programmi di sviluppo industriale che saranno avviati a breve in questo ambito. Oggi l’Italia si afferma come un Paese affidabile, apprezzato e soprattutto altamente attrattivo, in grado di catalizzare l’interesse dei principali player tecnologici globali”, ha concluso.

“L’investimento di Silicon Box a Novara, in Piemonte, segnerà l’inizio di una nuova stagione di rinascita industriale della produzione di semiconduttori in Italia. Con questo importante sviluppo, il nostro team può ora concentrarsi sulla fase successiva, ovvero dare attuazione agli impegni del progetto per realizzare un impianto all’avanguardia, unico nel suo genere, che contribuirà a creare una filiera completa dei semiconduttori in Europa”, ha dichiarato il Dr. Byung Joon Han, co-fondatore e CEO di Silicon Box.

L’investimento di Silicon Box rafforzerà la sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza e l’autonomia tecnologica dell’Europa nel settore dei semiconduttori e si inserisce pienamente nella strategia europea del Chips Act — che punta a raddoppiare la quota di mercato globale dell’UE entro il 2030, dal 10 ad almeno il 20% — nonché nella strategia italiana per la microelettronica, che prevede risorse per 4 miliardi di euro per attrarre grandi investimenti e rafforzare la ricerca industriale avanzata.

L’intesa odierna rappresenta un passo concreto per lo sviluppo della filiera dei semiconduttori in Italia, con ricadute positive su occupazione, innovazione e competitività del sistema produttivo nazionale

A pieno regime infatti l’impianto potrà generare circa 1.600 nuovi posti di lavoro diretti, a cui si aggiungeranno quelli indiretti per la costruzione della fabbrica e per le forniture e la logistica a essa collegate. Lo stabilimento sarà costruito e gestito riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

USA, possibili rimborsi sui dazi IEEPA: cosa devono sapere esportatori italiani e importatori statunitensi

Un recente sviluppo nel contenzioso relativo ai dazi applicati negli Stati Uniti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) sta attirando l’attenzione di esportatori e importatori internazionali. Alcune decisioni giudiziarie e i successivi interventi della U.S. Customs and Border Protection (CBP) potrebbero infatti aprire la strada a procedure di rimborso per determinati dazi riscossi negli ultimi mesi.

Il quadro resta in evoluzione, anche alla luce di possibili appelli e ulteriori chiarimenti amministrativi da parte delle autorità statunitensi. Tuttavia, molte aziende stanno già avviando verifiche interne per valutare l’eventuale esposizione e le opportunità di recupero degli importi versati.

Secondo le indicazioni diffuse negli Stati Uniti, i rimborsi riguarderebbero gli importatori registrati (importers of record) che hanno sostenuto il pagamento di dazi riconducibili all’IEEPA. La U.S. Customs and Border Protection sta predisponendo le procedure operative per la gestione delle richieste attraverso il sistema ACE (Automated Commercial Environment), il portale digitale utilizzato per la gestione delle operazioni doganali statunitensi.

Le operazioni coinvolte sarebbero numerose e comprenderebbero sia pratiche ancora in fase di liquidazione sia importazioni già concluse. In alcuni casi, i rimborsi potrebbero includere anche gli interessi maturati.

Dazi IEEPA: i numeri chiave
  • 166 miliardi di dollari: valore dei dazi e depositi riscossi dalla CBP collegati ai dazi IEEPA
  • Oltre 53 milioni: le operazioni doganali potenzialmente coinvolte
  • Più del 60%: quota di operazioni informali interessate
  • 180 giorni: termine indicativo entro cui presentare eventuali proteste doganali dopo la liquidazione
  • ACE (Automated Commercial Environment): il sistema digitale utilizzato dalla CBP per la gestione delle operazioni e dei rimborsi.

Per le imprese italiane esportatrici verso gli Stati Uniti, il tema assume particolare rilevanza sotto il profilo contrattuale e operativo. I rimborsi, infatti, non vengono riconosciuti direttamente all’esportatore italiano, ma all’importatore statunitense registrato. Di conseguenza, diventa essenziale verificare in che modo eventuali costi tariffari siano stati trasferiti lungo la filiera commerciale e documentati nei contratti di vendita, nelle fatture o nei meccanismi di adeguamento dei prezzi.

In questa fase, le aziende italiane potrebbero valutare alcune azioni prioritarie:

  • coordinarsi con i propri importatori e customs broker negli Stati Uniti;
  • verificare le operazioni doganali interessate e lo stato delle relative liquidazioni;
  • raccogliere e organizzare la documentazione doganale e contrattuale;
  • analizzare gli eventuali impatti su pricing, margini e accordi commerciali;
  • monitorare l’evoluzione normativa e giudiziaria negli Stati Uniti.

Particolare attenzione andrebbe riservata alla documentazione tecnica, inclusi gli Entry Summaries (CBP Form 7501), le classificazioni tariffarie applicate e le prove dei pagamenti effettuati. La corretta conservazione delle informazioni potrebbe risultare determinante per l’accesso agli eventuali rimborsi.

Anche gli importatori statunitensi sono chiamati a verificare la propria operatività attraverso ACE, inclusa la configurazione dei sistemi ACH per la ricezione elettronica dei rimborsi e la gestione delle eventuali procedure di protesta o riliquidazione previste dalla normativa doganale americana.

Il tema interessa numerosi settori del Made in Italy attivi sul mercato statunitense, dall’agroalimentare alla meccanica, dal design alla moda, e conferma quanto la gestione doganale e commerciale sia diventata una componente strategica dei processi di internazionalizzazione.

Alla luce della complessità del quadro normativo e delle possibili evoluzioni del contenzioso negli Stati Uniti, si raccomanda alle imprese di valutare il supporto di professionisti specializzati in commercio internazionale, fiscalità doganale e procedure CBP.

(Contributo editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast, Inc.)

Ultima modifica: Lunedì 18 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

Andamento disomogeneo delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nel 2025

I primi dati pubblicati sulle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nel corso del 2025 indicano una situazione fortemente disomogenea tra i vari settori, in parte a causa dell’impatto dei dazi introdotti dal governo federale statunitense sui prodotti esteri.

Secondo un’analisi dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), i dati aggregati mostrano un incremento complessivo del 7,2% delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nel 2025, che si confermano il secondo mercato più importante per l’Italia dopo la Germania. Tuttavia, questo dato positivo nasconde una realtà più complessa. La crescita è stata trainata quasi interamente dal forte aumento delle esportazioni farmaceutiche, cresciute del 54%, fino a raggiungere 15,7 miliardi di euro e a rappresentare il 22,7% dell’export totale italiano verso gli Stati Uniti.

Se si esclude l’effetto del comparto farmaceutico, il quadro cambia in modo significativo. Le esportazioni italiane registrerebbero infatti una diminuzione complessiva dell’1,7%, pari a circa 863 milioni di euro in meno.

Tra i settori maggiormente colpiti figurano diversi pilastri del manifatturiero italiano. Il settore automobilistico ha registrato un calo del 18,5% (–655 milioni di euro), l’agroalimentare è sceso del 4,5% (–348 milioni di euro), il comparto legno-arredo ha perso l’8,2% e la meccanica il 3,4%. Al contrario, il settore moda — comprendente tessile, abbigliamento e pelletteria — ha mostrato una maggiore tenuta, segnando un incremento del 2,4% e raggiungendo 5,7 miliardi di euro.

Nel 2025 si sono registrati anche forti aumenti nelle esportazioni verso gli Stati Uniti di navi (+111%) e di aeromobili e relative componenti (+290%), settori caratterizzati da prodotti ad alto valore aggiunto e da cicli produttivi più lunghi.

I dati aggregati dello United States Census Bureau mostrano tuttavia cifre differenti e un quadro in parte diverso. Nel 2025, le esportazioni statunitensi verso l’Italia sono salite a 43,7 miliardi di dollari (rispetto ai 32,4 miliardi del 2024), mentre le importazioni statunitensi dall’Italia sono diminuite leggermente a 74,4 miliardi di dollari, rispetto ai 76,3 miliardi dell’anno precedente. Di conseguenza, il surplus commerciale a favore dell’Italia, pur rimanendo consistente, si è ridotto da 44,0 miliardi di dollari nel 2024 a 30,8 miliardi di dollari nel 2025. Questi dati si riferiscono esclusivamente al commercio di beni e sono espressi in dollari nominali statunitensi.

(Contributo editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast, Inc.)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

Nuovo accordo sul gas russo

La Serbia ha ottenuto una nuova estensione dell’accordo per la fornitura di gas naturale dalla Russia, della durata di tre mesi, a seguito di colloqui tra il Presidente Aleksandar Vučić e il Presidente russo Vladimir Putin.

L’intesa mantiene condizioni particolarmente favorevoli per Belgrado: il prezzo del gas resta compreso tra 320 e 330 dollari per 1.000 metri cubi, significativamente inferiore ai livelli di mercato europei, che superano i 600 dollari.

L’accordo prevede inoltre una fornitura giornaliera di circa 6 milioni di metri cubi, con margini di flessibilità per aumentare i volumi in caso di necessità, ad esempio durante picchi di consumo o condizioni climatiche avverse.

Questo accordo evidenzia chiaramente la strategia energetica della Serbia, basata su un equilibrio tra convenienza economica e necessità di diversificazione, sono infatti in corso tentativi di diversificazione delle fonti energetiche (ad esempio attraverso Azerbaigian e infrastrutture LNG).

Grazie a queste condizioni, la Serbia si posiziona tra i Paesi europei con il costo del gas più basso, diventando così uno dei paesi migliori per investire nella produzione indústriale.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

Programma di sostegno per neo imprenditori

Dal 23 marzo 2026 è attivo in Serbia un nuovo Programma di sostegno ai principianti nel business, rivolto ai neoimprenditori, alle micro e piccole imprese attive da non più di 36 mesi, o da 48 mesi se la proprietà di maggioranza è femminile, e anche alle persone fisiche che intendono avviare una propria attività.

Il programma combina misure finanziarie e non finanziarie: formazione gratuita, consulenza specialistica, assistenza nella stesura dei piani di investimento e accesso a crediti agevolati fino a 30.000 euro, con un contributo a fondo perduto fino al 20% dell’importo del credito, per un massimo di 3.000 euro, per chi rimborsa regolarmente il finanziamento e prosegue l’attività.

Per la Serbia, questo programma è rilevante non solo come misura di sostegno all’imprenditoria nascente, ma anche come leva di politica economica: facilita l’ingresso sul mercato, riduce il rischio iniziale per i nuovi operatori e favorisce la creazione di posti di lavoro. In un sistema in cui le piccole e medie imprese costituiscono la quasi totalità del tessuto produttivo (99.8% secondo la Camera di Commercio Serba), rafforzare i primi anni di vita di un’impresa significa aiutarla in uno dei suoi momenti più delicati.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

Turismo DOP: il Veneto svetta, la Svizzera acquista

Il Veneto guida la classifica nazionale del turismo DOP. Un'opportunità strategica per valorizzare anche in Svizzera i prodotti agroalimentari Made in Italy spingendo poi a conoscerli nei loro territori di origine. 

prodotti agroalimentari e vino italiani non sono solo un'eccellenza da esportare ma sempre più una calamita che attira visitatori da tutto il mondo, e la Svizzera occupa in questo spostamento un posto di rilievo, tanto dal lato dell'import quanto da quello del turismo.

Il Veneto svetta in Italia per il turismo DOP

Il 2^ Rapporto sul Turismo DOP 2026, elaborato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Ismea, fotografa un settore in costante crescita. Il Veneto si conferma la regione leader in Italia per il turismo legato alle produzioni DOP e IGP, con un valore che raggiunge i 4,936 miliardi di euro e un indice pari a 68,1, primo posto nella classifica nazionale.

Nel dettaglio, il Veneto conta 121 attività di turismo DOP legate a 72 prodotti a indicazione geografica, con il coinvolgimento di 36 Consorzi di tutela su 46 riconosciuti, 74 eventi tra sagre, degustazioni e festival, e oltre 73 milioni di presenze turistiche, di cui 51,7 milioni straniere.

Un terzo del campione di persone intervistate (45% uomini e 55% di donne) ha meno di 35 anni (34%), oltre la metà rientra invece nella fascia 36-65 anni (56%). Solo l’11% è over 65. Il 37% dei visitatori proviene da regionidiverse dal Veneto e, in generale, la tendenza agli sposatmenti per partecipare a Festival, sagre e fiere legate alla filiera è altissima. La principale motivazione che spinge i visitatori a partecipare è proprio la degustazione, indicata dal 63% degli intervistati, a conferma della centralità dell’incontro diretto con il prodotto.
Accanto a questa emergono altre dimensioni dell’esperienza ricercata che va oltre il mero consumo:

  • la scoperta del territorio (48%),
  • le attività di intrattenimento (46%)
  • la visita diretta in azienda (41%).

Economia e valorizzazione delle tipicità (quindi della cultura locale) sono le leve che spingono anche molti turisti stranieri a cercare l'unicità agroalimentare in versione autoctona.

Gli svizzeri? Scelgono l'Italia anche per cibo e vino

I dati sulla domanda internazionale confermano un interesse crescente e strutturale da parte del pubblico elvetico. Secondo il Rapporto 2025 sul Turismo Enogastronomico Italiano curato da Roberta Garibaldi (AITE), l'Italia viene associata principalmente a cibo e vino dal 55% dei tedeschi e degli svizzeri/austriaci. Un dato che non ha eguali in Europa, superato solo dall'eccezionale affezione dei turisti francesi verso il patrimonio monumentale.

L'intenzione di viaggio verso l'Italia nei prossimi tre anni è altissima: la quota di turisti svizzeri e austriaci che si dichiara "molto probabile o probabile" di venire in Italia per motivi enogastronomici raggiunge l'81%, la percentuale più alta tra tutti i mercati analizzati.

Tedeschi e svizzeri/austriaci scelgono l'Italia soprattutto per immergersi nei paesaggi rurali, mentre le regioni più attrattive risultano Toscana e Veneto, con destinazioni enoturistiche come Montepulciano, Bolgheri e le Cinque Terre particolarmente apprezzate dal pubblico elvetico. La stessa Regione Calabria sta ricevendo sempre più interesse, anche a seguito dell'apertura di voli diretti ZUrigo-Lamezia Terme, che facilitano lo spostamento.

La Svizzera: mercato di sbocco strategico per l'agroalimentare italiano

Il flusso non è solo turistico: la Svizzera è uno dei principali mercati di destinazione per i prodotti agroalimentari italiani. Nel 2025 l'export Made in Italy della filiera ha superato i 72 miliardi di euro, con la Svizzera che ha registrato una crescita del +16,3%, tra le performance più brillanti al di fuori dell'Unione Europea.

Nel primo quadrimestre del 2025, l'export italiano verso la Svizzera è cresciuto del +13,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, confermando il ruolo della Confederazione Elvetica non solo come mercato di sbocco privilegiato, ma anche come piattaforma logistica e commerciale di riferimento nel centro Europa.

Tra i prodotti più esportati spiccano i vini — con un valore complessivo di oltre 8 miliardi di euro a livello globale — seguiti dai prodotti da forno e dolciari (circa 5 miliardi) e dai formaggi e latticini (oltre 4 miliardi).

In questo scenario, la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera agisce come punto di raccordo tra i due sistemi. Con sedi a Zurigo, Ginevra e Lugano, la CCIS offre servizi di consulenza fiscale e legale, organizza eventi B2B e attività di networking legati alla filiera agroalimentare ed enogastronomica Made in Italy, e supporta le aziende nella definizione di strategie di ingresso e posizionamento sul mercato elvetico, con focus specifici nei settori dell'agroalimentare.

Promuovere l'eccellenza enogastronomica italiana in Svizzera, anche attraverso l'unione di due asset come il turismo e il food, è una delle missioni più concrete e strategiche che la CCIS svolge a beneficio del Sistema Italia anche atreverso i numerosi eventi che, in Svizzera, consentono alle persone e ai rpofessionisti di conoscere novità di nicchia e prodotti autentici, riversando poi il loro interesse non solo nellìacquisto ma anche nella comprensione del luogo dal quale provengono. Intrecciare opportunità è quindi una delle principali prerogative della Camera. 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Mercoledì 13 Maggio 2026

Notizie dai mercati esteri - Francia

Prezzo del carburante : il governo annuncia gli aiuti per i pescatori e i trasporti... ma niente per i privati

Il governo ha annunciato alcune misure per far fronte all’aumento dei prezzi del carburante, causato anche dal conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, gli aiuti sono destinati solo ai settori della pesca e dei trasporti, mentre i privati non riceveranno alcun sostegno, suscitando malcontento tra gli automobilisti.

Le misure previste consistono principalmente in facilitiazioni finanziarie per le imprese, come la rateizzazione dei contributi sociali e fiscali e prestiti garantiti dallo Stato. Non è stata invece introdotta alcuna riduzione diretta del prezzo del carburante, anche se il governo ha avviato discussioni in merito.

Le organizzazioni dei pescatori hanno criticato queste misure, ritenendole insufficienti rispetto alla gravità della situazione, e hanno chiesto interventi più concreti, come aiuti diretti sul carburante. Senza provvedimenti adeguati,infatti, c’é il rischio che parte della flotta si arresti.

Anche il settore dei trasporti ha avanzato richieste specifiche. In particolare, la Federazione nazionale dei trasporti ha chiesto un aggiornamento più frequente (ogni due settimane anziché mensile) del prezzo di riferimento del gasolio, per poter adeguare più rapidamente le tariffe. Il governo ha accettato temporaneamente questa proposta e ha invitato i clienti delle imprese di trasporto a ridurre i tempi di pagamento per sostenere il settore.

Nel complesso, le misure adottate sono percepite come parziali e insufficienti rispetto alla gravità della situazione, lasciando insoddisfatti molti operatori economici e completamente scoperti i consumatori privati.

I giovani sviluppatori informatici, le prime vittime del boom dell’ IA?

Un recente studio dell’ INSEE evidenzia un fenomeno preoccupante:  per la prima volta dal 2002, l’occupazione nel settore della programmazione informatica in Francia è in calo, nonostante l’attività economica continui a crescere. Questo settore, che rappresenta circa il 3% dell’occupazione privata, è anche quello in cui l’intelligenza artificiale si è sviluppata più rapidamente.

Il dato più significativo è che la diminuizione dell’occupazione riguarda soprattutto i giovani all’inizio della carriera. Infatti, mentre il fatturato delle aziende informatiche continua ad aumentare, il numero di dipendenti diminuisce, segno di un aumento della produttività. Questo fenomeno, osservato anche negli Stati Uniti, coincide con la diffusione dell’ intelligenza artificiale, anche se non è possibile stabilire un rapporto di causa diretta.

Il mercato del lavoro è generalmente debole e, storicamente, ogni innovazione tecnologica distrugge posti di lavoro ma ne crea anche di nuovi. Infatti, al momento non si osservano trasformazioni radicali del mercato del lavoro.

Tuttavia, alcuni economisti ritengono che fino al 16% dei posti di lavoro in Francia potrebbe essere a rischio nel lungo periodo, in particolare quelli che richiedono una forte componente cognitiva.

L’impatto dell’ intelligenza artificiale sembra concentrarsi soprattutto sulle assunzioni, piuttosto che sull’occupazione totale. In particolare, si registra un rallentamento delle assunzioni per le posizioni entry-level, mentre  i lavoratori più esperti mantengono una maggiore stabilità. I ruoli più esposti sono quelli di supporto, amministrativi, consulenziali e alcune attività di sviluppo e analisi.

In Francia, tra la fine del 2023 e il 2025, l’occupazione nel settore informazione-comunicazione è diminuita del 3%, un calo attribuile interamente ai giovani. Lo stesso andamento si osserva in altri settori simili, come l’editoria e la consulenza.

In conclusione, lo studio suggerisce che l’intelligenza artificiale sta influenzando il mercato del lavoro soprattutto riducendo le opportunità per i giovani e rallentando le nuove assunzioni, più che causando una perdita massiccia di posti di lavoro nel breve periodo.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Maggio 2026
Lunedì 11 Maggio 2026

Stipendio medio e mediano in Serbia a gennaio 2026 -crescita

Il salario netto medio in Serbia a gennaio di quest’anno è stato di 118.429 RSD (circa  € 1.000,00) , mentre il salario lordo ha raggiunto i 163.385 RSD (€ 1.400,00), ha reso noto ieri l’Istituto Nazionale della Statistica.

Il salario netto mediano è risultato di 92.671 RSD (€ 790,00), il che significa che il 50% dei lavoratori ha percepito un salario fino a tale importo.

Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il salario lordo medio è aumentato nominalmente del 10,1% e in termini reali del 7,5%, mentre il salario netto medio è cresciuto nominalmente del 10,2% e del 7,6% in termini reali.

Rispetto a dicembre 2025, il salario lordo medio per gennaio 2026 è diminuito nominalmente del 3,8% e in termini reali del 4,1%, mentre il salario netto medio è diminuito nominalmente del 4,6% e del 4,9% in termini reali.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Lunedì 11 Maggio 2026
Lunedì 11 Maggio 2026

Il Benelux, un laboratorio per l'innovazione e un modello per l’Europa

A seguito del Vertice di Gäichel del 23 marzo, i due primi ministri del Belgio e del Lussemburgo, Bart De Wever e Luc Frieden, hanno sottoscritto due dichiarazioni d'intenti, una sulla cooperazione in materia di sicurezza e difesa e l'altra sulla cooperazione relativa al satellite GovSat-2. Sul fronte diplomatico, la 13ª edizione del Vertice di Gäichel è stata un'occasione per riaffermare l'amicizia tra i due Paesi e la volontà di intensificare ulteriormente la cooperazione: De Wever e Frieden hanno espresso la loro volontà di fare dell'Unione Belgio-Lussemburgo, e più in generale della regione del Benelux, un "laboratorio di idee per l'integrazione europea", al fine di accelerare la transizione verso un vero e proprio mercato unico.

In tal senso, e seguendo quanto disciplinato dall'articolo 350 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che consente ai paesi del Benelux di integrare le proprie economie più rapidamente rispetto al resto dell'Unione, i due leader europei intendono istituire una task force che avrà il compito di individuare ed eliminare gli ostacoli persistenti alla libera circolazione di persone, merci e servizi.

Tra le questioni che la task force dovrà affrontare vi è il miglioramento delle condizioni dei lavoratori transfrontalieri. Un'impresa di vasta portata che comprende la risoluzione dei problemi fiscali e amministrativi legati al telelavoro, il riconoscimento dei titoli di studio tra i paesi membri e la creazione di un passaporto digitale del Benelux per i fornitori di servizi. La mobilità è un elemento chiave nella vita dei pendolari transfrontalieri e il progetto per un collegamento ferroviario "veloce" tra le due capitali rimane una priorità strategica per rafforzare i legami bilaterali. I due Paesi intendono, inoltre, posizionare il Benelux come laboratorio di innovazione, in particolare nei settori dell’automated driving, della cyber security, dell’intelligenza artificiale e del quantum technologies. "Inoltre, i progetti attuali e futuri nell'ambito di EuroQCI, Benelux-QCI, così come le potenziali collaborazioni future attorno al computer quantistico MeluXina-Q, dimostrano l'emergere di un asse belga-lussemburghese in grado di contribuire direttamente all'autonomia strategica e tecnologica dell'Unione europea", affermano i due leader di governo.

Anche in termini di collaborazione scientifica, Lussemburgo e Belgio, insieme ai Paesi Bassi e alla Renania Settentrionale-Vestfalia, ribadiscono il loro sostegno alla candidatura dell'Euregio Mosa-Reno per ospitare il Telescopio Einstein.

In materia di difesa, i due Paesi hanno firmato una dichiarazione d'intenti sulla cooperazione economica, industriale e tecnologica in materia di sicurezza e difesa. Tale dichiarazione sottolinea l'importanza che entrambi i Paesi attribuiscono alle ricadute economiche e sociali delle attività legate alla difesa. Una seconda dichiarazione d'intenti riguarda la cooperazione sul futuro satellite GovSat-2. Il Belgio potrà quindi sfruttare le capacità del nuovo satellite GovSat-2, ampliando così la cooperazione militare tra i due Paesi nel settore spaziale.

Questi impegni comuni prevedono anche un rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le frodi sociali e il dumping sociale, con la firma del trattato il 9 marzo 2026 scorso. I due leader invitano la Commissione europea a presentare, entro la fine del 2026, iniziative volte a rimuovere gli ostacoli rimanenti al mercato interno dei servizi, a semplificare e consolidare le norme esistenti e ad accelerare la digitalizzazione delle procedure amministrative. In tale contesto, i due paesi ricordano la richiesta dei partner dell'Unione Benelux di risolvere il problema delle restrizioni territoriali ingiustificate all'offerta (RST) attraverso una regolamentazione europea mirata.

Nel campo della sicurezza interna, verrà intensificata la cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata e nella protezione civile. Tale cooperazione si estenderà anche all'assistenza consolare. Questa solidarietà è stata recentemente dimostrata con il rimpatrio di cittadini di entrambi i Paesi bloccati in Medio Oriente. "Considerate le molteplici minacce e crisi, questa cooperazione è destinata a svilupparsi ulteriormente".

In materia di energia, Lussemburgo e Bruxelles intendono intensificare la cooperazione. "La nostra cooperazione si basa su punti di forza complementari: da un lato, l'esperienza del Belgio nella sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale e nelle energie rinnovabili offshore, dall'altro, l'esperienza del Lussemburgo nelle soluzioni di finanziamento innovative. I due Paesi collaborano anche su tecnologie emergenti come l'idrogeno e la cattura del carbonio. Nei prossimi mesi, la cooperazione all'interno del Benelux continuerà a svolgere un ruolo importante nella generazione di soluzioni sui prezzi dell'energia e sulla sicurezza dell'approvvigionamento a livello europeo", ha concluso il leader belga, Bart De Wever.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)

Ultima modifica: Lunedì 11 Maggio 2026