Notizie mercati esteri

Venerdì 21 Ottobre 2022

Danimarca - Assenze per malattia

Il fenomeno dell’assenteismo dei dipendenti nei luoghi di lavoro è una questione molto dibatutta in Danimarca sia per la sua dispendiosità, sia per la sua frequenza. Come dimostrano alcune ricerche, il settore più colpito è soprattutto l’ambito delle amministrazioni comunali e regionali ma non di meno il fenomeno è di una gravità considerevole anche tra le aziende e le organizzazioni.

Ecco che di fronte a questa esigenza la Danimarca risponde prontamente tramite l’istituzione di un fondo finalizzato a ridurre l’assenteismo per malattia dei dipendenti nei posti di lavoro pubblici. È, infatti, già dal 2020 che lo stato danese si impegna ad accantonare 30 milioni di DKK ogni anno per prevenire l’assenza per malattia.

Il predetto fondo si prefigge l’obbiettivo di supportare alcuni luoghi di lavoro pubblici selezionati ex ante sulla base di alcuni indici e criteri generali, e nel rispetto del periodo compreso tra il 1° aprile 2023 e il 31 marzo 2025. La redazione di questo modello ha richiesto, dunque, il contributo di soggetti o enti esperti nel settore, come ad esempio ricercatori, praticanti e organizzazioni che lavorano con le industrie a cui il modello stesso è indirizzato (come l’Agenzia danese per l’occupazione e le competenze, l’Autorità danese per l’ambiente di lavoro, il Centro nazionale di ricerca per l’ambiente di lavoro o anche gli stessi comuni e regioni danesi).

 

Destinatari del modello

I beneficiari dei fondi, come anticipato, sono identificati sulla base di alcuni criteri. Il modello stesso innanzi tutto si occupa di prevedere un elenco delle aree di lavoro negli stati, regioni e comuni che possono richiedere l’accesso ai benefici (tra questi le scuole professionali, le prigioni, la polizia, gli ospedali o anche i centri di accoglienza diurni o i servizi di assistenza agli anziani). Queste sono aree selezionate sulla base della quantità di dipendenti pubblici per settore e dei disagi psicologici e fisici causati dell’ambiente lavorativo (come l’alto livello di stress o i problemi muscoloscheletrici).

 

Implementazione del modello

La ricerca ha dimostrato la stretta connessione che intercorre tra gestione, benessere e assenza per malattia e soprattutto che l’efficienza del modello potrebbe strettamente dipendere da un adeguato e completo accesso a guide o a supporti sulla gestione dei problemi legati all’assenza per malattia. Per questi motivi il fondo si struttura sulla base di cinque elementi fondamentali:

  1. La dichiarazione di malattia. Questo permette di ottenere un’uniforme e appropriata gestione del congedo per malattia fornendo agli impiegati maggiori rassicurazioni e chiarezze sulle aspettative e sulle procedure da seguire quando si dichiarano malati.
  2. La prevenzione. Questa viene realizzata tramite azioni volte a migliorare l’ambiente lavorativo fisico e psicologico degli impiegati.
  3. La coordinazione. In modo da assicurare la giusta redistribuzione delle competenze e delle risorse professionali sotto un punto di vista complessivo tale da agevolare la prevenzione.
  4. Organizzazione. Questo aspetto si riferisce alla possibilità di ottenere una miglior distribuzione delle responsabilità tra la catena di gestione e gli impiegati nel posto di lavoro (stabilito interamente da un’unica sede decisionale).
  5. Informazioni. Occorre garantire un uso efficiente delle informazioni rilevanti.

Le istituzioni richiedenti devono, oltre che implementare correttamente questi cinque elementi, presentare una breve descrizione sul funzionamento e l’efficienza dei vari elementi singolarmente e nel loro complesso nel caso concreto del richiedente.

Infine, sarà necessario il rispetto di alcuni requisiti di contabilità: è necessario presentare conti annuali parziali prima dell’erogazione dei fondi e un conto finale per l’intero periodo del progetto (conti che devono sempre essere corrisposti dalle voci di spesa del bilancio approvato).

Tali richieste di accesso ai fondi devono essere inviate all’Agenzia per il mercato del lavoro entro e non oltre mercoledì 1° febbraio 2023 alle ore 12:00.

Una volta ottenuti i sussidi, questi hanno dei limiti di applicabilità: possono essere investiti nei salari, nei trasporti nelle occasioni di riunioni per il coordinamento per le assenze per malattia, nelle competenze di sviluppo, nelle consulenze per assistenza esterna, nelle comunicazioni, nei catering in connessione con lo sviluppo delle compenze o nella revisione.

 

Obblighi del richiedente

Per partecipare al progetto il richiedente è investito da obblighi e doveri. Dovrà, infatti, impegnarsi ad avere il più funzionale modello di gestione nell’area di lavoro; ad assicurare l’implementazione di tutti e 5 gli elementi; a diffondere le informazioni necessarie; a garantire un lavoro mirato ed attento; a rispettare le linee guida dell’Agenzia; a contribuire al monitoraggio dell’implementazione del progetto; a contribuire alla valutazione finale; a partecipare al processo delle attività di supporto fornite.

Fonti: https://bit.ly/3yWuiLthttps://bit.ly/3VPSlFyhttps://bit.ly/3EXbr6O

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

Ultima modifica: Venerdì 21 Ottobre 2022
Venerdì 21 Ottobre 2022

Fine anno difficile per la valuta polacca, previsto cambio euro-zloty 1=5

Nell'ultima riunione, la Banca Nazionale di Polonia ha mantenuto invariati i tassi di interesse nonostante la forte pressione inflazionistica, che ha preannunciato prospettive per lo zloty peggiori del previsto. In questa situazione, gli analisti di UBS hanno alzato la previsione per le coppie di valute USDPLN ed EURPLN, che riflette il deterioramento delle dinamiche monetarie relative.

Le sfide economiche dell'Europa e la guerra in Ucraina hanno anche un impatto sul potenziale indebolimento della valuta polacca. L'annessione da parte della Russia dei territori ucraini occupati e il suo impatto sulle esportazioni di materie prime potrebbero aggravare la recessione europea.

Secondo le stime di UBS, alla fine del quarto trimestre del 2022 il dollaro dovrà essere pagato 5,21 di zloty. In precedenza, UBS aveva previsto che alla fine dell'anno un dollaro sarebbe costato 4,90 di zloty. Secondo la banca, nei seguenti trimestri del 2023 lo zloty si rafforzerà rispetto al dollaro ai livelli: 5,05 di zloty nel primo trimestre del 2023 e 4,85 di zloty nel secondo trimestre. UBS ha anche limitato le sue previsioni sull'aumento del tasso dello zloty rispetto all'euro nei prossimi trimestri. Alla fine del quarto trimestre del 2022, UBS prevede il livello del tasso di cambio per la coppia di valute EURPLN a livello di 5,00 di zloty. Nel primo trimestre del 2023, gli analisti ipotizzano un tasso di 4,85 di zloty, nel secondo trimestre 4,75 di zloty. Le previsioni precedenti erano rispettivamente di 4,70, 4,64 e 4,64.

Fonte: POLONIA OGGI

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

Ultima modifica: Venerdì 21 Ottobre 2022
Venerdì 21 Ottobre 2022

Polonia - Prezzi dell'elettricità limitati per legge

Mateusz Morawiecki ha annunciato una legge che fisserà i prezzi massimi per le forniture di elettricità, che si applicheranno da dicembre 2022 a dicembre 2023. Riguarderanno diversi gruppi sociali: le famiglie che non rispettano i limiti di consumo di energia elettrica precedentemente adottati, i clienti sensibili (es. ospedali) e le imprese del settore della piccola e media impresa. Gli enti sensibili e le piccole e medie imprese devono pagare un massimo di 785 di zloty/MWh per l'energia.

Tuttavia, nel caso di famiglie che supereranno i limiti di consumo di elettricità precedentemente annunciati dal governo (2000 kWh all'anno), il prezzo sarà di 699 di zloty/MWh. Per finanziare queste attività, il governo vuole istituire un fondo speciale e reindirizzare denaro dal bilancio polacco a questo scopo. Il Ministero del clima e dell'ambiente ha annunciato che il prezzo massimo sarà utilizzato dai venditori negli accordi: con le famiglie dal momento del superamento del limite, ovvero kWh fino al 31 dicembre 2023; con enti di pubblica utilità dal 1° dicembre 2022 al 31 dicembre 2023, ove il prezzo si applicherà al consumo non superiore al 90% del consumo medio di energia; con le piccole e medie imprese dal 1° dicembre 2022 al 31 dicembre 2023, ove il prezzo si applicherà al consumo non superiore al 90% del consumo medio di energia di tale soggetto.

Il ministro del clima, Anna Moskwa, ha informato che entro il 30 novembre le entità sensibili dovrebbero presentare una dichiarazione al proprio fornitore di energia in merito al congelamento delle tariffe.

Fonte: POLONIA OGGI

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

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Venerdì 21 Ottobre 2022

Thailandia - Un nuovo concept di negozio per la vendita al dettaglio

Dopo la pandemia, il settore della vendita al dettaglio thailandese è passato dai grandi magazzini con un’ampia varietà di prodotti e prezzi, a negozi di nuova generazione che guardano a uno stile di vita moderno, servendosi della tecnologia come valore aggiunto.

La rivoluzione tecnologica e la pandemia sono riconosciute come fattori chiave che si celano dietro i cambiamenti nel comportamento dei consumatori, portando di conseguenza i rivenditori a riadattare i loro negozi. Dopo che le restrizioni per il Covid-19 sono state allentate e gli acquisti sembrano essere ripartiti, durante la seconda metà di quest'anno, i rivenditori grandi e piccoli hanno pianificato il lancio di negozi di ultima generazione, come ad esempio Tops Club di Central Retail Corporation (CRC).

Prevista anche l’apertura del centro commerciale The Emsphere di The Mall Group Co., su Sukhumvit Road, per dicembre 2023. L'Emsphere fa parte del piano di sviluppo "Distretto EM" del Gruppo, che include un lotto di 50 rai nell'area di Sukhumvit con una superficie utile combinata di 650.000 mq. Situato vicino al Benchasiri Park, The Emsphere è un progetto a uso misto con un investimento di 20 miliardi di baht per un totale di 200.000 mq, e comprende vendita al dettaglio, un'arena di intrattenimento e un hotel. [...]

Tops Fine Food e Tops Club - Venerdì scorso, Central Food Retail Co (CFR), gestore del supermercato Tops, ha lanciato un nuovo modello di negozio chiamato Tops Fine Food Sukhumvit 49, una destinazione di lusso per prodotti artigianali e ingredienti selezionati di qualità, provenienti dai migliori produttori di tutto il mondo. Il negozio offre più di 8.000 articoli, inclusi più di 800 prodotti che secondo CFR sono disponibili per la prima volta in Thailandia solamente in esclusiva per questo negozio. [...]

Secondo Stephane Coum, Amministratore Delegato di Central Food Retail Group, il lancio del primo Tops Fine Food Sukhumvit Soi 49 porterà il settore della vendita al dettaglio verso nuovi orizzonti, soddisfacendo ogni tipo di esigenza per consumatori con stili di vita piu’ alti, in cerca di prodotti sofisticati, diversi dai prodotti tipici: qualcosa di esclusivo e non disponibile altrove. [...]

CFR ha lanciato Tops Club a fine settembre, con una prima filiale situata dietro Central Rama 2 a Bangkok, che offre 15.000 mq di spazio commerciale in un edificio che somiglia ad un magazzino, diviso in tre parti, i cui prodotti spaziano da generi alimentari secchi e bevande, alimenti freschi, articoli per la casa...

Circa il 70% dei prodotti viene importato da 20 paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Anche il concetto di esposizione differisce dai layout tipici dei negozi: i clienti possono in questo caso provare i prodotti prima di acquistarli, presso circa 40 piccoli stand distribuiti in tutto il negozio. I clienti possono anche scattare foto da condividere sui social prima di effettuare acquisti. […]

Fonte: https://bit.ly/3sgX3i4

 

(Contenuto editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

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Venerdì 21 Ottobre 2022

Ontario - Il settore Aerospaziale

Quello aerospaziale è un settore strategico per il Canada, sia in termini economici sia di difesa e sicurezza nazionale, ed è attualmente uno dei più dinamici. In particolare, l'area dell'Ontario è molto attiva (il settore impiega tra i 25,000 e 50,000 lavoratori) le cui maggiori aree di competenza sono la produzione di parti di aeromobili, lo sviluppo di sistemi aeronautici e le attività di manutenzione. 

L'analisi qui riportata conferma come lo spirito innovativo e di sviluppo del settore aerospaziale canadese, sia tra i principali motivi a rendere la provincia dell'Ontario una buona destinazione per gli investimenti: il costo del lavoro, infatti, è concorrenziale rispetto a quello francese e significativamente più basso rispetto a quello statunitense. 

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana dell'Ontario Canada (ICCO Canada))

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Venerdì 21 Ottobre 2022

Il deficit della pubblica amministrazione è salito a 271 miliardi di corone

Il deficit della pubblica amministrazione è salito nei primi nove mesi dell’anno a 271 miliardi di corone. Lo ha comunicato il Ministero delle Finanze. Il risultato è stato definito dal ministro Zbyněk Stanjura “lontano un miglio” rispetto alle prospettive di inizio anno.

Secondo gli esperti l’aumento del deficit è accelerato negli ultimi due mesi e a fine anno potrebbe arrivare a 400 miliardi di corone. Il governo ha già chiesto uno scostamento di bilancio, che farebbe arrivare il deficit previsto per quest’anno a 330 miliardi di corone. Il parlamento, su richiesta della coalizione di governo, potrebbe alla fine approvare ulteriori 45 miliardi di corone di deficit.

Fonte: https://bit.ly/3CUYUhn

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

 

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Venerdì 21 Ottobre 2022

Turchia - V edizione di “Teknofest 2022”

Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan ha inaugurato alla V edizione di “Teknofest 2022” organizzato dalla Turkish Technology Team Foundation (T3 Foundation) e dal Ministero dell'Industria e della Tecnologia e svoltosi presso l'aeroporto di Çarşamba (Mar Nero), dove hanno partecipato oltre mezzo milione di giovani che hanno gareggiato in 40 categorie tecnologiche diverse, dai semiconduttori ai droni, passando per satelliti, razzi, robotica e intelligenza artificiale. Erdoğan, nel suo discorso introduttivo, ha ricordato con orgoglio i velivoli da combattimento senza pilota (UCAV), esportati in oltre 30 Paesi definendo il nuovo sistema nazionale di droni chiamato Bayraktar Kızılelma come “rivoluzionario" nella storia militare della Turchia e per il mantenimento della pace. Il nuovo sistema di aviazione (MİUS) Kızılelma prodotto dal leader turco dei droni Baykar dovrebbe effettuare il suo primo volo nel 2023 e sarà in grado di decollare e atterrare sulla nave d'assalto anfibia della Turchia, prima nave del suo genere al mondo che consente l'atterraggio di velivoli UCAV. Dopo il successo del famoso Bayraktar TB2, Baykar sta attualmente lavorando alla nuova versione aggiornata, il Bayraktar TB3 UCAV, in grado di operare in tandem con velivoli pilotati e potrà trasportare missili aria-aria e condurre una moltitudine di azioni militari offensive strategiche, di supporto aereo ravvicinato e di difesa aerea.

L’evento-festival ha attirato 900.000 visitatori, secondo le stime di Zülkif Dağli, governatore della provincia di Samsun, in una sei giorni che ha ospitato attività di “air show” di velivoli da guerra, spettacoli con droni ed elicotteri, nonché seminari e competizioni tra i più giovani.

Il festival prevedeva varie competizioni nei settori della tecnologia applicata al volo per premi di oltre 7 milioni di lire turche (circa 400 mila euro): vincitori, al primo e secondo posto, la Corea del Sud nella gara del “World Drone Cup-2022”, mentre la Francia è risultata terza.

All'evento erano presenti i droni Bayraktar TB2, Kızılelma e Aksungur, nonché i caccia F-16 e F-4 Phantom, gli elicotteri Gökbey e Bell 429 M, aerei da addestramento Hürjet e quello da trasporto Hürkus, e gli aerei per il pattugliamento marittimo P-72. Presenti numerose aziende locali operanti nei settori della difesa, dei trasporti e delle comunicazioni.

Il “Teknofest”, organizzato per la prima volta nel 2018, era stato presentato lo scorso anno all'aeroporto Atatürk mentre l’edizione del 2022 è stata preceduta per la prima volta in assoluto da una pre-edizione “estera” di Teknofest che si tenuta nella capitale azera Baku.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Venerdì 21 Ottobre 2022
Venerdì 21 Ottobre 2022

Revisione dell'unione Doganale tra Turchia e Unione europea

Si è svolto lo scorso 6 settembre ad Istanbul un incontro tra l’Ambasciatore d’Italia Giorgio Marrapodi ed i rappresentanti delle Camere di Commercio dei principali Paesi europei in Turchia per confrontarsi ed analizzare gli esiti della missione di sistema condotta dagli Enti Camerali a Bruxelles. Scopo principale della missione era quello di perorare la causa della revisione e modernizzazione dell’Accordo di Unione Doganale Turchia-UE, risalente agli anni ’90.

Quello della modernizzazione e dell’ampliamento del campo di applicazione dell'attuale Unione Doganale tra Turchia e Unione europea è un processo cui da anni si guarda con grande aspettativa in Turchia (risalgono al 2014 i colloqui iniziali) e in questi mesi invocato spesso dal Governo di Ankara. Se si considera che l'Accordo è stato attuato per la prima volta nel 1996 e, da allora, non è mai stato aggiornato mentre l'economia mondiale e gli schemi commerciali sono completamente cambiati in quasi 3 decenni, è chiaro che intere gamme di prodotti e settori restano completamente esclusi dalla disciplina, basti pensare ad esempio alla categoria dei servizi, assente nell'attuale regime di Unione doganale. Questa esigenza di rilancio è chiaramente mostrata anche nel Position Paper realizzato nel 2021 da TOBB (L’Unione delle Camere di Commercio turche) e dalle Camere di Commercio Estere Bilaterali in Turchia.

Nel 2019, prima della Pandemia, il volume totale degli scambi bilaterali tra la Turchia e l'UE era di 141 miliardi di dollari. I dati più recenti elaborati dall’Ufficio ICE (vedi infra.) mostrano che il commercio bilaterale tra Turchia e Ue nei primi sei mesi del 2022 ha già raggiunto i 114 miliardi di dollari con un aumento del 14% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Con ogni probabilità questo trend in crescita proseguirà anche nei prossimi anni, favorito dal “near-shoring” delle catene del valore che l'Emergenza Covid-19 ha innescato. Questo è un chiaro indicatore del fatto che l’attuale Accordo non possa più essere considerato adeguato ai tempi, escludendo una gamma rilevante di settori commerciali che va dall’agricoltura agli appalti pubblici, passando per il commercio elettronico ed i servizi. Viene stimato che l’ampliamento dell’Accordo a questi vitali settori possa notevolmente incidere sul commercio bilaterale UE-Turchia con oltre 300 miliardi di dollari di interscambio all’anno rispetto agli attuali 165 miliardi di dollari oltre che contribuire alla crescita del PIL della Turchia fino all’1,9%.

I Presidenti degli enti camerali europei in Turchia durante la missione a Bruxelles hanno posto l’accento sull'interesse reciproco per arrivare alla ripresa dei negoziati per la modernizzazione dell’Accordo segnalando che la Turchia è peraltro l'unico Paese extra UE con un accordo di unione doganale con l’UE congelato, ed evidenziando l’affidabilità oramai raggiunta dalla Turchia come interlocutore di fondamentale importanza per l’UE. I presidenti hanno concluso affermando che non possono più essere considerati sufficienti gli “accordi temporanei” del passato per oltrepassare le barriere tariffarie e i dazi nell’entrata e nell’uscita di merci e servizi tra l’UE e la Turchia.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

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Venerdì 21 Ottobre 2022

Il commercio estero della Turchia fotografato dall’ultimo rapporto dell’Istat (TÜİK) e del Mincomes turco

Secondo i dati prodotti con la collaborazione dell'Istituto statistico turco (TÜİK) e del ministero del Commercio, nel mese di luglio scorso le esportazioni della Turchia sono ammontate a 18,5 miliardi di dollari con un incremento del 13,4% mente le importazioni sono cresciute del 41,4% attestandosi a 29,2 miliardi rispetto all’anno precedente. Nei primi sette mesi del 2022 le esportazioni sono state pari a 144,3 miliardi di dollari (+19,1%) mentre l’import si è attestato a 206,5 miliardi (+40,7%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel complesso l’interscambio totale ha registrato un aumento del 30,9% passando da 267,9 a 350,8 miliardi di dollari mentre il deficit della bilancia commerciale della Turchia è salito a 62,6 miliardi di dollari.

Il rapporto di copertura delle esportazioni e delle importazioni che si era attestato all’82,6% nel periodo gennaio-luglio 2021, è sceso al 69,9% nello stesso periodo di quest'anno.

Nel periodo gennaio-luglio 2022, la Federazione russa ha nuovamente conquistato il primo posto come principale mercato di provenienza delle importazioni turche con acquisti pari a 32,1 miliardi di dollari (chiaramente in larga parte riferibili a combustibili e gas); seguita dalla Cina (23,8 miliardi di dollari), dalla Germania (13,2 miliardi di dollari), dagli Stati Uniti (8,9 miliardi di dollari) e dall'Italia che si piazza al 5° posto con 7,9 miliardi di dollari. Le importazioni dei primi cinque Paesi hanno rappresentato nei primi sette mesi del 2022 il 41,7% degli acquisti totali della Turchia. Interessante segnalare che l’importo pagato dalla Turchia per le importazioni energetiche è aumento del 95,7% a luglio scorso rispetto all’analogo periodo del 2021 (+7,7 miliardi di dollari nel solo mese in considerazione). Se consideriamo il periodo gennaio – luglio del 2022, le importazioni di combustibili hanno subito una variazione del +145% rispetto ai primi sette mesi dello scorso anno passando da 22,6 a 55,5 miliardi di dollari.

Passando ai principali mercati di sbocco delle esportazioni turche, al primo posto si colloca la Germania (12,1 miliardi di dollari), seguita da Stai Uniti (9,3 miliardi), Regno Unito (7,5 miliardi), Italia (7,4 miliardi) e Iraq, Spagna e Francia rispettivamente con 7,3, 5,1 e 5 miliardi di dollari.

Il Ministro del Commercio Mehmet Muş commentando i dati dell’export ha evidenziato l’eccellente performance dall'inizio dell'anno delle entrate provenienti dalla voce “servizi” (+66% nei primi 7 mesi dell’anno rispetto al 2021) che oltrepasseranno l'obiettivo iniziale di 68,5 miliardi di dollari stimato entro il 2022; un risultato, secondo il Ministro, che contribuirà significatamene a migliorare il saldo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti. Il Ministro Muş ha poi aggiunto che le esportazioni di servizi svolgono un ruolo chiave nell’economia del Paese facendo affluire valuta forte e sostenendo così l’occupazione e la crescita del PIL.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Venerdì 21 Ottobre 2022
Venerdì 21 Ottobre 2022

La Danimarca favorisce l’innovazione del settore marittimo attraverso il progetto DMA Regulatory Future Lab

La Danimarca, in virtù della propria conformazione fisica e posizione geografica, è una delle maggiori nazioni marittime al mondo. Invero, l’attività delle compagnie appartenenti al settore marittimo danese rappresenta circa un quarto delle esportazioni totali del paese, e da queste derivano sia indirettamente che direttamente circa il 4% dei posti di lavori della Danimarca.

In questo contesto di dipendenza del paese dallo sfruttamento dei mari che lo circondano, appare necessaria la collaborazione dell’Autorità Marittima Danese (DMA) con le aziende private del settore, al fine di supportare la crescita del cluster marittimo danese, attraverso la creazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo. Il settore marittimo è infatti regolato prevalentemente da norme stabilite a livello internazionale, che sovente risultano essere delle barriere legislative per le aziende che vi operano, in quanto l’evoluzione legislativa non sempre riesce a stare al passo con le innovazioni tecnologiche implementate in risposta alle necessità correlate a temi in costante evoluzione come, ad esempio, la tutela dell’ambiente.

L’Autorità Marittima Danese, quindi, attraverso l’istituzione del DMA Regulatory Future Lab si propone come un partner facilitatore per l’applicazione delle nuove soluzioni d’innovazione nel settore marittimo, aiutando le aziende private a superare barriere normative attraverso la gestione di richieste che necessitano di un controllo ed un’accettazione da parte delle autorità competenti.

Per la Danimarca e le sue istituzioni, è di primaria importanza poter sostenere le aziende nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative, soprattutto nell’ambito di processi contemporanei, che sempre più stanno condizionando il modo di fare business in tutti i settori, come la transizione green, la decarbonizzazione e la digitalizzazione. Per il paese è perciò necessario poter supportare le idee d’innovazione che nascono dal settore privato, attraverso progetti come il Future Lab, e che spesso si sviluppano più rapidamente dell’aggiornamento legislativo sia internazionale che del paese.

Dal punto di vista pratico, il DMA Regulatory Future Lab si propone di aiutare le aziende private del settore in diverse fasi del processo di innovazione. Da un lato, supporta la stessa nascita e crescita di idee innovative ancora quindi nel corso della loro fase embrionale e di test, dall’altro gestisce l’applicazione di progetti già pronti per essere implementati. Sostenendo un processo di co-creazione di soluzioni innovative attraverso una partnership con aziende private, il DMA Regulatory Future Lab avvia una collaborazione il più possibile adattata e personalizzata alla risoluzione del caso specifico, che inizia con una perizia approfondita del progetto da implementare, al fine di comprenderne al meglio la natura e definire in modo preciso il tipo di sostegno da attuare. Successivamente, è l’Autorità Marittima Danese che fissa una base di approvazione, che servirà all’azienda come quadro per condurre analisi, test e valutazioni del progetto, al fine che questo sia conforme alla regolamentazione per l’approvazione da parte della DMA.

Attraverso il lavoro del DMA Regulatory Future Lab, l’Autorità Marittima Danese intende creare un ambiente sempre più favorevole alla crescita delle aziende che operano nel settore navale del mercato danese, supportando la realizzazione di tecnologie e soluzioni innovative, che possano sviluppare il settore, che al momento della loro esecuzione sfidano l’attuale sistema di regolamentazione statale. 

Fonti: https://bit.ly/3CVpiYI; https://bit.ly/3DiE3pN

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

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