Notizie mercati esteri

Martedì 27 Gennaio 2026

Notizie dai mercati esteri - Serbia

Andamento economico nella Repubblica di Serbia, 2025

Si stima che l’attività economica complessiva nella Repubblica di Serbia nel 2025, misurata dall’andamento reale del Prodotto Interno Lordo (PIL), abbia registrato una crescita del 2,0% rispetto al 2024.

Gli investimenti lordi in beni strumentali nel 2025, misurati in termini di crescita reale, hanno segnato un aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

La produzione agricola nel 2025 ha registrato una diminuzione del volume fisico dello 0,3%. Nello stesso periodo, la produzione industriale ha evidenziato una crescita dell’1,0%, mentre l’industria manifatturiera ha registrato un aumento dell’1,2%.

Il valore dei lavori eseguiti nel settore delle costruzioni nel 2025 mostra una flessione reale dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Il commercio al dettaglio ha conseguito una crescita reale del 4,2%, mentre il commercio all’ingrosso ha registrato una diminuzione nominale dell’1,1%.

Lo scambio commerciale estero di merci, espresso in euro, nel 2025 rispetto al 2024 evidenzia un aumento delle esportazioni dell’8,0% e delle importazioni del 7,3%.

Nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione, nel 2025 è stata stimata una crescita reale della ristorazione dell’1,5%, mentre il numero di pernottamenti turistici è diminuito del 3,3%.

Nel 2025, rispetto al 2024, è stato registrato un aumento del volume fisico del traffico del 4,7% e una diminuzione del volume fisico delle telecomunicazioni del 5,3%.

Secondo i risultati dell’Indagine sulle forze di lavoro, nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione si è attestato al 51,3%, mentre il tasso di disoccupazione è risultato pari all’8,2%.

Le retribuzioni medie nette nel 2025, rispetto all’anno precedente, sono aumentate in termini nominali dell’11,2% e in termini reali del 7,1%.

Il tasso annuo di inflazione stimato ammonta al 2,8%.

 

La Banca Nazionale di Serbia mantiene il tasso di interesse di riferimento al 5,75%

Il Comitato Esecutivo della Banca Nazionale di Serbia ha deciso, nella seduta che si è tenuta il 12 gennaio 2026, di mantenere il tasso di interesse di riferimento al livello del 5,75%, nonché di lasciare invariati i tassi di interesse sulle facilitazioni di deposito (4,5%) e di credito (7%), come comunicato dalla Banca Nazionale di Serbia (NBS).

Come precisato nel comunicato, nel prendere tale decisione il Comitato Esecutivo ha tenuto principalmente conto dell’inflazione realizzata e attesa, nonché dei fattori provenienti dal contesto nazionale e internazionale che ne influenzano l’andamento. Negli ultimi mesi del 2025 l’inflazione si è stabilizzata su un livello leggermente inferiore al valore centrale dell’obiettivo della Banca Nazionale di Serbia (3 ± 1,5%).

Il Comitato Esecutivo prevede che l’inflazione continuerà a muoversi intorno al valore centrale dell’obiettivo fino a marzo dell’anno in corso, ossia durante il periodo di validità del Decreto sulle condizioni speciali per lo svolgimento dell’attività commerciale per determinate categorie di beni, con il quale sono stati limitati i margini commerciali nella vendita all’ingrosso e al dettaglio, e che resterà entro i limiti dell’obiettivo del 3 ± 1,5% anche successivamente, fino alla fine del 2026 e nel medio termine.

A ciò dovrebbero contribuire, come sottolineato, l’annunciata adozione di leggi sistemiche volte a prevenire pratiche commerciali sleali, l’allentamento delle pressioni sui costi provenienti dal contesto internazionale e l’avvio di una nuova stagione agricola, a condizione che risulti migliore rispetto a quella dell’anno precedente. In senso opposto agiranno l’aumento del reddito disponibile per i consumi e la bassa base di confronto di settembre dell’anno precedente.

Tuttavia, anche per effetto dell’aumento del reddito disponibile per i consumi, non si prevedono significative pressioni inflazionistiche, poiché la crescita dei salari sarà accompagnata da un aumento della produttività, mentre le misure della Banca Nazionale di Serbia volte a incentivare l’attività creditizia nei confronti dei cittadini a reddito più basso sono calibrate in modo da non provocare un’eccessiva espansione del credito, che potrebbe incidere negativamente sulla stabilità dei prezzi e del sistema finanziario. Inoltre, la Banca Nazionale di Serbia sostiene la stabilità macroeconomica e la crescita economica anche attraverso il mantenimento di una relativa stabilità del tasso di cambio.

Nella motivazione della propria decisione, il Comitato Esecutivo sottolinea che permane la necessità di una maggiore prudenza nella conduzione della politica monetaria, alla luce della persistente instabilità del contesto internazionale.

Le tensioni geopolitiche, unite all’inasprimento delle politiche doganali, al rafforzamento del protezionismo e all’elevata sensibilità dei mercati finanziari alla sostenibilità del debito pubblico in alcuni Paesi sviluppati, riducono la fiducia degli investitori e dei consumatori a livello globale, con un impatto negativo sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Allo stesso tempo, le tensioni geopolitiche e l’aumento del protezionismo possono influire in modo significativo sulla produzione e sulle esportazioni dell’industria manifatturiera nazionale, in particolare nei segmenti della raffinazione del petrolio e della produzione dei metalli di base.

Per quanto riguarda le decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali, le proiezioni del Sistema della Federal Reserve (FED), pubblicate dopo la riunione di dicembre, indicano che anche nel corso di quest’anno potrebbe proseguire la riduzione dell’intervallo del tasso di riferimento, mentre la Banca Centrale Europea manterrà probabilmente i propri tassi di interesse di base invariati fino alla fine del 2026, poiché si ritiene che l’obiettivo di inflazione sia stato raggiunto.

La prossima seduta del Comitato Esecutivo, nella quale saranno esaminati gli andamenti economici e verrà presa una decisione sul tasso di interesse di riferimento, si terrà il 12 febbraio.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Hong Kong, porta strategica per l’Asia: cresce l’interesse delle imprese italiane

Hong Kong si conferma un mercato prioritario e un partner commerciale strategico per molte imprese italiane che guardano con rinnovato interesse all’Asia. È quanto emerge dal nuovo rapporto Italian Companies' Asian Expansion Priorities: Innovation, Healthcare and Retail Sectors, realizzato dall’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) in collaborazione con la Italy China Council Foundation (ICCF) di Milano. Lo studio, condotto nel terzo trimestre del 2025 su un campione di 172 figure di vertice del mondo imprenditoriale italiano, rivela un forte dinamismo e un potenziale ancora ampiamente inesplorato nei rapporti economici tra Italia e Hong Kong.

Dai risultati del sondaggio si osserva come il 77% delle aziende italiane intenda espandersi in Asia, individuando nella Cina continentale e in Hong Kong i mercati prioritari. In particolare, il ruolo di Hong Kong come piattaforma di facilitazione è ritenuto determinante, poiché il 93% degli intervistati ritiene che la città sarà in grado di sostenere efficacemente i futuri piani di espansione nel triennio a venire. Tale convinzione si fonda sulla posizione unica che Hong Kong ricopre quale gateway verso l’Asia e sulle sue affermate competenze come hub internazionale per la logistica e la gestione delle catene di approvvigionamento. Come ha sottolineato il Segretario Finanziario Paul Chan, la città agisce infatti da “super connettore” e da “super value-adder”, collegando capitali, talenti, idee e opportunità all’interno del quadro di “un Paese, due sistemi”.

L’interesse all’espansione risulta particolarmente intenso in tre settori chiave dell’economia italiana, quali innovazione e tecnologia, healthtech e scienze della vita, nonché retail e commercio all’ingrosso, i quali mostrano un allineamento naturale con le nuove priorità industriali di Hong Kong. La quasi totalità delle imprese attive nell’innovazione e nella tecnologia manifesta l’intenzione di rafforzare la propria presenza asiatica; seguono con percentuali elevate le aziende del comparto sanitario e, subito dopo, quelle del settore retail e wholesale. Questo dinamismo settoriale contribuisce a rafforzare un quadro di relazioni economiche già consolidato.

Nel 2024, infatti, gli scambi commerciali tra Italia e Hong Kong hanno raggiunto gli 8,3 miliardi di dollari USA, confermando l’Italia come quarto partner commerciale e mercato export dell’Unione Europea per Hong Kong e, al contempo, come terzo mercato di importazione più rilevante dell’UE. Parallelamente, alla fine del 2023 Hong Kong risultava la terza destinazione asiatica per gli investimenti italiani e, in modo speculare, il terzo maggiore investitore asiatico in Italia. Non sorprende, quindi, che nel 2024 fossero presenti sul territorio di Hong Kong circa 200 aziende italiane, a testimonianza di un legame economico ormai strutturato.

I risultati completi dell’indagine sono stati presentati a Milano lo scorso 27 novembre in occasione della nuova edizione della campagna Think Business, Think Hong Kong (TBTHK) organizzata da HKTDC. L’evento, ha riunito oltre 700 leader aziendali, rappresentanti istituzionali e investitori di Hong Kong e dell’Italia, offrendo un ampio spazio di confronto sulle opportunità di collaborazione e sviluppo nell’area asiatica.

 

Fonti:

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Brasile 2026, crescita con il freno tirato

Con l’avvio del 2026, l’economia brasiliana entra in un nuovo ciclo caratterizzato da una miscela di cautela e opportunità, in cui gli indicatori macroeconomici riflettono una realtà più pragmatica che entusiasmante. Secondo le proiezioni del mercato finanziario, il prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere intorno all’1,8% nel corso dell’anno, un ritmo positivo ma modesto se confrontato con le espansioni di periodi precedenti, segno di una crescita che «avanza, ma con passo corto». Tale dinamica è fortemente influenzata da tassi di interesse ancora elevati, che rendono più costoso l’accesso al credito, frenano gli investimenti produttivi e moderano la spesa delle famiglie e delle imprese. 

Sul fronte dei prezzi, la inflazione è prevista intorno al 4% annuo, un valore che, pur rientrando formalmente nel limite superiore della banda obiettivo fissata dalla banca centrale, continua a erodere gradualmente il potere d’acquisto delle famiglie. I beni e servizi di prima necessità, come alimentari, trasporti, istruzione e sanità, dovrebbero seguire tendenze di aumento più lente rispetto al passato recente, ma con un impatto ancora tangibile sul bilancio domestico. 

La politica monetaria rimane un elemento chiave del quadro macroeconomico. L’autorità di regolazione ha mantenuto tassi di interesse di riferimento (Selic) su livelli elevati, con attese di un graduale allentamento solo più avanti nel 2026. Questa rigidità riflette la necessità di ancorare le aspettative di inflazione e consolidare i progressi realizzati nella fase di disinflazione avviata l’anno precedente. Per i consumatori e le imprese, ciò si traduce in un costo del credito che resta elevato, con implicazioni dirette su prestiti personali, finanziamenti alle imprese e condizioni di indebitamento generale. 

Un altro elemento di rilievo è la stabilità relativa del cambio: le proiezioni di mercato indicano un dollaro che dovrebbe oscillare tra circa R$ 5,40 e R$ 5,50 nel corso dell’anno. Sebbene non si prevedano forti scossoni valutari, un tasso di cambio in questo range continua ad incidere sui prezzi dei beni importati e sui costi energetici, influenzando ulteriormente la dinamica inflazionistica interna e le strategie di pianificazione delle imprese esportatrici e importatrici. 

Sul fronte dell’occupazione, lo scenario descritto è di stabilità del mercato del lavoro, con tassi di disoccupazione che dovrebbero mantenersi su livelli simili a quelli osservati nel periodo precedente. Questa tenuta dell’occupazione sostiene il consumo delle famiglie, fungendo da elemento stabilizzante in una fase di crescita moderata. Tuttavia, l’espansione limitata dell’economia, con investimenti ancora contenuti, non promette aumenti significativi nei livelli salariali o in termini di nuove opportunità professionali su larga scala. 

In sintesi, l’economia brasiliana nel 2026 si presenta come un mosaico complesso: una crescita positiva ma contenuta, una inflazione sotto controllo ma percepita come pesante nel quotidiano, e una politica monetaria ancora restrittiva che riflette prudenza più che audacia. Per imprese, investitori e famiglie, il consiglio che emerge dalle valutazioni degli esperti è di adottare strategie di gestione del rischio, ottimizzazione delle risorse e pianificazione finanziaria attenta, in modo da navigare un ambiente in cui i margini di manovra restano stretti ma non privi di prospettive. 

Fonti: Diário do Nordeste e  R7 Notícias

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

L’eccellenza del design italiano protagonista a Hong Kong: il successo della Business of Design Week 2025

La Business of Design Week (BODW) 2025 di Hong Kong, tenutasi dal 1 al 6 Dicembre scorsi, si è conclusa con risultati di grande rilievo, confermandosi come il principale appuntamento dedicato al design in Asia e celebrando un’edizione interamente dedicata all’Italia. Organizzata dall’Hong Kong Design Centre (HKDC), la manifestazione ha rappresentato un momento di significativo valore strategico e culturale, inserendosi nel contesto delle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Attraverso il tema centrale “Curiosity Provokes Design Innovation”, l’evento ha messo in evidenza la capacità del sistema Italia di tradurre la curiosità intellettuale in visioni progettuali avanzate e soluzioni innovative per il mercato globale.

L’apertura del Summit ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, tra cui la Segretaria per la Cultura, lo Sport e il Turismo di Hong Kong, Rosanna Law, e l’Ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti. Nei loro interventi è stato sottolineato il ruolo di Hong Kong quale ponte culturale e commerciale tra Oriente e Occidente, nonché il valore della relazione bilaterale tra Italia e Cina, fondata su una visione condivisa che riconosce nel design un importante motore di crescita, innovazione e dialogo.

Il programma della BODW 2025 ha visto il coinvolgimento di diciotto relatori italiani, espressione di marchi e realtà di primo piano quali Ferragamo, 10 Corso Como, EssilorLuxottica, Pininfarina, Moroso, Minotti e Molteni&C. La loro partecipazione ha contribuito a rafforzare ulteriormente il posizionamento del Made in Italy come riferimento internazionale nel panorama del design.

Accanto ai confronti sui temi della sostenibilità, dell’intelligenza artificiale e delle città del futuro, che hanno visto il contributo di architetti e designer di rilievo come Carlo Ratti, Patricia Viel e Michele De Lucchi, la rassegna ha dedicato ampio spazio all’innovazione applicata allo sport. In questo contesto si inserisce l’inaugurazione della mostra “La Sfida: l’innovazione del design italiano nello sport”, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e curata dall’ADI Design Museum. Ospitata presso il DX Design Hub fino al 9 gennaio, l’esposizione propone una retrospettiva di cinquant’anni di eccellenza progettuale italiana, illustrando l’integrazione tra ricerca estetica e sviluppo tecnologico in oggetti pensati per elevate prestazioni atletiche, dalle racchette da tennis storiche ai più recenti caschi da corsa.

Il legame tra design e grandi eventi sportivi è stato ulteriormente approfondito dall’intervento di Raffaella Paniè, rappresentante della Fondazione Milano Cortina 2026, che ha illustrato la visione creativa e l’identità visiva dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici. Il contributo è stato presentato sia nel Summit principale sia in un seminario dedicato agli studenti dell’Hong Kong Design Institute, rafforzando il dialogo tra istituzioni, industria creativa e nuove generazioni.

Con quasi cinquanta appuntamenti tra forum e dialoghi creativi, la BODW 2025 non solo ha celebrato il valore della creatività italiana, ma ha anche consolidato il ruolo di Hong Kong come piattaforma strategica di riferimento per lo scambio, la cooperazione e la co-creazione internazionale nel settore del design.

 

Fonti: 

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)

 

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Canada: overview 2025 e outlook 2026

Nel 2025 il Canada ha vissuto una fase di assestamento macroeconomico, caratterizzata da una crescita moderata e da un’inflazione in progressivo rientro verso il target della Bank of Canada. In questo contesto, l’Ontario si conferma il principale motore economico del Paese, pur risentendo del rallentamento manifatturiero e delle tensioni commerciali internazionali. La provincia compensa tuttavia tali criticità attraverso un forte programma di investimenti infrastrutturali e politiche industriali orientate all’innovazione, elementi che contribuiscono a stabilizzare la crescita.

Nel complesso, il 2025 appare come un anno di transizione e consolidamento, con prospettive favorevoli per la collaborazione economica tra Canada, Ontario e partner europei, inclusa l’Italia.

Nel 2026 l’economia canadese è attesa entrare in una fase di crescita moderata ma stabile, sostenuta dal progressivo rientro dell’inflazione verso il target della Bank of Canada e da condizioni finanziarie meno restrittive. In questo quadro, l’Ontario continua a rivestire un ruolo centrale, pur in presenza di alcune criticità legate al rallentamento manifatturiero e alle tensioni commerciali. La provincia punta tuttavia su robusti programmi di investimento infrastrutturale e su politiche industriali orientate a settori strategici (automotive, veicoli elettrici, tecnologie mediche e manifattura avanzata) per rafforzare competitività e occupazione.

Il 2026 si profila quindi come un anno di transizione ordinata, nel quale il consolidamento macroeconomico crea le condizioni per una crescita prudente e per nuove opportunità di scambio, in particolare per i partner europei e le imprese italiane.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana dell'Ontario Canada (ICCO Canada)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Notizie dai mercati esteri - Belgio

L'espansione del prefabbricato nel mercato edilizio Belga

Nel 2025, il settore delle costruzioni in Belgio continua a mostrare una dinamica positiva, confermandosi un comparto strategico per l’economia nazionale e la transizione verso modelli edilizi più sostenibili. Secondo i più recenti dati di ConsTrack360, il valore complessivo del mercato delle costruzioni ha raggiunto i 32,2 miliardi di euro nel 2025, con una crescita annua del 3,6% rispetto al 2024.

Nel periodo 2020-2024 il settore ha registrato un tasso di crescita medio annuo (CAGR) del 6,8%, sostenuto dalla ripresa post-pandemia e dagli investimenti pubblici e privati, nazionali ed europei. Le previsioni indicano una crescita più moderata nel medio termine, con il mercato che potrebbe raggiungere i 37,5 miliardi entro il 2029, con un CAGR del 2,9% nel periodo 2025-2029.

Il comparto si erge su diversi segmenti chiave: edilizia residenziale, commerciale, industriale, istituzionale e infrastrutturale. È apprezzabile l'emergere di un’attenzione al green building tanto nei costruttori quanto negli acquirenti, sostenuta dalle politiche europee di decarbonizzazione e dall’evoluzione delle normative ambientali.

In questo scenario entrano in gioco le costruzioni prefabbricate, un segmento del settore edilizio dinamico in cui componenti o interi moduli degli edifici vengono realizzati in uno stabilimento al chiuso, e solo successivamente trasportati e assemblati nel cantiere a cui sono destinati. Nel 2025 il mercato del prefabbricato ha raggiunto un valore stimato di 3,04 miliardi di euro, in crescita del 4,9% su base annua. Dopo una crescita annua del 5,7% nel periodo 2020-2024, le previsioni indicano un'ulteriore espansione fino a 3,76 miliardi di euro entro il 2029, con un tasso di crescita annuo del 4,3% superiore a quello del comparto nel suo complesso.

Il successo del prefabbricato è sostenuto dalla rapidità di costruzione, che permette di contenere i costi e ridurre l’impatto ambientale. Il calcestruzzo rimane il materiale più utilizzato, accanto a legno e acciaio.

Nel panorama europeo, il Belgio si colloca in una posizione intermedia tra i Paesi del Nord e quelli dell’Europa meridionale. Un modello simile, ma su scala più ampia, si osserva nei Paesi Bassi, dove il mercato delle costruzioni ha superato i 50 miliardi di euro nel 2025 e il segmento prefabbricato cresce a un ritmo più sostenuto, con un incremento annuo superiore al 6% e prospettive che lo vedono avvicinarsi a una quota rilevante delle nuove costruzioni residenziali entro il 2030. Al contrario, in Italia il prefabbricato presenta dimensioni e ritmi di crescita ben più contenuti, limitandosi all’edilizia industriale e logistica, con un’espansione moderata e graduale, di gran lunga inferiore rispetto ai principali mercati del Nord Europa.

Nel complesso, i dati del quarto trimestre 2025 delineano un settore delle costruzioni belga solido e in trasformazione, in cui il prefabbricato offre una leva strategica per affrontare le sfide alla sostenibilità ambientale ed economica, all’efficienza produttiva e all’evoluzione della domanda abitativa, in linea con le tendenze emergenti a livello europeo.

Fonti: 

https://www.globenewswire.com/news-release/2025/11/13/3187054/28124/en/Belgium-Construction-Industry-Report-2025-Output-to-Grow-at-a-CAGR-of-3-6-to-Reach-32-3-Billion-this-Year-Forecast-to-2029.html?

https://www.globenewswire.com/news-release/2025/10/28/3175670/28124/en/B...

Belgio, Princess Elizabeth Island: la nuova frontiera dell’eolico offshore

L’autunno del 2025 ha segnato un punto di svolta per quanto riguarda l’eolico offshore europeo. In meno di due mesi Belgio, Danimarca e Germania hanno constatato che il modello di sviluppo che ha funzionato fino al 2022 è superato. Dopo un periodo difficile, l’intervento statale mira ad attivare investimenti e catene di fornitura, aprendo la strada ad una ripresa nel 2026. Il Belgio ha assunto un ruolo da apripista grazie alla creazione della Princess Elisabeth Island, prima isola energetica artificiale al mondo dedicata all’eolico offshore. Impiantata nel Mare del Nord a 45 km al largo della costa belga, nella seconda zona di vento off shore, copre un’area di sei ettari e possiede un porto e un eliporto che facilitano l’accesso e il transito delle diverse equipe che vi lavorano. Genera sia corrente elettrica diretta ad alto voltaggio (HVDC), sia corrente alternata  (HVAC). Grazie all’installazione di 60 km di cavi a ​​corrente continua e 300 km di ​​corrente alternata, riportano l'elettricità sulla terraferma.

L’isola intende divenire un polo di scambio di energia pulita, consentendo al Belgio di scambiare energia rinnovabile con i suoi vicini, rafforzando l'interconnessione europea e adempiendo agli ambiziosi obiettivi climatici nazionali ed europei. Il progetto co-finanziato dal Recovery Fund è un contributo concreto al raggiungimento della produzione di 300 GW di energia eolica entro il 2050 prescritto dall’Unione Europea. Concepita anche per incentivare biodiversità e sviluppo della flora marina, a metà ottobre 2025 è stato posato l’ultimo dei 23 caissons in cemento armato che compongono l’isola, dal peso di 22.000 tonnellate ciascuna. Il consorzio TM Edison, formato da DEME e Jan De Nul, ha portato a termine la fase più visibile del progetto impiegando 15 navi specializzate e oltre 300 addetti. Durante la primavera del 2026 verranno ripresi i lavori in mare installando una stazione ad alta tensione (impianti che trasformano e smistano l’energia elettrica prodotta dai parchi eolici per il trasporto sulla rete), cavi di esportazione HVDC (cavi sottomarini in corrente continua ad alta tensione che trasportano grandi quantità di elettricità nell'offshore alla terraferma con minori perdite) ed infrastrutture di supporto come piattaforme, sistemi di protezione e opere di contenimento indispensabili per la stabilità e il funzionamento dell’isola.

L'isola entrerà in funzione tra il 2027 e il 2028 come hub da 3,5 GW e come nodo di interconnessione ibrida, con collegamenti verso la Danimarca e il Regno Unito. Il progetto offre alla filiera internazionale prospettive di coinvolgimento nei prossimi due-tre anni, con particolare interesse per le attività legate all’alta tensione, alla logistica portuale e alle strutture di supporto.

Fonti:

https://www.offshorewind.biz/2025/10/17/princess-elisabeth-island-sees-end-of-2025-offshore-installation-works/

https://stateofgreen.com/en/news/denmark-launches-new-market-adapted-offshore-wind-tender-for-2026/

https://www.4coffshore.com/news/world27s-first-energy-island-27taking-shape27-off-belgium-nid31993.html

https://www.offshorewind.biz/2025/11/11/germanys-offshore-wind-industry-grid-operators-call-for-reform-of-auction-rules/

BELGIO: l’Agenzia Europea dell’Ambiente conferma i progressi nella sostenibilità

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato il report annuale “Europe’s Environment 2025” sullo stato della sostenibilità ambientale nei paesi ad essa aderenti.

L’analisi esplora i fattori chiave di tre dimensioni: ambiente e clima, cambiamento socioeconomico e cambiamento sistemico, rilevandone lo stato di avanzamento contrario, non affrontato, temporalmente allineato, necessitante di accelerazione o compiuto.

 

Sebbene riconosca che il Belgio ha fatto importanti passi in avanti in tema di economia circolare, presentando un tasso pari al 19,7%, - uno tra i più elevati d’ Europa -, la sfida resta aperta in materia di biodiversità, qualità dell’aria e uso del suolo.

La biodiversità è in declino invero ovunque in Europa, negli ecosistemi terresti, d’acqua dolce e marini a causa della pressione persistente attuata dal sistema consumistico e alimentare. Ridurre l’alta pressione su trasporti, urbanizzazione e agricoltura intensiva sarà indispensabile per rallentare la perdita della biodiversità e della qualità di acqua e suolo che caratterizzano il territorio belga.

Le emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici al contrario mostrano negli ultimi anni una tendenza al ribasso grazie a politiche energetiche più efficienti e investimenti nella transizione verde da parte dell’amministrazione nazionale e regionale belga.

Sul fronte della protezione ambientale, il Belgio primeggia nella salvaguardia delle aree naturali, arrivando a tutelare il 37,8% delle proprie acque, percentuale che supera gli obiettivi europei. Le aree protette terrestri invece rappresentano il 14,6% del territorio nazionale. Parallelamente, la quota di energie rinnovabili è in aumento, pur rimanendo ancora insufficiente per centrare gli obiettivi dell’UE per il 2030. Varato nel 2019 in risposta all’appello lanciato dai giovani cittadini in protesta per il rischio di sopravvivenza delle generazioni future, il Green Deal ha l’ambizioso obiettivo di trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero, riducendo le emissioni del 50´% entro il 2030, del 90% entro il 2040, e rendendo giuridicamente vincolante la neutralità climatica entro il 2050. Con i finanziamenti di NextGenerationUE sono stati investiti 275 miliardi di euro in progetti puliti e il 42% dei fondi destinati all'azione per il clima, favorendo una transizione verde economicamente solida e socialmente etica.

 

Per quanto concerne il Belgio, accanto ai progressi si rilevano alcune criticità: la biodiversità belga resta sotto forte pressione, in particolare a causa dell’urbanizzazione intensiva, dell’agricoltura ad alto impatto ambientale e dell’alterazione degli ecosistemi naturali. La qualità dell’aria desta ancora preoccupazione: in varie aree i livelli di inquinamento superano ancora le soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e alcune attività industriali continuano a generare una quantità consistente di rifiuti, con modelli produttivi non ancora pienamente allineati ai principi dell’economia circolare.

In conclusione, il rapporto EEA mostra che il Belgio sta avanzando verso la transizione ecologica con risultati concreti in alcuni settori chiave, come l’economia circolare e la tutela delle aree naturali. Allo stesso tempo, permane la necessità di affrontare criticità rilevanti, soprattutto per quanto riguarda la biodiversità, la qualità dell’aria e dei modelli produttivi che generano pressioni ambientali persistenti.

Il paese, pur avendo compiuto passi avanti, si trova quindi in una fase in cui la transizione ecologica deve accelerare per affrontare in modo efficace le sfide presenti e future per la salvaguardia del pianeta e uno sviluppo economico sostenibile.

L’UE, pioniera e prima nella mitigazione del cambiamento climatico, intende promuovere a livello politico la produzione domestica di energie rinnovabili e l’indipendenza da altre regioni del mondo mostrando come la transizione verde sia anche veicolo virtuoso di sicurezza energetica e competitività.

Fonti: https://www.eea.europa.eu/en/europe-environment-2025/countries/belgium 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

AUTO. Accordo tra Tofaş e Stellantis Europe S.p.A.

Il costruttore automobilistico turco Tofaş ha raggiunto un nuovo accordo con Stellantis Europe S.p.A. per esportare in Nord America 230.000 unità del suo prossimo veicolo commerciale leggero “K0”, nell’ambito del piano produttivo 2024-2032. 

Il veicolo “K0”, che sarà prodotto nello stabilimento Tofaş di Bursa con un investimento complessivo di circa 448,61 milioni di dollari, rappresenta un tassello centrale del nuovo piano industriale. 

Il progetto “K0” rappresenta un’espansione strategica delle destinazioni di export di Tofaş, storicamente concentrate sull’Europa e sulle regioni limitrofe. L’azienda punta a diversificare il portafoglio e rafforzare la competitività entrando nel mercato nordamericano. Secondo i dati dell’Associazione degli Esportatori dell’Automotive di Uludağ, nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni turche di veicoli commerciali hanno raggiunto 4,7 miliardi di dollari, con un +14% su base annua. Il principale mercato di sbocco è il Regno Unito, seguito dalla Germania.

In parallelo, Tofaş e Stellantis hanno deciso di prolungare la produzione della Tipo, conosciuta in Turchia come Egea, fino al 30 giugno 2026. La FIAT Egea è tra i modelli più venduti nel mercato turco. 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia - Izmir)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Notizie dai mercati esteri - Belgio

Brussels Airport supera 2,2 milioni di passeggeri a ottobre 2025

L’aeroporto internazionale di Bruxelles, situato a Zaventem, 10 km fuori dal centro città, ha registrato a settembre 2025, un dato particolarmente positivo accogliendo 2,2 milioni di passeggeri, pari ad un aumento del 6% rispetto allo stesso mese dell’anno 2024.

Le vacanze autunnali nelle scuole belghe, rispettivamente dal 20 ottobre al 2 novembre per la comunità francofona e dal 27 ottobre al 2 novembre per la comunità fiamminga, hanno contribuito all’aumento del numero dei passeggeri in transito, flusso che sarebbe stato ancora più significativo se non fosse intervenuto lo sciopero nazionale del 14 ottobre, indetto dai sindacati contro il piano di austerità e le riforme su pensioni, spesa pubblica e mercato del lavoro. Durante la giornata di mobilitazione che ha coinvolto anche il personale aeroportuale addetto ai controlli di sicurezza, molti voli sono stati cancellati, incidendo così su l'affluenza complessiva.

Da inizio 2025, sei sono stati gli scioperi dichiarati dai sindacati che hanno avuto un impatto negativo su circa 250.000 passeggeri e costi per l’economia belga stimati in 150 milioni di euro.

La quota dei passeggeri in transito rimane stabile al 13% come nell’ottobre dell’anno precedente e il numero medio di passeggeri per volo ha raggiunto quota 151, segnando un incremento del 3% su base annua. Le destinazioni più richieste del 2025 sono state Spagna, Italia, Germania, Turchia, Marocco, Portogallo, Grecia, Francia, Stati Uniti e Svizzera.  

Per quanto riguarda invece il traffico merci, delle crescite importanti sono state registrate nell’autunno 2025. Il volume totale dei cargo transitanti ha raggiunto le 80.638 tonnellate, segnando un aumento del 25% rispetto a ottobre 2024.

Nel dettaglio, il trasporto merci aereo è cresciuto del 24%, sostenuto dall’incremento dei voli a lungo raggio: il segmento full-freighter (aerei dedicati alle merci) è aumentato del 7%, mentre il belly cargo (merci trasportate nelle stive dei voli passeggeri) è cresciuto del 53%.

I servizi integrati, ovvero l’insieme coordinato di attività logistiche e operative offerte come un unico servizio completo, hanno registrato un aumento del 24%, mentre i volumi di merci trasportate da camion sono diminuiti del 28%. Le principali regioni di importazione sono state Asia, Africa e Nord America.

Nel complesso, i movimenti aerei sono aumentati del 3% rispetto a ottobre 2024. I voli passeggeri mostrano una crescita del 3,3%, mentre i voli cargo registrano una lieve diminuzione dell’1%.

Fonte: https://www.brusselsairport.be/en/pressroom/news/2-2-million-passengers-...

La presenza economica italiana in Belgio: un quadro consolidato tra industria, servizi e logistica europea

Situato nel cuore del continente europeo e sede delle principali istituzioni comunitarie, il Belgio rappresenta nel 2025 uno dei nodi strategici più rilevanti per lo sviluppo economico italiano all’estero. La combinazione unica di posizione geografica, infrastrutture logistiche avanzate, prossimità a istituzioni internazionali, offerta di lavoro altamente specializzato e accesso diretto ai principali mercati del Nord Europa ha favorito nel tempo un radicamento strutturale delle imprese italiane nel Paese, rendendo il Belgio non solo un mercato di sbocco, ma anche una vera piattaforma stabile per attività industriali, commerciali e di servizi. Secondo i dati di infoMercatiEsteri aggiornati al 25 novembre 2025, l’interscambio complessivo tra Italia e Belgio ha superato i 45 miliardi di euro, confermando Bruxelles e il sistema portuale belga tra i primi partner economici del sistema produttivo italiano. 

In particolare, l’export italiano verso il Belgio ha superato i 19 miliardi di euro nel 2024, in crescita rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni dall’economia belga hanno superato i 26 miliardi di euro.

Questo rapporto bilaterale si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento dell’export italiano nel 2025. A ottobre 2025 le esportazioni totali italiane hanno raggiunto un valore di 58,564 miliardi di euro, in aumento di circa 4,4% rispetto a settembre 2025. Il dato si colloca vicino al massimo storico registrato nel luglio 2025 (61,672 miliardi di euro) e ben al di sopra della media storica 1991–2025 pari a 28,861 miliardi di euro, evidenziando la solidità strutturale del modello esportativo italiano.

Per quanto riguarda le importazioni italiane, a ottobre 2025, queste si sono attestate a 54,408 miliardi di euro, generando un surplus commerciale di 4,156 miliardi di euro. Le previsioni macroeconomiche di Trading Economics indicano un livello delle esportazioni intorno ai 48,7 miliardi di euro a fine 2025, con una crescita graduale attesa nel biennio successivo.

Dal punto di vista settoriale, l’export italiano è trainato da comparti ad alto valore aggiunto, che trovano nel Belgio un mercato di sbocco e una piattaforma logistica strategica. I principali settori esportatori includono: macchinari e attrezzature (18%), mezzi di trasporto (11%), metalli e prodotti in metallo (11%), tessile, abbigliamento e pelletteria (11%), alimentare, bevande e tabacco (8%), chimica e farmaceutica (circa 13% complessivo).

Questi comparti coincidono con le filiere maggiormente rappresentate da attività industriali italiane in Belgio, dove operano numerose filiali e sedi europee di gruppi italiani di primo piano. Tra questi spiccano Ferrero, Barilla e Rana nel comparto agroalimentare; Eni ed Enel nel settore energetico; Pirelli e CNH Industrial nella manifattura avanzata; Leonardo nei sistemi tecnologici e aerospaziali; Ferrovie dello Stato Italiane e MSC nella logistica e nei trasporti; oltre a istituti finanziari come Intesa Sanpaolo e UniCredit nei servizi bancari e finanziari.

In termini di partner commerciali, il Belgio rappresenta circa il 3% dell’export totale italiano, collocandosi allo stesso livello di mercati come Cina e Polonia. Sebbene la quota possa apparire contenuta, il suo peso strategico è amplificato dalla funzione di hub: una parte rilevante delle merci esportate verso il Belgio viene infatti distribuita verso altri mercati europei attraverso porti, terminal ferroviari e piattaforme logistiche.

Nel 2025 il Belgio si conferma un partner strategico per l’export italiano, come mercato di destinazione tanto quanto come snodo logistico per l’accesso ai principali mercati europei. La crescita delle esportazioni e la presenza consolidata di imprese italiane rafforzano un rapporto economico stabile, che continua a offrire opportunità concrete di sviluppo e cooperazione tra Italia e Belgio.

Fonte: https://www.infomercatiesteri.it/public/ime/schede-sintesi/r_59_belgio.pdf#:~:text=Il%20Belgio%20è%20un%20Paese%20che%20presenta%2C,si%20contano%20imprese%20di%20caratteristiche%20e%20dimensioni

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Premiate innovazioni provenienti dalla Serbia

Attraverso il programma Startech sono stati assegnati 500.000 USD a 12 innovazioni provenienti dalla Serbia.

Nell’ambito del programma Startech sono stati complessivamente assegnati 500.000 USD a 12 eccezionali innovazioni nazionali, che offrono soluzioni a sfide sociali e industriali fondamentali – dalla sicurezza alimentare e dalla cybersicurezza, al trasporto intelligente, fino all’apicoltura sostenibile e alla sanità digitale, come comunicato dall’Ufficio per l’IT e l’e-Government.

Il progetto Startech, del valore di otto milioni di dollari, è stato avviato cinque anni fa dalla società Philip Morris e da NALED, in collaborazione con il Governo della Repubblica di Serbia, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’innovazione e la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese in Serbia.

Le soluzioni premiate coprono un ampio spettro di innovazioni – da un’applicazione che facilita la mobilità urbana delle persone con disabilità e tecnologie per la rigenerazione della pelle, a una piattaforma di intelligenza artificiale per la valutazione del rischio nell’industria automobilistica. Tra i progetti premiati figurano anche una soluzione avanzata a raggi X per l’individuazione di alimenti contaminati, un preparato biologico contro l’acaro delle api, nonché uno strumento digitale per la gestione dell’inventario nel settore della ristorazione.

Sono stati inoltre premiati un assistente aziendale per le piccole imprese, una piattaforma che automatizza la conformità alla normativa GDPR, un’applicazione per la prenotazione intelligente dei parcheggi, un sistema di intelligenza artificiale per il rilevamento delle minacce informatiche tramite gamification, uno strumento completo di gestione per le aziende di trasporto e una piattaforma digitale di fitness dedicata alla fascia d’età compresa tra i 45 e i 65 anni.

Startech ha sostenuto negli ultimi cinque anni 106 progetti innovativi: di questi, 47 sviluppano un prodotto fisico, 55 rappresentano soluzioni software avanzate e ben 38 utilizzano l’intelligenza artificiale e il machine learning. I beneficiari del programma registrano significativi successi a livello internazionale e hanno portato le proprie soluzioni sui mercati di oltre 29 Paesi in tutto il mondo.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

E-commerce in Belgio e in Italia: scenari a confronto nel mercato europeo

Nel quadro della trasformazione digitale del commercio europeo, l’e-commerce continua a rappresentare un fattore strategico di crescita e internazionalizzazione per le imprese. 

Belgio e Italia offrono due modelli di sviluppo differenti ma complementari, che rendono interessante un confronto tra i due Paesi, soprattutto in relazione alle opportunità offerte alle imprese italiane orientate ai mercati internazionali.

Il mercato e-commerce belga si caratterizza per un alto livello di sviluppo delle piattaforme digitali e una diffusione capillare degli acquisti online. Nel 2024, in Belgio, il fatturato complessivo dell’e-commerce ha generato 17,4 miliardi di euro, con una crescita del 6,7% rispetto al 2023. Il dato più rilevante riguarda la penetrazione del canale digitale nella popolazione: il 96% dei cittadini sopra i 15 anni acquista online, confermando il Belgio come uno dei mercati più avanzati in Europa sotto il profilo del consumo digitale.

Le categorie di spesa che generano la maggior parte del fatturato online sono i pacchetti viaggio (circa 4 miliardi di euro), i biglietti aerei (2,3 miliardi di euro) e l’abbigliamento (1,7 miliardi di euro). Contemporaneamente, si osserva una crescita significativa degli acquisti attraverso marketplace internazionali, con un peso crescente delle grandi piattaforme globali, in particolare nei comparti non alimentari quali abbigliamento, elettronica di consumo e articoli per la casa.

In Italia, il mercato e-commerce presenta dimensioni decisamente più ampie, nonostante una penetrazione inferiore rispetto al totale del retail. Nell’anno in corso il fatturato dell’e-commerce B2C italiano supera i 62 miliardi di euro (+6% complessivo rispetto al 2024), con 35,2 milioni di consumatori online attivi. Le vendite online di prodotti rappresentano l’11,2% del totale retail (online+offline).

A livello settoriale, nel 2025, si distinguono per crescita turismo e trasporti (+8%), food & grocery (+7%) e beauty & pharma (+7%). Seguono arredamento e home living (+6%), informatica ed elettronica di consumo (+5%), ultimo l’abbigliamento (+5%). 

É da notare come nel Bel Paese la crescita degli e-commerce di piccole e medie imprese sia più rapida, soprattutto in nicchie specializzate quali il design e l’arredo di qualità, i prodotti beauty e cosmetici naturali, il food di eccellenza e le specialità agroalimentari, l’abbigliamento sostenibile e i prodotti per la casa a elevato contenuto identitario: segnale di una progressiva maturazione del tessuto imprenditoriale digitale italiano.

L’analisi dei dati prova come l’e-commerce rappresenti oggi non solo un canale di vendita, ma pure una leva strategica per la competitività e l’espansione internazionale delle imprese italiane all’interno di un contesto europeo in continua evoluzione.

Fonti: 

https://www.kvk.nl/en/international/e-commerce-in-belgium/

https://consulenzaecommerce.it/ecommerce-italia/

 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026