
Per molti anni le grandi infrastrutture sono state identificate con autostrade, porti, aeroporti e ferrovie. Oggi, tuttavia, una parte sempre più rilevante della competitività economica si gioca lontano dagli occhi dell’opinione pubblica, nelle profondità degli oceani. È lì che scorrono le informazioni che alimentano l’economia digitale mondiale, attraverso una rete di cavi sottomarini che trasporta quasi il 99% del traffico internazionale di dati del Brasile.
La recente decisione dell’Agenzia Nazionale delle Telecomunicazioni brasiliana (Anatel) di aprire una consultazione pubblica per la revisione del quadro normativo che disciplina queste infrastrutture rappresenta molto più di un aggiornamento tecnico. Si tratta di un passaggio strategico che potrebbe ridisegnare la mappa della competitività digitale del Paese e aprire nuove opportunità a territori finora rimasti ai margini di questa rivoluzione silenziosa.
Il dibattito assume una rilevanza particolare per il Nordest brasiliano. Negli ultimi anni lo Stato del Ceará ha saputo comprendere che la connettività internazionale sarebbe diventata una leva di sviluppo tanto importante quanto un porto commerciale o una rete ferroviaria. Grazie a questa visione, Fortaleza si è trasformata in uno dei principali hub digitali dell’America Latina, concentrando diciassette sistemi di cavi sottomarini e attirando investimenti in data center, servizi cloud, piattaforme digitali e grandi operatori tecnologici globali.
Pernambuco, pur osservando da vicino questa trasformazione, non è riuscito a sviluppare con la stessa rapidità un’infrastruttura equivalente. Diversi gruppi imprenditoriali hanno tentato negli ultimi anni di promuovere l’approdo di un proprio cavo sottomarino, ma i progetti non hanno trovato le condizioni necessarie per concretizzarsi. Il risultato è stato una crescente concentrazione degli investimenti nel vicino Ceará, consolidandone ulteriormente il vantaggio competitivo.
Questa distribuzione geografica, tuttavia, pone anche un problema di sicurezza nazionale. La stessa Anatel riconosce che concentrare la quasi totalità delle connessioni internazionali in pochi punti del territorio rende il sistema più vulnerabile a incidenti operativi, eventi climatici estremi o persino attacchi informatici. In un’economia sempre più dipendente dalla circolazione dei dati, un’interruzione localizzata potrebbe produrre effetti sistemici, mettendo a rischio servizi finanziari, piattaforme digitali, sistemi pubblici e applicazioni di intelligenza artificiale.
La diversificazione dei punti di approdo dei cavi sottomarini diventa quindi una questione di resilienza infrastrutturale e di sovranità digitale. Decentralizzare questa rete significa aumentare la sicurezza del sistema nazionale, ma anche creare le condizioni per la nascita di nuovi poli tecnologici capaci di attrarre investimenti ad alto valore aggiunto.
L’avvento dell’intelligenza artificiale rende questo scenario ancora più urgente. La crescente domanda di capacità computazionale e di archiviazione dei dati sta alimentando una competizione globale per l’installazione di nuovi data center, strutture che richiedono energia affidabile, connessioni internazionali veloci e un quadro regolatorio stabile. Gli Stati che riusciranno a offrire questa combinazione avranno un vantaggio decisivo nell’attrazione di capitali e nello sviluppo di un ecosistema innovativo.
Per Pernambuco, la consultazione pubblica aperta da Anatel fino al 10 luglio rappresenta dunque un’opportunità per riportare al centro dell’agenda politica ed economica un tema che non avrebbe mai dovuto uscirne. Tra gli argomenti in discussione figurano il rafforzamento della sicurezza delle reti, l’espansione dei punti di approdo, il monitoraggio degli incidenti e la creazione di incentivi capaci di favorire nuovi investimenti nell’infrastruttura digitale del Paese.
Nel XXI secolo la competizione tra territori non si misura soltanto in chilometri di autostrade o nella capacità dei porti commerciali. Sempre più spesso si misura nella velocità con cui i dati attraversano gli oceani. E in questa nuova geografia della connettività globale, Pernambuco potrebbe ancora ritagliarsi un ruolo da protagonista.
Fonte: Folha de Pernambuco.
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-italo-brasiliana-commercio-industria-rio-de-janeiro