
Secondo il Danish Film Institute, dal 2010 la Danimarca è il Paese con più candidature agli Oscar per documentari, dopo gli Stati Uniti. Negli ultimi 15 anni, infatti, la Danimarca è diventata una sorta di "superpotenza" del documentario internazionale.
Questa esplosione è soprattutto il risultato di forti finanziamenti pubblici e incentivi statali nel settore. Con il rinnovo dell’accordo cinematografico 2024-2027, il governo ha aumentato in modo significativo i fondi destinati a film, documentari e serie televisive, con investimenti considerati tra i più elevati degli ultimi vent'anni (circa €70,1 milioni nel 2025).
I risultati di queste politiche sono evidenti: nel 2025 la quota di mercato nazionale è salita al 40%, la più alta mai registrata; 3,7 milioni di biglietti sono stati venduti per film danesi; 32 film danesi sono usciti nelle sale, eguagliando il record storico del 2005 e registrando vendite di biglietti con una crescita del 68% rispetto all'anno precedente.
Inoltre, la Danimarca sta rafforzando il sistema di contributi richiesti alle piattaforme streaming, generando entrate aggiuntive stimate in circa €13-14 milioni all'anno per film e serie danesi.
Queste misure permettono ai produttori di assumere maggiori rischi artistici rispetto a mercati più orientati esclusivamente al profitto. In particolare, nel 2026, è entrato in vigore un incentivo fiscale nazionale per film e serie che prevede un rimborso fino al 25% delle spese di produzione sostenute in Danimarca, con l'obiettivo di trattenere le produzioni danesi che spesso giravano all'estero e allo stesso tempo incentivare l’investimento di capitali esteri nel settore. A tal proposito, è interessante notare che spesso i film e i documentari sono storie globali, girate fuori dalla Danimarca, ma sviluppate, montate e prodotte attraverso il sistema danese di finanziamento e coproduzione. Oggi, infatti, il modello danese incentiva finanziamenti da diversi enti, quali fondi pubblici, televisioni pubbliche e coproduttori internazionali, e si sta diffondendo in tutta Europa.
Ma è su vari fronti che la Danimarca rimane un modello europeo per il settore cinematografico: Secondo il report CresCine - il programma europeo finanziato da Horizon Europe per la ricerca nel settore cinematografico nell’Unione Europea - sullo stato del settore cinematografico, la Danimarca è considerata il mercato più forte tra i piccoli Paesi europei, grazie alla combinazione di sostegno pubblico, qualità artistica e capacità di esportazione internazionale.
La Danimarca è spesso citata anche come esempio europeo per le politiche di inclusione. Il DFI ha introdotto misure per aumentare la rappresentanza femminile nella regia, sceneggiatura e produzione, collegando alcuni criteri di finanziamento alla diversità nei progetti presentati.
In pratica, il settore cinematografico danese è passato dall'essere un settore principalmente nazionale a un hub internazionale che coordina progetti giornalistici e documentaristici di rilevanza mondiale e influenza gli altri paesi europei.
La vittoria dell’Oscar di “Mr. Nobody Against Putin” non è quindi un episodio isolato, ma il risultato di una strategia di lungo periodo: la Danimarca ha investito nel cinema trasformandolo in un settore competitivo e internazionale, capace di generare sia successo artistico sia ritorni economici concreti.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-commercio-italiana-danimarca