
Nel quartiere di Hjorthagen, a nord di Stoccolma, è in corso la realizzazione del primo impianto svedese di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (Carbon Capture and Storage – CCS) su larga scala. Promosso dalla società energetica Stockholm Exergi, il progetto rappresenta un investimento strategico nella transizione energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie per la riduzione delle emissioni.
L’impianto, previsto per il completamento nel 2028, sarà in grado di catturare circa 800.000 tonnellate di CO₂ all’anno provenienti dalla produzione energetica da biomassa. Dopo la separazione dai gas di combustione, l’anidride carbonica verrà liquefatta e trasportata per essere immagazzinata in strutture geologiche profonde sotto il fondale del Mare del Nord, contribuendo alla creazione di emissioni negative.
Il progetto ha ricevuto oltre 20 miliardi di corone svedesi di finanziamenti pubblici e rappresenta un elemento centrale della strategia climatica della Svezia. L’obiettivo è dimostrare che la tecnologia BECCS (Bioenergy with Carbon Capture and Storage), basata sulla combinazione tra bioenergia e cattura della CO₂, possa essere applicata su scala industriale e diventare un modello replicabile anche in altri Paesi.
La costruzione dell’impianto costituisce inoltre una significativa sfida ingegneristica e logistica. Situato in un’area urbana densamente sviluppata, il cantiere richiede il coordinamento di numerose attività quotidiane e l’integrazione di componenti provenienti da diversi Paesi: dai compressori prodotti in Germania al sistema di condotte realizzato in Finlandia, fino ai serbatoi di stoccaggio costruiti in Cina.
Le difficoltà della logistica internazionale hanno rappresentato un ulteriore elemento di complessità, con alcune spedizioni costrette a modificare le proprie rotte a causa delle tensioni geopolitiche e delle condizioni del traffico marittimo. Nonostante queste sfide, Stockholm Exergi punta a rispettare la tabella di marcia per avviare le operazioni nel 2028.
Il rispetto delle tempistiche sarà fondamentale anche dal punto di vista economico: il modello di business del progetto si basa infatti sulla capacità dell’impianto di generare emissioni negative nei tempi previsti e sugli accordi commerciali già sottoscritti con partner internazionali, tra cui Microsoft.
Una volta completato, l’impianto diventerà un simbolo dell’impegno svedese nella lotta al cambiamento climatico e un importante banco di prova per il futuro delle tecnologie di rimozione della CO₂. Per le imprese italiane attive nei settori dell’energia, dell’ingegneria ambientale, della componentistica industriale e delle tecnologie sostenibili, il progetto rappresenta un esempio concreto delle opportunità offerte dalla crescente economia verde nordica.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svezia [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-commercio-italiana-svezia