
Thai Aviation Industries (TAI), Edgewater Solutions e Amadeus hanno firmato un Memorandum d'Intesa (MoU) per sviluppare una roadmap di modernizzazione degli aeroporti internazionali e regionali della Thailandia, con l'obiettivo di migliorare sia l'esperienza dei passeggeri sia l'efficienza delle operazioni aeroportuali.
L'iniziativa prevede un'analisi delle tecnologie di nuova generazione per la gestione dei passeggeri, dei sistemi di identificazione biometrica e delle piattaforme digitali per la gestione dei dati aeroportuali. L'obiettivo è rendere i processi più rapidi ed efficienti in un contesto in cui gli aeroporti thailandesi movimentano circa 140 milioni di passeggeri all'anno e si prevede un'ulteriore crescita della domanda.
Tra gli ambiti oggetto di valutazione figurano:
L'integrazione in tempo reale dei dati relativi ai passeggeri e alle operazioni consentirà agli aeroporti di adattarsi più rapidamente ai cambiamenti operativi, migliorando la gestione dei flussi e riducendo ritardi e inefficienze.
I rappresentanti di TAI, Edgewater Solutions e Amadeus hanno sottolineato come la collaborazione unisca visione strategica, competenze operative e tecnologie avanzate per rafforzare il ruolo della Thailandia quale hub aeroportuale e dell'aviazione nel Sud-est asiatico.
In base al Memorandum d'Intesa, le parti procederanno ora alla definizione dell'ambito operativo del progetto, delle fasi di implementazione e delle specifiche tecniche necessarie per la futura realizzazione delle soluzioni individuate.
Il Consiglio dei Ministri thailandese ha approvato una proposta presentata dal Ministero degli Affari Esteri per la revisione del sistema dei visti d'ingresso nel Paese. La riforma mira ad adeguare le politiche di facilitazione dei viaggi alle attuali esigenze economiche e di sicurezza, prevenire eventuali abusi dei privilegi concessi dai visti e applicare il principio di "un Paese, un'unica agevolazione" (one country, one entitlement).
Nell'ambito delle nuove disposizioni, la Thailandia abolirà l'attuale esenzione dal visto di 60 giorni concessa ai cittadini di 93 Paesi e territori. Secondo il Governo, la decisione è motivata da considerazioni di natura economica, diplomatica, di sicurezza e di reciprocità internazionale.
Con il nuovo regime, i cittadini di 59 Paesi e territori, tra cui India, Croazia, Bulgaria, Cipro, Malta e Maldive, potranno entrare in Thailandia senza visto per soggiorni turistici fino a 30 giorni.
L'inclusione di Croazia, Bulgaria, Cipro e Malta comporta che tutti i 27 Stati membri dell'Unione Europea beneficeranno ora dello stesso regime di esenzione dal visto. Secondo il Governo thailandese, questa misura contribuirà a rafforzare le relazioni internazionali e a sostenere i negoziati per l'esenzione dal visto Schengen a favore dei cittadini thailandesi, oltre a favorire futuri accordi economici bilaterali.
Sono previste inoltre disposizioni specifiche per altre nazionalità:
Per quanto riguarda l'India, sarà eliminata la precedente possibilità di ottenere il Visa on Arrival, poiché i cittadini indiani rientreranno nella nuova categoria che consente l'ingresso senza visto per 30 giorni. La modifica ha l'obiettivo di eliminare la sovrapposizione tra diversi regimi di ingresso.
Complessivamente, il nuovo sistema riguarderà 65 Paesi e territori.
Le cinque normative attuative entreranno in vigore 15 giorni dopo la loro pubblicazione nella Royal Gazette. I viaggiatori che entreranno in Thailandia prima dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni manterranno i diritti previsti dalla normativa precedente; le nuove regole saranno quindi applicate esclusivamente agli ingressi successivi alla data di efficacia.
Parallelamente, il sistema Thailand Digital Arrival Card (TDAC) sarà potenziato per migliorare le procedure di controllo e monitoraggio dei cittadini stranieri in ingresso e in uscita dal Paese.
Il Governo ha infine precisato che la revisione delle misure non ha l'obiettivo di scoraggiare il turismo, bensì quello di impedire che le agevolazioni sui visti vengano utilizzate impropriamente per favorire attività illegali.
Il Global Wealth and Lifestyle Report 2026 di Julius Baer, giunto alla sua consueta edizione annuale, fotografa il costo di uno stile di vita di fascia alta in 25 città nel mondo attraverso un paniere di 20 beni e servizi rappresentativi dei consumi discrezionali degli high-net-worth individuals (HNWI), dagli immobili residenziali alle automobili, dai gioielli agli orologi, fino a istruzione privata e sanità. Secondo l'edizione 2026 del rapporto, il costo di mantenimento di uno stile di vita premium è aumentato in media del 10,2 per cento su base annua, calcolato in dollari statunitensi, la valuta di riferimento dell'indice.
Il rapporto sottolinea come, quest'anno più che in passato, il principale motore dei rincari non sia tanto l'inflazione locale quanto le dinamiche valutarie: molte città hanno scalato la classifica non per aumenti sostanziali dei prezzi nella propria valuta, ma per l'apprezzamento di quest'ultima nei confronti del dollaro USA. È il caso, ad esempio, del franco svizzero e dell'euro, le cui valute hanno spinto verso l'alto diverse piazze europee.
La top ten 2026 vede in testa Singapore, seguita da Zurigo, Monaco, Hong Kong, Londra, Shanghai, Parigi, Sydney, Milano e Bangkok, quest'ultima all'ultimo posto della classifica delle dieci città più costose.
Bangkok occupa la decima posizione della classifica 2026, in miglioramento rispetto all'undicesimo posto dell'anno precedente. La capitale thailandese è una delle cinque città dell'area Asia Pacifico presenti in top ten, insieme a Singapore, Hong Kong, Shanghai e Sydney: una regione che, secondo il rapporto, si conferma una potenza dell'affluenza globale. Va comunque segnalato che, nel complesso, i prezzi in area APAC sono cresciuti nell'ultimo anno del 7,4 per cento in termini di dollari USA, un ritmo inferiore alla media mondiale del 10,2 per cento, a testimonianza di un incremento dei costi più contenuto rispetto ad altre aree del mondo, pur in presenza di alcune delle voci di spesa più elevate a livello globale.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/thai-italian-chamber-of-commerce