
A Salvador de Bahia la cultura non è soltanto uno degli elementi più riconoscibili dell’identità della città. È anche lavoro, impresa e capacità di generare valore. A dimostrarlo sono i numeri del nuovo Mapeamento da Economia da Cultura e das Indústrias Criativas de Salvador, realizzato dalla Secretaria Municipal de Cultura e Turismo (Secult) in collaborazione con la Fundação Itaú e presentato il 23 settembre.
Il dato che meglio restituisce le dimensioni di questo ecosistema è quello dell’occupazione: circa 115 mila posti di lavoro sono collegati all’economia della cultura e alle industrie creative, una quota pari a circa l’8% della forza lavoro della capitale dello Stato di Bahia. Sul fronte imprenditoriale, il censimento ha individuato 1.607 imprese creative attive nel 2023, equivalenti a circa il 35% di tutte le aziende del comparto presenti nello Stato.
Sono numeri che modificano la prospettiva attraverso la quale viene tradizionalmente osservata Salvador. Conosciuta internazionalmente per il suo patrimonio storico, la musica, il Carnevale, la gastronomia e la forte matrice afro-brasiliana, la città mostra oggi come questi asset culturali siano parte di una vera infrastruttura economica, composta soprattutto da micro e piccole imprese e da una vasta rete di professionisti, produttori, artisti e imprenditori. Secondo i dati diffusi dopo la presentazione dello studio, circa il 98% delle imprese formali mappate è costituito da micro e piccole aziende.
Un'altra caratteristica distingue nettamente Salvador dal quadro nazionale. Circa il 75% dei lavoratori dell'economia creativa della città è nero, contro una media nazionale del settore pari al 44%. Il dato non ha soltanto una rilevanza sociale: indica che, nella capitale bahiana, l'economia creativa rappresenta anche uno spazio particolarmente importante per l'imprenditorialità afro-brasiliana e per la generazione di reddito in una città nella quale la cultura nera costituisce uno dei principali patrimoni identitari ed economici.
Il passaggio successivo è trasformare questa forza creativa in imprese più strutturate e competitive. Una parte significativa dell'economia culturale continua infatti a operare fuori dai circuiti formali, con conseguenze dirette sulla possibilità di accedere al credito, ai bandi pubblici, agli investimenti e alle opportunità di business. È proprio su questo punto che il nuovo censimento può assumere un valore economico che va oltre la semplice fotografia statistica: conoscere dimensioni, caratteristiche e distribuzione del settore permette di costruire strumenti più precisi per accompagnarne la professionalizzazione.
Taíse Santos, direttrice dell'Economia Creativa della Secult, ha sottolineato che i dati possono essere utilizzati per sviluppare politiche capaci di raggiungere anche produttori culturali e imprenditori che oggi non dispongono di una struttura formale sufficiente per partecipare a bandi, ottenere credito o entrare in circuiti di investimento e business. L'obiettivo è dunque avvicinare il potenziale creativo della città agli strumenti tipici dello sviluppo economico: finanziamento, formazione, accesso ai mercati e sostenibilità delle imprese.
Anche il livello degli investimenti pubblici indica un cambiamento di scala. Nel 2024 il bilancio municipale destinato alla cultura e alle industrie creative ha raggiunto 167 milioni di reais, pari all'1,42% del budget complessivo della città. Si tratta di una cifra record per Salvador e di un segnale della crescente attenzione attribuita al comparto all'interno delle strategie di sviluppo urbano.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto quanto investire, ma come utilizzare i dati per indirizzare le risorse. Il mappaggio è stato concepito come uno strumento permanente: gli indicatori relativi al mercato del lavoro, alle imprese, agli investimenti pubblici e al commercio internazionale dei beni creativi saranno monitorati nel tempo. In questo modo Salvador punta a costruire una base informativa capace di orientare non soltanto le politiche pubbliche, ma anche le decisioni di imprenditori e investitori.
È una scelta particolarmente significativa in un settore nel quale il valore economico è spesso difficile da misurare. Musica, audiovisivo, moda, design, artigianato, gastronomia, spettacolo e produzione culturale generano attività che attraversano categorie economiche differenti e che, proprio per questo, possono sfuggire alle statistiche tradizionali. Dare loro una dimensione quantitativa significa rendere visibile un'economia che esiste già, ma che non sempre viene percepita come tale.
Il nuovo quadro statistico avrà inoltre un ruolo nel Distrito Criativo do Comércio, progetto che punta alla riqualificazione economica e urbana dello storico quartiere del Comércio attraverso cultura, innovazione ed economia creativa. L'iniziativa mette in relazione patrimonio urbano, attività economiche e produzione culturale, trasformando la creatività in uno degli strumenti di rigenerazione di una delle aree più simboliche della città.
È qui che il caso di Salvador acquista interesse anche al di fuori del Brasile. In molte città, l'economia creativa è ormai considerata una componente delle strategie di attrazione degli investimenti e di rigenerazione urbana. Nel caso della capitale bahiana, a questo si aggiunge un vantaggio competitivo difficilmente replicabile: un'identità culturale riconoscibile a livello internazionale e profondamente radicata nella vita economica e sociale locale.
La sfida sarà trasformare questa densità culturale in una filiera sempre più capace di produrre imprese sostenibili, proprietà intellettuale, innovazione, esportazioni e opportunità di investimento. Per farlo occorrerà ridurre l'informalità, facilitare l'accesso al capitale, rafforzare le competenze manageriali e creare connessioni tra piccoli operatori creativi e mercati più ampi.
I 115 mila posti di lavoro e le oltre 1.600 imprese registrate dal nuovo studio raccontano quindi qualcosa di più della vitalità culturale di Salvador. Mostrano una città nella quale creatività e cultura stanno assumendo una dimensione economica misurabile. E quando ciò che tradizionalmente viene considerato patrimonio immateriale comincia a essere misurato in occupazione, imprese, investimenti e capacità di attrarre capitali, cambia anche il modo in cui una città può immaginare il proprio sviluppo.
Per Salvador, una delle capitali culturali più riconoscibili del Brasile, la prossima frontiera potrebbe essere proprio questa: trasformare un patrimonio creativo costruito nel corso dei secoli in uno dei motori economici del futuro.
Fonti: Secretaria Municipal de Cultura e Turismo di Salvador (Secult), Mapeamento da Economia da Cultura e das Indústrias Criativas de Salvador, Agência Brasil/Radioagência Nacional
(Contributo editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-italo-brasiliana-commercio-industria-rio-de-janeiro