
Il governo ha pubblicato un pacchetto di 38 misure per stimolare la crescita economica. Il documento copre aree eterogenee: occupazione, gestione dei rifiuti, energia, partenariati pubblico-privati, incentivi alla ricerca e sviluppo, e modifiche alle regole di ammortamento fiscale. La maggior parte degli interventi è ancora formulata in termini generici, senza un calendario di attuazione preciso.
Tra gli obiettivi indicati figurano anche una maggiore disponibilità di forza lavoro, inclusi lavoratori qualificati provenienti dall’estero, il rafforzamento dello sviluppo regionale e un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche ed europee. Sul fronte energetico, il governo vuole studiare modalità per ridurre il costo dell'elettricità per le grandi aziende, attraverso una riduzione dei prelievi parafiscali, sussidi più alti o forniture dirette da impianti statali. Si tratta di una risposta alle pressioni dell'industria, che lamenta un gap di competitività rispetto ad altri Paesi europei. Tra le misure più concrete figura l'intenzione di accelerare i progetti in PPP (partenariato pubblico-privato) e di creare fondi statali per gli investimenti regionali. Il governo prevede anche di aumentare i contributi pubblici alla ricerca e allo sviluppo, un settore in cui la Slovacchia sconta un ritardo strutturale rispetto alla media UE.
Per le imprese, la misura più apprezzabile riguarda le sanzioni fiscali: le aziende non rischieranno ammende per una prima infrazione alle norme tributarie. Cambiano anche le regole sull'ammortamento delle attività, anche se i dettagli tecnici non sono ancora stati definiti.
Il concorso internazionale di architettura urbana per la riqualificazione del vecchio porto di Bratislava, il porto fluviale sul Danubio a ridosso del quartiere Mlynské Nivy di Bratislava, ha raccolto 123 proposte progettuali da 33 paesi. I risultati del concorso sono attesi per l'autunno di quest’anno, ma sull'iter pesa un'incognita politica di rilievo: il governo sta valutando di ignorare l'esito della competizione per avviare una joint venture con investitori degli Emirati Arabi Uniti. L'area del porto fluviale è considerata uno degli ultimi grandi spazi di sviluppo nel cuore di Bratislava, con accesso diretto al fiume e adiacente al terminal degli autobus di Mlynské Nivy.
La sua trasformazione in un nuovo quartiere misto, con residenze, uffici e spazi pubblici sul lungo Danubio, è discussa da anni. Il concorso internazionale avrebbe dovuto fornire una visione urbanistica condivisa, validata da un processo aperto e trasparente. L'ipotesi di una joint venture con capitali del Golfo introduce però una variabile diversa. Gli investitori emiratini sono stati protagonisti di grandi operazioni immobiliari in varie capitali europee negli ultimi anni, spesso con progetti di grande scala e con accesso a risorse finanziarie che i player locali difficilmente possono eguagliare. Il modello, quando funziona, accelera i tempi di sviluppo; quando crea attriti, genera tensioni sulla qualità architettonica e sull'integrazione con il tessuto urbano esistente. Che il governo voglia riservarsi la possibilità di scavalcare il concorso ha già suscitato polemiche tra urbanisti e associazioni civiche.
La domanda è se Bratislava voglia affidare la trasformazione di uno dei suoi spazi più strategici a un processo partecipato o a una trattativa condotta lontano dalla consultazione pubblica. La risposta arriverà probabilmente nei prossimi mesi, con o senza i risultati del concorso.
La crescita dei salari in Slovacchia continua anche nel 2026. Nel primo trimestre dell’anno la retribuzione media nominale mensile nell’economia slovacca ha raggiunto i 1.611 euro lordi, registrando un aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini assoluti, i lavoratori hanno guadagnato mediamente 93 euro in più al mese. Considerando l’inflazione, la crescita reale dei salari si è attestata al 2,3%, segnando il decimo trimestre consecutivo di incremento sia nominale che reale. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio di Statistica slovacco, dopo l’adeguamento all’inflazione le retribuzioni reali sono aumentate in 13 dei 19 settori monitorati.
L’incremento più significativo è stato registrato nel settore dell’istruzione, dove i salari reali sono cresciuti del 10,4%. Risultati positivi anche in agricoltura e silvicoltura (+5,4%), mentre nel commercio l’aumento reale si è limitato allo 0,8%. Non tutti i comparti, tuttavia, sono riusciti a compensare l’aumento dei prezzi. Nel settore minerario e dell’estrazione i salari reali sono diminuiti del 3,7%, mentre nel comparto informazione e comunicazione il calo ha raggiunto il 3,4%. Riduzioni reali delle retribuzioni sono state registrate anche nella pubblica amministrazione, nei servizi amministrativi, nel settore immobiliare e nell’energia. Nell’industria, che insieme al commercio impiega oltre un terzo della forza lavoro slovacca, la crescita salariale è rimasta sotto la media nazionale. Nel comparto industriale la retribuzione media lorda ha raggiunto i 1.721 euro, con un aumento reale del 2,2%. Nel commercio la media si è attestata a 1.518 euro, con una crescita reale limitata allo 0,8%.
Le retribuzioni più elevate continuano a essere quelle del settore finanziario e assicurativo, dove gli stipendi medi superano i 3.000 euro mensili. All’estremo opposto restano i servizi di alloggio e ristorazione, unico comparto con salari medi inferiori ai mille euro, pari a 963 euro lordi al mese. Dal punto di vista regionale, solo la regione di Bratislava mantiene una retribuzione superiore alla media nazionale, con 1.984 euro mensili. Negli altri territori gli stipendi medi variano dai 1.306 euro della regione di Prešov ai 1.499 euro della regione di Trenčín. Proprio Prešov ha registrato la crescita più marcata: i salari nominali sono aumentati del 10,8% e quelli reali del 6,8%, pur restando la regione con le retribuzioni più basse del Paese.
La Slovacchia compie un nuovo passo avanti nella preparazione del futuro impianto nucleare destinato a rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Il Ministero dell'Economia della Repubblica Slovacca ha organizzato a Bratislava, il 3 e 4 giugno, un workshop internazionale dedicato alla pianificazione e alla realizzazione di grandi progetti nucleari, coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni, dell'industria nucleare statunitense, esperti di finanziamento, regolamentazione, gestione dei progetti e catene di fornitura. I lavori si sono concentrati sugli elementi considerati fondamentali per il successo di un nuovo progetto nucleare: governance, finanziamento, gestione dei rischi, procedure autorizzative nell'Unione europea, coordinamento con gli stakeholder e preparazione delle filiere industriali. Il programma ha visto inoltre un confronto con le esperienze maturate in altri Paesi europei impegnati nello sviluppo di nuovi impianti, tra cui Polonia e Bulgaria.
La vicepremier e ministra dell'Economia slovacca Denisa Saková ha definito il nuovo impianto nucleare uno dei progetti strategici più importanti per i prossimi decenni, sottolineando che l'investimento rappresenta una garanzia per la sicurezza energetica nazionale, la stabilità dei prezzi dell'energia, la competitività dell'industria e la prosperità economica del Paese. Secondo Saková, il governo intende sviluppare il progetto in modo trasparente, collaborando con partner internazionali che possiedono una consolidata esperienza nella realizzazione di grandi infrastrutture nucleari. Particolare attenzione viene dedicata anche alla sostenibilità economica e finanziaria dell'iniziativa, affinché la sicurezza energetica sia compatibile con la tutela delle finanze pubbliche. L'obiettivo dichiarato del workshop è stata la creazione di un vero e proprio ecosistema progettuale nazionale, capace di coinvolgere sin dalle prime fasi istituzioni pubbliche, investitori, imprese, organismi regolatori e partner tecnologici.
La Slovacchia figura già oggi tra i Paesi europei con la più elevata quota di produzione elettrica da fonte nucleare. Il nuovo impianto viene considerato dal governo uno degli strumenti principali per garantire nel lungo periodo la sicurezza energetica e la competitività dell'economia nazionale in un contesto di crescente domanda di energia e di transizione verso fonti a basse emissioni di carbonio.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Slovacca [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-commercio-italo-slovacca