
L'Agenzia delle Entrate italiana ha valutato che l'esenzione decennale dall'imposta sugli utili, approvata dalla Serbia per alcuni grandi progetti di investimento, costituisca un regime fiscale privilegiato secondo le norme italiane sull'esenzione delle plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni. Tale trattamento potrebbe avere conseguenze per gli investitori italiani in Serbia che decidono di cedere la propria partecipazione in una società nazionale.
L'Agenzia delle Entrate ha emesso la Circolare n. 135/2026 e KPMG, una delle più grandi società di revisione e consulenza al mondo, ha pubblicato un'analisi di tale decisione. Secondo l'analisi, l'esenzione decennale serba per i progetti di investimento qualificati rientra nelle norme italiane sui regimi fiscali privilegiati, rilevanti per l'applicazione dell'esenzione sulle partecipazioni, ovvero il regime PEX.
Come funziona l'incentivo fiscale serbo
La Serbia ha reso possibile per i grandi investitori l'esenzione dall'imposta sul reddito per un periodo massimo di dieci anni, a determinate condizioni. L'incentivo previsto dall'articolo 50a della legge sull'imposta sugli utili delle società è legato a investimenti superiori a un miliardo di dinari in immobilizzazioni e all'assunzione di almeno 100 nuovi dipendenti a tempo indeterminato.
Si tratta di uno degli incentivi fiscali più noti utilizzati dalla Serbia per attrarre grandi progetti di investimento.
Cosa significa la decisione dell'Italia?
Il sistema italiano di esenzione per partecipazioni, o PEX, consente, a determinate condizioni, di esentare dalla tassazione il 95% delle plusvalenze realizzate dalla vendita di partecipazioni qualificate.
Tuttavia, una delle condizioni per l'applicazione di questo regime riguarda lo status fiscale della società in cui è detenuta la partecipazione.
L'Agenzia delle Entrate ha concluso che l'esenzione decennale serba rappresenta un regime fiscale privilegiato, per cui l'esenzione PEX non può essere applicata alle plusvalenze realizzate dalla vendita di azioni. Anche KPMG afferma che alcune disposizioni transitorie introdotte dalla legge di bilancio italiana del 2018 non si applicano a tali plusvalenze.
La Serbia si sta già preparando ad abolire l'esenzione decennale.
Questo caso si inserisce in un momento in cui la Serbia sta già preparando modifiche al sistema di incentivi fiscali.
La proposta di modifica della legge sull'imposta sul reddito delle società prevede l'abrogazione dell'articolo 50a, ovvero l'abolizione della possibilità di usufruire dell'esenzione fiscale decennale per i nuovi investimenti, con l'entrata in vigore delle modifiche a partire dal 1° gennaio 2027.
La proposta contiene al contempo norme transitorie per i contribuenti che acquisiscono il diritto agli incentivi alle condizioni previste dalla legge, consentendo la continuazione dell'utilizzo dei diritti già acquisiti in conformità a tali norme.
Queste modifiche si inseriscono nel più ampio contesto dell'armonizzazione del sistema serbo con le norme internazionali in materia di tassazione minima e trattamento degli incentivi fiscali.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.it/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-commercio-italo-serba
[3] https://www.assocamerestero.it/ricerca-per-argomenti/%3Ftid%3D1266