Mercoledì 11 Febbraio 2026
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Nel 2025 l’Argentina ha concluso l’anno con un saldo commerciale ampiamente positivo, registrando un surplus di circa 11,3 miliardi di dollari, elemento che contribuisce in modo significativo alla stabilità macroeconomica del Paese e al rafforzamento della fiducia degli operatori internazionali. Le esportazioni complessive hanno raggiunto circa 87 miliardi di dollari, collocandosi tra i livelli più elevati della storia recente e confermando una crescente capacità di integrazione nei mercati globali. Rispetto al 2024, le vendite all’estero hanno evidenziato una crescita di circa il 9%, segnale di un miglioramento strutturale della competitività produttiva.
Questo risultato si inserisce in un ciclo virtuoso di surplus commerciale che dura da oltre 25 mesi consecutivi, rafforzando l’affidabilità economica dell’Argentina come partner commerciale. Il contributo determinante del settore energetico, affiancato dal ruolo strategico dell’agroindustria e delle materie prime, ha favorito una maggiore disponibilità di valuta estera e una più solida capacità finanziaria. In tale contesto, si creano condizioni particolarmente favorevoli per le imprese italiane interessate a sviluppare esportazioni, investimenti e partnership industriali nel mercato argentino.
Nel complesso, il rafforzamento del commercio estero argentino contribuisce a rendere il Paese un interlocutore sempre più stabile e attrattivo per l’Italia, facilitando l’espansione delle relazioni bilaterali, la crescita degli scambi e l’inserimento delle aziende italiane in un contesto economico in progressivo consolidamento, nonostante le incertezze dello scenario internazionale.
Il Governo argentino ha aggiornato la normativa che regola l’ingresso nel paese degli imballaggi in legno utilizzati nel commercio internazionale, per facilitare l’importazione di merci senza ridurre la protezione fitosanitaria. La modifica, formalizzata con la Resolución 980/2025, allinea i requisiti alle norme internazionali, riduce gli oneri burocratici e ottimizza l’uso delle risorse statali concentrando le ispezioni sui casi a rischio maggiore.
Il nuovo approccio consente di ridurre di circa il 30% le verifiche fisiche, con un alleggerimento stimato di oltre 4.000 ispezioni mensili, introducendo criteri trasparenti basati sul paese d’origine, lo storico fitosanitario e altre variabili tecniche. In molti casi sarà possibile effettuare le ispezioni direttamente nei depositi degli importatori, evitando ritardi alle frontiere e riducendo i costi logistici e operativi per le imprese.
La normativa stabilisce inoltre modalità digitali di dichiarazione e tracciabilità, semplificando le procedure e migliorando la prevedibilità per operatori e destinatari finali delle merci. Tale aggiornamento è stato accolto come un passo verso una maggiore efficienza del sistema doganale argentino, con un equilibrio tra facilitazione degli scambi e rafforzamento delle difese fitosanitarie nazionali.
(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)