La Spagna punta a superare tutte le previsioni di crescita nel 2026 e a guidare le grandi economie per il terzo anno consecutivo

Martedì 10 Febbraio 2026

La Spagna punta a superare tutte le previsioni di crescita nel 2026 e a guidare le grandi economie per il terzo anno consecutivo

L’economia spagnola ha affrontato l’incertezza legata al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca molto meglio di quanto previsto dagli analisti: cresce fino al 3% nel 2025 e le proiezioni per il 2026 sono ottimistiche. Nel 2024, il Prodotto Interno Lordo (PIL) è cresciuto del 3,5%, risultando l’economia avanzata più dinamica di quell’anno. Nel 2025, tutte le previsioni indicano una chiusura con un incremento del 2,9%, ben al di sopra delle altre grandi economie. Anche le prospettive per il 2026 restano positive, nonostante il contesto di incertezza globale.  
Ancora una volta, la Spagna ha superato ostacoli rilevanti e ha battuto le aspettative formulate alla fine dell’anno precedente, quando i conflitti in Ucraina e Palestina, insieme al ritorno di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, sembravano potenziali freni alla crescita. La chiusura del 2025 con un +2,9% del PIL rappresenta un risultato superiore persino alle stime più ottimistiche di dodici mesi fa: allora, la Banca di Spagna prevedeva un +2,5%.

Tra i fattori chiave di questa performance figurano la solidità del mercato del lavoro, la moderazione dell’inflazione e il recupero del potere d’acquisto, la ripresa degli investimenti e l’utilizzo dei fondi europei. Tutto ciò avviene nonostante un quadro politico frammentato e le difficoltà del Governo nell’approvare riforme e nuovi bilanci.

Il FMI sottolinea la crescita eccezionale della Spagna

Secondo Alfred Kammer, direttore del Dipartimento Europa del FMI, la crescita spagnola è stata “eccezionale”, sostenuta non solo dal turismo ma anche da tecnologia, comunicazioni e nuovi settori produttivi. Il FMI prevede per il 2026 una crescita del 2%, dopo il 2,9% del 2025, collocando la Spagna ai vertici tra le economie avanzate.

La Commissione Europea evidenzia la forza del mercato del lavoro

La Commissione Europea stima una crescita del 2,3% nel 2026, superiore a quella degli Stati Uniti (1,9%) e quasi doppia rispetto alla media dell’eurozona. Il principale motore sarà la domanda interna, grazie a consumi privati, investimenti e creazione di occupazione, sostenuti anche da flussi migratori stabili.

Per il 2026, tutte le principali istituzioni stimano una crescita superiore al 2%, circa il doppio rispetto a Germania, Francia e Italia. Fondo Monetario Internazionale (FMI), OCSE, Commissione Europea, Banca di Spagna e BBVA concordano sul vigore dell’economia spagnola, pur segnalando alcuni rischi all’orizzonte.

OCSE: i fondi europei stimoleranno gli investimenti

L’OCSE definisce “notevolmente buono” l’andamento dell’economia spagnola nel periodo post-pandemia, sottolineando una crescita equilibrata, resiliente e meno dipendente dal capitale estero. Per il 2026 prevede un +2,2%, trainato da consumi, salari reali in crescita, tassi di interesse in calo e pieno dispiegamento dei fondi europei del Piano di Ripresa.

BBVA Research: lo scenario più ottimista

BBVA Research prevede per il 2026 una crescita del 2,4%, la più elevata tra quelle degli analisti, pur segnalando alcuni fattori di rischio interni legati alla frammentazione politica e all’assenza di nuovi bilanci statali. Nonostante ciò, l’inflazione in calo, l’occupazione record e il miglioramento dei conti pubblici rafforzano la credibilità del Paese, tanto che le agenzie di rating potrebbero ulteriormente migliorare il giudizio sul debito sovrano entro il 2026.

La Spagna si conferma come una delle economie più dinamiche e resilienti d’Europa, capace di crescere stabilmente sopra il 2% anche in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e incertezza politica internazionale. Dal 2024 al 2026, il Paese registra performance nettamente superiori a quelle delle altre grandi economie dell’eurozona.

Ciò che rende particolarmente interessante il caso spagnolo è la qualità della crescita: non più legata esclusivamente al turismo, ma sostenuta da domanda interna solida, investimenti, innovazione tecnologica, digitalizzazione e utilizzo strategico dei fondi europei. Il mercato del lavoro forte, l’aumento dei salari reali e la crescita del potere d’acquisto alimentano i consumi, creando un contesto favorevole per le imprese. Questa analisi conferma che la Spagna non è solo un mercato vicino, ma un vero e proprio motore di crescita in Europa. Per le imprese italiane, monitorare e comprendere l’evoluzione dell’economia spagnola significa individuare opportunità concrete di export, investimento e collaborazione industriale, in un Paese che offre dinamismo, stabilità e prospettive di medio periodo particolarmente favorevoli. In un contesto europeo a due velocità, la Spagna si afferma come uno dei partner più interessanti su cui puntare strategicamente.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)

Ultima modifica: Martedì 10 Febbraio 2026