Lunedì 30 Marzo 2026
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Il 2025 si è chiuso con un traguardo storico per la transizione energetica in Europa: per la prima volta, le energie rinnovabili hanno superato i combustibili fossili nella produzione di elettricità. Solare ed eolico hanno generato il 30% dell’energia elettrica complessiva, superando il 29% proveniente dalle fonti fossili. Il fotovoltaico, in particolare, ha vissuto un anno eccezionale, con una crescita del 20% rispetto al 2024 grazie a un’annata particolarmente soleggiata.
In Germania il 2025 ha segnato un record assoluto: la produzione fotovoltaica ha superato per la prima volta quella da metano, rafforzando ulteriormente il ruolo delle rinnovabili. Il sorpasso delle rinnovabili sui combustibili fossili a livello nazionale era già avvenuto nel 2024.
In Italia il punto di svolta non è ancora stato raggiunto, complice il persistente ricorso al metano, ma il trend delle rinnovabili continua a essere positivo. Il solare ha registrato un nuovo massimo storico di 44 TWh, con un picco di 5,7 TWh nel solo mese di giugno (+35,6% rispetto a giugno 2024).
La Germania è tra i Paesi europei con il salario minimo più elevato. All’inizio del 2026 la retribuzione minima oraria ha raggiunto i 13,90 euro lordi, con un aumento di oltre il 60% rispetto all’introduzione della misura nel 2015. Il governo federale ha inoltre annunciato ulteriori rialzi per il 2027.
Ma quanti sono i lavoratori che dipendono dal salario minimo? E in quali settori si concentrano?
Chi percepisce il salario minimo?
Secondo le stime più recenti, circa 6,9 milioni di lavoratori, pari al 17% dei rapporti di lavoro, sono pagati al livello minimo salariale. La maggior parte è impiegata in attività del terziario a bassa remunerazione, in particolare:
Il fenomeno riguarda soprattutto le donne e i residenti della Germania orientale, aree tradizionalmente caratterizzate da retribuzioni più basse.
Il ruolo dei Minijobs
Parlando di lavoro a basso reddito, in Germania è impossibile ignorare i Minijobs. Si tratta di una forma contrattuale molto diffusa, caratterizzata da un reddito mensile limitato, dal 2026 massimo 603 euro al mese, e da una tassazione ridotta.
I minijobs sono pensati per attività flessibili e di breve durata, spesso svolte da:
Secondo i dati della Minijob-Zentrale, i minijobber attivi erano così suddivisi:
Interessante anche il dato anagrafico: il 63,4% dei minijobber ha meno di 25 anni.
I contratti collettivi (Tarifverträge) vengono negoziati tra sindacati e datori di lavoro. Regolano aspetti cruciali: livelli salariali, orari di lavoro, ferie e altri diritti.
A differenza dell’Italia, dove i CCNL coprono praticamente tutte le aziende del settore, in Germania l’applicazione dei contratti collettivi non è obbligatoria. Ne consegue una forte differenza nei tassi di copertura:
Il dato tedesco mostra inoltre una progressiva erosione della copertura contrattuale: nel 1998 era del 68% per i contratti settoriali e dell’8% per quelli aziendali (dati: Statistisches Bundesamt).
La copertura contrattuale varia però enormemente da settore a settore:
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM))