Lunedì 30 Marzo 2026
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La Thailandia mira a portare la quota di energia pulita nel proprio mix energetico oltre il 50% entro il 2026, nonostante i rallentamenti registrati nel 2025 dovuti al rinvio di alcune politiche di incentivazione per le rinnovabili.
Secondo analisti del settore energetico, il Paese sta preparando una nuova fase di espansione delle energie rinnovabili nell’ambito del Piano di sviluppo energetico 2026-2050, che prevede un significativo aumento della produzione da fonti sostenibili e un rafforzamento delle politiche climatiche nazionali.
Nel 2025 la diffusione delle rinnovabili in Thailandia ha subito un rallentamento a causa del rinvio dei programmi di feed-in tariff, ovvero i meccanismi di incentivo che garantiscono prezzi favorevoli per l’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’incertezza sulle tariffe e sulla pianificazione dei nuovi progetti ha frenato temporaneamente l’interesse degli investitori. Il governo punta però a recuperare nel 2026 con nuove misure che dovrebbero rendere più chiaro il quadro normativo e favorire il passaggio da progetti pilota a mercati energetici su scala più ampia. Il nuovo piano energetico prevede una forte espansione delle fonti rinnovabili, tra cui impianti solari galleggianti, oltre allo sviluppo di infrastrutture per sostenere la transizione energetica del Paese.
Parallelamente, la Thailandia sta esplorando anche tecnologie avanzate per ridurre le emissioni, come:
Queste tecnologie sono ancora in fase di studio e regolamentazione e non saranno operative nel breve periodo, ma rappresentano un elemento importante della strategia energetica a lungo termine.
La transizione energetica della Thailandia si inserisce anche in un più ampio rafforzamento delle politiche climatiche. Il governo ha infatti approvato in linea di principio un Climate Change Act, che introdurrà nuovi strumenti di governance climatica, tra cui:
La legge prevede inoltre la possibilità di sviluppare strumenti economici come sistemi di scambio delle emissioni, tasse sul carbonio e meccanismi di adeguamento alle frontiere per le emissioni. Nonostante i progressi, la Thailandia deve affrontare alcune sfide strutturali. Il Paese dipende ancora in larga parte dai combustibili fossili e dal gas naturale per la produzione di elettricità, il che rende la transizione energetica complessa e richiede investimenti significativi nelle rinnovabili e nelle infrastrutture energetiche. Con il nuovo piano energetico e un quadro normativo più definito, Bangkok punta quindi a rilanciare lo sviluppo delle energie pulite e accelerare il percorso verso la neutralità climatica nei prossimi decenni.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)