L’asse adriatico-baltico e il futuro della connettività europea

Mercoledì 27 Maggio 2026

L’asse adriatico-baltico e il futuro della connettività europea

Parte di un più vasto progetto europeo per la connettività marina, il corridoio baltico-adriatico mira alla costruzione di una rete ferroviaria, in grado di collegare i due mari, con una rete attiva in regioni di  Italia, Polonia, Repubblica cecaSlovenia, Slovacchia e Austria. L’iniziativa è volta alla creazione di un sistema di collegamenti intermodali che siano in grado di superare gli svantaggi dei territori con deficit infrastrutturali e al contempo potenziare il trasporto ferroviario delle merci. In un’ottica macroeconomica italiana, il potenziamento delle infrastrutture in polonia, si traduce in opportunità significative per le industrie italiane del settore ingegneristico, rinomate nella regione baltica per la loro competitività.

L’Italia: un attore di rilievo

L’Italia si conferma protagonista attivo dell’iniziativa.  Il suo coinvolgimento evidenzia l’importanza strategia degli snodi principali del corridoio, in particolare i  porti dell’adriatico di Venezia e Trieste, che ricoprono un ruolo principale nei collegamenti europei.

Asse portante del corridoio – Rail Baltica, il più vasto progetto strategico europeo che consolida la presenza italiana grazie alla partecipazione del gruppo FS e di Italferr. Rail baltica, è volta a creare una rete di collegamenti infrastrutturali  per L’Unione Europea. Con un’estensione di 900km, e un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro, Rail baltica si snoda attraverso 5 paesi: Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia, collegando i Baltici direttamente con il sistema di ferrovie europeo. Tra gli obiettivi chiave del progetto :  incremento  della sostenibilità, riduzione significativa dei tempi di percorrenza e armonizzazione  degli standard ferroviari europei.  La transizione dei vecchi sistemi locali ai parametri comunitari consentirà ai treni di viaggiare senza interruzioni oltre i confini, evitando pause e cambiamenti di equipaggiamento.

Italferr: un traguardo internazionale per il gruppo FS

Punto cardine della “rail baltica” Italferr,  è il più grande progetto di elettrificazione ferroviaria realizzata in Europa. L’accordo per l’elettrificazione di rail baltica e stato formalizzato a Vilnius nel settembre 2025 tra il consorzio COBELEC (gruppo Cobra & Elecnor) e il gruppo italiano Italferr. Il contratto rappresenta un grande successo per L’Italia, in quanto ha sancito la centralità dell’ ingegneria italiana nella realizzazione dell’opera. La linea ha origine nella capitale polacca  e si estende fino a Tallinn, raggiungendo Helsinki mediante un corridoio sottomarino.

Il contratto rappresenta uno snodo fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale nei baltici e il suo più ampio coinvolgimento nel sistema ferroviario europeo. Inoltre, l’iniziativa genererà grandi benefici in termini economici e commerciali. Oltre a stimolare significativamente lo sviluppo urbano, il progetto avrà un grande impatto in termini di sostenibilità e interoperabilità, senza contare l’ impatto sull’occupazione.  Secondo le stime, l’opera genererà  più di 10.000 nuovi impieghi.

Protagonista dell’iniziativa, la società ingegneristica del gruppo Fs è l’organo deputato alla supervisione e coordinamento dei sistemi di segnalazione e dei sistemi energetici secondari.  Inoltre, il gruppo avrà il compito di monitorare la realizzazione di una nuova linea ad alta velocità in Lettonia.  Il progetto di elettrificazione dà il via ad una fase operativa senza precedenti, che trasformerà la mobilitò nella regione baltica, creando un efficiente asse ferroviario al centro dell’Europa.

3SI : L’iniziativa dei 3 mari

Guardando la questione da una prospettiva più ampia di integrazione nord-sud europea,  tutto ciò si inserisce su un livello superiore nella “three seas initiaive” (3SI)  una strategia di carattere politico ed economico, volta ad una migliore integrazione dell’Europa orientale con l’UE occidentale.

In merito a ciò, il recente vertice dell’iniziativa,  avvenuto a Dubrovnik  gli scorsi 28 e 29 aprile, ha consolidato il ruolo dell’Italia come hub economico nel Mediterraneo e formalizzato la sua adesione come partner strategico. Per comprendere l’ampiezza del progetto, basti sapere che l’iniziativa coinvolge 13 paesi e lavora per la promozione di progetti volti alla connessione infrastrutturale, energetica ed economica. 

Tra gli obiettivi strategici dell’iniziativa:

  • Promozione  dello scambio di beni e servizi tra Europa centrale e orientale
  • Istituzione di un  mercato unico energetico in Europa
  • Incremento della competitività economica europea
  • Raggiungimento degli obiettivi climatici

Inoltre, alla luce dei recenti avvenimenti geopolitici e l’invasione russa dell’Ucraina, l’iniziativa assume un ruolo ancora rilevante anche in termini di difesa e sicurezza. Il nuovo sistema ferroviario, infatti, consentirà un rapido spostamento delle truppe e agevolerà la mobilità lungo i corridoi marittimi del Nord-baltico e baltico- Nero -Egeo.

Vantaggi economici per le industrie italiane

Oltre a rafforzare la posizione strategica dell’Italia nella geografia economica dell’Europa, il coinvolgimento dell’Italia nella 3SI si tramuta in grandi benefici economici  e opportunità di export per le industrie italiane.

Punti di forza delle industrie italiane:

  • Ingegneria: il settore meccanico italiano è riconosciuto per la precisione e la customizzazione, eccellendo nella produzione di macchinari industriali.
  • Design industriale: il design italiano combina estetica e funzionalità e si evolve verso la sostenibilità, integrando concetti di riciclo, riutilizzo e allungamento del ciclo di vita del prodotto.
  • Automazione: l'Italia è leader nella robotica e nell'automazione di processo. Le aziende italiane integrano tecnologie informatiche per massimizzare le prestazioni degli impianti, migliorando l'efficienza energetica e riducendo l'impatto ambientale.
  • Sistemi energetici: l'Italia eccelle nella gestione sostenibile delle risorse, con eventi leader come  Hydrogen Expo e Ecomondo, che promuovono l'economia circolare e la bioeconomia.
  • Tecnologie marittime: l'industria nautica e cantieristica italiana è tra le migliori al mondo, specializzata in navi da crociera, yacht di lusso e navi militari, grazie a una forte integrazione tra ingegneria navale e design

Il Baltico come nuova area strategica europea

La crescente rilevanza della regione Baltica come area strategica europea ė il risultato di una combinazione di fattori geopolitici ed economici che stanno ridefinendo gli equilibri del continente. In particolare, si possono individuare tre fattori principali:

  • Rafforzamento della sicurezza regionale: la guerra tra Russia e Ucraina ha accentuato le preoccupazioni legate alla sicurezza, portando la NATO a rafforzare la propria presenza in Oriente. L’adesione di Finlandia (2023) e Svezia (2024) all’Alleanza ha ulteriormente ampliato la dimensione strategica del Mar Baltico, trasformandolo in un’area chiave per la sicurezza europea.
  • Diversificazione energetica :  la necessità di ridurre la dipendenza dal gas russo ha accelerato i processi di transizione e sicurezza energetica. In questo contesto, infrastrutture come terminali di gas naturale liquefatto (LNG), il Baltic Pipe – gasdotto operativo dal 2022 con una capacità di trasporto fino a circa 10 miliardi di metri cubi di gas annui tra Norvegia, Danimarca e Polonia – e lo sviluppo dell’eolico offshore nel Mar Baltico stanno assumendo un ruolo decisivo nel rafforzamento della sicurezza energetica europea. In particolare, si segnala il progetto Bornholm Energy Island, iniziativa strategica promossa da Danimarca e Germania che prevede la creazione entro il 2030 di un hub energetico offshore, destinato a raccogliere e distribuire energia prodotta da parchi eolici nel Mar Baltico.
  • Nuovi investimenti infrastrutturali: Queste trasformazioni stanno stimolando un’intensa attività di investimento lungo il corridoio baltico, impattando significativamente sul settore delle costruzioni, dell’ingegneria e delle tecnologie energetiche. In particolare, nei Paesi dell’Europa centro-orientale che beneficiano dei programmi infrastrutturali TEN-T e delle strategie di connettività regionale.

La Polonia come hub strategico del Corridoio Baltico-Adriatico

All’interno di questo scenario, la Polonia si afferma come snodo strategico del Corridoio Baltico-Adriatico. La sua posizione geografica la rende un punto di connessione naturale tra Europa occidentale, Europa centrale e Paesi baltici, oltre che un ponte verso l’Ucraina.

Oltre alle iniziative promosse nell’ambito della Three Seas Initiative, il Paese è al centro di un ampio programma di sviluppo infrastrutturale. In particolare, l’espansione del porto di Danzica rappresenta uno degli interventi più rilevanti: lo scalo ha registrato una crescita significativa dei volumi di traffico, superando gli 80 milioni di tonnellate annue di merci movimentate, consolidando il proprio ruolo come porta d’accesso per i flussi commerciali verso l’Europa centrale e orientale.

Inoltre, gli investimenti in ampliamento delle infrastrutture portuali stanno rafforzando in modo significativo la competitività dello scalo. In particolare, la realizzazione del terminal container di ultima generazione T3 – parte del Baltic Hub – e il potenziamento dei collegamenti intermodali attraverso il programma europeo Connecting Europe Facility 2, con finanziamenti pari a circa 100 milioni di euro, stanno migliorando l’integrazione del porto con le reti di trasporto europee. Questi interventi consentono a Danzica di attrarre traffici globali, accogliere navi di grandi dimensioni e rafforzare la propria posizione nelle principali rotte marittime internazionali.

Parallelamente, la Polonia sta investendo nello sviluppo del progetto Port Polska (ex Centralny Port Komunikacyjny), un ambizioso hub multimodale situato tra Varsavia e Łódź, destinato a integrare trasporto aereo, ferroviario e rete stradale. Il progetto prevede l’apertura dell’aeroporto entro il 2032, con una capacità iniziale stimata tra 34 e 44 milioni di passeggeri annui, e la realizzazione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Inserito nella rete TEN-T e sostenuto anche da finanziamenti europei, Port Polska contribuirà a rafforzare l’integrazione della Polonia nei flussi logistici continentali, consolidando ulteriormente il suo ruolo di piattaforma strategica per la mobilità e gli scambi tra Nord e Sud Europa.

CONCLUSIONE

In conclusione, lo sviluppo del Corridoio Baltico-Adriatico e delle infrastrutture ad esso collegate non rappresenta soltanto un avanzamento nella connettività europea, ma si configura come un vero e proprio fattore di trasformazione economica e strategica per l’intero continente. In questo scenario, la crescente centralità della regione baltica e il ruolo della Polonia come hub logistico ed energetico rafforzano l’integrazione tra Nord e Sud Europa, contribuendo a rendere le catene del valore più resilienti ed efficienti.

Per l’Italia, tale evoluzione si traduce in un insieme concreto di opportunità: dalla partecipazione a grandi progetti infrastrutturali, al rafforzamento della presenza industriale nei mercati dell’Europa centro-orientale, fino allo sviluppo di nuove partnership nei settori dell’ingegneria, dell’energia e delle tecnologie per la mobilità. In questo contesto, il sistema produttivo italiano è chiamato a cogliere le potenzialità offerte da un’Europa sempre più interconnessa, consolidando il proprio ruolo all’interno delle dinamiche di crescita e innovazione del continente.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)  

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Ultima modifica: Mercoledì 27 Maggio 2026