Eolico offshore in Polonia: il Baltico come nuova frontiera industriale per la transizione energetica

Mercoledì 8 Luglio 2026

Eolico offshore in Polonia: il Baltico come nuova frontiera industriale per la transizione energetica

La Polonia sta entrando in una fase decisiva della propria transizione energetica, con l’eolico offshore destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nel nuovo mix produttivo del Paese. Dopo anni di pianificazione, il mercato polacco del vento sul Baltico sta passando dalla dimensione progettuale a quella industriale, con cantieri, contratti operativi, sviluppo della supply chain locale e nuovi investimenti destinati a ridisegnare il profilo energetico ed economico della costa settentrionale polacca.

Il progetto simbolo di questa trasformazione è Baltic Power, sviluppato da ORLEN e Northland Power, il primo parco eolico offshore in costruzione nelle acque polacche del Mar Baltico. L’impianto avrà una capacità fino a 1,2 GW e, una volta operativo, potrà contribuire in modo significativo alla produzione di energia pulita nel Paese. Nel 2026 il progetto è entrato in una nuova fase, con l’avanzamento delle attività di installazione e la firma dei primi contratti chiave per la futura gestione operativa e manutentiva dell’impianto, che avrà come riferimento una base di servizio a Łeba per un periodo stimato di circa trent’anni.

L’eolico offshore non rappresenta per la Polonia soltanto una leva ambientale, ma anche un progetto industriale di lungo periodo. Il Governo polacco prevede una capacità installata offshore di 5,9 GW entro il 2030 e 18 GW entro il 2040, facendo del Baltico uno dei pilastri della sicurezza energetica nazionale. In parallelo, il Paese sta lavorando alla costruzione di una filiera locale, come dimostra lo sviluppo di Baltic Towers a Danzica, stabilimento dedicato alla produzione di torri per turbine offshore, con una capacità prevista fino a 150 torri l’anno e la creazione di centinaia di posti di lavoro qualificati.

Il tema è particolarmente rilevante anche in chiave europea. La crisi energetica degli ultimi anni, la necessità di ridurre la dipendenza dal carbone e dalle fonti fossili importate, insieme agli obiettivi climatici dell’Unione Europea, stanno spingendo la Polonia a rafforzare le fonti rinnovabili e a diversificare la propria base produttiva. In questo quadro, l’offshore wind consente al Paese di combinare sicurezza energetica, sviluppo industriale, innovazione tecnologica e valorizzazione delle aree portuali e costiere.

Per le imprese italiane, il mercato polacco dell’eolico offshore può aprire spazi interessanti lungo diverse componenti della catena del valore. Le opportunità non riguardano soltanto i grandi operatori energetici, ma anche aziende specializzate in componentistica, carpenteria metallica, cavi e sistemi elettrici, automazione, sensoristica, manutenzione industriale, logistica portuale, ingegneria, sistemi di sicurezza, servizi ambientali e soluzioni per il monitoraggio delle infrastrutture. La filiera italiana dispone infatti di competenze rilevanti in ambiti complementari allo sviluppo offshore: meccanica avanzata, elettrotecnica, cantieristica, impiantistica, materiali, progettazione e servizi tecnici.

Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalla dimensione ancora in costruzione del mercato polacco. A differenza di altri Paesi europei dove l’eolico offshore è già maturo, la Polonia si trova in una fase in cui la supply chain si sta strutturando e molte relazioni industriali devono ancora consolidarsi. Questo può creare margini di ingresso per fornitori qualificati, partner tecnologici e imprese in grado di offrire soluzioni specialistiche, soprattutto se capaci di collaborare con operatori locali o di inserirsi in reti europee già attive nel settore.

Il Baltico polacco può quindi diventare nei prossimi anni non solo una nuova area di produzione energetica, ma anche un laboratorio industriale per la transizione verde dell’Europa centro-orientale. Per l’Italia, il tema merita attenzione perché intercetta alcune delle competenze più forti del sistema produttivo nazionale e può favorire nuove forme di collaborazione tra imprese, porti, operatori energetici e fornitori tecnologici. La sfida sarà quella di cogliere tempestivamente le opportunità generate da un mercato in espansione, nel quale qualità, affidabilità tecnica e capacità di adattamento saranno fattori decisivi.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)  

Ultima modifica: Mercoledì 8 Luglio 2026