Domenica 26 Luglio 2026
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Nel 2025 l’e-commerce francese ha raggiunto un nuovo record, confermando la sua crescita nonostante un contesto politico ed economico incerto, secondo i dati della Fédération de l'e-commerce et de la vente à distance (Fevad).
Il fatturato ha raggiunto 196,4 miliardi di euro, con un aumento del 7% rispetto al 2024. Dal 2019 il giro d’affari continua a crescere e rappresenta ormai il 12% del commercio al dettaglio, segno che gli acquisti online sono diventati una modalità di consumo stabilmente radicata nella vita quotidiana dei francesi.
Il comparto dei servizi rimane il principale motore della crescita, con un fatturato di 120,4 miliardi di euro e un incremento del 9% nel 2025. Le vendite online di prodotti sono invece aumentate del 4%, proseguendo la ripresa iniziata nel 2024 dopo il calo registrato nel 2022.
La crescita del fatturato è dovuta soprattutto all’aumento del numero di acquisti online, che ha raggiunto 3,2 miliardi di transazioni, l’11% in più rispetto al 2024. Allo stesso tempo, il valore medio del carrello è sceso da 68 a 62 euro, principalmente a causa della pressione sui prezzi.
Anche l’occupazione continua ad aumentare: nel settore dell’e-commerce lavorano 234.000 persone, il 9% in più rispetto all’anno precedente. È cresciuto anche il numero dei siti di vendita attivi, arrivati a 158.200, con un incremento del 7%.
L’intelligenza artificiale generativa è ormai ampiamente adottata: il 94% degli e-commerce utilizza almeno una soluzione basata su questa tecnologia, ritenuta particolarmente promettente per il marketing e la gestione delle relazioni con i clienti. Secondo Marc Lolivier, delegato generale della Fevad, l’IA sta già trasformando profondamente il settore, ridefinendo i percorsi di acquisto, le professioni e i modelli economici, motivo per cui è stata al centro della conferenza annuale della federazione svoltasi a Parigi.
L’ondata di calore sta creando nuovi bisogni e quindi un nuovo mercato: con estati che superano sempre più spesso i 35 °C, le vendite di climatizzatori sono destinate ad aumentare rapidamente. Dopo la precedente ondata di caldo del 2003, il mercato francese è già cresciuto in modo significativo: dalle poco più di 130.000 unità vendute ogni anno si è passati a oltre 500.000 nel 2007, continuando poi a espandersi. Oggi circa un quarto delle famiglie francesi, soprattutto nelle case unifamiliari, dispone di un sistema di climatizzazione, trainato in particolare dalle pompe di calore reversibili, capaci di riscaldare in inverno e raffrescare in estate.
Questo sviluppo, però, porta pochi benefici all’industria francese. Se da un lato gli installatori operano in Francia e sostengono il settore dei servizi, la componente manifatturiera è in gran parte prodotta all’estero. Asia e Stati Uniti hanno sviluppato da tempo un’industria della climatizzazione, disponendo già di capacità produttive che permettono di soddisfare rapidamente l’aumento della domanda francese. Inoltre, la crescita della richiesta è stata poco anticipata e, anche quest’anno, saranno soprattutto gli impianti produttivi esteri a rifornire i distributori francesi.
I piccoli ventilatori e climatizzatori portatili saranno quasi tutti made in China. I climatizzatori più grandi e le pompe di calore, essendo apparecchi ingombranti con costi di trasporto elevati, potrebbero invece essere prodotti più facilmente in Europa o nei Paesi limitrofi. Tuttavia, questo mercato si è dimostrato molto ciclico e fortemente dipendente dagli incentivi pubblici, spesso modificati, creando incertezza per gli investimenti. In un Paese con costi di produzione poco competitivi, è difficile puntare sull’aumento della domanda. Aziende come Atlantic, recentemente acquisita da investitori stranieri, faticano oggi ad ammortizzare gli investimenti produttivi perché la domanda dipende in larga misura dal mercato delle costruzioni, attualmente quasi fermo.
Il forte aumento delle temperature si accompagna così a un raffreddamento dell’economia: un paradosso in cui la crescita della domanda di climatizzazione non si traduce in un reale vantaggio per l’industria francese.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)