Sabato 24 Ottobre 2026
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Il bilancio per il prossimo anno sarà pronto entro la fine dell'anno con un deficit previsto al 2,75%. Il dato è emerso durante l'incontro tra il Ministro delle Finanze in mandato tecnico, Siniša Mali, e la delegazione della Missione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) guidata da Annette Kyobe, in Serbia per la quarta revisione dell'attuale accordo non finanziario - lo Strumento di Coordinamento delle Politiche (PCI).
L'accordo PCI, della durata di 36 mesi, copre il periodo da dicembre 2024 a dicembre 2027. La terza revisione si è conclusa nella riunione del Consiglio Esecutivo del FMI il 15 giugno 2026, mentre la quarta sarà completata nell'assemblea dell'11 dicembre 2026.
I colloqui tra Mali e Kyobe si sono concentrati sui principali parametri macroeconomici e sulle sfide economiche della Serbia, condizionate dalle tensioni internazionali. L'aspettativa è raggiungere il deficit obiettivo mantenendo stabile e sotto controllo il debito pubblico.
L'inflazione a luglio si è attestata all'1,9%, un risultato positivo a fronte delle pressioni esterne e dei conflitti globali.
Le previsioni economiche indicano particolare ottimismo per il 2028, prospettando una progressiva stabilizzazione delle tensioni in Ucraina e Medio Oriente e un alleggerimento delle pressioni sul settore energetico mondiale.
Nel 2026, la Repubblica di Serbia evidenzia un andamento positivo del commercio estero. Nei primi sette mesi dell’anno, il volume complessivo degli scambi commerciali con l’estero ha registrato un incremento, delineando prospettive favorevoli per i mesi successivi. Il settore automobilistico, guidato dal gruppo Stellantis, è il vero motore delle esportazioni serbe. I risultati più significativi riguardano i principali partner europei: il deficit commerciale complessivo nei confronti dell'Unione Europea si è dimezzato e la bilancia commerciale registra un surplus non solo con l'Italia, pari a 105 milioni di euro, ma anche con Germania, Gran Bretagna e Grecia.
Lo stabilimento Stellantis di Kragujevac rappresenta uno dei principali poli produttivi del settore automobilistico in Serbia e svolge un ruolo rilevante nelle esportazioni del Paese. Circa il 90% della sua produzione è destinato all’ Unione Europea, in particolare verso l’Italia e la Germania, mentre si registra al contempo un'incoraggiante espansione degli scambi verso il mercato mediorientale.
L’andamento positivo del settore automobilistico potrebbe inoltre favorire, nel medio periodo, un maggiore coinvolgimento dei fornitori nazionali nella catena produttiva, in particolare nei segmenti caratterizzati da un più elevato contenuto tecnologico e nella produzione di batterie. Un rafforzamento della componente nazionale della filiera potrebbe contribuire alla riduzione della dipendenza dalle importazioni, aumentando al contempo il valore aggiunto generato internamente e sostenendo la competitività dell’economia serba.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)