Venerdì 7 Agosto 2026
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L'internazionalizzazione continua a rappresentare una leva strategica per la crescita delle imprese italiane. È quanto emerge dall'Osservatorio Assocamerestero 2026, realizzato attraverso la rete delle 86 Camere di Commercio Italiane all'Estero presenti in 64 Paesi, che fotografa aspettative, criticità e prospettive delle aziende impegnate sui mercati internazionali.
L'indagine è stata condotta in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica, politiche protezionistiche, volatilità dei costi energetici e nuove tensioni commerciali. Nonostante questo scenario, il Made in Italy continua a beneficiare di una reputazione solida, sostenuta dalla qualità dei prodotti, dall'affidabilità delle imprese e dalla capacità di adattarsi ai diversi mercati.
Il quadro complessivo restituito dall'Osservatorio è positivo. Il 40% delle Camere descrive il clima nei confronti delle imprese italiane come molto positivo, con domanda in crescita, mentre il 49% lo definisce positivo, pur evidenziando una maggiore selettività rispetto al passato.
Particolarmente favorevole la situazione in America Latina, dove l'80% degli intervistati segnala un contesto molto positivo, anche in relazione alle prospettive di rafforzamento dei rapporti commerciali tra Unione europea e Mercosur. Più prudente, invece, il sentiment registrato nei mercati africani, dove molte imprese preferiscono rinviare decisioni di investimento in attesa di una maggiore stabilità.
Nonostante le incertezze, il 51% delle imprese italiane mantiene una strategia orientata a nuovi investimenti sui mercati internazionali.
L'Osservatorio evidenzia differenze significative tra le diverse aree geografiche. Asia e Stati Uniti continuano a essere percepiti come mercati dinamici e ricchi di opportunità, mentre in Europa prevale un approccio più prudente, orientato soprattutto al consolidamento delle posizioni già acquisite.
Uno degli elementi più rilevanti emersi dall'indagine riguarda i fattori che influenzano la competitività delle imprese italiane.
Per oltre la metà degli intervistati, la capacità di competere sui mercati internazionali dipende sempre meno dal solo valore del prodotto e sempre più dalla costruzione di strategie di medio-lungo periodo. Diventano determinanti la conoscenza delle regole locali, la scelta di partner affidabili e una presenza continuativa sui mercati esteri.
Anche i principali elementi di rischio confermano questo cambiamento. A incidere maggiormente sulle decisioni di investimento sono soprattutto l'aumento dei costi energetici e delle materie prime (57%), mentre le politiche tariffarie e protezionistiche, pur rilevanti, risultano meno determinanti rispetto alla volatilità dei costi e ai rischi finanziari.
Parallelamente cresce la competizione internazionale. La Cina viene indicata dal 77% delle Camere come il principale concorrente del Made in Italy, seguita da Francia (46%) e Germania (43%).
Lo scenario delineato dall'Osservatorio resta complessivamente positivo.
L'82% degli intervistati prevede infatti una crescita del Made in Italy nei rispettivi mercati nel corso del 2027: il 24% si attende una crescita sostenuta, il 56% una crescita moderata e il 18% una fase di stabilità. Nessun intervistato prospetta un rallentamento generalizzato.
Le imprese italiane confermano la propria fiducia nella Spagna e guardano al 2026 con aspettative di crescita. È quanto emerge dal III Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna, realizzato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) con il contributo di Analistas Financieros Internacionales (Afi), dell’Agenzia ICE e in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Spagna.
L’indagine, condotta su oltre 60 imprese italiane presenti nel mercato spagnolo, evidenzia come il 71% delle aziende preveda un aumento sia del fatturato sia degli investimenti nel corso del 2026, mentre il 47% stima una crescita dell’occupazione. Un dato che conferma la solidità della presenza imprenditoriale italiana nel Paese e la rilevanza strategica della Spagna nei processi di internazionalizzazione.
La quasi totalità delle imprese intervistate considera infatti strategica la propria presenza sul mercato spagnolo: il 94% attribuisce alla Spagna un ruolo prioritario per il proprio sviluppo internazionale e il 93% intende continuare a operare nel Paese nei prossimi cinque anni.
Migliora anche la percezione del contesto economico e imprenditoriale. Il clima degli affari raggiunge un punteggio medio di 3,3 su 5, in crescita rispetto all’edizione precedente, mentre il 59% delle aziende lo valuta come “buono” o “eccellente”. Tra i principali punti di forza emergono la qualità della vita, la disponibilità di capitale umano qualificato e la stabilità del contesto operativo.
Dal punto di vista delle opportunità di business, la Spagna viene sempre più percepita come una piattaforma strategica verso mercati terzi. Il 77% delle imprese ritiene che il Paese possa favorire nuove occasioni di investimento e cooperazione economica nell’area mediterranea, mentre il 42% individua nella Spagna una porta d’accesso privilegiata ai mercati dell’America Latina, anche alla luce dell’evoluzione delle relazioni commerciali tra Unione europea e Mercosur.
Sul fronte degli investimenti, l’Italia si conferma tra i principali investitori esteri nel Paese, con uno stock superiore a 46,7 miliardi di euro e una quota pari al 7,7% degli investimenti esteri complessivi. La Spagna rappresenta oggi la terza destinazione internazionale del capitale italiano.
Il settore energetico continua a essere il principale destinatario degli investimenti italiani, con oltre 30,8 miliardi di euro accumulati. Tuttavia, il Barometro evidenzia una crescente diversificazione settoriale, con una maggiore presenza di investimenti nell’industria chimica, nella logistica e nei servizi finanziari.
Anche sotto il profilo territoriale emerge una distribuzione più ampia degli investimenti. Accanto alle tradizionali aree di attrazione come Madrid e Catalogna, stanno acquisendo rilevanza regioni quali Murcia e Comunità Valenciana, grazie allo sviluppo di nuovi progetti industriali. Per il 2026, Madrid, Andalusia e Catalogna restano comunque le destinazioni considerate più attrattive dalle imprese.
L’impatto della presenza italiana si riflette anche sul mercato del lavoro. Secondo il rapporto, gli investimenti italiani hanno contribuito a generare e mantenere oltre 126.000 posti di lavoro in Spagna nel 2024, tra occupazione diretta e indiretta.
Nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezze nelle catene globali di approvvigionamento, le imprese italiane continuano dunque a considerare la Spagna uno dei mercati europei più interessanti per investimenti, crescita e sviluppo di nuove partnership internazionali.
Scarica il report completo qui sotto.
È online il nuovo numero di “Unioncamere Economia & Imprese”, il magazine digitale delle Camere di commercio italiane con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di Commercio.
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Nella rubrica News dal mondo, a pagina 27, la presentazione della 35° Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all'Estero, che si terrà a Genova dal 13 al 15 giugno 2026, uno degli appuntamenti più significativi per il sistema camerale italiano impegnato nella promozione del Made in Italy e nell’internazionalizzazione delle imprese.
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Apre il numero l’approfondimento del Sistema Informativo Excelsior dedicato alle imprese artigiane, che svolgono da sempre un ruolo centrale nel sistema produttivo italiano e sono alle prese con profonde trasformazioni.
Nella rubrica News dal mondo a pagina 25, si parla del Catalogo Attività CCIE 2026, la raccolta delle iniziative e delle attività promozionali e di networking organizzate dalle CCIE per l'anno in corso. Per ciascuna attività è disponibile una scheda dedicata con informazioni su data e luogo di svolgimento, settori di riferimento, target, descrizione e contatti utili, offrendo alle imprese uno strumento chiaro e immediatamente fruibile per individuare le opportunità più in linea con i propri obiettivi di crescita.
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Aprono il numero i dati dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di Si.Camera e Centro studi Tagliacarne: a commentarne le evoluzioni e tendenze è Tiziana Pompei, vicesegretaria generale di Unioncamere e direttrice generale di Si.Camera.
Nella rubrica News dal mondo a pagina 26, si parla di agroalimentare italiano e dei webinar realizzati da Assocamerestero, in collaborazione con Unioncamere e la Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia, la Thai-Italian Chamber of Commerce, la Camera di Commercio Italiana dell'Ontario Canada (ICCO Canada) e la Italian Chamber of Commerce in Canada - West, per esplorare 3 mercati ad alto potenziale.
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Il 4 marzo 2026, presso la Menara Generali di Kuala Lumpur, si è tenuto l’evento “Dialogue on the Future: Italian Enterprise in a Shifting Asia”. Organizzata dalla Italian Chamber of Commerce in Malaysia in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC), l’iniziativa ha riunito i principali stakeholder della comunità imprenditoriale e istituzionale italiana nella regione.
I Protagonisti del Dialogo Il dibattito, moderato dal Vice Presidente di Italcham Malaysia Luciano Pezzotta, ha visto gli interventi di:
Al centro del confronto, l’evoluzione dei mercati asiatici e il ruolo cruciale delle piattaforme bilaterali nel supportare le aziende italiane. L'incontro ha evidenziato come la cooperazione tra le Camere di Commercio attive in Asia sia oggi un fattore competitivo determinante per affrontare i rapidi cambiamenti economici del quadrante.
L'evento, supportato da partner come Generali, Bauli, Lavazza e Dankoff, si è concluso con un networking lunch curato da Zenzero Restaurant.
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Apre il numero lo speciale dedicato ai 30 anni del Registro delle imprese, importante strumento di trasparenza, legalità, semplificazione, potentissimo motore di conoscenza dei fattori economici che interessano il nostro Paese. Ad esso sono dedicati gli interventi di Andrea Prete, presidente di Unioncamere, e di Antonio Santocono, presidente di InfoCamere e della Camera di commercio di Padova.
Nella rubrica News dal mondo a pagina 25, si parla della presentazione a Pechino del volume “La Camera di Commercio Italiana in Cina. I documenti dell’Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri (1903–1924)” a cura di Lorenzo Riccardi, Presidente della CCIC, e Stefano Piastra, che ricostruisce la storia della Camera di Commercio Italiana in Cina, già operativa nel 1903.
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In apertura, il presidente di Unioncamere Andrea Prete traccia un bilancio relativo alla riforma avviata nel 2015 che ha portato cambiamenti importanti all’interno del Sistema camerale e anticipa alcuni progetti che vedranno impegnati le Camere di commercio nel nuovo anno.
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Apre il numero l’editoriale del direttore Paoletti contenente alcune riflessioni sul Green Deal e le difficoltà dell’automotive europeo.
Nella rubrica "News dal mondo", a pag.25, si parla del ruolo delle Camere di Commercio Italiane all'Estero nei progetti Europei.
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