CEPAL: Guyana e Venezuela guideranno la crescita economica in America Latina e nei Caraibi quest'anno

Giovedì 4 Giugno 2026

CEPAL: Guyana e Venezuela guideranno la crescita economica in America Latina e nei Caraibi quest'anno

La CEPAL (Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi) prevede che l'economia della Guyana crescerà del 16,3% e il PIL del Venezuela del 6,5% alla fine del 2026, mentre la media dell'espansione regionale si attesterebbe al 2,2%.

Guyana e Venezuela guidano la crescita economica dell'America Latina e dei Caraibi con incrementi del Prodotto Interno Lordo (PIL) rispettivamente del 16,3% e del 6,5% entro la fine del 2026, secondo l'ultimo rapporto della Commissione Economica per l'America Latina (CEPAL), pubblicato lunedì 27 aprile.

Nel caso della Guyana, la CEPAL stima una crescita superiore a quella riportata nel 2025 (15,2%), mentre la previsione per il Venezuela implica un rallentamento su base annua, poiché l'incremento del PIL nazionale era stato dell'8,9% alla chiusura dello scorso anno, secondo i dati dell'organismo.

La proiezione della CEPAL sul comportamento economico del Venezuela appare prudente se confrontata con la maggior parte delle previsioni degli analisti locali, che collocano la crescita del PIL a cifre vicine o superiori al 10% per la fine del 2026.

È evidente che la buona performance attesa per queste due economie è direttamente collegata ai forti aumenti dei prezzi del petrolio derivanti dalla crisi bellica in Medio Oriente, che non presenta ancora una chiara prospettiva di risoluzione.

La CEPAL prevede una bassa crescita nella regione

In media, le economie dell'America Latina e dei Caraibi crescerebbero del 2,2% nel 2026, secondo l'aggiornamento delle proiezioni della CEPAL, il che rappresenta una lieve revisione al ribasso rispetto al 2,3% stimato a dicembre 2025.

«Questo risultato riflette un contesto esterno più complesso di quanto anticipato alla fine dello scorso anno, caratterizzato da maggiori tensioni geopolitiche, condizioni finanziarie restrittive e la rinascita di pressioni inflazionistiche su scala globale», si legge nella nota ufficiale dell'organizzazione regionale.

Secondo la commissione economica regionale delle Nazioni Unite, il minore dinamismo proiettato si osserva in modo generalizzato. In 24 dei 33 paesi della regione la crescita rallenterebbe nel 2026, mentre solo sette mostrerebbero un'accelerazione. Complessivamente, se questa proiezione si concretizzasse, la regione completerebbe quattro anni consecutivi con tassi di crescita vicini al 2,3%, evidenziando un modello di bassa capacità di crescita.

Haiti e Cuba all'estremo negativo

A livello regionale, la crescita sarebbe limitata principalmente da un minore dinamismo dei consumi privati. Sebbene gli investimenti mostrino segnali di ripresa, questa continua a essere moderata nella maggior parte dei paesi.

In concreto, quasi tutti i paesi dell'America Latina e dei Caraibi registreranno performance positive durante il 2026, fatta eccezione per Cuba e Haiti, unici casi di contrazione economica nella regione.

La CEPAL prevede che Haiti modererà la sua recessione cronica nel 2026, passando da una contrazione del PIL del -2,7% nel 2025 a un calo del -1,4%. Il caso di Cuba è opposto: secondo l'organizzazione, l'isola passerà da una caduta del -3,8% del PIL nel 2025 a una forte contrazione del -6,5% alla fine del 2026, il che implica un inasprimento di una crisi sistemica che sembra non avere fine.

Occupazione, inflazione e rischi

In linea con il minore dinamismo dell'attività, anche l'occupazione nelle economie dell'America Latina e dei Caraibi mostrerebbe un'espansione moderata, con una crescita stimata intorno all'1,1% nel 2026, dopo l'1,5% osservato nel 2025.

Da parte sua, l'effetto delle pressioni inflazionistiche globali indurrebbe un aumento dell'inflazione nella regione, portando la mediana a livelli superiori al 3% durante il 2026, in contrasto con il 2,4% del 2025.

Il bilancio dei rischi contempla fattori che potrebbero incidere su ulteriori revisioni al ribasso: la persistenza di condizioni finanziarie restrittive, la volatilità dei mercati internazionali, la vulnerabilità agli shock esterni e la debolezza della domanda interna in diverse economie della regione.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana)

Ultima modifica: Giovedì 4 Giugno 2026