Dal landfill all’economia circolare: opportunità nel waste management sudafricano

Lunedì 29 Dicembre 2025

Dal landfill all’economia circolare: opportunità nel waste management sudafricano

Il Sudafrica si trova oggi di fronte a una sfida cruciale: trasformare il proprio sistema di gestione dei rifiuti da un modello ancora fortemente basato sul conferimento in discarica a un approccio moderno e sostenibile, capace di valorizzare i materiali e ridurre l’impatto ambientale. Con oltre 120 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno e un tasso di riciclo ancora limitato, il Paese deve affrontare problemi strutturali legati alla carenza di infrastrutture, alla frammentazione istituzionale e alla difficoltà di implementare politiche uniformi su scala nazionale. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati introdotti strumenti innovativi come la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che obbliga imprese e importatori a gestire il fine vita dei prodotti, e sono emerse iniziative di cooperazione internazionale volte a sviluppare soluzioni di economia circolare. In questo contesto, la gestione dei rifiuti non è solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità economica: investimenti in impianti di trattamento, tecnologie di riciclo avanzato e sistemi di tracciabilità digitale possono generare valore, creare occupazione e attrarre partner esteri. Per le aziende italiane, forti di un know‑how consolidato nel settore, il Sudafrica rappresenta dunque un mercato dinamico e in evoluzione, pronto ad accogliere soluzioni innovative e partnership strategiche.

Dati generali

Il Sudafrica produce ogni anno oltre 120 milioni di tonnellate di rifiuti, una cifra che riflette sia la crescita economica sia le criticità strutturali del Paese. La metà di questi rifiuti è classificata come pericolosa, con impatti significativi sulla salute pubblica e sull’ambiente. Nonostante alcuni progressi, il tasso di riciclo rimane basso: circa un terzo dei rifiuti non pericolosi viene effettivamente recuperato, mentre per quelli pericolosi la percentuale scende sotto il 10%. Questo significa che la maggior parte dei materiali finisce ancora in discarica, spesso in siti non adeguatamente gestiti. La pressione sulle infrastrutture municipali è enorme, e la mancanza di capacità di raccolta e trattamento rappresenta una delle principali barriere allo sviluppo di un’economia circolare.

Politiche e regolamentazione

Per affrontare questa sfida, il governo sudafricano ha introdotto la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), un meccanismo che obbliga produttori e importatori a farsi carico del fine vita dei prodotti immessi sul mercato. Questo include apparecchiature elettroniche, batterie, packaging e oli lubrificanti. L’EPR rappresenta un passo importante verso la riduzione dei rifiuti in discarica e la promozione del riciclo. Organizzazioni come eWASA svolgono un ruolo centrale, fungendo da intermediari tra imprese e autorità, e garantendo che i sistemi di raccolta e trattamento siano conformi alle normative. Tuttavia, la regolamentazione incontra ancora ostacoli legati alla frammentazione istituzionale e alla difficoltà di implementazione su scala nazionale.

 Innovazione e progetti

Accanto alle politiche, si stanno sviluppando progetti innovativi che puntano a trasformare i rifiuti in risorse. La pirolisi di plastica e pneumatici, ad esempio, consente di convertire materiali non riciclabili in energia o combustibili alternativi, riducendo l’accumulo e i costi di smaltimento. Sono in corso anche iniziative di cooperazione internazionale: Italia, Cina e Sudafrica collaborano su progetti integrati di rifiuti, acqua ed energia, con l’obiettivo di introdurre tecnologie avanzate e modelli sostenibili. L’economia circolare è vista come un settore strategico, con un potenziale economico stimato in miliardi di rand, capace di creare posti di lavoro e attrarre investimenti esteri.

Opportunità per aziende italiane

Il mercato sudafricano della gestione dei rifiuti offre alle aziende italiane un ventaglio di opportunità molto ampio, che va ben oltre la semplice fornitura di macchinari. In primo luogo, la domanda crescente di impianti di trattamento e riciclo apre spazi per linee complete dedicate all’e‑waste, alla separazione dei metalli e dei PCB, al trattamento sicuro delle batterie e al sorting dei materiali da imballaggio. L’esperienza italiana nel settore del riciclo industriale consente di proporre soluzioni chiavi in mano, capaci di integrare tecnologie avanzate con sistemi di tracciabilità digitale, migliorando l’efficienza e la trasparenza dei flussi di rifiuti. Un altro ambito strategico è quello del waste‑to‑energy, dove tecnologie come la pirolisi e la digestione anaerobica possono contribuire a ridurre la dipendenza sudafricana dal carbone, integrando la transizione verso le rinnovabili. Le aziende italiane, forti di competenze nella progettazione di impianti energetici, possono proporre sistemi modulari e scalabili, adatti sia a contesti municipali sia industriali.

La digitalizzazione della gestione dei rifiuti rappresenta un ulteriore campo di sviluppo: software per la tracciabilità, piattaforme di monitoraggio e sistemi di automazione possono supportare le municipalità sudafricane nel migliorare la raccolta e ridurre i costi operativi. In questo senso, le imprese italiane specializzate in soluzioni digitali possono diventare partner tecnologici di grande valore. Infine, le partnership pubblico‑private costituiscono il canale privilegiato per entrare nel mercato. Collaborare con organizzazioni come eWASA, che coordina i programmi di responsabilità estesa del produttore, o con cluster facilitati da GreenCape, permette alle aziende italiane di inserirsi in progetti pilota, bandi municipali e iniziative di capacity building. Questo approccio non solo garantisce conformità normativa, ma consente di costruire relazioni di lungo periodo con istituzioni e imprese locali.

In sintesi, le opportunità per le aziende italiane nel settore dei rifiuti in Sudafrica si articolano su più livelli: dalla fornitura di impianti e tecnologie avanzate, alla creazione di soluzioni energetiche innovative, fino allo sviluppo di sistemi digitali e alla costruzione di partnership strategiche. È un mercato in evoluzione, che richiede competenze consolidate e capacità di adattamento, ma che può offrire ritorni significativi a chi saprà posizionarsi come attore chiave della transizione verso l’economia circolare.

FONTI

 https://sapvia.co.za - SAPVIA – South African Photovoltaic Industry Association

https://sawea.org.za  - SAWEA – South African Wind Energy Association

https://saesa.org.za   - SAESA – South African Energy Storage Association

https://www.nersa.org.za   - NERSA – National Energy Regulator of South Africa

https://www.eskom.co.za -Eskom – Utility nazionale

https://www.csir.co.za - CSIR Energy Centre (Council for Scientific and Industrial Research)

https://www.dffe.gov.za/national-waste-management-strategy                

https://www.gov.za/news/media-statements/minister-dion-george-waste-and-renewable-energy-reforms-turning-policy-jobs

https://www.ieabioenergy.com/wp-content/uploads/2023/05/Task-36-Waste-to-Energy-Policy-Review_2023final-2.pdf

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Sudafricana)

Ultima modifica: Lunedì 29 Dicembre 2025