Lunedì 18 Maggio 2026
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In Giappone, aprile non è semplicemente il quarto mese dell'anno. È il momento in cui il Paese si reinventa. Le aziende chiudono i libri contabili e ne aprono di nuovi. I neolaureati, i cosiddetti shinsotsu, varcano per la prima volta la soglia di un ufficio, in abito scuro e con l'entusiasmo di chi comincia tutto. I sindacati annunciano i risultati delle trattative salariali primaverili, lo shuntō. E quasi in chiusura del mese, il Paese si ferma per la Golden Week, che nel 2026 si estende dal 29 aprile al 6 maggio: otto giorni consecutivi tra i più attesi dell'anno. È un reset collettivo, culturale ed economico, che arriva in un momento particolarmente favorevole per chi fa business con il Giappone.
Il primo aprile segna l'inizio del nuovo anno fiscale: per le grandi aziende significa sblocco di budget, nuovi contratti, nuove forniture. Per i lavoratori, spesso anche l'arrivo degli aumenti salariali concordati durante lo shuntō. Quest'anno il principale sindacato nipponico Rengo ha presentato richieste di aumento medio intorno al 5,94%, in linea con il 6,09% dell'anno precedente. Le previsioni degli analisti, da Nomura a Goldman Sachs, indicano un risultato finale tra il 3% e il 5%, il terzo anno consecutivo di crescita salariale significativa dopo decenni di stagnazione. A questo si aggiunge il piano di stimolo fiscale del governo Takaichi, che vale circa 21 trilioni di yen, e un budget statale record da 122,3 trilioni di yen per l'anno fiscale 2026, secondo massimo storico consecutivo, secondo quanto riportato da Nikkei Asia.
Il risultato è un consumatore giapponese che si trova, per la prima volta da anni, con più potere d'acquisto reale e più fiducia nel futuro. Secondo l'analisi di KizunaX sull'andamento del mercato consumer in Giappone, l'indice di fiducia ha raggiunto a inizio 2026 il livello più alto da aprile 2024. Non è euforia: è una cautela che si allenta, una disponibilità a spendere che si fa concreta, e che proprio a fine aprile incontra la Golden Week.
Per le imprese italiane già presenti in Giappone o in fase di ingresso, questa convergenza ha implicazioni operative precise. Nel settore food & beverage, aprile è il periodo dei regali aziendali di inizio anno e dei pranzi celebrativi per l'ingresso dei neoassunti: vino, olio extravergine, formaggi e salumi di qualità trovano spazio nei menù dei ristoranti e nelle ceste regalo istituzionali. I distributori giapponesi tendono a rinnovare listini e contratti di fornitura proprio in questo periodo: essere presenti e aggiornati è essenziale. Nel settore moda e lifestyle, la Golden Week è tradizionalmente uno dei picchi dello shopping al dettaglio: con i salari in crescita e il cambio yen-euro più favorevole rispetto agli anni scorsi, i brand italiani di fascia media-alta si trovano in una posizione competitiva interessante. Sul fronte B2B, l'inizio del nuovo anno fiscale è il momento in cui i responsabili acquisti hanno budget freschi da allocare e una predisposizione naturale a valutare nuovi fornitori.
Vale infine segnalare una trasformazione strutturale nel settore turistico che tocca indirettamente molte imprese italiane. Secondo Travel Weekly Asia, il Giappone sta introducendo misure progressive contro il sovraffollamento: la tassa di partenza sarà triplicata a 3.000 yen da luglio 2026, e da novembre entrerà in vigore una riforma dello shopping tax-free che obbligherà i turisti stranieri a pagare l'IVA in anticipo, sul modello europeo. Queste misure puntano a selezionare un turismo di qualità superiore, con una spesa media per visitatore più elevata: una buona notizia per le imprese italiane presenti nel retail o nell'ospitalità.
Aprile 2026 non è un mese come gli altri. È il punto di intersezione tra tre dinamiche, salariale, fiscale e culturale, che si rafforzano a vicenda e producono un effetto moltiplicatore sui consumi. Per chi esporta in Giappone o vuole farlo, questa finestra offre una combinazione rara: un mercato più ricco, più fiducioso e più aperto. Ignorarla sarebbe un'occasione mancata.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Giappone)