Mercoledì 20 Maggio 2026
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Il 26 marzo 2026, il governo ha presentato la sua prima strategia industriale per la difesa. Questo documento fondamentale mira a integrare il bilancio militare con una vera e propria politica industriale, con un obiettivo chiaro: diventare un partner credibile e specializzato nelle filiere della difesa europee.
Il Lussemburgo non costruirà navi o aerei da combattimento. La sua forza risiede in nicchie tecnologiche ad alto valore aggiunto, dove detiene già un vantaggio significativo. In un contesto di stagnazione della produttività, la difesa potrebbe diventare uno dei motori dell'ammodernamento industriale. Spazio, cybersicurezza, materiali compositi, logistica, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, riciclo di materiali critici: sono tutti settori in cui l'ecosistema nazionale è maturo e in cui il trasferimento alle applicazioni per la difesa è diretto. Le 100-150 aziende già attive nel settore ne sono la prova.
Questa specializzazione si struttura attorno a quattro aree di competenza – terrestre, aerea, spaziale e cibernetica – che corrispondono agli impegni delle Forze Armate lussemburghesi nell'ambito della NATO e dell'UE. Il battaglione binazionale con il Belgio, il futuro programma integrato di difesa aerea e missilistica, le comunicazioni satellitari sicure: ognuno di questi progetti genera esigenze industriali specifiche, che le aziende lussemburghesi possono soddisfare se dispongono degli giusti strumenti di accesso al mercato. La strategia mira proprio a creare queste esigenze.
Al centro dell'iniziativa c'è il settore dell'innovazione per la difesa: il governo si affida a un modello già collaudato in Lussemburgo: il campus settoriale. Il Campus della Difesa, come l'Automotive Campus o lo Space Campus, offrirà un ambiente fisico sicuro in cui startup, ricercatori e clienti del settore militare potranno collaborare, testare e stipulare contratti. Il Ministero della Difesa Nazionale svolgerà esplicitamente il ruolo di committente principale, abbassando le barriere all'ingresso per le giovani imprese innovative.
Questa iniziativa sarà finanziata da un fondo per l'innovazione nel settore della difesa e da bandi congiunti con il Fondo Nazionale per la Ricerca, mirati alle tecnologie strategiche individuate nel documento. Un meccanismo di screening sistematico della proprietà intellettuale derivante dalla ricerca pubblica individuerà le innovazioni trasferibili ad applicazioni militari o a duplice uso: un modo intelligente per monetizzare il patrimonio immateriale di università e centri di ricerca senza costi aggiuntivi di ricerca e sviluppo. Infine, il settore della difesa sarà integrato nell'iniziativa nazionale per l'attrazione dei talenti, un segnale essenziale per competere in un mercato globale delle competenze altamente competitivo.
In questo documento strategico, il governo si impegna concretamente, con grande interesse da parte delle aziende attive nel settore della difesa in Lussemburgo e delle imprese straniere che desiderano investire nel Granducato, a riformare la normativa vigente per aprire esplicitamente la legislazione nazionale alla produzione di attrezzature per la difesa. Lo Stato creerà inoltre uno sportello unico, guichet.lu, centralizzando normative, aiuti e procedure.
La strategia governativa è coerente con la struttura dell'economia lussemburghese e con il trend europeo di fondo, e contribuisce a posizionare il Lussemburgo in posizione avanzata: un Paese che fa dell'innovazione nel settore della difesa un settore a tutti gli effetti, integrato nelle proprie politiche industriali, finanziato con risorse proprie e collegato ai programmi europei e dei Paesi alleati.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)