Martedì 6 Gennaio 2026
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L’ingresso di FS Logistix nel porto di Anversa segna un passo strategico nel rafforzamento della logistica europea e dei collegamenti tra Italia e Belgio. Come riportato da Economy Magazine, il polo logistico del Gruppo Ferroviario dello Stato Italiano ha acquisito una partecipazione iniziale del 30% in Modalink, una nuova joint venture avviata insieme a Lineas, principale operatore ferroviario per le merci, privato, in Europa, con un’opzione per aumentare tale partecipazione al 49% del capitale.
L’operazione si inserisce nel piano industriale 2025-2029 di FS Logistix e mira a potenziare il trasporto ferroviario di merci e servizi intermodali, con particolare attenzione alle connessioni Nord-Sud, Belgio e Italia in testa, e alla direttrice Est-Ovest che collega Francia, Polonia e Romania. L'obiettivo è quello di migliorare l'efficienza della catena logistica europea, favorendo soluzioni su rotaie e l’integrazione de “l’ultimo miglio”.
Al centro della joint venture vi è il terminal ferroviario Antwerp Mainhub, uno dei nodi strategici del porto di Anversa. L’infrastruttura ferroviaria movimenta circa 1,5 milioni di tonnellate di merci e gestisce 2.500 treni operati da Lineas. Il terminal si estende su una superficie di 200.000 metri quadrati ed è dotato di otto binari lunghi 700 metri ciascuno, tre grandi gru per la movimentazione dei container e sei portali stradali per i carrier. Un tale asset consente la gestione efficiente dei flussi intermodali e un collegamento diretto con i principali corridoi europei.
Dal punto di vista operativo, le linee commerciali operate da Lineas e attualmente attive tra Belgio e Italia vengono integrate da Mercitalia Intermodal, con la trazione ferroviaria fornita da Lineas, creando sinergie tra i due gruppi e rafforzando la presenza italiana nei principali hub logistici del Nord Europa. Attualmente sono operativi cinque collegamenti settimanali andata e ritorno tra Anversa (terminal Mainhub) e Milano-Segrate, con connessioni verso terminal italiani strategici come Pomezia, Marcianise e Catania. Secondo le previsioni del piano industriale, il trasporto ferroviario merci è destinato a crescere ad un ritmo medio del 23% annuo tra il 2025 e il 2029, confermando il ruolo centrale del trasporto su rotaie nella transizione verso una logistica più efficiente e green.
Grazie al potenziamento dei collegamenti ferroviari, si stima una riduzione annua di oltre 13.000 camion dalle strade europee e un risparmio superiore a 46.000 tonnellate di CO₂, contribuendo agli obiettivi europei di decarbonizzazione e di trasferimento modale dal trasporto su gomma a quello su rotaia. La joint venture Modalink è stata ufficialmente inaugurata il 5 dicembre 2025 presso il terminal Antwerp Mainhub e, nei primi mesi di attività, FS Logistix ha già registrato un raddoppiamento dei volumi di container trasportati sulla linea direttrice Belgio-Italia.
La struttura societaria con il 30% di FS Logistix e il 70% di Lineas, definisce un impegno stabile allo sviluppo della piattaforma, con benefici diretti per il sistema logistico italiano e per l’integrazione delle reti di trasporto tra Italia e Belgio, rafforzando la competitività delle imprese nostrane sui mercati internazionali.
Fonti:
Nel 2025 il Belgio si conferma uno dei principali poli mondiali dell’industria del cioccolato, con un settore solido, fortemente orientato all’export e sempre più attento alla sostenibilità, nonostante un contesto globale caratterizzato da forti oscillazioni dei costi e incertezze geopolitiche.
Elemento sempre più centrale nell'attenzione del consumatore, quindi del produttore, è la sostenibilità del prodotto.
Così è nato il programma “Beyond Chocolate”, ambiziosa partnership belga di 70 imprese che copre il 90% della produzione nazionale di cioccolato, promossa e finanziata con 2 miloni di euro dal Ministero degli Affari Esteri belga e lanciata nel 2018, la quale, con 8 progetti all'attivo, mira a fornire un salario minimo ai coltivatori di cacao entro il 2030, a ridurre la deforestazione nelle zone di coltivazione dello stesso attraverso accordi d'intesa con i governi locali entro il 2025, e a creare un certificato che attesti gli standard della produzione sostenibile. Grazie a questo programma, il Belgio ha quasi raggiunto l’obiettivo di commercializzare esclusivamente cioccolato certificato e sostenibile sul mercato interno, rafforzando ulteriormente la reputazione del prodotto belga presso consumatori e operatori internazionali. Di fatto, quasi il 100% del cioccolato venduto ad oggi dal Belgio è il risultato di una produzione responsabile che segue criteri di sostenibilità ambientale e umana, con particolare attenzione alla tracciabilità della filiera e alle condizioni di lavoro degli operatori nei paesi di origine del cacao.
Per chiarezza terminologica, si specifica che il cacao è la materia prima derivata dai semi della pianta del cacao, albero sempreverde originario d'America e coltivato nelle zone tropicali, mentre il cioccolato è il prodotto trasformato che combina cacao, burro di cacao, zucchero e altri ingredienti, secondo specifici standard di lavorazione. La distinzione è doverosa e rilevante anche dal punto di vista statistico, poiché le classificazioni commerciali internazionali separano spesso il cacao e i suoi derivati dal prodotto finito.
Secondo l’associazione di settore Choprabisco che rappresenta oltre il 90% del comparto belga di cioccolato, praline, biscotti e confetteria, il settore riunisce più di 170 aziende e genera un fatturato complessivo prossimo agli 11 miliardi di euro, pari all’11% dell’intera industria alimentare belga.
Dal punto di vista occupazionale, la filiera impiega direttamente 14.765 addetti, pari al 14,4% dell’occupazione complessiva del comparto alimentare belga. Guardando alla produzione, le stime di IBISWorld e IndexBox aggiornate al 2025 indicano il valore della produzione di cioccolato e confetteria pari a 7,1 miliardi di euro, con un tasso medio di crescita annuo del 5,2 % dal 2020. Il numero di imprese attive è di 480 unità, in lieve calo rispetto al 2020, con una contrazione contenuta pari a un CAGR del -1,7% nel periodo 2020–2025.
Accanto ai grandi gruppi internazionali, il comparto è sostenuto da un tessuto solido di imprese fortemente orientate all’export. Realtà come Confiserie Vandenbulcke, Daskalidès Belgium e NewTree Belgium rappresentano esempi di un sistema produttivo capace di combinare tradizione, innovazione e posizionamento premium sui mercati internazionali.
Inoltre, il Belgio detiene il più alto consumo pro capite di cioccolato al mondo, con un consumo medio annuo tra i 5,5 e i 6 kg per abitante, dopo la Svizzera. La Germania invece si conferma il primo importatore mondiale in termini di valore, seguita da Stati Uniti e Regno Unito.
L’export infatti resta il vero pilastro del modello belga. Nel 2024, le esportazioni di cacao e preparazioni a base di cacao hanno raggiunto 4,88 miliardi di dollari, mentre le esportazioni di solo cioccolato sono stimate a 3,5 miliardi di dollari, collocando il Belgio come secondo esportatore mondiale. Oltre l’85% della produzione nazionale è destinata ai mercati esteri con più di 70.000 tonnellate esportate ogni anno verso 150 paesi.
L’Unione Europea costituisce il principale mercato di sbocco, con Paesi Bassi, Germania, Francia e Regno Unito che insieme costituiscono il 42% delle esportazioni belghe.
Si osserva una crescita della domanda anche nei mercati extraeuropei, in particolare in Turchia, con una crescita dei volumi di importazione di cioccolato belga superiore al 12% su base annua, negli Stati Uniti come in Medio Oriente e Asia.
L’aumento del valore unitario dell’export è stato favorito anche dal forte incremento dei prezzi del cacao, che nel 2024 ha spinto il prezzo medio dell’export a circa 7.900 dollari per tonnellata.
Nel complesso, i dati più recenti delineano un settore solido e competitivo, in grado di preservare la propria leadership globale e di adattarsi alle trasformazioni del mercato internazionale, confermando il cioccolato come uno dei simboli più forti dell’eccellenza industriale belga.
Fonti:
https://choprabisco.be/en/index.html#themes
https://oec.world/en/profile/bilateral-product/chocolate/reporter/bel#bespoke-title-1091
I più recenti indicatori sulla qualità di vita collocano il Belgio tra i paesi europei con un livello di benessere tra i più elevati. Secondo gli ultimi dati elaborati da Numbeo e Worldometers, il paese si distingue per un equilibrio complessivo tra potere d’acquisto, sanità, servizi e contesto urbano, confermandosi una destinazione attrattiva tanto per lavoratori e famiglie quanto per gli operatori economici internazionali.
L’indice complessivo di qualità di vita opera una stima della qualità generale della vita usando una formula empirica che combina gli indici del potere d’acquisto, dell’inquinamento, del rapporto prezzo delle case/reddito, del costo della vita, della sicurezza, dell'assistenza sanitaria, del tempo trascorso nel tragitto casa-lavoro e del clima. In Belgio questo indice si attesta a quota 173,68 punti posizionandosi nella fascia “molto alta”. Tale valore riflette una percezione positiva del benessere generale, sostenuta in particolare da un elevato potere d’acquisto locale, che registra una capacità di spesa pari a 121,36, ossia del 21% migliore rispetto a New York, città convenzionalmete assunta a modello da Numbeo, indicando un rapporto tra redditi e costo della vita quindi favorevole.
L’Health Care Index (indice del sistema sanitario) si attesta a 76,45, un livello considerato alto, che si traduce in un accesso diffuso e rapido alle cure e buoni risultati in termini di salute generale della popolazione. A questo dato si affianca un’aspettativa di vita alla nascita pari a 82,4 anni, tra le più elevate dell’Unione Europea, con valori ancora più elevati per le donne (84,6 anni) rispetto agli uomini (80,3 anni).
Dal punto di vista ambientale e urbano, il Belgio beneficia di un clima atlantico, sempre umido e con poche variazioni di temperatura sulla costa, più rigido e con precipitazioni uniformi nelle zone interne. Con un Climate Index di 86,50 e tempi di percorrenza relativamente contenuti negli spostamenti quotidiani considerata la sua piccola superficie e il diametro massimo delle sue città, il paese aumenta la sua attrattività.
Il Traffic Commute Time Index (tempi di spostamento) si ferma a 32,46, sintomo di una mobilità urbana complessivamente efficiente, nonostante l’elevata densità abitativa. Anche il mercato immobiliare appare relativamente accessibile: il rapporto tra prezzi delle abitazioni e reddito è pari a 6,24, un valore basso se messo a confronto con altri Paesi dell’Europa occidentale.
Permangono invece margini di miglioramento in altre aree della vita: il costo della vita, con un indice di 68,01, si colloca su livelli moderati: il Belgio non è un Paese a basso costo, ma mantiene un buon equilibrio tra spesa e qualità dei servizi. Anche i livelli di inquinamento e sicurezza potrebbero e dovrebbero migliorare, specialmete nella capitale. Il Pollution Index si attesta a 46,70 punti segnalando criticità soprattutto nelle grandi aree urbane, mentre il Safety Index di 50,50 riflette una percezione della sicurezza media, tipica dei grandi centri urbani europei.
Nella classifica europea, il Belgio si posiziona sesto tra i Paesi dell’Europa occidentale per qualità della vita, superando grandi potenze economiche come Francia e Regno Unito. Sorpassano il Regno del Belgio, paesi con redditi molto elevati quali Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera, Austria e Germania. L’Italia, appartenente al gruppo dell’Europa meridionale, registra valori mediamente inferiori, in particolare per quanto riguarda potere d’acquisto e servizi sanitari.
Il contesto demografico completa il quadro positivo: con circa 11,88 milioni di abitanti censiti nel 2024 dalla Banca Mondiale, il Belgio conta una crescita annua moderata (+0,17%), rafforzata anche dai flussi migratori; accoglie una società fortemente urbanizzata, con quasi il 99% della popolazione residente in aree urbane e un’età mediana di 41,9 anni, indice di una popolazione matura ma ancora attiva. La bassa mortalità infantile, pari a 2,8 decessi ogni 1.000 nati vivi, conferma l’elevata qualità del sistema sanitario e dei servizi sociali.
Complessivamente, i dati delineano il Belgio come una realtà stabile, avanzata e competitiva, capace di offrire un’elevata qualità della vita in un contesto economico dinamico. Per cittadini e imprese italiane, il Paese rappresenta un ambiente favorevole non solo per investimenti e attività professionali, ma anche per progetti di mobilità e insediamento nel medio e lungo periodo.
Fonti:
https://it.numbeo.com/qualità-della-vita/nazione/Belgio
https://www.worldometers.info/it/demografia/belgio-demografia/
https://it.numbeo.com/qualità-della-vita/graduatoria-per-nazione?region=155&title=2025-mid
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)