Domenica 25 Ottobre 2026
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Nel primo semestre del 2026, il mercato del lavoro in Serbia ha registrato un incoraggianti segnali di ripresa dopo la fase di calo dell’anno precedente. Secondo i dati, sono stati pubblicati 32.713 annunci di lavoro, con un modesto aumento del 3% rispetto al 2025. Particolarmente interessante è l’aumento del 24% di annunci di offerte di lavoro rivolte specificamente ai giovani. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, la crescita maggiore si è registrata nel settore delle costruzioni e dell'architettura (+15%) e in quello del turismo e dell'ospitalità (+13%).
In controtendenza rispetto a questi dati promettenti, si continua a registrare un calo nel settore IT, dove il numero di annunci è inferiore di circa il 32% rispetto al primo semestre dello scorso anno.
Nel complesso, i dati del primo semestre delineano una fase di potenziale stabilità per il mercato del lavoro serbo, offrendo prospettive rassicuranti per il prosieguo dell’anno.
La Direzione dell'aviazione civile della Serbia ha ufficialmente rinviato, su richiesta del Ministero delle Costruzioni, dei Trasporti e delle Infrastrutture della Serbia, l'applicazione della norma contestata al 28 marzo 2027, la quale vieta alle compagnie dell'Unione Europea di stazionare aerei e stabilire basi fisse in Serbia, obbligandole a far iniziare e terminare tutti i voli all'interno del territorio dell'UE.
Nella giornata del 29 settembre 2026, le autorità serbe hanno pubblicato un emendamento con l'inserimento dell’articolo 15a per formalizzare la proroga. La misura scongiura, almeno per il momento, una drastica riduzione dell'offerta di voli low-cost (con impatti diretti su compagnie come Wizz Air) e gravi ripercussioni sulla connettività del Paese.
Gli sviluppi sono il risultato di riunioni tenute a Bruxelles da parte del Comitato congiunto dello Spazio aereo comune europeo (ECAA), oltre che di diversi incontri bilaterali tra la Commissione Europea e la Repubblica di Serbia, nel cui ambito la disputa ha acquisito un ruolo primario.
Risulta necessario sottolineare che tale sospensione è soltanto temporanea e non costituisce una risoluzione definitiva: l'interpretazione dell'accordo ECAA tra la Serbia e l'UE presenta infatti ancora diversi punti controversi.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)