Notizie dai mercati esteri - Thailandia

Giovedì 6 Agosto 2026

Notizie dai mercati esteri - Thailandia

La Thailandia conferma il 2026 come "Anno degli Investimenti"

Il Governo thailandese ha ribadito il proprio impegno a fare del 2026 l'"Anno degli Investimenti", nonostante la riduzione della quota di spesa in conto capitale prevista nel bilancio fiscale 2027. Le autorità hanno sottolineato che gli investimenti complessivi del Paese non subiranno una contrazione, grazie alla mobilitazione di centinaia di miliardi di baht attraverso strumenti alternativi di finanziamento, quali partenariati pubblico-privati (PPP), investimenti delle imprese statali, finanziamenti fuori bilancio e investimenti diretti esteri (FDI).

Intervenendo in occasione del 29° anniversario del National Press Council of Thailand, il Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze, Ekniti Nitithanprapas, ha spiegato che la riduzione della quota destinata agli investimenti nel bilancio non deve essere interpretata come una diminuzione degli investimenti nazionali. Al contrario, il Governo intende fare maggiore affidamento su strumenti finanziari alternativi per accelerare lo sviluppo infrastrutturale, mantenendo al contempo la sostenibilità dei conti pubblici.

Il Ministro ha inoltre illustrato le tre priorità che guideranno il ricorso all'indebitamento pubblico:

  • ridurre il costo della vita per cittadini e imprese;
  • accelerare la transizione della Thailandia verso l'energia pulita;
  • investire nello sviluppo del capitale umano.

Ekniti ha evidenziato come la forte dipendenza del Paese dalle importazioni di petrolio e gas naturale renda la transizione energetica una priorità strategica.

Parallelamente, il Governo prevede di immettere nell'economia circa 270 miliardi di baht attraverso gli investimenti delle imprese statali e di ampliare il ricorso al Thailand Future Fund e ai progetti di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture.

Sul fronte dell'attrazione degli investimenti esteri, in qualità di Presidente del Board of Investment (BOI), il Ministro ha fissato un obiettivo compreso tra 900 miliardi e 1.000 miliardi di baht di investimenti diretti esteri effettivamente realizzati. Tale risultato sarà favorito dal programma Thailand FastPass, volto ad accelerare l'implementazione dei progetti approvati dal BOI. Nell'ambito dell'iniziativa, le imprese beneficiarie degli incentivi BOI dovranno impegnarsi a realizzare almeno il 20% dell'investimento approvato entro l'anno in corso.

Il Governo sta inoltre promuovendo il programma Skill Bridge, finalizzato a favorire il trasferimento tecnologico e a sviluppare le competenze della forza lavoro thailandese, preparandola alle esigenze delle industrie emergenti e dei settori ad alto valore aggiunto.

Infine, rispondendo alle preoccupazioni relative alla diminuzione della quota di spesa in conto capitale nel bilancio 2027, il Ministro ha chiarito che tale riduzione è principalmente il risultato di un miglioramento nella trasparenza della contabilità pubblica. Alcune spese ricorrenti, precedentemente incluse tra gli investimenti, sono state riclassificate in categorie di bilancio più appropriate. Pertanto, sebbene la percentuale destinata agli investimenti appaia inferiore, ciò non significa che la Thailandia investirà meno, bensì che adotterà un modello di finanziamento più diversificato e sostenibile.

In conclusione, il Governo ha ribadito che la strategia economica del Paese continuerà a puntare sullo sviluppo infrastrutturale, sulla transizione energetica, sulla formazione del capitale umano e sull'attrazione di investimenti esteri come principali motori della crescita economica di lungo periodo.

Thailandia: il Governo ribadisce l'impegno nel dialogo con il BRN nonostante le tensioni

Thanut Suvarnananda, direttore della National Intelligence Agency e recentemente nominato capo negoziatore del Governo thailandese, ha criticato domenica il BRN per aver diffuso un comunicato durante i colloqui trilaterali svoltisi il 4 luglio a Kuala Lumpur, ai quali partecipavano Thailandia, BRN e Malesia in qualità di facilitatore.

Secondo Thanut, la pubblicazione del comunicato ha interferito con il regolare svolgimento dei negoziati e ha evidenziato divergenze all'interno della leadership del BRN.

Nel comunicato, il BRN ha elogiato il ruolo della Malesia quale facilitatore del processo di pace, ha chiesto un maggiore coinvolgimento dei Paesi occidentali nei negoziati e ha sollevato anche questioni legate alla tutela dell'ambiente e alla gestione delle risorse naturali. Secondo il capo negoziatore thailandese, la richiesta di un più ampio coinvolgimento internazionale sembrerebbe finalizzata a esercitare pressioni sulla Thailandia affinché accolga un numero maggiore delle richieste avanzate dal gruppo. Thanut ha tuttavia ribadito che il Governo thailandese non intende rispondere pubblicamente a tali dichiarazioni, ritenendo che il processo di pace debba proseguire esclusivamente attraverso i canali ufficiali.

L'articolo cita inoltre il quotidiano malese New Straits Times, secondo cui il BRN ha riaffermato il proprio impegno a favore del processo di pace, attribuendo la recente escalation delle violenze non a un rifiuto del dialogo, bensì ai lenti progressi dei negoziati.

Parallelamente, il Segretariato per il Dialogo di Pace del BRN ha dichiarato che gli episodi di violenza nella provincia di Pattani sono il risultato della mancanza di progressi nel conflitto, che si protrae da decenni. Il gruppo ha affermato che, dal 2004, la propria lotta armata è stata diretta contro le forze di sicurezza thailandesi, i gruppi sostenuti dal Governo e i progetti ritenuti dannosi per la comunità musulmana malese di Patani, sostenendo al contempo di operare nel rispetto del diritto internazionale umanitario.

Infine, il BRN ha invitato la popolazione civile a evitare le aree interessate dal conflitto, ha espresso apprezzamento nei confronti della Malesia per il ruolo svolto nel facilitare il dialogo e ha sottolineato che un più ampio sostegno da parte della società civile sarà fondamentale per favorire il progresso del processo di pace.

Marsh ottiene il pieno controllo della propria filiale in Thailandia grazie alla liberalizzazione del mercato

A partire dal 1° luglio, è diventato effettivo il passaggio al pieno controllo di Marsh sulla propria attività in Thailandia. Dal 6 luglio, la società opererà ufficialmente con la denominazione Marsh Risk (Thailand) Company Limited, come confermato dal Chief Executive di Marsh Thailand, Derek Heng.

Secondo Heng, si tratta di un traguardo storico che rende Marsh il primo broker assicurativo interamente controllato da capitale estero a ottenere la piena proprietà della propria società nel mercato thailandese.

In precedenza, l'azienda operava con il nome Marsh PB Company, attraverso una joint venture tra Marsh e soci thailandesi. L'acquisizione segna la conclusione di una collaborazione avviata 48 anni fa dal fondatore Piya Jittalan, al quale Heng ha riconosciuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'azienda e nel supporto al management nell'affrontare le peculiarità del mercato locale.

Il CEO ha inoltre sottolineato come questa operazione rappresenti una conferma dell'impegno strategico e di lungo periodo del Gruppo Marsh nei confronti della Thailandia.

L'operazione si inserisce in un più ampio contesto di riforme normative volte a favorire gli investimenti esteri. Lo scorso maggio, infatti, il Consiglio dei Ministri thailandese ha approvato in via preliminare una serie di misure che prevedono l'esenzione di nove categorie di attività economiche dall'obbligo di autorizzazione previsto dal Foreign Business Act. L'iniziativa rientra nella strategia del Governo per ridurre gli oneri burocratici e rendere il Paese più attrattivo per gli investitori internazionali.

L'acquisizione del pieno controllo da parte di Marsh rappresenta quindi uno dei primi esempi concreti degli effetti della progressiva liberalizzazione del quadro normativo thailandese, destinata a favorire una maggiore presenza di imprese a capitale estero nel Paese.

Nestlé investe 23 miliardi di baht in Thailandia per un nuovo polo produttivo ad alta tecnologia

Il Board of Investment (BOI) della Thailandia ha approvato un investimento di 23 miliardi di baht da parte di Nestlé per la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo e centro di distribuzione intelligente nella provincia di Samut Prakan, a sud-est di Bangkok.

Il progetto rientra in un più ampio pacchetto di nove investimenti, per un valore complessivo di 66,3 miliardi di baht (circa 2 miliardi di dollari), con cui il Governo thailandese punta ad attrarre produzioni a maggiore valore aggiunto e a rafforzare le filiere manifatturiere ad alto contenuto tecnologico.

L'impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il quarto trimestre del 2028, avrà una capacità produttiva annua di 170.000 tonnellate di caffè solubile Nescafé, miscele di caffè e bevande pronte al consumo.

Uno degli elementi distintivi dell'investimento è la forte integrazione con la filiera agricola locale. Nestlé prevede infatti di acquistare ogni anno materie prime e prodotti agricoli thailandesi per un valore di circa 4,3 miliardi di baht, tra cui caffè, zucchero e latte fresco. Parallelamente, l'azienda investirà nello sviluppo del comparto agricolo attraverso programmi di ricerca su varietà di caffè più resistenti ai cambiamenti climatici, la distribuzione di piantine di alta qualità e attività di formazione rivolte agli agricoltori sulle pratiche di coltivazione sostenibile.

Secondo il Segretario Generale del Board of InvestmentNarit Therdsteerasukdi, il progetto contribuirà a rafforzare l'intera catena del valore del settore caffeicolo, dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, fino alla logistica e all'export.

Il nuovo stabilimento farà inoltre ampio ricorso a tecnologie avanzate e soluzioni basate sull'Intelligenza Artificiale (AI), con l'obiettivo di trasformare la Thailandia nel principale hub regionale di Nestlé per il caffè destinato ai mercati del Sud-Est asiatico.

L'investimento conferma la fiducia di Nestlé nel mercato thailandese, dove il Gruppo è presente da oltre 130 anni, e rappresenta un ulteriore segnale della crescente attrattività della Thailandia quale destinazione per investimenti industriali ad alto contenuto tecnologico e orientati all'innovazione.

(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

Ultima modifica: Giovedì 6 Agosto 2026