Giovedì 23 Luglio 2026
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L'indagine realizzata attraverso la rete delle Camere di Commercio Italiane all'Estero evidenzia un orientamento ancora favorevole agli investimenti internazionali, nonostante uno scenario globale caratterizzato dall'incertezza.
L'internazionalizzazione continua a rappresentare una leva strategica per la crescita delle imprese italiane. È quanto emerge dall'Osservatorio Assocamerestero 2026, realizzato attraverso la rete delle 86 Camere di Commercio Italiane all'Estero presenti in 64 Paesi, che fotografa aspettative, criticità e prospettive delle aziende impegnate sui mercati internazionali.
L'indagine è stata condotta in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica, politiche protezionistiche, volatilità dei costi energetici e nuove tensioni commerciali. Nonostante questo scenario, il Made in Italy continua a beneficiare di una reputazione solida, sostenuta dalla qualità dei prodotti, dall'affidabilità delle imprese e dalla capacità di adattarsi ai diversi mercati.
Il quadro complessivo restituito dall'Osservatorio è positivo. Il 40% delle Camere descrive il clima nei confronti delle imprese italiane come molto positivo, con domanda in crescita, mentre il 49% lo definisce positivo, pur evidenziando una maggiore selettività rispetto al passato.
Particolarmente favorevole la situazione in America Latina, dove l'80% degli intervistati segnala un contesto molto positivo, anche in relazione alle prospettive di rafforzamento dei rapporti commerciali tra Unione europea e Mercosur. Più prudente, invece, il sentiment registrato nei mercati africani, dove molte imprese preferiscono rinviare decisioni di investimento in attesa di una maggiore stabilità.
Nonostante le incertezze, il 51% delle imprese italiane mantiene una strategia orientata a nuovi investimenti sui mercati internazionali.
L'Osservatorio evidenzia differenze significative tra le diverse aree geografiche. Asia e Stati Uniti continuano a essere percepiti come mercati dinamici e ricchi di opportunità, mentre in Europa prevale un approccio più prudente, orientato soprattutto al consolidamento delle posizioni già acquisite.
Uno degli elementi più rilevanti emersi dall'indagine riguarda i fattori che influenzano la competitività delle imprese italiane.
Per oltre la metà degli intervistati, la capacità di competere sui mercati internazionali dipende sempre meno dal solo valore del prodotto e sempre più dalla costruzione di strategie di medio-lungo periodo. Diventano determinanti la conoscenza delle regole locali, la scelta di partner affidabili e una presenza continuativa sui mercati esteri.
Anche i principali elementi di rischio confermano questo cambiamento. A incidere maggiormente sulle decisioni di investimento sono soprattutto l'aumento dei costi energetici e delle materie prime (57%), mentre le politiche tariffarie e protezionistiche, pur rilevanti, risultano meno determinanti rispetto alla volatilità dei costi e ai rischi finanziari.
Parallelamente cresce la competizione internazionale. La Cina viene indicata dal 77% delle Camere come il principale concorrente del Made in Italy, seguita da Francia (46%) e Germania (43%).
Le aspettative per il prossimo anno restano positive.
L'82% degli intervistati prevede infatti una crescita del Made in Italy nei rispettivi mercati: il 24% si attende una crescita sostenuta, il 58% una crescita moderata, mentre il restante 18% prevede una situazione di stabilità. Nessuna Camera prospetta un rallentamento generalizzato.
Come sottolinea Mario Pozza, Presidente di Assocamerestero:
"Il Made in Italy continua a essere percepito come un riferimento di qualità, stile e reputazione. Questo rappresenta un patrimonio straordinario, ma oggi non è più sufficiente. Nei mercati internazionali contano sempre di più la continuità della presenza, la conoscenza delle regole locali, la capacità di scegliere partner affidabili, di adattare il modello commerciale e di costruire strategie di medio-lungo periodo. La qualità resta il punto di partenza, non il punto di arrivo."
Per approfondire il contenuto, Il Sole 24 Ore ha dedicato un articolo ai principali risultati dell'Osservatorio Assocamerestero 2026.