Giovedì 29 Gennaio 2026
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La Spagna chiuderà il 2025 con un aumento del PIL del 2,9%, molto sopra la media dell’eurozona (1,3%), confermandosi come locomotiva economica europea. Il dinamismo è stato trainato da consumi e investimenti: il potere d’acquisto delle famiglie cresce (+5,3% rispetto al 2019) e il risparmio resta alto (13% del reddito disponibile). La disoccupazione scenderà al 10,4%, ai minimi da prima della crisi del 2008.
Gli investimenti, in aumento del 7,6% su base annua, si concentrano su software e R&S, spingendo verso un’economia più digitale e produttiva. Il deficit pubblico si riduce al 2,5% del PIL, mentre il debito scende al 103%, con la miglior valutazione del rischio sovrano in 15 anni. Il 2026 prevede una crescita più moderata (circa 2,2-2,3%), sostenuta dai fondi europei, dal consumo e dagli investimenti, ma con rischi legati alle esportazioni, all’inflazione e all’invecchiamento della popolazione.
La forte crescita della Spagna, superiore alla media europea, unita alla stabilità dei consumi e agli investimenti in digitale e R&S, rende il Paese un mercato attrattivo per export, partnership e nuovi investimenti. La riduzione di deficit e debito pubblico e la bassa disoccupazione creano un contesto economico più sicuro, mentre il sostegno dei fondi europei favorisce opportunità in settori innovativi e strategici. In sintesi, la Spagna nel 2025 rappresenta un mercato dinamico e resiliente, ideale per le imprese italiane che vogliono espandere la loro presenza internazionale.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)