Terre rare, minerali strategici e critici: scopri le differenze

Mercoledì 27 Maggio 2026

Terre rare, minerali strategici e critici: scopri le differenze

Le terre rare e i minerali critici e strategici rappresentano oggi un insieme di risorse centrali nelle dinamiche dell’economia globale e della transizione tecnologica ed energetica. Pur essendo spesso utilizzati in modo intercambiabile, si tratta di categorie distinte che assumono rilevanza diversa a seconda dei contesti nazionali e delle esigenze industriali.

Gli elementi delle terre rare costituiscono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica, che comprende 15 lantanidi oltre a scandio e ittrio. Nonostante la denominazione, non si tratta di elementi necessariamente rari in natura, ma di risorse diffuse la cui estrazione risulta complessa per via della dispersione nei giacimenti. Sono utilizzati in applicazioni tecnologiche avanzate, tra cui turbine eoliche, veicoli elettrici, batterie, elettronica e sistemi di difesa.

Accanto a questi, i minerali strategici sono generalmente definiti come risorse considerate essenziali per lo sviluppo economico e industriale dei Paesi, con applicazioni in settori ad alta tecnologia, nella difesa e nei processi legati alla transizione energetica. I minerali critici, invece, sono individuati in base ai rischi legati alla sicurezza dell’approvvigionamento, che possono derivare dalla concentrazione geografica della produzione, dalla dipendenza da forniture esterne, da instabilità geopolitiche o da difficoltà di sostituzione.

La distinzione tra minerali strategici e critici non è univoca a livello globale: ogni Paese definisce le proprie liste in funzione delle priorità industriali e della propria esposizione alle catene di approvvigionamento. Inoltre, tali classificazioni possono evolvere nel tempo in relazione ai cambiamenti tecnologici, alle nuove scoperte geologiche e alle dinamiche della domanda internazionale. In questo quadro, alcuni minerali come litio, cobalto, grafite, nichel e niobio sono frequentemente ricompresi nelle principali liste di riferimento.

Le terre rare possono rientrare, a seconda del contesto, sia tra i minerali critici sia tra quelli strategici, evidenziando una sovrapposizione parziale tra le categorie: tutti gli elementi delle terre rare possono essere considerati strategici, mentre non tutti i minerali strategici rientrano nella categoria delle terre rare.

In questo scenario, il Brasile assume un ruolo significativo nel panorama globale delle risorse minerarie. Secondo i dati del Servizio Geologico Brasiliano (SGB), il Paese dispone della seconda riserva mondiale di elementi delle terre rare, pari a circa 21 milioni di tonnellate, equivalenti a circa il 23% delle riserve globali secondo lo United States Geological Survey (USGS). I principali giacimenti sono localizzati negli stati di Minas Gerais, Goiás, Amazonas, Bahia e Sergipe.

Il Brasile si distingue inoltre per la forte dotazione di altri minerali considerati strategici o critici a livello internazionale. In particolare, detiene le maggiori riserve mondiali di niobio, pari al 94% del totale globale con circa 16 milioni di tonnellate. Il Paese occupa anche la seconda posizione mondiale per le riserve di grafite e la terza per quelle di nichel, confermando un posizionamento rilevante nelle catene globali di approvvigionamento di materie prime critiche.

A livello nazionale, il Brasile ha definito un elenco di minerali strategici per lo sviluppo interno attraverso la Risoluzione n. 2 del 18 giugno 2021 del Ministero delle Miniere e dell’Energia. La classificazione distingue tra minerali da importare, minerali utilizzati in prodotti e processi ad alta tecnologia e minerali con vantaggio comparato e potenziale di generare surplus commerciale.

Nel contesto internazionale, queste risorse assumono crescente rilevanza geopolitica, anche per effetto della concentrazione delle capacità di raffinazione e produzione. In particolare, la Cina risulta tra i principali attori nel settore delle terre rare, mentre altri grandi economie, tra cui Stati Uniti e Unione Europea, stanno orientando le proprie strategie verso la diversificazione delle forniture.

Per il Brasile, questo scenario evidenzia un potenziale rilevante all’interno delle catene globali, ma anche una sfida legata allo sviluppo delle fasi industriali successive all’estrazione, come lavorazione e raffinazione, ancora non pienamente consolidate. Tale aspetto incide sulla capacità del Paese di trattenere maggiore valore lungo la filiera e di ridurre la dipendenza da prodotti a più alto contenuto tecnologico.

Nel complesso, il tema dei minerali critici e strategici si conferma un fattore strutturale nelle trasformazioni dell’economia globale, con impatti diretti sulle dinamiche industriali, energetiche e commerciali.

Ultima modifica: Mercoledì 27 Maggio 2026