Mercoledì 11 Febbraio 2026
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Per il 2050 l’Unione Europea ha fissato un obiettivo climatico ambizioso: il raggiungimento della neutralità climatica. La Germania intende anticipare questo traguardo al 2045 e ridurre del 65% le proprie emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Ad oggi, le emissioni tedesche si sono ridotte del 48,2% rispetto al 1990.
Dal punto di vista energetico, il 2025 appena concluso rappresenta un anno record per l’uso delle energie rinnovabili in Europa. Infatti, come emerso dal European Electricity Review del think tank energetico Ember, per la prima volta le rinnovabili hanno generato più elettricità delle fonti fossili. A trainare il sorpasso delle rinnovabili è stato il solare, seguito dall’eolico. L’Italia e la Germania sono leader europei per capacità di batterie di grandi dimensioni: la Germania supera i 12 GW di capacità totale (operativa + pipeline), mentre l’Italia si attesta appena sotto, con circa 11–12 GW complessivi. Entrambi i Paesi presentano inoltre livelli operativi già oggi superiori a quelli di qualunque altro Stato dell’UE, confermando il loro primato nello sviluppo delle batterie grid-scale.
Oltre all’utilizzo sempre più massiccio delle energie rinnovabili, l’innovazione ecologica e lo sviluppo di nuovi sistemi di riduzione delle emissioni rappresentano un passaggio fondamentale per il raggiungimento della neutralità climatica.
Carbon Capture Storage and Usage
Tra le innovazioni tecnologiche capaci di limitare le emissioni, evitando che vengano rilasciate nell’atmosfera, rientrano i sistemi di carbon capture storage (CCS) e carbon capture utilisation (CCU). Lo sviluppo di questa tecnologia si articola in tre fasi: la cattura della CO₂ prodotta dalla generazione di energia o dalle attività industriali, il suo trasporto e, infine, lo stoccaggio in profondità nel sottosuolo. Nei sistemi CCU le emissioni vengono poi reintrodotte nei processi produttivi. Ma quanta CO₂ permettono effettivamente di catturare questi sistemi? In Italia, secondo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) sottoscritto nel 2024, entro il 2030 verranno catturati 4 milioni di tonnellate di CO₂, che dovrebbero raggiungere i 20-40 milioni entro il 2050. Tuttavia, considerando che l’implementazione di questa tecnologia è ancora agli inizi, mancano stime più precise. Se questi dati venissero confermati, l’Italia rappresenterebbe un hub europeo primario per questa tecnologia all’avanguardia.
Anche in Germania l’attenzione verso le tecnologie CCS e CCU sta diventando sempre più rilevante. Ad agosto 2025, il governo tedesco ha adottato un disegno di legge per promuovere la costruzione su larga scala di infrastrutture per lo stoccaggio e il trasporto della CO2, stabilendo che alcuni progetti siano considerati “di interesse pubblico prevalente”, semplificando così pianificazione, autorizzazioni e realizzazione. Secondo lo studio Klimaneutrales Deutschland, co-redatto dall’Istituto di Wuppertal, a partire dal 2030 verranno stoccate 3 megatonnellate di CO₂ all’anno, 15 megatonnellate dal 2035, 31 megatonnellate dal 2040 e 45 megatonnellate dal 2045.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM))