Lunedì 30 Marzo 2026
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La Danimarca custodisce una storia importante legata alla produzione di frutta e verdura ed al lavoro agricolo. In questi ultimi decenni, però, altri settori del mercato si stanno sviluppando enormemente, soprattutto quelli legati all’innovazione, alle energie rinnovabili e alla ricerca. Il settore ortofrutticolo, al contrario, sta vivendo un periodo di difficoltà.
Negli ultimi vent’anni, infatti, la produzione interna di frutta e verdura ha subito un sostanziale e costante calo, con un mercato che, con il tempo, ha dato la possibilità solo alle grandi aziende di restare competitive, rendendo la filiera del settore più vulnerabile e con una minore varietà di prodotti.
Le ragioni strutturali di questo declino si riscontrano nei costi elevati della manodopera e dell'energia, che hanno permesso alla concorrenza estera di avere successo.
Oggi solo il 9% della frutta e il 26% delle verdure consumate in Danimarca sono di origine nazionale. In una generazione si è passati da una sostanziale autosufficienza a una situazione in cui la grande maggioranza di frutta e ortaggi è importata. Si stima che circa il 74% degli ortaggi e l’81% della frutta sul mercato danese provengano dall’estero, in larga parte da altri Paesi UE, in particolare dall’Europa meridionale, come Spagna e Italia.
Questa situazione evidenzia una chiara discrepanza tra ciò che la Danimarca produce in maggiore quantità, principalmente carne, latte e cereali, e ciò che viene raccomandato dalle linee guida per un’alimentazione più equilibrata e sostenibile, che prevede un maggiore consumo di frutta, verdura e legumi. Tale squilibrio non riguarda solo il sistema produttivo, ma si riflette anche nelle abitudini alimentari dei consumatori, che spesso non raggiungono le quantità consigliate di alimenti vegetali. Per esempio, la maggior parte dei giovani sotto i 25 anni non sa indicare quali sono le loro verdure di stagione. Colmare questa distanza, quindi, richiede sia un cambiamento nelle scelte alimentari sia una maggiore valorizzazione e disponibilità di prodotti vegetali, attraverso il rafforzamento dell’educazione alimentare e la promozione della sensibilizzazione sul valore dei prodotti locali e stagionali.
Nel 2025 Madkulturen – l’organizzazione danese che lavora su cultura alimentare e politiche del cibo, ha riunito 32 rappresentanti della filiera di frutta e verdura in un gruppo di riflessione sul cibo chiamato Madtanken.
L’organizzazione ha valutato il bisogno di partire con un’iniziativa nazional popolare che metta al centro il consumo di frutta e verdura, che aiuti le piccole e microimprese locali a crescere tramite diminuzione di burocrazia, abbassamento delle accise sul diesel, e riallocazione dei sussidi. Soprattutto, Madkulturen chiede di utilizzare i sussidi provenienti dall’Unione Europea per il settore ortofrutticolo, per la creazione di serre efficienti a livello energetico e per investimenti sulla tecnologia in campo agricolo.
Inoltre, Madkulturen sottolinea anche come l’educazione alimentare dovrebbe partire dalla scuola, dai ristoranti e dalle famiglie stesse che devono insegnare ai loro figli come consumare frutta e verdura in modo responsabile e corretto. Secondo l’organizzazione, ci sarebbe bisogno di creare campagne di sensibilizzazione mirate, per insegnare quali sono i prodotti ortofrutticoli di stagione, per approfondire l’importanza dei prodotti a chilometro zero per salute, clima, sicurezza alimentare, e identità culturale e per riavvicinare nuovamente i consumatori alla terra, da cui i prodotti che comprano provengono.
La forte dipendenza dalle importazioni rappresenta oggi una caratteristica strutturale del sistema alimentare danese. Rafforzare la produzione locale di frutta e verdura, soprattutto attraverso innovazione tecnologica e serre ad alta efficienza energetica, può contribuire a rendere il sistema più resiliente e sostenibile.
Allo stesso tempo, l’importazione continuerà a svolgere un ruolo fondamentale per garantire varietà, continuità di approvvigionamento e competitività dei prezzi. In questo contesto, i Paesi del Sud Europa, e in particolare l’Italia, rappresentano partner naturali per la Danimarca. Grazie a un settore ortofrutticolo altamente sviluppato, agli standard qualitativi elevati e alla posizione di vicinanza, all’interno del mercato unico europeo, i prodotti italiani possono integrare l’offerta locale soprattutto nei periodi in cui la produzione danese è limitata.
Il futuro del settore ortofrutticolo danese potrebbe quindi basarsi su un equilibrio tra rafforzamento della produzione locale e collaborazioni commerciali solide all’interno dell’Unione Europea, dove l’Italia può giocare un ruolo strategico come fornitore affidabile di prodotti di qualità. In questa prospettiva, il mercato danese rappresenta un’interessante opportunità per le imprese italiane del settore agroalimentare che vogliono espandere la propria presenza nel Nord Europa.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)