Intelligenza Artificiale: Il Lussemburgo ritiene necessario rivedere l'orientamento professionale e l'apprendimento permanente per preservare l'occupabilità e la competitività industriale

Lunedì 30 Marzo 2026

Intelligenza Artificiale: Il Lussemburgo ritiene necessario rivedere l'orientamento professionale e l'apprendimento permanente per preservare l'occupabilità e la competitività industriale

Di fronte alla rapida evoluzione tecnologica, le aziende sono alla ricerca di candidati sempre più qualificati per garantire che i propri dipendenti possiedano le basi accademiche necessarie per adattarsi a nuovi strumenti e processi.

In un mercato del lavoro cupo, le previsioni di assunzioni nel settore industriale in Lussemburgo sono in aumento del 53,65%. Mentre il livello di competenze richieste aumenta, Fedil, la Federazione degli industriali del Lussemburgo, si batte affinché il sistema educativo si allinei alle aspettative delle aziende.

Nell'indagine biennale "Le qualifiche di domani nell'industria" della si evince la  tendenza in termini di intenzione di reclutamento e targeting dei profili più ricercati.

Nei prossimi due anni, si prevede che il settore industriale creerà 3.027 posti di lavoro, con un aumento del 53,65% rispetto alle previsioni del 2024. Di questi, 1.715 sono nuove posizioni (56,66%), mentre 1.312 sono sostituzioni. La maggiore richiesta riguarda ruoli nel settore manifatturiero e dei processi industriali, con 1.518 posizioni. Seguono il settore edile (590 posizioni, di cui 331 nuove), ruoli di supporto IT (394 posizioni) e ruoli nei trasporti (138 posizioni).

In particolare, tra tutte le previsioni di assunzioni e i programmi di formazione desiderati, le lauree triennali sono salite per la prima volta al primo posto con il 34,6%, segnando un aumento significativo rispetto al 2024 (17,5%). Seguono i diplomi di formazione professionale (DAP) con il 28,2% e la formazione tecnica al terzo posto (12,4%). Le qualifiche più elevate – lauree triennali e magistrali/dottorati – sono più richieste nei settori industriale, del supporto amministrativo e del supporto IT.

Di fronte ai rapidi progressi tecnologici, le aziende stanno dando priorità a questo livello di qualificazione per garantire che i dipendenti possiedano le basi accademiche necessarie per adattarsi a nuovi strumenti e processi.

Tra questi nuovi strumenti c'è l'intelligenza artificiale (IA), considerata un importante motore di trasformazione che influenza sia il mercato del lavoro che le esigenze formative.

Secondo Fedil, l’AI ha un impatto sul contesto generale del mercato, tanto quanto sulla situazione economica dell'industria. Per affrontare questa evoluzione, la federazione ritiene che l'attenzione debba essere rivolta allo sviluppo delle competenze durante la formazione iniziale, la formazione continua e la riqualificazione. L'IA non dovrebbe essere trattata in modo isolato, ma piuttosto come una sfida globale che richiede una profonda revisione dell'orientamento professionale e dell'apprendimento permanente per preservare l'occupabilità e la competitività industriale.

Sebbene lo studio costituisca un indicatore chiave della creazione di posti di lavoro, rappresenta anche un campanello d'allarme per il governo. René Winkin, direttore di Fedil, sottolinea la necessità di un orientamento scolastico più preciso per allineare meglio i programmi accademici alle reali esigenze delle imprese. Questo messaggio è stato recepito chiaramente dai tre ministri presenti alla presentazione dello studio mercoledì 11 marzo: Claude Meisch, Ministro dell'Istruzione; Stéphanie Obertin, Ministro dell'Istruzione Superiore; e Marc Spautz, Ministro del Lavoro.

Claude Meisch ha sottolineato l'importanza dell'orientamento professionale precoce, a partire dalla scuola primaria, "mirato a stimolare l'interesse dei giovani per la scienza e le attività manuali", e la necessità di offrire percorsi flessibili, inclusi programmi di formazione condensati e ponti verso l'istruzione superiore, per promuovere le professioni tecniche.

Stéphanie Obertin ha sottolineato la responsabilità collettiva di aziende e istituti scolastici nell'investire nel capitale umano. Di fronte alla transizione ecologica e alla trasformazione digitale, ha ribadito la necessità di formare ingegneri, tecnici e professionisti ibridi in grado di muoversi tra l'industria e l'IT.

Marc Spautz ha auspicato una stretta collaborazione tra gli attori economici per adattare la forza lavoro alle future sfide dell'industria, sottolineando l'imperativo di investire nella formazione continua per colmare il divario tra titoli accademici ed esigenze pratiche. "La nostra strategia deve basarsi su una migliore identificazione dei talenti e sull'implementazione di programmi di transizione professionale più agili".

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)

Ultima modifica: Lunedì 30 Marzo 2026