Martedì 1 Settembre 2026
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Nell’ambito della Strategia per l'Industria della Difesa presentata il 26 marzo scorso dal Ministro dell'Economia, Lex Delles, e dal Ministro della Difesa, Yuriko Backes, il governo lussemburghese intende creare un sistema di licenze per la produzione di attrezzature, software e tecnologie militari in Lussemburgo.
Il Lussemburgo ha una lunga tradizione nell'acquisto di attrezzature militari e nel controllo delle relative esportazioni. Ora, si concede il diritto di produrle. La bozza di legge, pubblicata venerdì 31 luglio, istituisce per la prima volta un quadro normativo specificamente dedicato alla produzione di prodotti per la difesa, compresi linee di assemblaggio, munizioni e veicoli blindati ma anche satelliti militari, apparecchiature elettroniche, software, tecnologie, integrazione di componenti, collaudo e riparazione.
Questo permetterebbe al Lussemburgo di far si’ che una quota maggiore degli sforzi militari del Paese ritorni all'economia nazionale, sotto forma di investimenti, partnership, posti di lavoro e capacità tecnologiche sviluppando la propria base industriale e tecnologica nel settore della difesa.
Qualsiasi azienda che desideri produrre un prodotto incluso nell'elenco comune europeo delle attrezzature militari (CLI) deve ottenere l'approvazione del Ministro dell'Economia. Questo elenco europeo comprende 22 categorie: include armi e munizioni, ma anche veicoli, navi, aeromobili, veicoli spaziali, apparecchiature elettroniche, sistemi di controllo del tiro, software e tecnologie militari.
L'approvazione identificherà il produttore, il suo amministratore, il sito di produzione e i prodotti che sarà autorizzato a fabbricare. L'autorizzazione, che avrà una durata massima di cinque anni, rinnovabili, non consentirà la produzione indiscriminata di tutti i tipi di attrezzature militari ma potrà essere limitata a una sola attività, a un solo sito e a una sola categoria di prodotti. La due diligence si estenderà al capitale sociale dell'azienda. Il richiedente dovrà rivelare l'identità dei suoi amministratori, dei membri degli organi di governo, degli azionisti o soci e dei titolari effettivi. La normativa non prevede una soglia minima di partecipazione azionaria. Interpretata letteralmente, potrebbe richiedere a un'azienda di identificare tutti i suoi azionisti, compresi i minori. Il governo verificherà anche la loro integrità: potrà consultare i precedenti penali lussemburghesi ed esteri, nonché esaminare i procedimenti penali in corso, i verbali di polizia e i documenti relativi a eventi risalenti fino a dieci anni prima. Una domanda può rimanere sospesa fino al completamento di un'indagine preliminare o di un'inchiesta preparatoria.
Il disegno di legge modificherà anche il regime di intermediazione nel settore militare. Per diventare intermediari di prodotti legati alla difesa, le aziende dovranno essere in possesso della nuova licenza di produttore da più di cinque anni. Il Lussemburgo manterrà quindi il periodo di esperienza già previsto dalla legge del 2018, ma ne sostituirà la base giuridica. Alle aziende che già producono in Lussemburgo verrà concessa un'autorizzazione provvisoria per dodici mesi dopo l'entrata in vigore della legge; dovranno utilizzare questo periodo per registrare i propri amministratori e proprietari, dimostrare la propria buona reputazione e adeguare i propri stabilimenti alle normative vigenti.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)