Sabato 19 Settembre 2026
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La crescita dei grandi progetti di investimento in Argentina, sostenuti dal RIGI (Regime di Incentivo per Grandi Investimenti), sta creando nuove opportunità per le imprese locali specializzate in infrastrutture, energia e tecnologie industriali. Tra queste si distingue INFYA, azienda argentina specializzata in ingegneria elettrica, automazione industriale e produzione di E-Houses, strutture elettriche modulari utilizzate in impianti industriali complessi. L’azienda sta beneficiando dello sviluppo di importanti progetti nei settori del litio, rame, Vaca Muerta, oil & gas e infrastrutture energetiche.
Un punto di forza di INFYA è il suo ruolo di contractor EPC (Engineering, Procurement & Construction), che le permette di gestire diverse fasi dei progetti: dalla progettazione alla produzione, dalla fornitura delle apparecchiature all’automazione, fino all’installazione e alla messa in servizio. La capacità di integrare diverse competenze e di collaborare con partner tecnologici specializzati consente all’azienda di offrire soluzioni complete per progetti industriali di elevata complessità.
La crescita degli investimenti legati al RIGI rappresenta anche un’opportunità per la filiera tecnologica internazionale. Il regime favorisce infatti il ricorso a fornitori locali competitivi, creando le condizioni per lo sviluppo di partnership industriali e catene di fornitura. In questo contesto, aziende come INFYA possono rappresentare un punto di ingresso per le tecnologie italiane nel mercato argentino, attraverso accordi di fornitura, subfornitura e collaborazione industriale.
Le opportunità riguardano in particolare le imprese italiane attive nell’automazione industriale, componentistica elettrica, meccatronica, energia e rinnovabili, mining, oil & gas, sistemi di controllo e strumentazione e ingegneria industriale. Per queste aziende, collaborare con contractor e integratori argentini già coinvolti nei grandi progetti può permettere di entrare nel mercato senza assumere necessariamente il ruolo di contractor principale. L’Italia può infatti partecipare come technology provider, subfornitore o partner industriale, portando nei progetti argentini il proprio know-how e la propria capacità tecnologica.
(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)
Nell’ambito della Strategia per l'Industria della Difesa presentata il 26 marzo scorso dal Ministro dell'Economia, Lex Delles, e dal Ministro della Difesa, Yuriko Backes, il governo lussemburghese intende creare un sistema di licenze per la produzione di attrezzature, software e tecnologie militari in Lussemburgo.
Il Lussemburgo ha una lunga tradizione nell'acquisto di attrezzature militari e nel controllo delle relative esportazioni. Ora, si concede il diritto di produrle. La bozza di legge, pubblicata venerdì 31 luglio, istituisce per la prima volta un quadro normativo specificamente dedicato alla produzione di prodotti per la difesa, compresi linee di assemblaggio, munizioni e veicoli blindati ma anche satelliti militari, apparecchiature elettroniche, software, tecnologie, integrazione di componenti, collaudo e riparazione.
Questo permetterebbe al Lussemburgo di far si’ che una quota maggiore degli sforzi militari del Paese ritorni all'economia nazionale, sotto forma di investimenti, partnership, posti di lavoro e capacità tecnologiche sviluppando la propria base industriale e tecnologica nel settore della difesa.
Qualsiasi azienda che desideri produrre un prodotto incluso nell'elenco comune europeo delle attrezzature militari (CLI) deve ottenere l'approvazione del Ministro dell'Economia. Questo elenco europeo comprende 22 categorie: include armi e munizioni, ma anche veicoli, navi, aeromobili, veicoli spaziali, apparecchiature elettroniche, sistemi di controllo del tiro, software e tecnologie militari.
L'approvazione identificherà il produttore, il suo amministratore, il sito di produzione e i prodotti che sarà autorizzato a fabbricare. L'autorizzazione, che avrà una durata massima di cinque anni, rinnovabili, non consentirà la produzione indiscriminata di tutti i tipi di attrezzature militari ma potrà essere limitata a una sola attività, a un solo sito e a una sola categoria di prodotti. La due diligence si estenderà al capitale sociale dell'azienda. Il richiedente dovrà rivelare l'identità dei suoi amministratori, dei membri degli organi di governo, degli azionisti o soci e dei titolari effettivi. La normativa non prevede una soglia minima di partecipazione azionaria. Interpretata letteralmente, potrebbe richiedere a un'azienda di identificare tutti i suoi azionisti, compresi i minori. Il governo verificherà anche la loro integrità: potrà consultare i precedenti penali lussemburghesi ed esteri, nonché esaminare i procedimenti penali in corso, i verbali di polizia e i documenti relativi a eventi risalenti fino a dieci anni prima. Una domanda può rimanere sospesa fino al completamento di un'indagine preliminare o di un'inchiesta preparatoria.
Il disegno di legge modificherà anche il regime di intermediazione nel settore militare. Per diventare intermediari di prodotti legati alla difesa, le aziende dovranno essere in possesso della nuova licenza di produttore da più di cinque anni. Il Lussemburgo manterrà quindi il periodo di esperienza già previsto dalla legge del 2018, ma ne sostituirà la base giuridica. Alle aziende che già producono in Lussemburgo verrà concessa un'autorizzazione provvisoria per dodici mesi dopo l'entrata in vigore della legge; dovranno utilizzare questo periodo per registrare i propri amministratori e proprietari, dimostrare la propria buona reputazione e adeguare i propri stabilimenti alle normative vigenti.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l)
Il settore metalmeccanico rappresenta un pilastro economico fondamentale sia per l’Italia che per la Germania. Entrambi i Paesi, con strutture industriali complementari, offrono solide prospettive di crescita e ampie opportunità di collaborazione in questo comparto strategico.
Nel 2024, l’Italia ha registrato un fatturato superiore ai 146 miliardi di euro, con una crescita prevista tra il 5% e l’8% per il 2025. Il mercato italiano è fortemente orientato all’innovazione, grazie a un’accelerazione verso la digitalizzazione e all’adozione di tecnologie Industria 4.0 e 5.0, che includono un crescente uso di intelligenza artificiale e machine learning per migliorare efficienza e sostenibilità produttiva. Nonostante le sfide legate all’aumento dei costi energetici e alla carenza di competenze specializzate, le imprese italiane investono intensamente in ricerca e sviluppo, supportate da programmi nazionali come “Transizione 5.0” e da agevolazioni fiscali dedicate all’innovazione.
La Germania si conferma il principale partner commerciale dell’industria metalmeccanica italiana, rappresentando oltre il 25% delle importazioni italiane di macchinari e il secondo mercato di destinazione per le esportazioni italiane, con una quota superiore al 10%. Questa solida relazione commerciale evidenzia l’importanza di rafforzare ulteriormente le collaborazioni bilaterali, favorendo scambi tecnologici e commerciali strategici.
Guardando al futuro, la crescente integrazione delle filiere produttive e gli investimenti congiunti in sostenibilità e innovazione digitale saranno elementi chiave per consolidare la competitività di entrambi i Paesi sui mercati globali. La cooperazione italo-tedesca nel metalmeccanico promette così di diventare un motore di crescita sostenibile e innovazione negli anni a venire.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM))