Venerdì 28 Agosto 2026
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La Serbia dispone di una delle sue risorse naturali più preziose: il terreno agricolo coltivabile. Sebbene venga spesso indicata come un Paese con un enorme potenziale agricolo, gli esperti avvertono che questo vantaggio non viene ancora sfruttato nella misura necessaria per garantire una crescita economica più sostenuta, un aumento delle esportazioni e uno sviluppo più rapido delle aree rurali. I dati mostrano che ogni abitante della Serbia dispone, in media, di circa 52 are (0,52 ettari) di terreno coltivabile, un dato che colloca il Paese tra quelli con un rapporto tra superficie agricola e popolazione decisamente più favorevole rispetto a gran parte del resto del mondo.
Secondo l'ultimo Censimento dell'agricoltura pubblicato nel 2024 dall'Ufficio Statistico della Repubblica di Serbia, il Paese dispone di 4.073.703 ettari di superficie agricola, dei quali 3.257.100 ettari sono effettivamente utilizzati. Su queste superfici operano oltre mezzo milione di aziende agricole, per un totale di 508.365, di cui 506.323 sono aziende agricole familiari, mentre 2.042 sono persone giuridiche o imprenditori. Attualmente 313.495 aziende e produttori si dedicano all'allevamento.
Dietro questi numeri si cela anche uno dei principali problemi dell'agricoltura serba: l'eccessiva frammentazione dei terreni. Oltre tre milioni di ettari di terra coltivata sono suddivisi in ben 19 milioni di particelle, una situazione che rende molto più difficile la modernizzazione della produzione, l'impiego di macchinari agricoli moderni e l'aumento della produttività. Per questo motivo gli esperti descrivono spesso il settore agricolo come la più grande fabbrica a cielo aperto del Paese, ma anche come una fabbrica il cui potenziale produttivo è ancora lontano dall'essere pienamente sfruttato.
Nel corso del 2024, la Serbia ha esportato prodotti agroalimentari per un valore di 5,1 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno raggiunto 3,9 miliardi di euro. Il saldo commerciale positivo è stato quindi di circa 1,2 miliardi di euro, confermando che l'agricoltura continua a rappresentare uno dei principali settori esportatori dell'economia nazionale.
Per garantire uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo, tuttavia, non è sufficiente aumentare la produzione. È fondamentale preservare le risorse naturali, in particolare l'acqua. Gli investimenti nei sistemi di irrigazione e nella gestione efficiente delle risorse idriche sono considerati tra i presupposti essenziali per assicurare raccolti più stabili, soprattutto in un contesto caratterizzato da siccità sempre più frequenti e dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Un ulteriore potenziale di crescita risiede nell'integrazione tra agricoltura e turismo. Le aziende agrituristiche, gli itinerari enologici, le manifestazioni etnografiche e l'offerta gastronomica possono generare nuove fonti di reddito per le comunità rurali, contribuendo al tempo stesso a rendere i villaggi più attrattivi sia per chi desidera viverci sia per gli investitori.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)