Elettronica

Giovedì 17 Settembre 2026

Santa Fe si consolida come hub internazionale per la ricerca e sviluppo tecnologico

La presenza di imprese tecnologiche internazionali sta rafforzando il ruolo di Santa Fe come polo di ricerca, sviluppo e innovazione con una crescente proiezione internazionale. Un caso significativo è quello della filiale argentina della società tecnologica statunitense PPST, insediata nel Parque Tecnológico Litoral Centro (PTLC), che ha trasformato la propria struttura di Santa Fe nel centro globale del gruppo dedicato alla ricerca e sviluppo di prodotti elettronici ad alta complessità.

Dal 2022 a oggi, PPST ha quasi raddoppiato il proprio organico, passando da circa 11 a quasi 20 professionisti, e ha ampliato gli spazi operativi da 60 a circa 150 m². Il team argentino sviluppa fonti di potenza programmabili impiegate per la verifica e il collaudo di dispositivi elettronici, con prodotti destinati a importanti clienti internazionali, tra cui Boeing, Airbus, Eaton e General Electric. La scelta di Santa Fe risponde soprattutto alla disponibilità di personale altamente qualificato e alla vicinanza con università e istituzioni accademiche.

Il caso PPST evidenzia quindi una caratteristica strategica del territorio: Santa Fe non rappresenta soltanto un mercato di sbocco, ma può diventare una piattaforma per sviluppare tecnologie destinate ai mercati globali. In questa direzione si muove anche il Parque Tecnológico Litoral Centro, che punta ad ampliare la propria internazionalizzazione e ad attrarre imprese straniere interessate a insediare centri di ricerca e sviluppo. Il PTLC prevede inoltre circa 2,5 milioni di dollari di investimenti in nuove infrastrutture rivolte a imprese dei settori tecnologico, elettronico, ICT e biotecnologico.

Per le imprese italiane si apre una prospettiva di collaborazione che va oltre il tradizionale interscambio commerciale e può coinvolgere settori quali elettronica, meccatronica, automazione, software, Industria 4.0, biotecnologie e ingegneria. In questo contesto, Santa Fe può rappresentare un interessante punto di accesso per aziende italiane interessate a sviluppare attività di ricerca e innovazione in Argentina, attraverso partnership con imprese locali, università, centri di ricerca e il PTLC. Questa evoluzione rappresenta un'opportunità per favorire nuovi collegamenti tra il sistema produttivo italiano e l'ecosistema tecnologico santafesino, promuovendo Santa Fe come possibile hub di R&S rivolto ai mercati internazionali.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)

Ultima modifica: Giovedì 17 Settembre 2026
Giovedì 17 Settembre 2026

Il settore dello storage e delle batterie in Germania: crescita record del mercato e prospettive per l'indotto italiano

Il primo trimestre 2026 ha segnato un punto di svolta strutturale per il mercato tedesco dell'accumulo energetico. Secondo l'agenzia federale Germany Trade & Invest (GTAI), nei primi tre mesi dell'anno la capacità installata è cresciuta di oltre 2,2 gigawattora, portando il parco complessivo tedesco a 27,8 GWh distribuiti su circa 2,5 milioni di sistemi. Su base annua la capacità totale è aumentata del 38%, ma il dato più significativo riguarda la composizione della crescita: i grandi accumuli di scala industriale (Großbatteriespeicher) sono cresciuti del 119%, quelli commerciali del 58%, mentre il segmento residenziale — storicamente dominante — si è sostanzialmente stabilizzato. Il Bundesverband Solarwirtschaft (BSW-Solar), elaborando i dati del Marktstammdatenregister della Bundesnetzagentur, conferma la tendenza con una lettura ancora più marcata: nel segmento oltre 1 MWh il nuovo installato è cresciuto di circa il 270-290% rispetto al primo trimestre 2025, mentre gli accumuli commerciali (20 kWh–1 MWh) sono aumentati del 42%. Il mercato tedesco sta quindi migrando rapidamente dal behind-the-meter domestico verso l'infrastruttura di sistema, con implicazioni dirette sulla tipologia di componentistica richiesta.

Un comparto da 15,2 miliardi di euro

Sul piano economico, il Bundesverband Energiespeicher Systeme (BVES) quantifica il fatturato complessivo del comparto accumulo (elettrico e termico) in circa 15,2 miliardi di euro nel 2025, in netta ripresa rispetto agli 11,6 miliardi del 2024, con una previsione di 17,1 miliardi per il 2026 e un potenziale stimato fino a 19 miliardi. Il motore della crescita è il segmento infrastruttura di sistema (+72%, a 5,5 miliardi), seguito da Haushalt & Gebäude (+15%, a 7,5 miliardi) e Industria & Commercio (+20%, a 1,2 miliardi). Particolarmente interessante per i fornitori è il segmento degli accumuli termici ad alta temperatura per calore di processo, uscito dalla fase pilota: da 80 milioni di euro nel 2025 il BVES stima un potenziale 2026 compreso tra 180 e 230 milioni. Sul fronte industriale, il ZVEI (Zentralverband Elektrotechnik- und Elektronikindustrie) rileva che il mercato tedesco delle batterie ha raggiunto nel 2025 un volume di 22,4 miliardi di euro (+9%), con una produzione nazionale record di 8,1 miliardi (+11%) e un balzo del 28% nelle sole batterie agli ioni di litio (4,6 miliardi).

Batterie: cresce la domanda di una filiera europea

È proprio nella struttura di questo mercato che si apre lo spazio per l'indotto italiano. Il ZVEI segnala con preoccupazione che le importazioni tedesche di batterie hanno raggiunto i 22 miliardi di euro, di cui circa 11 miliardi dalla sola Cina (+25%), mentre l'export tedesco si è fermato a 7,8 miliardi. Il presidente del Fachverband Batterien, Christian Rosenkranz, ha esplicitamente indicato come a rischio non l'approvvigionamento in sé, ma la competitività e la resilienza dell'ecosistema batterie europeo. La risposta politica — sostenuta dall'obiettivo UE di coprire almeno il 40% del fabbisogno annuo di celle con produzione interna entro il 2030 — genera una domanda strutturale di fornitori europei affidabili, esattamente il posizionamento naturale della meccanica di precisione e dell'elettronica di potenza italiane. Il Fraunhofer ISI stima che la Germania possa concentrare da sola circa 400 GWh di capacità produttiva di celle, oltre un quarto del totale europeo, pur segnalando che circa due terzi dei progetti annunciati sono ancora in fase di pianificazione e soggetti a un tasso di realizzazione storicamente compreso tra il 60 e il 70%.

Dove si aprono le opportunità per le PMI italiane

Le opportunità concrete per le PMI italiane si concentrano su tre direttrici. La prima è la componentistica di sistema: un impianto BESS commerciale da 1 MWh costa oggi tra 300 e 450 EUR/kWh chiavi in mano, di cui solo 150-250 EUR/kWh sono riconducibili alle celle; il resto è elettronica di potenza, trasformatori, integrazione, quadristica e opere accessorie, segmenti dove il valore aggiunto italiano è competitivo e dove la commoditizzazione asiatica non è ancora dominante. La seconda è la meccanica di produzione: la costruzione delle gigafactory tedesche richiede impianti di rivestimento elettrodi, sistemi di assemblaggio, automazione di linea, controllo qualità ed end-of-line testing, ambiti in cui la filiera piemontese ed emiliana è già strutturata sull'automotive. La terza, meno presidiata, riguarda gli accumuli termici industriali e i sistemi di buffering per l'infrastruttura di ricarica pesante, segnalati dal BVES come mercati in accelerazione.

Il fattore critico per l'accesso resta il quadro regolatorio, che è al tempo stesso il principale acceleratore e il principale rischio del mercato. L'esenzione ventennale dagli oneri di rete prevista dal § 118 comma 6 EnWG per gli impianti allacciati entro agosto 2029 sta generando una forte pressione a investire nel breve periodo, ma la Bundesnetzagentur ha avviato da gennaio 2026 il procedimento AgNes per la riforma complessiva della tariffazione di rete, con possibile anticipazione del termine. Parallelamente, la disponibilità di capacità di allaccio è diventata il vero collo di bottiglia: a fine 2024 i gestori della rete di trasmissione avevano già ricevuto circa 650 richieste di connessione per grandi accumuli, per complessivi 226 GW di potenza, a fronte di appena 2,4 GW effettivamente in esercizio. La conseguenza è un passaggio diffuso dal principio cronologico a procedure di ripartizione e di first ready, first served: l'azienda italiana che fornisce componenti deve quindi essere pronta a documentare tempi di consegna certi e conformità tecnica già in fase di autorizzazione del progetto.

Conformità e tracciabilità: requisiti per entrare nella filiera

Come già osservato nei comparti edilizia e idrotermosanitario, la conformità normativa è il vero passaporto commerciale. Per il settore storage ciò significa certificazione secondo VDE-AR-N 4105 e VDE-AR-N 4110 per l'allacciamento, Einheitenzertifikat e Anlagenzertifikat, conformità al Regolamento UE 2023/1542 sulle batterie e — con scadenza febbraio 2027 — predisposizione al Battery Passport, che imporrà la tracciabilità digitale della catena del valore. Le imprese italiane che sapranno anticipare questi requisiti, presentandosi al Mittelstand tedesco non come fornitori di prodotto ma come partner di sistema con documentazione digitale completa, troveranno in Germania un mercato che nei prossimi quattro anni dovrà moltiplicare più volte la propria capacità di accumulo e che, per ragioni di sicurezza industriale prima ancora che commerciali, ha un interesse strategico esplicito a diversificare i propri fornitori all'interno dell'Unione Europea.

 

FONTI

Germany Trade & Invest — GTAI (2026). Germany Books Record Increase in Energy Storage Batteries, 11.05.2026, Berlin. https://www.gtai.de/en/invest/industries/mobility/automotive-industry/ge...

Bundesnetzagentur für Elektrizität, Gas, Telekommunikation, Post und Eisenbahnen (2026). Stromspeicher — Häufig gestellte Fragen zu Netzanschluss, Betrieb und Netzentgelten; Auswertung des Marktstammdatenregisters (MaStR); Orientierungspunkte zu Speichernetzentgelten (Festlegungsverfahren AgNes), Bonn. https://www.bundesnetzagentur.de/DE/Fachthemen/ElektrizitaetundGas/Speic...

BVES — Bundesverband Energiespeicher Systeme e.V. (2026). BVES-Branchenanalyse 2026: Energiespeicherbranche in Deutschland, Marktstudie durchgeführt von 3EnergyConsulting (3EC), Berlin. https://www.bves.de/

BSW — Bundesverband Solarwirtschaft e.V. (2026). Rekordzubau bei Batteriespeichern, Auswertung von Daten der Bundesnetzagentur, 03.05.2026; Batteriespeicherkapazität binnen 4 Jahren verfünffacht, 12.01.2026, Berlin. https://www.solarwirtschaft.de/

ZVEI e.V. — Verband der Elektro- und Digitalindustrie, Fachverband Batterien (2026). Batterieproduktion erreicht Rekord — Branche warnt vor wachsender Abhängigkeit, Pressemitteilung, Juni 2026, Frankfurt am Main. https://www.zvei.org/presse-medien/pressebereich/batterieproduktion-erre...

Fraunhofer-Institut für System- und Innovationsforschung ISI (2026). Batterie-Update; Prognose für den Hochlauf der Batteriezellproduktion in Europa: Ein Risikobewertungsmodell, Karlsruhe. https://www.isi.fraunhofer.de/

Fraunhofer-Institut für Solare Energiesysteme ISE (2026). Jahresauswertung 2025 zur Stromerzeugung in Deutschland, Presseinformation, Freiburg im Breisgau. https://www.ise.fraunhofer.de/

BMWE — Bundesministerium für Wirtschaft und Energie (2025–2026). Energiewende direkt — Newsletter; Entwurf zum Strom-Versorgungssicherheits- und Kapazitätengesetz, Berlin. https://energiewende.bundeswirtschaftsministerium.de/

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo Tedesca - ITALCAM)

Ultima modifica: Giovedì 17 Settembre 2026
Lunedì 22 Novembre 2021

L'industria elettronica del Vietnam continua a crescere

Secondo le statistiche del Dipartimento generale delle dogane, nel pieno della pandemia il settore ha guadagnato 77,58 miliardi di dollari negli ultimi nove mesi del 2021. Di questo ammontare ottenuto, l'esportazione di telefoni e componenti ha contribuito con 41,02 miliardi di dollari, in aumento dell'11,5% su base annua.

Tra i principali mercati di esportazione troviamo la Cina con un fatturato di 9,8 miliardi di dollari, in crescita del 52%, gli Stati Uniti con un valore di 7,09 miliardi di dollari, in aumento dell'1,1% e l'UE con 5,56 miliardi di dollari, in calo del 18%.

Nel frattempo, il valore delle esportazioni di apparecchi elettronici, computer e componenti ha superato i 36,56 miliardi di dollari, con un aumento del 13,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con 9,3 miliardi di dollari provenienti dalle esportazioni negli Stati Uniti, in crescita del 26,5%; 7,8 miliardi di dollari dalla Cina, in calo del 6,2% e 4,63 miliardi di dollari dall'UE, in aumento del 7%.

Come mostrano questi dati positivi degli ultimi nove mesi, l'industria elettronica è sulla buona strada per guadagnare tra $ 97 miliardi e $ 100 miliardi entro la fine di quest'anno, rispetto a un fatturato di $ 91,98 miliardi dello scorso 2020 - ha dichiarato a Vietnam News Đỗ Thị Thuỳ Hương, membro del Comitato esecutivo della Vietnam Electronics Industries Association (VEIA).

Hương, infatti, ha affermato che l'industria elettronica ha registrato il più alto fatturato di import-export degli ultimi 10 anni. Ha anche preso il comando del fatturato delle esportazioni tra le industrie di trasformazione e manifatturiera e rappresenta il 30-40% del PIL nazionale nel periodo. E nonostante le sfide poste dalla pandemia, l'industria ha mostrato segnali positivi negli ultimi nove mesi, ha dichiarato ancora Hương, la quale attribuisce la crescita di questo periodo del fatturato delle esportazioni del settore a un aumento della domanda di prodotti per la comunicazione utilizzati per il lavoro a distanza e per l'apprendimento (come telefoni cellulari, computer, TV e dispositivi).

Un considerevole numero di aziende che producevano prodotti informatici ed elettronici in altri paesi sono state costrette a chiudere a causa dell'impatto del virus. Ciò ha portato i produttori locali ad ottenere più contratti, ha affermato ancora Hương.

Tuttavia, non si può negare che la quarta ondata di COVID-19 abbia avuto un impatto sulle aziende di elettronica, in particolare quelle nel sud e nelle due province settentrionali di Bắc Giang e Bắc Ninh, ha detto Hương a Vietnam News.

Il membro del Comitato esecutivo della VEIA ha infatti affermato che l’associazione continuerà a supportare le imprese di elettronica per assicurare la prevenzione del COVID-19 e la ripresa delle attività commerciali.

All'inizio di agosto, le aziende di elettronica avevano inviato otto raccomandazioni al primo ministro Phạm Minh Chính nelle quali sottolineavano l'importanza di vaccinare i dipendenti delle imprese di elettronica il prima possibile.

Le imprese hanno presentato una petizione allo Stato per consentire loro di elaborare in modo proattivo soluzioni per garantire una produzione sicura durante la pandemia e quindi registrarsi a queste soluzioni con le autorità locali, invece di applicare rigidamente i modelli “three-on-the-spot” e “one road two places”.

Hanno anche suggerito al governo di indirizzare i governi locali e i dipartimenti sanitari per unificare le linee guida mediche sulla prevenzione della pandemia. Ciò aiuterebbe ad allontanare prontamente i ‘casi F0’ dalle imprese, in modo che queste ultime possano continuare le loro attività di produzione.

Nel frattempo, le aziende hanno anche chiesto una riduzione del 50% per tutti i tipi di imposta (come l'imposta sul valore aggiunto, l'imposta sul reddito delle società, l'imposta sulle importazioni e il personal income for employees) e un'estensione da sei a 12 mesi del periodo entro il quale è dovuto il pagamento delle tasse.

È stato anche suggerito che i canoni di locazione dei terreni, un onere per le imprese, vengano ridotti del 50% con un’estensione di 12 mesi del periodo di pagamento.

Nel suo rapporto, Fitch Solutions ha previsto che l'industria dell'elettronica di consumo del Vietnam accelererà nel 2021 sulla scia della ripresa della fiducia dei consumatori dovuta all'introduzione dei vaccini contrastanti la diffusione del COVID-19.

L'industria continuerà a crescere attraverso una combinazione di potere d'acquisto e modernizzazione demografica ed economica che ha conferito al Vietnam una forte prospettiva regionale, con i fornitori pronti a sfruttare una classe media in espansione e il flusso di first-time buyers.

Fonte: https://bit.ly/3cnUVxh

 

(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Vietnam (ICHAM))

Ultima modifica: Lunedì 22 Novembre 2021