Domenica 1 Febbraio 2026
Vai al Contenuto Raggiungi il piè di pagina
In Danimarca è stato rilevato come il 38% degli annunci di lavoro pubblicati da aziende nel settore dell’edilizia e delle costruzioni rimangano senza risposta. Questa percentuale è in aumento rispetto all’anno passato, quando il 37% degli annunci aveva esito negativo.
La conseguenza di questi dati è che quattro aziende su dieci devono rinunciare alla ricerca. Secondo Maria Schougaard Berntsen, vicedirettrice di TEKNIQ Arbejdsgiverne, non ci sarebbero segnali che indichino una ripresa e sarebbe dunque necessario trovare quanto prima soluzioni a lungo termine. La situazione attuale si ripercuoterebbe in ultimo sui clienti, che sarebbero costretti ad aspettare più a lungo.
I livelli regionali
Le regioni “peggiori” sotto questo punto di vista sono lo Jutland Occidentale e lo Jutland Meridionale, dove gli annunci di lavoro falliti raggiungono quote del 50% e del 48% rispettivamente. Un leggero miglioramento avviene invece nello Jutland Settentrionale, dove la percentuale di inserzioni trascurate è scesa dal 42% dello scorso anno al 33%.
Il livello più stabile è riportato nell’area metropolitana di Copenhagen, dove la percentuale è aumentata dal 33% al 34%. La tendenza in aumento si conferma nelle restanti tre regioni (Jutland Orientale, Fyn, Zelanda), con incrementi tra il 5% e il 10%.
Una possibile opportunità
La situazione attuale potrebbe costituire una consistente opportunità per aziende nel settore, che potrebbero offrire i propri servizi alle aziende già presenti nel mercato danese attraverso attività di subappalto. L’entrata nel mercato, però, potrebbe non essere così semplice. Il nuovo accordo sull’ambiente di lavoro, adottato in primavera, potrebbe porre nuove difficoltà.
L’accordo nei dettagli
Il nuovo accordo sull’ambiente di lavoro è stato concluso ad aprile dalla maggioranza dei partiti impegnati in Parlamento. L’obiettivo dell’accordo è di combattere il dumping sociale.
Nonostante non esista una definizione universale del fenomeno, la pagina ufficiale dell’Unione Europea definisce il social dumping come “la pratica per cui i lavoratori ricevono una retribuzione e/o condizioni di lavoro e di vita inferiori a quelle previste dalla legge o dai contratti collettivi nel mercato del lavoro in questione, o comunque prevalenti”.
La Danimarca sta compiendo sforzi importanti per combattere il fenomeno: 168.3 milioni di corone all’anno sono stati destinati a questo obiettivo tra il 2023 e il 2026. Su questo fronte, il nuovo accordo prevederebbe l’inserimento in una “lista nera” per le aziende sanzionate per utilizzo di manodopera illegale. A queste aziende verrebbe preclusa la possibilità di partecipare a gare d’appalto pubbliche. Criteri chiari per l’inserimento nella lista nera sono però ancora da definire.
Conclusioni
Come menzionato, l’attuale carenza di manodopera nel settore dell’edilizia danese rappresenta un’opportunità per aziende che si occupino o vogliano entrare nel settore del subappalto. In questo caso, particolare attenzione dovrebbe essere prestata agli sviluppi per quanto riguarda le regolamentazioni esistenti in Danimarca, in quanto è probabile che il recente accordo sull’ambiente di lavoro porti a un aumento della selettività da parte delle aziende operanti nel settore.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)
Muratori, stuccatori e altri lavori del settore edile sono stati aggiunti alla "lista delle occupazioni carenti" del governo, rendendo più facile per i lavoratori stranieri venire in UK. Il governo britannico ha allentato le restrizioni sui visti per una serie di settori che stanno affrontando gravi carenze di manodopera e ha aggiunto alcuni lavori specializzati alla lista come: muratori, copritetti, piastrellisti, carpentieri, falegnami, stuccatori e altri operai edili.
Il Ministero dell'Interno UK ha affermato che questo "aiuterà la costruzione di infrastrutture a livello nazionale e stimolerà la crescita per le industrie correlate". Coloro che lavorano in un'occupazione inserita nella lista potranno ottenere un visto per lavoratori qualificati, beneficiando di una tassa di iscrizione inferiore a quanto previsto, con uno stipendio circa dell’80% dello stipendio minimo. I candidati dovranno avere un'offerta di lavoro sponsorizzata da un datore di lavoro britannico e dovranno soddisfare i requisiti di lingua inglese.
La migrazione complessiva nel Regno Unito ha raggiunto un record di 606.000 lo scorso anno, con un aumento del 24% rispetto all'anno precedente. L'industria edile britannica ha lottato a lungo contro la carenza di lavoratori, ma la Brexit ha aggravato il divario: molti lavoratori dell'UE sono tornati nei loro paesi d'origine durante la pandemia di Covid-19.
Suzannah Nichol, amministratore delegato di Build UK, ha dichiarato: “È fondamentale che il settore edile sia in grado di coprire i posti vacanti e affrontare rapidamente le carenze relative a determinati ruoli. Accogliamo con favore la notizia che cinque occupazioni verranno aggiunte all'elenco delle occupazioni carenti, il che aiuterà l'industria a continuare a fornire le infrastrutture di cui abbiamo bisogno".
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
La crescita del settore edile britannico ha registrato una modesta ripresa nel mese di maggio, nonostante gli effetti provocati dall'aumento dei tassi di interesse. L'indice S&P Global/CIPS UK Construction Purchasing Managers' Managers' Index (PMI) è salito a 51,6 da 51,1.
L'ingegneria civile e il commercio hanno trainato l'aumento nel settore, con l'indicatore dei nuovi ordini che ha raggiunto il livello più alto dall'aprile 2022: nel complesso, l'edilizia si è aggiunta ai recenti segnali di resilienza dell'economia UK. "L'aumento della domanda e i numerosi progetti infrastrutturali, hanno sostenuto l'aumento più rapido dall'aprile 2022", ha affermato Tim Moore, direttore economico della società di sondaggi S&P Global.
Escludendo la pandemia, solo la recessione del 2009 ha visto peggiori flessioni nel settore edile. "I tagli ai nuovi progetti di edilizia residenziale in risposta all'aumento dei tassi di interesse e alle modeste condizioni del mercato immobiliare, hanno provocato il più netto calo dell'attività abitativa degli ultimi tre anni", ha affermato Moore.
I tassi di interesse offerti dagli istituti di credito per i nuovi mutui sono aumentati notevolmente nelle ultime due settimane. Molti economisti ritengono che ciò potrebbe stimolare una rinnovata debolezza del mercato immobiliare, che negli ultimi mesi aveva mostrato segni di stabilizzazione.
I funzionari della Bank of England, che stanno monitorando gli effetti delle pressioni inflazionistiche, hanno confermato come i costi pagati dalle società operanti nel settore dell’edilizia siano aumentati al tasso più lento da settembre 2020, mentre le tariffe dei subappaltatori siano diminuite.
Fonte: https://tinyurl.com/3ud63dd9
(Contenuto editoriale a cura di The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom)
Il Governo ceco ha approvato la scorsa settimana uno stanziamento di 800 milioni di corone per i progetti di edilizia residenziale pubblica.
Circa 500 milioni di corone saranno stanziati nel nuovo programma gestito dal Fondo Statale per il Supporto agli Investimenti per i progetti gestiti dai comuni. Ad altri 300 milioni di corone potranno accedere fondazioni, enti caritatevoli o società di sviluppo immobiliare. “I comuni avranno un beneficio anche nel caso di progetti in cui il finanziamento andrà a investitori privati. In quel caso le amministrazioni locali potranno decidere a chi affittare almeno un quarto delle abitazioni” ha indicato il ministro per lo Sviluppo Locale Ivan Bartoš.
Potenziare il mercato degli appartamenti in affitto è tra le priorità del Governo. I progetti potranno ottenere fino al 25% dei costi in sovvenzioni e il restante aiuto verrà versato tramite mutui a condizioni agevolate per un massimo complessivo del 90% dei costi sostenuti.
Fonte: https://bit.ly/40EUsxa
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
CCR Steel è il primo marchio di profilati Steel Framing prodotto al 100% a Rosario e nella provincia di Santa Fe. Si tratta di un metodo di costruzione a secco che raccoglie sempre più seguaci e l'azienda è in piena espansione a livello nazionale e mira ad espandersi a livello internazionale. Matias Virgilio, direttore dell'azienda di Chapas Rosario e fondatore del marchio CCR Steel, afferma che tra i molteplici vantaggi di questo tipo di costruzione vi sono: la velocità di esecuzione, i costi più accurati, la garanzia di una durata uguale o persino maggiore rispetto alla costruzione tradizionale bagnata, il risparmio fino al 40% di energia destinata alla climatizzazione grazie al maggiore isolamento termico e un maggiore isolamento idraulico e comportamento acustico.
Lo Steel Framing, sistema di costruzione aperto composto da un reticolo di profili strutturali in lamiera d'acciaio zincata con montaggio a secco, consente la costruzione di diverse strutture come abitazioni, mezzanini, recinzioni esterne, edifici commerciali e industriali, tra gli altri. Questo sistema si adatta a una grande varietà di progetti e ha generato una grande domanda negli ultimi mesi, con diversi vantaggi che posizionano questa proposta al di sopra della costruzione tradizionale quando si sceglie un'opzione. Inoltre, questo sistema consente di ridurre l'impronta di carbonio del 25% rispetto alla costruzione tradizionale bagnata. La sua capacità di isolare il freddo e il calore contribuisce all'efficienza energetica e rende la struttura adatta a tutti i tipi di clima.
Sviluppo e innovazione contribuiscono a fortificare ed ampliare la rete di contatti commerciali esistenti tra Argentina e Italia per i settori edilizia e costruzioni in ambito pubblico e privato.
(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)
Le imprese edili hanno migliorato le attese di crescita di quest’anno per il loro settore. Lo indica il report trimestrale dell’agenzia CEEC Research.
In media le aziende prevedono che l’edilizia crescerà quest’anno dell’1,9%. Nel report precedente veniva atteso un calo. Oltre il 60% delle aziende crede che il settore registrerà un aumento, le più ottimiste sono le piccole e medie imprese con una previsione di crescita del 2,2%.
Per il 2023 invece le aziende rimangono molto prudenti e attendono un calo del 3,7%. “I direttori delle aziende temono maggiori pressioni per la limitazione degli investimenti statali” ha indicato il direttore esecutivo dell’agenzia Michal Vacek. Sul settore potrebbero avere un impatto negativo anche il calo della domanda delle famiglie e la difficoltà nel reperire la manodopera.
Fonte: https://bit.ly/3eLzzic
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Nell’esclusiva zona di Puerto Norte, nella città di Rosario, verrà lanciato a breve il progetto che porterà alla realizzazione dell’edificio più alto della città. Ancora senza nome, si tratta di un progetto di recentissima approvazione, che prevede una struttura di 200 metri in pieno stile contemporaneo, con vista sul fiume Paraná e il 90% degli spazi aperti al pubblico.
L’investimento, di circa 139 milioni di dollari, porterà a Rosario, seconda città dell’Argentina, un nuovo emblema che la rappresenti, questa volta in chiave moderna e in maniera pienamente coerente con il ruolo di rilievo che Rosario riveste economicamente e socialmente in questo paese.
La costruzione, d’accordo con i moderni standard ambientali, è pienamente ecosostenibile, e comprenderà, tra gli altri, delle terrazze con alberi, arbusti e altre specie autoctone.
(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)
Un risultato eccellente, diffuso nell’ultimo rapporto di maggio scorso dell’associazione nazionale, che ha consentito alla Turchia di avanzare di quattro posizioni rispetto all’anno precedente. Gli introiti derivanti dalle esportazioni del settore sono stati pari a 30,8 miliardi di dollari (+45,7% rispetto al 2020), che piazzano la Turchia subito dopo Israele, Stati Uniti e Regno Unito.
La Turchia ha aumentato la sua quota nell’export di materiali da costruzione al 2,86%, accrescendo notevolmente la sua capacità in termini di volume (64,79 milioni di tonnellate rispetto ad un volume di importazioni 3,03 milioni di tonnellate). Le importazioni di materiali da costruzione (8,6 miliardi di dollari) collocano la Turchia al 35° posto al mondo.
Il Presidente di İMSAD, Tayfun Küçükoğlu, ha affermato che il risultato raggiunto è importante anche per il settore immobiliare turco in rapida crescita in quest’ultimo anno. Con 85 aziende leader nel settore e 52 associazioni di categoria dal 1984, il settore dei materiali da costruzione rappresenta sia a livello nazionale che internazionale il fiore all’occhiello dell’industria turca che impiega oltre 1,5 milioni di persone (7,5% della popolazione complessiva).
Sempre nel periodo in considerazione, l’industria dei materiali da costruzione ha rappresentato il 13,7% dell’export totale della Turchia, ponendo il Paese all’avanguardia a livello mondiale in questo settore consentendogli anche di competere sempre meglio a livello globale.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)