AI e mercato danese

Martedì 19 Maggio 2026

AI e mercato danese

Secondo uno studio del Fondo Monetario Internazionale di agosto 2025, la Danimarca è il paese europeo che ha adottato con maggiore diffusione tecnologie basate sull'AI nelle proprie aziende.

L’elevato tasso di digitalizzazione della popolazione è alla base del grande successo applicativo sia nel B2B che nei rapporti con il cliente.

Secondo gli indici appositamente creati dall’IMF per quantificare la preparazione alle innovazioni e le opportunità portate dall’AI nei vari paesi del mondo, la Danimarca, assieme agli altri paesi nordici, viene identificata come il luogo più favorevole per l’applicazione di tali tecnologie.

Di fatto, già oggi quasi il 30% delle aziende si avvale di tecnologie LLM per le mansioni più disparate: nel 35 % dei casi si tratta di analisi o produzione di testo, ma quasi nel 30% dei casi viene adoperata per analisi di dati o automatizzazione di workflows.

Vi è tuttavia una forte disparità di uso tra piccole e grandi aziende: le grandi imprese, quelle al di sopra dei 250 dipendenti, adoperano l’intelligenza artificiale circa nel 60% dei casi, mentre, ciò che è sorprendente, è l’uso che viene effettuato da piccole e medie imprese: benché sia limitato a circa il 20% e 40% rispettivamente, tali percentuali rappresentano quasi al doppio della media europea dell’utilizzo che viene effettuato dalle aziende delle stesse dimensioni, andando ad evidenziare come il mercato danese sia pronto per un’applicazione a livello estensivo di tali tecnologie.

Flexicurity e mercato del lavoro

Altro punto a vantaggio dell’applicazione su vasta scala di tecnologie AI è l’impatto ridotto che l’economia danese dovrebbe sostenere in confronto alle altre nazioni: il modello di flexicurity garantisce alta flessibilità alle aziende per la gestione dei dipendenti, garantendo contemporaneamente cospicui sussidi di disoccupazione che sono però rigorosamente limitati nel tempo (fino a due anni). Per i redditi più bassi la compensazione può arrivare fino al 90% del salario precedente.

Tramite questo sistema ogni anno circa il 25% dei lavoratori del settore privato cambia impiego, anche grazie al cosiddetto “terzo pilastro” (oltre flessibilità e sussidi) che riguarda il coinvolgimento attivo ed efficace delle istituzioni pubbliche nella formazione e collocamento di forza lavoro.

Investimenti AI e primi successi

Tramite un robusto mix di investimenti governativi e privati, la Danimarca conferisce ogni anno molte risorse ai mercati ad alta innovazione tecnologica. Per esempio, nel 2023 secondo l’osservatorio AI dell’OCSE, gli investimenti totali sono stati quasi 7 miliardi e mezzo di euro.

Tra le più importanti realtà di successo è doveroso citare il caso di Novo Nordisk, il gigante farmaceutico danese di Ozempic e leader nella produzione di insulina, che investe pesantemente nell’AI e nel machine learning in tutta la propria filiera e in particolare nella ricerca di nuovi farmaci tramite l’analisi di dati.

Il mercato è tuttavia aperto anche a nuovi player: per esempio la start up Corti, fondata nel 2016 a Copenhagen, è specializzata in AI generative per assistenza vocale e ha raccolto il corrispettivo di 87 milioni di dollari in investimenti, portando l’azienda ad una valutazione di 260 milioni di dollari.

Insomma, la Danimarca offre un ecosistema propizio all’innovazione ed allo sviluppo di nuove tecnologie o di nuovi metodi di applicazione dell’intelligenza artificiale, offrendo regole chiare e semplici, una popolazione aperta all’utilizzo delle tecnologie e grandi investimenti per le aziende che hanno potenziale, anche dall’estero.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

Ultima modifica: Martedì 19 Maggio 2026