Sabato 29 Novembre 2025
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Sulla Costa Azzurra i numeri sfidano le previsioni.
Mentre la Francia registra 14.438 fallimenti aziendali tra luglio e settembre 2025 (+5 % su base annua), il dipartimento delle Alpi Marittime si distingue con una diminuzione del 3 % nel terzo trimestre.
Ancora meglio: nei primi nove mesi dell’anno, i fallimenti diminuiscono del 16 %, secondo l’ultimo barometro Allianz Trade. A Nizza, Antibes e Grasse gli imprenditori tornano a respirare dopo due anni segnati dall’aumento dei costi e dalle incertezze energetiche.
L’intera regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra mostra un calo dell’8 % un record nazionale mentre le Bocche del Rodano arretrano del 12 % e il Vaucluse, più fragile, vede i fallimenti aumentare del 20 %.
Questo miglioramento si spiega con diversi fattori: un’estate eccezionale dal punto di vista turistico, un’attività nei servizi digitali molto dinamica e un tessuto di PMI innovative capaci di adattare rapidamente i propri modelli economici.
Il settore edilizio, sostenuto da grandi cantieri pubblici e privati, ha contribuito anch’esso a stabilizzare la congiuntura.
Segnali positivi, ma ancora fragili
Dietro questa tregua, la prudenza resta necessaria.
I servizi rappresentano ancora il 35 % dei fallimenti regionali, seguiti da edilizia (22 %) e commercio (21 %). Il comparto alberghiero e della ristorazione, pilastro
dell’economia azzurra, conta il 14 % dei casi un livello che riflette la forte dipendenza del territorio dai flussi turistici e dalle variazioni stagionali.
Gli esperti di Allianz Trade sottolineano che i fondamentali restano fragili: costi operativi elevati, accesso limitato al credito e maggiore esposizione agli shock internazionali. Se oggi la Costa Azzurra appare come un’isola di resistenza, l’evoluzione dei mercati mondiali potrebbe rapidamente invertire la tendenza.
Italia 2025: resilienza, innovazione e nuovi segnali di fiducia
Al di là delle Alpi, la dinamica non è soltanto negativa.
Se nel primo semestre 2025 l’Italia registra un aumento delle liquidazioni giudiziali (2 341 nel primo trimestre, 2 712 nel secondo secondo CRIBIS/CRIF), diversi indicatori mostrano una ripresa strutturale in corso.
Secondo ISTAT e Unioncamere, la crescita dell’export manifatturiero ha superato il +3,2 % nel primo semestre 2025, trainata dai settori agroalimentare, meccanico e moda-lusso. In parallelo, il Piano Transizione 4.0 e gli incentivi europei PNRR hanno favorito oltre 80 000 nuove imprese tra aprile e giugno, con un incremento delle startup innovative del +12 % rispetto al 2024.
Il turismo italiano vive anch’esso un anno record: oltre 67 milioni di arrivi internazionali nei primi otto mesi, con una crescita superiore al 10 % sul 2024 (ENIT, settembre 2025). Città come Roma, Firenze, Napoli e la Liguria occidentale hanno recuperato i livelli pre-pandemia, rafforzando i legami economici e culturali con la Francia.
L’Italia mostra dunque un volto duplice: se alcune imprese faticano sotto il peso dei costi, il tessuto produttivo complessivo evolve verso modelli più digitali e sostenibili, puntando su export, turismo e innovazione industriale.
Un contrasto netto tra Nizza e Genova, ma ponti sempre più forti
A pochi chilometri di distanza, la frontiera economica resta visibile, ma sempre più permeabile.
Sul versante francese, la diversificazione del modello azzurro tra turismo di fascia alta, servizi digitali e innovazione ha permesso di assorbire meglio gli shock.
Sul versante italiano, soprattutto in Liguria e Piemonte, le imprese stanno accelerando nella transizione verde e tecnologica, grazie ai poli di Genova, Torino e Savona, centri di eccellenza nella robotica, nella logistica portuale e nell’energia rinnovabile.
Le piccole imprese familiari italiane, pur confrontandosi con costi elevati, beneficiano oggi di nuovi strumenti di credito agevolato e del sostegno delle Camere di Commercio Italo-Francesi, che favoriscono progetti comuni su turismo, formazione e innovazione.
Due modelli economici, una stessa volontà di trasformazione
La Costa Azzurra rappresenta un modello economico terziario, agile e internazionale, fondato su turismo, servizi e innovazione digitale.
L’Italia, invece, sta ristrutturando il proprio apparato produttivo: meno industria tradizionale, più filiera green, tech e design.
Le imprese francesi beneficiano di un ecosistema finanziario stabile, ma l’Italia sta colmando il divario grazie a una forte cultura dell’artigianato di qualità, alla capacità di esportare eccellenze e a un patrimonio culturale e gastronomico che continua a rappresentare un motore economico strategico.
Conclusione: due sponde, una prospettiva comune
Nel 2025, la Costa Azzurra si distingue come un territorio di resilienza, capace di gestire le crisi grazie alla diversità economica e al turismo internazionale.
Ma l’Italia non è in ritirata: sta reinventando la propria economia attraverso innovazione, export e sostenibilità, consolidando al tempo stesso un rapporto privilegiato con la Francia.
Le due traiettorie non sono opposte, bensì complementari: la Francia dimostra una solidità immediata, l’Italia costruisce una rinascita strutturale.
Entrambe, insieme, delineano il profilo di un Mediterraneo economico più integrato, moderno e competitivo.
(Contributo editoriale a cura della Chambre de Commerce Italienne Nice, Sophia-Antipolis, Cote d'Azur)