Giovedì 9 Aprile 2026
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Il settore turistico europeo continua il suo percorso di crescita. Nel 2025, Italia e Germania hanno registrato nuovamente un alto numero di pernottamenti, sottolineando così l’importanza economica del settore per l’occupazione e la creazione di valore regionale.
Allo stesso tempo, la cucina e la gastronomia stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante come motivazione di viaggio. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO ne rafforza ulteriormente il prestigio internazionale.
Turismo in Italia
Nel 2025 l’Italia ha raggiunto complessivamente 146,3 milioni di arrivi e 479,3 milioni di pernottamenti (+2,3%), registrando il valore più alto in Europa. Oltre il 55% dei visitatori proveniva dall’estero, contribuendo in maniera significativa alla creazione di valore dell’economia turistica per oltre 60 miliardi di euro. I visitatori internazionali restano il principale motore di crescita, con una durata media del soggiorno di circa 3,6 notti (5,03 notti nelle strutture extralberghiere) e una spesa di circa 930 € a persona.
Nell’estate 2025 le presenze straniere sono aumentate dell’8,3%, così che il 54,7% di tutti i pernottamenti estivi è stato generato da ospiti internazionali. L’occupazione rilevata tramite piattaforme online si è attestata al 39,1%, posizionando l’Italia davanti a Spagna, Grecia e Francia nel confronto europeo. Le principali motivazioni di viaggio sono state il mare, seguito dalle regioni montane, i viaggi nelle città d’arte e culturali, nonché i borghi storici e le destinazioni rurali.
Turismo in Germania
La Germania ha registrato nel 2025 complessivamente 497,5 milioni di pernottamenti (+0,3%), raggiungendo così un nuovo livello record. 413,7 milioni di pernottamenti sono stati effettuati da ospiti nazionali (+0,7%), mentre 83,8 milioni da ospiti stranieri (–1,8% rispetto all’anno precedente, influenzato dal Campionato Europeo di calcio). La quota degli ospiti internazionali si è attestata al 16,8%.
Per quanto riguarda le tipologie di alloggio, si è registrata una lieve diminuzione dell’hotellerie (–0,4%), uno sviluppo quasi stabile nelle strutture di vacanza (+0,2%) e una crescita significativa del segmento campeggio (+4,2%).
Cambiamento della domanda e nuove destinazioni
Per il 2026 si delineano nel settore turistico europeo nuovi modelli di domanda. Sostenibilità, benessere e incontri autentici assumono sempre maggiore importanza, mentre i viaggiatori preferiscono destinazioni meno conosciute per evitare consapevolmente l’overtourism. Ciò apre nuove opportunità soprattutto per regioni con una forte identità culturale e culinaria.
La Germania ricopre un ruolo centrale: con 497,5 milioni di pernottamenti è uno dei mercati turistici più grandi d’Europa ed è con il 19,9% il principale mercato di origine dei visitatori stranieri in Italia. Il 45% dei tedeschi considera l’offerta gastronomica nella scelta della destinazione; paesaggi, attrazioni e prodotti enogastronomici regionali rientrano tra le tre esperienze di viaggio più importanti.
Nel complesso, ciò indica un cambiamento strutturale: dal prodotto standardizzato verso formati personalizzati, sostenibili e radicati nel territorio, caratterizzati da un maggiore valore aggiunto.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM))
Ogni anno, tra la fine di marzo e i primi di aprile, il Giappone si ferma. Non per decreto, non per crisi, ma per i fiori di ciliegio. L'hanami, la tradizione millenaria di andare a osservare la fioritura della sakura, è uno degli eventi più attesi dell'anno e, da diverso tempo, anche uno dei più rilevanti dal punto di vista economico. Secondo un'analisi del Japan Times, la stagione 2025 ha generato un impatto economico record di circa 1.390 miliardi di yen, pari a circa 9 miliardi di dollari, con una crescita del 22% rispetto all'anno precedente e il valore più alto mai registrato nella storia del paese.
A spingere questi numeri non è solo la partecipazione locale. I turisti stranieri rappresentano ormai una quota crescente dei partecipanti all'hanami: nel 2025 hanno costituito il 45% dei passeggeri delle crociere lungo il fiume Meguro a Tokyo, in aumento rispetto al 41% del 2024. Il turismo legato alla fioritura ha trasformato una tradizione culturale in un asset economico globale, con ricadute su ospitalità, trasporti, ristorazione e retail.
Ma il fenomeno più interessante, dal punto di vista commerciale, riguarda il modo in cui la stagione della sakura ha ridefinito le strategie di marketing in Giappone. La cultura dei prodotti stagionali non è nata con il marketing moderno: già durante il periodo Edo (1603-1868), i mercanti ruotavano le proprie merci in base a festività ed eventi stagionali. Oggi questo schema si è evoluto in una macchina commerciale sofisticata, dove i prodotti in edizione limitata creano urgenza e spingono all'acquisto immediato, prima che i fiori cadano.
Per i brand esteri, abbracciare le abitudini dei consumatori locali può fare la differenza tra restare ai margini e diventare parte del paesaggio culturale stagionale. Il caso più citato è quello di Jack Daniel's, che con una confezione limitata in nero e sakura bianca riuscì a riposizionare il whiskey come prodotto adatto alle celebrazioni primaverili, un risultato tutt'altro che scontato per un brand con quell'identità. L'operazione funzionò perché non fu superficiale: il packaging era esclusivo per il mercato giapponese e costruito su una campagna già avviata l'anno precedente.
L'inflazione alimentare degli ultimi anni ha comunque lasciato il segno anche sull'hanami. Secondo il Japan Times, alcuni dei prodotti tipici dei picnic primaverili, come dolci tradizionali e bevande gassate, hanno registrato rincari superiori al 40% rispetto al 2019, con i riceball di riso in aumento del 32%.
Eppure la stagione regge, perché il suo valore non è solo gastronomico o turistico: è culturale. Il concetto di mono no aware, la malinconia per la bellezza effimera, trasforma ogni acquisto stagionale in qualcosa di più vicino a un rito che a una transazione. Per chi vuole capire davvero il consumatore giapponese, è da qui che vale la pena partire.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Giappone)
La Francia conferma il suo ruolo di prima destinazione turistica mondiale, accogliendo 102 milioni di visitatori internazionali nel 2025, superando i 100 milioni dell’anno precedente e stabilendo un nuovo record. Le entrate turistiche internazionali hanno raggiunto un picco storico di 77,5 miliardi di euro (+9% rispetto all’anno precedente e +37% dal 2019), mentre i ricavi totali sono saliti da 211 a 222 miliardi di euro. Il ministro Serge Papin ha sottolineato l’orgoglio per questo successo, incoraggiando a mantenere la leadership turistica del Paese. L’ottimo risultato segue un 2024 altrettanto favorevole, segnato da grandi eventi come i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi e la riapertura di Notre-Dame.
Le spese turistiche sono in aumento. Nel 2025 sono stati registrati 743 milioni di pernottamenti in strutture ricettive a pagamento e gratuite (+2% rispetto al 2024), di cui il 76% legati a turisti europei. Negli alloggi a pagamento, i pernottamenti sono cresciuti del 7,5%, raggiungendo 261,2 milioni. Anche la spesa media per turista internazionale è aumentata del 7%, arrivando a 760 euro per soggiorno.
La domanda turistica dagli Stati Uniti è cresciuta molto (+17% di pernottamenti), mentre quella dei viaggiatori asiatici resta ancora al di sotto dei livelli pre-Covid, nonostante si sia verificato un maggiore afflusso di turisti giapponesi. La domanda interna rimane solida, con 835 milioni di pernottamenti in Francia (tra strutture a pagamento e gratuite, seconde case e soggiorni da familiari/amici), rispetto ai 248 milioni di pernottamenti dei francesi all’estero. La Francia conferma così il suo ruolo di destinazione privilegiata per i turisti francesi.
La Francia punta a raggiungere 100 miliardi di euro di entrate turistiche internazionali entro il 2030, per ridurre il divario con la Spagna. Nel 2025, secondo Atout France, la Francia ha registrato 105 miliardi di euro di ricavi internazionali, mentre la Spagna ne dichiara 135. Pur accogliendo più visitatori, la Francia fatica a farli soggiornare più a lungo, a differenza della Spagna che ha investito molto negli ultimi anni modernizzando e ampliando il suo parco alberghiero.
Atout France e il ministero del Turismo hanno individuato diverse leve di sviluppo, tra cui il turismo sostenibile. Secondo Serge Papin, il turismo sostenibile rappresenta più un’opportunità strategica che un vincolo. La frequentazione turistica della Francia è però molto variegata: alcune destinazioni “trainanti” come Parigi, la Costa Azzurra, le Alpi e le coste occidentali registrano buoni flussi, mentre alcune città dell’entroterra non costiere mostrano un’attività ricettiva più debole.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)
La Camera di Commercio Italiana di Nizza, Sophia Antipolis, Côte d’Azur accelera sulla promozione territoriale integrata siglando una cooperazione operativa con Skål International Côte d’Azur, pilastro del networking professionale nel settore turistico francese.
L’incontro tra la Presidente di Skål, Bérangère Authieu, il Segretario Generale della Camera di Nizza, Agostino Pesce e il Responsabile Relazioni Istituzionali Giacomo Rinaudo, segna il passaggio da una promozione generica a una strategia di business strutturata tra Italia e Francia.
In un mercato dove la Francia domina per flussi internazionali (oltre 100 milioni di turisti nel 2024) e l'Italia resta la meta più ambita dai viaggiatori francesi, il ruolo della CCIE Nizza si conferma cruciale. La Camera non si limita a "raccontare" il territorio, ma agisce come abilitatore economico, mettendo in connessione la propria rete di Comuni italiani associati con i professionisti dell'ospitalità e dell'intermediazione d’oltralpe.
L’intesa si articola su quattro direttrici volte a generare ricadute commerciali immediate:
Il mercato polacco si conferma tra i più dinamici per il turismo verso l’Italia e rappresenta oggi uno dei principali driver di crescita per il settore turistico italiano in Europa. Nel 2024 la Polonia ha raggiunto l’8° posto a livello mondiale per arrivi turistici in Italia, con 2,57 milioni di visitatori (+21,5% rispetto al 2023) e 9,4 milioni di pernottamenti (+20,3%), evidenziando un trend superiore alla media europea e un consolidamento strutturale della domanda.
L’Italia si posiziona stabilmente come prima destinazione estera per i turisti polacchi, con circa il 28,8% delle prenotazioni internazionali, davanti a Spagna e Grecia. Il valore medio delle prenotazioni turistiche outbound ha superato i 9.000,00 PLN per viaggio (ca. 2.140,00 EUR), in crescita costante, segnale di un mercato più maturo e con maggiore capacità di spesa. Inoltre, oltre il 21% dei viaggiatori polacchi dichiara di aumentare il budget dedicato alle vacanze nel 2026, indicando prospettive di crescita sostenuta nel medio periodo.
Il profilo del turista polacco è in evoluzione: cresce la fascia 30–55 anni con reddito medio-alto, aumenta il segmento famiglia e si rafforza la domanda di esperienze premium. Il 77% dei viaggiatori sceglie strutture 4–5 stelle e si registra un aumento della richiesta di servizi personalizzati, esperienze enogastronomiche, turismo slow e soggiorni tematici. Il turista polacco non si limita più alle destinazioni iconiche ma torna in Italia più volte, esplorando nuove regioni e prodotti turistici.
Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia continua a registrare i maggiori flussi:
Parallelamente, crescono destinazioni del Centro-Sud come Toscana, Sicilia e Puglia, apprezzate per enogastronomia, autenticità e turismo esperienziale. Si rafforza inoltre la domanda per viaggi tematici: wine tourism, wellness retreat, itinerari culturali, outdoor e luxury travel.
La connettività aerea tra Polonia e Italia continua ad ampliarsi, con nuovi collegamenti diretti e frequenze aumentate da Varsavia, Cracovia, Katowice, Breslavia e Poznań verso le principali destinazioni italiane. Questo rafforza ulteriormente l’accessibilità e favorisce lo sviluppo di pacchetti multi-destinazione e soggiorni più frequenti durante l’anno.
Le opportunità si sviluppano su due direttrici principali.
Allo stesso tempo, la Polonia si sta affermando come mercato di investimento attrattivo: il segmento hospitality 4–5 stelle registra tassi di crescita annuali tra il 12% e il 15%, mentre aumenta la domanda locale per ristorazione italiana di qualità, wine bar ed esperienze gastronomiche autentiche. Le principali città – Varsavia, Cracovia, Breslavia, Danzica e Poznań – stanno consolidando un’offerta sempre più sofisticata, aprendo nuove prospettive per brand e operatori italiani.
In questo scenario, la Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia svolge un ruolo chiave nel facilitare il dialogo tra i due mercati, promuovendo incontri B2B, scambio di know-how e sviluppo di partnership commerciali.
Tra le principali iniziative del 2026, il Roadshow BUY ITALY – April Edition rappresenta un momento strategico di incontro tra operatori italiani e buyer polacchi selezionati, con l’obiettivo di trasformare il crescente interesse turistico in collaborazioni concrete e durature.
Il 2026 si preannuncia quindi come un anno decisivo per il rafforzamento del turismo bilaterale Italia–Polonia: un contesto favorevole, sostenuto da dati solidi e da una domanda in costante evoluzione, che offre opportunità significative per tutti gli operatori della filiera turistica.
Fonte: rapporto redatto dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Polonia (CCIIP)
Si è conclusa a Praga la quarta edizione del workshop turistico europeo dedicato alla Sardegna, un’iniziativa che ha rafforzato la promozione dell’isola nei mercati dell’Europa centro-orientale attraverso un’azione coordinata tra operatori privati e istituzioni italiane.
L’evento, organizzato dal tour operator Sardegna Travel in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, si è svolto con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Praga, dell’Istituto Italiano di Cultura e della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC), che ha ospitato nella propria sede le sessioni B2B.
Ventiquattro ore di incontri operativi hanno coinvolto venticinque operatori sardi e circa trenta buyer provenienti da Bulgaria, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Svezia. Il confronto si è concentrato su un’offerta turistica orientata alla sostenibilità, alla diversificazione dei prodotti e alla destagionalizzazione dei flussi. L’obiettivo condiviso è intercettare una domanda internazionale sempre più interessata a esperienze autentiche, percorsi tematici e proposte alternative al turismo di massa.
Benessere, sport, cultura, enogastronomia e tradizioni popolari sono stati i principali ambiti di sviluppo presentati agli operatori esteri. In questo quadro, i collegamenti diretti tra Praga e gli aeroporti di Cagliari e Olbia rappresentano un elemento infrastrutturale strategico per consolidare i flussi e ampliare la presenza della Sardegna sul mercato ceco.
Accanto alla dimensione business, il workshop ha valorizzato anche il patrimonio culturale dell’isola. Nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito a Grazia Deledda, è stata organizzata una serata dedicata alla scrittrice nuorese, ospitata al Grand Hotel Bohemia. L’iniziativa, aperta dal saluto dell’Ambasciatore d’Italia a Praga, ha riunito operatori turistici, istituzioni e giornalisti in un momento di approfondimento culturale che ha integrato promozione territoriale e valorizzazione identitaria.
Il progetto si inserisce in un percorso avviato nel 2022 dalle istituzioni italiane in Repubblica Ceca per rafforzare la cooperazione nel settore turistico e favorire nuove opportunità di collaborazione tra imprese e mercati. L’inclusione del workshop nel calendario degli eventi di interesse internazionale della Regione Sardegna conferma la volontà di consolidare un’azione strutturata sui mercati esteri.
Il settore turistico in Polonia ha vissuto un 2024 in forte ripresa, segnando un ritorno quasi completo ai livelli pre-pandemici. I dati presentati nel rapporto ufficiale dell'Ufficio Statistico polacco confermano che il Paese è tornato a essere una meta dinamica, sostenuta sia dai flussi interni che dal turismo internazionale.
Nel 2024, circa 103,3 milioni di viaggi turistici sono stati effettuati dai residenti polacchi, di cui 89,8 milioni all’interno del territorio nazionale. Si tratta di un incremento significativo rispetto al 2023, con un aumento del +6,3% per i viaggi interni e del +16,1% per quelli all’estero. Il turismo domestico rimane quindi la forma predominante, ma cresce anche l'apertura verso l'estero, segno di una popolazione sempre più mobile.
Stranieri in Polonia: tornano i viaggiatori internazionali
Sul fronte del turismo incoming, la Polonia ha accolto nel 2024 circa 87,4 milioni di viaggiatori stranieri, registrando un +12,4% rispetto all’anno precedente. Di questi, ben 24,3 milioni (circa il 28%) sono rimasti per almeno una notte nel Paese, con un incremento del +16,7% rispetto al 2023.
I visitatori provenienti da paesi extra-UE rappresentano il 38,8% del totale, e i dati mostrano una crescita particolarmente marcata dei turisti provenienti da Ucraina, Bielorussia e Stati Uniti. Questo trend evidenzia un crescente interesse verso la Polonia come destinazione stabile, economica e ricca di offerta culturale.
Strutture ricettive: più ospiti, più notti
Le strutture ricettive turistiche polacche hanno beneficiato direttamente di questi flussi: nel 2024 hanno ospitato 37,1 milioni di turisti (+6,9% rispetto al 2023), per un totale di 94,8 milioni di pernottamenti. Gli ospiti stranieri sono stati 7,7 milioni (+15,9%), confermando il contributo fondamentale del turismo internazionale al comparto alberghiero. Tra le provenienze principali, spiccano Germania, Slovacchia e Repubblica Ceca.
Quanto spendono i turisti in Polonia?
Nel 2024, i turisti stranieri hanno speso complessivamente circa 49,3 miliardi di złoty (circa 11,3 miliardi di euro), mentre i polacchi in viaggio all’estero hanno speso 21,2 miliardi di złoty (circa 4,86 miliardi di euro). Le spese pro-capite dei viaggiatori stranieri in Polonia sono aumentate dell’8,1%, toccando una media di 2.147 złoty a persona (circa 492 euro), mentre i residenti polacchi all’estero hanno speso in media 2.317 złoty per viaggio (circa 531 euro).
Perché questi dati sono rilevanti per l’Italia?
Per le aziende italiane, in particolare quelle attive nei settori turistico, agroalimentare, della ristorazione, moda e design, questi numeri offrono importanti spunti strategici:
Conclusione
Il quadro che emerge è quello di una Polonia turisticamente attiva, in espansione e sempre più attrattiva. Per le aziende italiane, si apre una fase in cui cogliere il potenziale di un mercato vicino, culturalmente affine, ma ancora non saturo. La sfida sarà saper rispondere a una domanda in crescita con proposte autentiche, sostenibili e su misura.
Fonte: Report redatto da GUS ed elaborato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Polonia
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)
Sulla Costa Azzurra i numeri sfidano le previsioni.
Mentre la Francia registra 14.438 fallimenti aziendali tra luglio e settembre 2025 (+5 % su base annua), il dipartimento delle Alpi Marittime si distingue con una diminuzione del 3 % nel terzo trimestre.
Ancora meglio: nei primi nove mesi dell’anno, i fallimenti diminuiscono del 16 %, secondo l’ultimo barometro Allianz Trade. A Nizza, Antibes e Grasse gli imprenditori tornano a respirare dopo due anni segnati dall’aumento dei costi e dalle incertezze energetiche.
L’intera regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra mostra un calo dell’8 % un record nazionale mentre le Bocche del Rodano arretrano del 12 % e il Vaucluse, più fragile, vede i fallimenti aumentare del 20 %.
Questo miglioramento si spiega con diversi fattori: un’estate eccezionale dal punto di vista turistico, un’attività nei servizi digitali molto dinamica e un tessuto di PMI innovative capaci di adattare rapidamente i propri modelli economici.
Il settore edilizio, sostenuto da grandi cantieri pubblici e privati, ha contribuito anch’esso a stabilizzare la congiuntura.
Segnali positivi, ma ancora fragili
Dietro questa tregua, la prudenza resta necessaria.
I servizi rappresentano ancora il 35 % dei fallimenti regionali, seguiti da edilizia (22 %) e commercio (21 %). Il comparto alberghiero e della ristorazione, pilastro
dell’economia azzurra, conta il 14 % dei casi un livello che riflette la forte dipendenza del territorio dai flussi turistici e dalle variazioni stagionali.
Gli esperti di Allianz Trade sottolineano che i fondamentali restano fragili: costi operativi elevati, accesso limitato al credito e maggiore esposizione agli shock internazionali. Se oggi la Costa Azzurra appare come un’isola di resistenza, l’evoluzione dei mercati mondiali potrebbe rapidamente invertire la tendenza.
Italia 2025: resilienza, innovazione e nuovi segnali di fiducia
Al di là delle Alpi, la dinamica non è soltanto negativa.
Se nel primo semestre 2025 l’Italia registra un aumento delle liquidazioni giudiziali (2 341 nel primo trimestre, 2 712 nel secondo secondo CRIBIS/CRIF), diversi indicatori mostrano una ripresa strutturale in corso.
Secondo ISTAT e Unioncamere, la crescita dell’export manifatturiero ha superato il +3,2 % nel primo semestre 2025, trainata dai settori agroalimentare, meccanico e moda-lusso. In parallelo, il Piano Transizione 4.0 e gli incentivi europei PNRR hanno favorito oltre 80 000 nuove imprese tra aprile e giugno, con un incremento delle startup innovative del +12 % rispetto al 2024.
Il turismo italiano vive anch’esso un anno record: oltre 67 milioni di arrivi internazionali nei primi otto mesi, con una crescita superiore al 10 % sul 2024 (ENIT, settembre 2025). Città come Roma, Firenze, Napoli e la Liguria occidentale hanno recuperato i livelli pre-pandemia, rafforzando i legami economici e culturali con la Francia.
L’Italia mostra dunque un volto duplice: se alcune imprese faticano sotto il peso dei costi, il tessuto produttivo complessivo evolve verso modelli più digitali e sostenibili, puntando su export, turismo e innovazione industriale.
Un contrasto netto tra Nizza e Genova, ma ponti sempre più forti
A pochi chilometri di distanza, la frontiera economica resta visibile, ma sempre più permeabile.
Sul versante francese, la diversificazione del modello azzurro tra turismo di fascia alta, servizi digitali e innovazione ha permesso di assorbire meglio gli shock.
Sul versante italiano, soprattutto in Liguria e Piemonte, le imprese stanno accelerando nella transizione verde e tecnologica, grazie ai poli di Genova, Torino e Savona, centri di eccellenza nella robotica, nella logistica portuale e nell’energia rinnovabile.
Le piccole imprese familiari italiane, pur confrontandosi con costi elevati, beneficiano oggi di nuovi strumenti di credito agevolato e del sostegno delle Camere di Commercio Italo-Francesi, che favoriscono progetti comuni su turismo, formazione e innovazione.
Due modelli economici, una stessa volontà di trasformazione
La Costa Azzurra rappresenta un modello economico terziario, agile e internazionale, fondato su turismo, servizi e innovazione digitale.
L’Italia, invece, sta ristrutturando il proprio apparato produttivo: meno industria tradizionale, più filiera green, tech e design.
Le imprese francesi beneficiano di un ecosistema finanziario stabile, ma l’Italia sta colmando il divario grazie a una forte cultura dell’artigianato di qualità, alla capacità di esportare eccellenze e a un patrimonio culturale e gastronomico che continua a rappresentare un motore economico strategico.
Conclusione: due sponde, una prospettiva comune
Nel 2025, la Costa Azzurra si distingue come un territorio di resilienza, capace di gestire le crisi grazie alla diversità economica e al turismo internazionale.
Ma l’Italia non è in ritirata: sta reinventando la propria economia attraverso innovazione, export e sostenibilità, consolidando al tempo stesso un rapporto privilegiato con la Francia.
Le due traiettorie non sono opposte, bensì complementari: la Francia dimostra una solidità immediata, l’Italia costruisce una rinascita strutturale.
Entrambe, insieme, delineano il profilo di un Mediterraneo economico più integrato, moderno e competitivo.
(Contributo editoriale a cura della Chambre de Commerce Italienne Nice, Sophia-Antipolis, Cote d'Azur)
Un passo decisivo per l'espansione del Sistema Italia nel cruciale mercato turistico cinese. La Camera di Commercio Italiana in Cina (CICC) ed ENIT - Agenzia Nazionale del Turismo, hanno formalizzato una nuova partnership strategica con la firma di un Memorandum d'Intesa (MoU).
L'accordo, siglato il 21 novembre presso l'Ambasciata d'Italia a Pechino, ha come obiettivo quello di potenziare la promozione e l'attrattività turistica dell'Italia all'interno del mercato cinese, uno dei più dinamici a livello globale.
Il Memorandum è stato firmato da Lorenzo Riccardi, Presidente CICC, e da Ivana Jelinic, CEO di ENIT, alla presenza di S.E. Massimo Ambrosetti, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese.
L'intesa prevede l’apertura di tre nuovi uffici ENIT a Pechino, Shanghai e Guangzhou, sviluppati in collaborazione con la CICC. Le nuove sedi saranno dedicate al coordinamento delle attività promozionali, al supporto agli operatori e allo sviluppo di iniziative congiunte rivolte al pubblico cinese, in un contesto di crescente interesse verso l’offerta turistica italiana.
L'accordo rafforza il legame tra rete camerale, sistema istituzionale e settore turistico, contribuendo a consolidare la visibilità dell’Italia in uno dei mercati internazionali più rilevanti.