Giovedì 9 Aprile 2026
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La Turchia mira ad aumentare il numero degli scali aeroportuali dagli attuali 53 presenti in tutto il territorio a 61 entro il 2053, con l’obiettivo di raggiungere i 200 milioni di passeggeri l’anno.
Accanto all’aeroporto internazionale di Istanbul, uno dei più importanti snodi del traffico passeggeri e merci al mondo, si aggiungono gli scali di di Çukurova, Rize-Artvin (secondo scalo in Turchia, inaugurato proprio nei giorni scorsi dai due Presidenti di Turchia e Azerbajan), Bayburt-Gümüşhane e Yozgat nell’ambito dell’ambizioso programma “Transportation 2053 Vision” previsto dal recente lancio del Master Plan Trasporti e Logistica. Il piano prevede anche l'ampliamento dell'aeroporto di Esenboğa nella capitale Ankara, l'aeroporto di Antalya nella città costiera mediterranea e l'aeroporto di Trabzon sul Mar Nero, mentre sarà completata anche la seconda fase del “mega” aeroporto di Istanbul, che per il secondo anno consecutivo è stato lo scalo più trafficato d'Europa secondo l'Airports Council International Europe (ACI Europe) con 37 milioni di passeggeri nel 2021.
Si prevede inoltre che gli investimenti consentiranno agli scali turchi un numero annuo di passeggeri di 203 milioni entro il 2053 dagli attuali 112 milioni. In questo processo verranno istituite infrastrutture di monitoraggio, rendicontazione e verifica delle emissioni di carbonio e verranno utilizzati biocarburanti ecologici e combustibili sintetici nelle tratte. Tra gli obiettivi figura anche lo sviluppo del trasporto regionale di merci per via aerea.
Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, il numero di passeggeri in transito attraverso gli aeroporti in Turchia è salito di oltre il 67% da gennaio a marzo 2022.
La Direzione Generale dell'Autorità Aeroportuale di Stato (DHMI), ha inoltre stimato che il flusso di passeggeri è salito da 17,7 milioni del marzo 2021, in piena pandemia, a 33,6 milioni nell’analogo periodo del 2022.
Nel frattempo, secondo le prime stime del dell'Associazione degli albergatori turchi (TÜROB), il flusso turistico è in netta ripresa nelle grandi città, nelle province nord-occidentali di Yalova e Bursa e nelle località costiere della Turchia (in cima la città costiera mediterranea di Antalya, Muğla e di Izmir sulla costa egea).
Secondo l’associazione turca, segnali positivi per l’imminente stagione estiva provengono dai mercati americano ed europeo: in primis dalla Spagna e dall'America Latina mentre in netto aumento sono anche le presenze dall’Iran (oltre 2 milioni di turisti previsti nell’anno in corso).
Il Turkish Statistical Institute (TurkStat) stima che le potenziali perdite del turismo proveniente dalla Federazione Russa e dall’Ucraina verrà anche in parte coperto dall’aumento del turismo domestico cresciuto dell'80,2% nel 2021 rispetto all'anno precedente con un fatturato di oltre 4 miliardi di dollari. Circa 10 milioni di turchi hanno infatti viaggiato in Turchia nel solo ultimo trimestre del 2021 con il numero di pernottamenti che all'interno del Paese è aumentato del 48,9% rispetto allo stesso trimestre del 2020.
L’ampliamento dell’aeroporto di Istanbul
Vengono stimati in 8,64 miliardi di dollari gli investimenti destinati all'aeroporto di Istanbul (al primo posto in Europa e al secondo nel mondo in termini di numero di passeggeri) per il suo ampliamento che consentirà allo scalo di gestire 90 milioni di passeggeri all'anno nella fase attuale, con una capacità potenziale di servire 200 milioni dopo il completamento di tutte le fasi, rendendolo il più grande del mondo. Nel 2021 l'aeroporto ha gestito un totale di 37 milioni di passeggeri, secondo i dati diffusi dall’Airports Council International Europe (ACI Europe), rendendolo il più trafficato d'Europa per il secondo anno consecutivo.
Infine, gli ultimi dati diffusi dalla DHMI (State Airports Authority), nel mese di aprile, gli scali turchi hanno ospitato oltre undici milioni di passeggeri (+88,2% rispetto all’analogo periodo del 2021). Oltre 5 milioni e mezzo di passeggeri hanno volato all’interno del Paese mentre sono stati quasi sette milioni quelli che hanno utilizzato gli scali per i voli internazionali per un totale di 140 mila aerei in movimento nel solo mese di aprile 2022. Nel secondo semestre dell’anno in corso, secondo quanto recentemente affermato dal CEO di Turkish Airlines, Bilal Eksi, saranno attivati voli diretti della Turkish Airlines verso Seattle, Juba (Sudan del Sud), Bukara (Uzbekistan) e Tivat (Montenegro).
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)
Dopo l’ottima performance fatta registrare lo scorso anno il flusso turistico in entrata nel Paese, conflitto permettendo, potrebbe avvicinarsi nell’anno in corso ai 40 milioni di turisti che rappresenterebbero una quota pari a quasi il 13% del PIL. Nel frattempo, i dati diffusi ad inizio aprile da un rapporto dell'Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO), collocano nel 2021 la Turchia al 4 ° posto nella lista del turismo mondiale con 29,9 milioni di presenze straniere nel 2021, prima di Paesi quali Italia (26,3 milioni), USA (22,1 milioni) e Grecia con 14,7 milioni di turisti e preceduta da Francia (40 milioni), Messico (31,9 milioni) e Spagna con 31,2 milioni di turisti. In fondo alla “top 10” si piazzano la Germania, nona, con 11,7 milioni di e la Croazia (10,6 milioni di visitatori.
Sempre secondo il report diffuso dall’UWTO, sono stati 421 milioni le persone che hanno viaggiato nel 2019 un risultato su cui ha influito pesantemente la pandemia da Covid-19 che ha impedito a circa 1 miliardo di turisti di viaggiare. Secondo il Direttore dell'agenzia di stampa turca Demirören, Recep Yavuz, il successo della Turchia è stato trainato dalle presenze ad Istanbul e in tutta la provincia meridionale di Antalya, tra le mete più gettonate insieme alla regione Egea. L’invasione russa in Ucraina potrebbe avere ripercussioni per la Turchia che nel 2021 ha ospitato quasi 5 milioni di turisti russi e oltre 2 milioni di turisti ucraini (rispettivamente primo e quarto Paese per numero di presenze in Turchia).
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia e della Camera di Commercio Italiana di Izmir)
L’obiettivo di raggiungere un fatturato dal settore turistico da 35 miliardi di dollari è a portata di mano nel 2022. Lo ha affermato il ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy snocciolando i dati registrati dall’inizio del 2022 a Istanbul e Antalya, che si avvicinano agli arrivi registrati nell’analogo periodo pre-pandemia, quando la Turchia ospitò il maggior numero di turisti della sua storia.
Parlando in occasione del 25° Salone del Turismo e dei Viaggi (EMITT), poco prima dello scoppio della guerra in Ucraina, il Ministro ha dichiarato “che il numero di turisti stranieri è aumentato dell'88% dal 2020 con 30 milioni di visitatori mentre i ricavi del settore sono aumentati del 103% attestandosi a 24,5 miliardi di dollari". Nel 2019, la Turchia aveva ospitato un numero record di 45 milioni di turisti rispetto ai 12,7 milioni di turisti internazionali del 2020.
Il 2021 è stato quindi l’anno della ripresa e, prima dello scoppio del conflitto, ci si aspettava in Turchia un aumento di vacanzieri provenienti proprio dalla Russia ma anche dall’Ucraina.
Il presidente dell'Associazione delle agenzie di viaggio turche (TÜRSAB), Firuz Bağlıkaya si aspetta un aumento di visitatori dai paesi baltici e del Golfo e dagli USA, viste le prenotazioni che erano state raccolte fino a metà febbraio. E i dati prima dello scoppio del conflitto giocavano a suo favore: i dati ufficiali al 21 febbraio scorso, raccontavano di un numero di arrivi più che raddoppiato rispetto allo stesso mese del 2021, raggiungendo quasi 1,3 milioni di visitatori internazionali con Istanbul, la città più popolosa del Paese, principale punto di ingresso con oltre 800 mila visitatori, seguita da Edirne (150 mila turisti stranieri) e da Antalya (con 120 visitatori). Nei soli primi mesi del 2022 i russi hanno rappresentato il 10,5% di tutti i visitatori con una presenza superiore a 130 mila turisti propria nella regione di Edirne.
Nei prossimi mesi andrà sicuramente valutato con attenzione l’impatto che la crisi russo-ucraina avrà sul turismo dalla Russia (sistematicamente al primo posto per presenze ogni anno) anche in relazione alla necessità della Turchia di ricostituire le proprie riserve valutarie e riequilibrare, almeno in parte, la bilancia dei pagamenti.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)
Il settore del turismo in Repubblica Ceca ha registrato una ripresa nel 2021 grazie ai flussi interni. Lo indicano i dati statistici.
Nel 2021 gli alberghi e le strutture di accoglienza hanno registrato circa 11,4 milioni di arrivi, il 5% in più rispetto al 2020. I pernottamenti sono stati invece oltre 32 milioni. I flussi sono in crescita soprattutto grazie alla componente interna. Gli arrivi dei residenti nel 2021 sono aumentati di quasi il 10%, mentre quelli dall’estero hanno subito un ulteriore lieve calo.
Rispetto al 2019 i flussi sono praticamente dimezzati. La situazione più difficile è a Praga, dove gli arrivi sono scesi da oltre 8 milioni del 2019 a 2,4 milioni del 2021. A mancare sono soprattutto i turisti esteri. A far sperare sono gli aumenti dei flussi da alcuni paesi extraeuropei, tra cui gli Stati Uniti e l’Israele, e il graduale alleviamento delle regole di viaggio per paesi membri ed extra UE.
Fonte: https://bit.ly/3hbCTRa
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Il presidente della Camera Alberghiera dello stato Nueva Esparta (Venezuela), Alberto Annecchino, ha assicurato che l'occupazione dell'hotel sull'isola di Margarita è di circa il 95% durante il periodo natalizio.
Ha sottolineato che l'isola non ha presentato problemi di elettricità in questa stagione e ha sottolineato che la maggior parte degli hotel sono dotati di centrali elettriche.
Annecchino ha evidenziato che oltre il 70% della popolazione è vaccinata e hanno rispettato i necessari controlli di biosicurezza di fronte all'afflusso di turisti dalla Russia.
Fonte: https://bit.ly/3pQ13pu
(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana)
Argenway è la compagnia della città di Rosario nata come operatrice per il turismo ricettivo in Argentina e diventata oggi la principale fornitrice di hotel XML del Sud America, è grazie alla sua collaborazione con Hilton, sarà la promotrice del primo complesso commerciale e hotel di lusso della marca Hilton con il suo innovativo sviluppo immobiliare chiamato Hampton. Il progetto, che lo scorso 2 dicembre ha ottenuto il via libera dal il Consiglio Municipale per l’immediata edificazione, è costituito: area residenziale con appartamenti luxury, centro commerciale, hotel della sopracitata catena (una torre ellittica di case su 22 livelli) parcheggio sotterraneo, spazi gastronomici e aree benessere.
Lo sviluppo immobiliare è stato appositamente progettato per la città di Rosario considerando sia la sua posizione strategica che occupa per il turismo che le esigenze di una comunità in costante evoluzione che segue le tendenze ed i trend globali e che al tempo stesso vuole distinguersi per l’innovazione dei suoi progetti. Rosario attira l’attenzione di investitori anche internazionali diventando così sede del secondo Haptom a livello nazionale, dopo quello di Bariloche progettato e costruito sempre dalla compagnia di Rosario Argenway.
(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)
Segnali positivi provengono dal settore turistico, uno dei più importanti dell’economia turca, che contribuisce per il 12% all’economia del Paese. Le entrate derivanti dal turismo secondo TurkStat, l’Istituto di Statistica nazionale, sono aumentate del 181,8% su base annua nel terzo trimestre del 2021, dopo il crollo del 2020 causato dal Covid-19. Gli ultimi dati messi a disposizione dall’ente statistico, evidenziano un crescente numero di visitatori stranieri da gennaio a settembre 2021 (+86% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) raggiungendo i 21,5 milioni di visitatori stranieri (di cui 3,9 cittadini turchi che risiedono stabilmente all’estero). Il Ministero della Cultura e del Turismo ha stimato per la fine del 2021 un totale di 28 milioni di turisti; un risultato molto positivo ma ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici del 2019, quando la Turchia accolse nell’analogo periodo 40,7 milioni di turisti stranieri. Le mete più gettonate sono state le città mediterranee di Antalya con una quota vicina al 40% sul totale, seguita da Istanbul che ha attirato 5,8 milioni di visitatori stranieri con una quota del 33% e Edirne, città nordoccidentale del Paese ai confini con Grecia e Bulgaria. Per quanto riguarda le nazionalità, si trovano i russi al primo posto (3,5 milioni), seguiti da tedeschi (13%), francesi, americani, ucraini e bulgari.
L’obiettivo del Paese, secondo il Ministro della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy, resta quello di raggiungere i 50 milioni di turisti che consentirebbero un aumento delle entrate del settore pari a 50 miliardi di dollari entro il 2023 ed un allineamento ai mercati di prossimità, in primis Spagna e Grecia, principali concorrenti della Turchia. Ersoy ha anche sottolineato il ruolo che la svalutazione della Lira ha avuto nel favorire il rilancio del comparto turistico. L’obiettivo, secondo il Ministro, sarà quello di aumentare anche il turismo domestico, in particolare quello religioso, e al contempo favorire le opportunità nel turismo sanitario (il trapianto dei capelli e in genere la chirurgia plastica sono settori molto apprezzati all’estero), in quello culinario nonché potenziare i progetti turistici, ad esempio nella regione Egea della Turchia.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana di Izmir)
I turisti internazionali con passaporti vaccinali o coloro che si sono completamente ripresi dal Covid-19 possono visitare cinque destinazioni in Vietnam a partire dal mese di novembre, senza un mandato di quarantena.
L'ufficio governativo ha annunciato il 2 novembre che il vice primo ministro Pham Binh Minh ha approvato un piano pilota per accogliere i visitatori internazionali, come proposto in precedenza dal Ministero della cultura, dello sport e del turismo.
Le cinque destinazioni pilota per ricevere turisti stranieri sono la città di Phu Quoc nella provincia di Kien Giang, le province di Khanh Hoa, Quang Nam, Quang Ninh e la città centrale di Danang.
Il piano sarà articolato in tre fasi.
Nella prima fase iniziata a novembre, i luoghi designati e le strutture turistiche a Phu Quoc, Khanh Hoa, Quang Nam, Danang, Quang Ninh possono ricevere turisti stranieri all'interno di programmi turistici di pacchetto che arrivano tramite voli charter o voli commerciali internazionali.
Nella seconda fase che entrerà in vigore da gennaio 2022, la portata del piano pilota sarà ampliata collegando le destinazioni attraverso voli charter regolari e voli commerciali internazionali.
I turisti potrebbero partecipare a programmi di viaggio che combinano più destinazioni dopo aver completato i loro tour nella prima destinazione entro sette giorni. Cinque destinazioni - Kien Giang, Nha Trang, Danang, Quang Nam e Quang Ninh - saranno prima pilotate e alcune altre località verranno aggiunte ai programmi in seguito, purché le condizioni della pandemia lo consentano e le autorità locali presentino proposte per accogliere i turisti internazionali.
Il mercato turistico del Vietnam si aprirà completamente ai turisti internazionali nell'ultima fase, il cui orario di inizio sarà basato sulla situazione pandemica contemporanea sulla valutazione delle due fasi precedenti.
Il piano si applicherà ai turisti stranieri e ai vietnamiti d'oltremare che arrivano dai mercati turistici chiave e potenziali del Vietnam. Devono dimostrare i certificati di assunzione di dosi complete della vaccinazione Covid-19 o del recupero Covid-19 riconosciuti dalle autorità in Vietnam, ad eccezione dei bambini di età inferiore a 12 anni accompagnati da genitori o tutori. Per i pazienti guariti dal Covid-19, il tempo dalla dimissione dall'ospedale al momento della partenza non deve superare i sei mesi.
Altre condizioni includono risultati negativi per il test SARS-CoV-2 con il metodo RT-PCR/RT-LAMP entro 72 ore prima della partenza e certificati dall'autorità del paese che effettua il test (dal momento del campionamento) e avere un'assicurazione medica o di viaggio che copre il trattamento Covid-19 con una responsabilità minima di $ 50.000.
I turisti che partecipano ai tour pilota devono controllare regolarmente la temperatura e utilizzare l'applicazione IGOVN durante il loro soggiorno. È richiesto il mascheramento e non ci sarà alcun mandato di quarantena.
Il primo giorno di ingresso i turisti verranno accompagnati nella struttura ricettiva e sottoposti ai test Covid. Potrebbero continuare il soggiorno se i test risultassero negativi; in caso contrario, saranno portati in una struttura medica e il costo sarà coperto da assicurazione o agenzia di viaggio.
Entro i primi sette giorni, i turisti devono rispettare il programma, garantendo le norme di prevenzione della pandemia e facendo autotest ogni due o tre giorni. In caso di sintomi di febbre, tosse, respiro corto o mal di gola, devono avvisare il personale medico per i test di screening.
Dopo sette giorni, coloro che continuano a rimanere in Vietnam devono fare il test per il Covid-19 e potrebbero recarsi in altre località all'interno del programma se i risultati sono negativi. Coloro che vogliono vedere i loro parenti in Vietnam devono registrarsi con i loro tour operator.
I Comitati del popolo nelle cinque destinazioni pilota devono vaccinare la gente del posto e gli operatori turistici mentre impartiscono istruzioni dettagliate per l'accoglienza degli ospiti internazionali nella località.
Il Vietnam ha smesso di ricevere visitatori internazionali dallo scoppio della pandemia nel marzo 2020 e ha consentito l'ingresso solo a esperti stranieri.
Fonte: https://bit.ly/3sjqWzs
(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Vietnam (ICHAM))
Nei primi sei mesi del 2021 il flusso turistico internazionale in entrata in Turchia ha fatto registrare 5,8 milioni di presenze straniere in crescita del 22,8 per cento rispetto all’analogo periodo del 2020 quando le presenze si attestarono su 4,5 milioni.
Nel solo mese di giugno scorso sono stati registrati oltre 2 milioni di visitatori stranieri con un consistente recupero rispetto alle 200 mila presenze di giugno 2020 quando la situazione epidemiologica aveva imposto severe restrizioni ai viaggi da e verso la Turchia.
Secondo le rilevazioni locali disponibili a fine luglio 2021, sempre nel primo semestre del 2021, oltre 2,7 milioni di turisti stranieri hanno visitato la città di Istanbul (ai primi posti i viaggiatori tedeschi e americani seguiti dai francesi e dai russi) mentre un recupero consistente è stato anche registrato nelle principali località balneari della costa mediterranea.
La pandemia in Turchia, secondo i dati locali resi disponibili, avrebbe avuto ricadute minori sul turismo ed il Paese sarebbe in assoluto tra i meno colpiti a livello globale con una performance del 15 per cento più alta rispetto alla media mondiale.
In una prospettiva ottimistica, il Ministro della Cultura e del Turismo, Mehnet Nuri Ersoy, ha affermato nei mesi scorsi che il target per la fine del 2021 resta invariato con l’aspettativa di circa 25 milioni di presenze complessive e con entrate stimate in 20 miliardi di euro.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)
Il 5 ottobre ad Hanoi si è tenuta una conferenza per discutere nuove soluzioni per la ripresa delle attività turistiche nazionali da parte dell’Amministrazione nazionale del turismo del Vietnam e il Ministero della cultura, dello sport e del turismo.
I rappresentanti delle agenzie di gestione del turismo delle province e delle città a livello nazionale hanno concentrato le loro discussioni sulle misure necessarie per recuperare gradualmente le attività turistiche in linea con una tabella di marcia sicura.
Di conseguenza, questo mese, le province e le città hanno iniziato a organizzare corsi di formazione sulle norme di prevenzione e controllo del COVID-19, i processi di accoglienza e servizi ai turisti, i criteri per garantire servizi turistici sicuri, nonché i preparativi per eventuali incidenti e rischi.
Da novembre, le località che sono riuscite a controllare al meglio la situazione pandemica inizieranno ad accogliere nuovamente i turisti domestici, tenuti ovviamente a rispettare rigorosamente le normative sulla vaccinazione contro il COVID-19 e sui tamponi anti COVID.
Inoltre, da ottobre di quest'anno a marzo 2022, sarà attuato un piano sull'accoglienza dei turisti internazionali con passaporti vaccinali nell'isola di Phu Quoc nella provincia del Delta del Mekong di Kien Giang. Questo piano darà la priorità ai paesi che hanno efficacemente controllato la pandemia di COVID-19 e avuto un'elevata copertura vaccinale come l'Asia nord-orientale, l'Europa, gli Stati Uniti, il Medio Oriente e l'Australia.
Entro la fine del 2021, il Vietnam riaccoglierà i turisti stranieri in altre destinazioni, tra cui la baia di Ha Long nella provincia di Quang Ninh, l'antica città di Hoi An nella provincia centrale di Quang Nam, Nha Trang nella provincia centrale di Khanh Hoa e Da Lat nella provincia degli altopiani centrali di Lam Dong.
Fonte: https://bit.ly/3nvQ95Q
(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Vietnam (ICHAM))