Giovedì 19 Febbraio 2026
Vai al Contenuto Raggiungi il piè di pagina
Con l’obiettivo di coinvolgere le imprese straniere, il governo pensa di rimuovere 10 settori economici dalla “lista ristretta” prevista dalla Foreign Business Act.
Il governo thailandese ha annunciato un’importante iniziativa per rilanciare l’economia attraverso un maggiore coinvolgimento delle imprese straniere, con l’obiettivo di attrarre capitali esteri e rendere il Paese più competitivo a livello regionale. Il Ministero del Commercio thailandese intende proporre al Consiglio dei Ministri la rimozione di 10 settori economici dalla “lista ristretta” prevista dalla Foreign Business Act (FBA).
Attualmente, queste categorie richiedono alle società straniere di ottenere specifiche licenze statali per poter operare in Thailandia. Con la modifica, queste licenze non sarebbero più necessarie per le imprese straniere, consentendo un accesso molto più semplice al mercato. Tra i settori interessati ci sono: Telecomunicazioni, Sviluppo software, Gestione finanziaria, Esplorazione petrolifera, Commercio di derivati agricoli. Queste categorie rappresentano aree dinamiche dell’economia e confermano la volontà della Thailandia di modernizzare il proprio tessuto produttivo attraverso l’ingresso di competenze e capitali esteri.
Un altro elemento chiave della riforma è l’accelerazione dei tempi di approvazione per i permessi alle imprese straniere. Attualmente il processo può richiedere fino a 60 giorni; l’intenzione del governo è ridurre questo periodo a solamente 30 giorni, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e competere meglio con i Paesi vicini nel Sud-Est asiatico.
La mossa arriva in un contesto in cui la Thailandia sta cercando di sostenere la crescita economica, che negli ultimi anni è stata penalizzata da fattori globali come i dazi commerciali e l’apprezzamento della valuta. Le autorità vogliono incoraggiare investimenti esteri diretti (FDI), specialmente nei settori ad alto valore aggiunto quali tecnologia, servizi digitali e infrastrutture innovative. Se approvata, questa riforma potrebbe: Potenziare la competitività internazionale della Thailandia attirando nuovi investitori; Favorire la creazione di posti di lavoro qualificati; Stimolare la crescita nei settori tecnologici e dei servizi avanzati; Rafforzare il ruolo della Thailandia come hub regionale per imprese globali.
Negli ultimi anni, il Paese ha già mostrato segni di forte attrattività per gli investimenti stranieri nei settori digitali e produttivi, con record di capitali attratti e un crescente interesse da parte di aziende estere, soprattutto nel settore tecnologico e manifatturiero.