Venerdì 30 Gennaio 2026
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Il progetto di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale (Space Surveillance & Tracking, SST) rappresenta un'iniziativa cruciale per monitorare e catalogare oggetti spaziali come satelliti, detriti e asteroidi vicini alla Terra. In Australia, questo progetto ha portato alla realizzazione di infrastrutture significative, tra cui l'installazione del Space Surveillance Telescope (SST) e lo sviluppo dell'Osservatorio di Siding Spring nel Nuovo Galles del Sud.
Il SST è un telescopio avanzato progettato per la sorveglianza spaziale, capace di effettuare ricerche a largo raggio, rilevare e tracciare oggetti deboli nello spazio profondo. Originariamente situato presso il White Sands Missile Range nel New Mexico, è stato trasferito in Australia nel 2017 come parte di una collaborazione tra la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa australiano. Questo trasferimento mirava a migliorare le capacità di monitoraggio spaziale nell'emisfero meridionale.
Il telescopio è stato installato presso la Harold E. Holt Naval Communication Station vicino a Exmouth, in Australia Occidentale, e non presso l'Osservatorio di Siding Spring nel Nuovo Galles del Sud. La sua missione principale è tracciare satelliti in orbita bassa e detriti spaziali, contribuendo a prevedere e prevenire potenziali collisioni, oltre a rilevare e monitorare asteroidi.
Nel marzo 2020, l'SST ha raggiunto la "first light" in Australia, segnando l'inizio delle sue operazioni di test e calibrazione. Successivamente, nell'ottobre 2022, ha raggiunto la capacità operativa iniziale, diventando parte integrante della rete globale di sorveglianza spaziale (Space Surveillance Network, SSN) che fornisce consapevolezza del dominio spaziale per gli Stati Uniti, l'Australia e i loro principali alleati.
Il SST è un telescopio militare che offre capacità avanzate di ricerca a largo raggio, rilevamento e tracciamento di oggetti deboli nello spazio profondo. Queste capacità sono essenziali per prevedere e prevenire potenziali collisioni, nonché per rilevare e monitorare asteroidi che potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra.
L'Osservatorio di Siding Spring, situato ai margini del Warrumbungle National Park vicino a Coonabarabran, Nuovo Galles del Sud, è il principale osservatorio astronomico ottico e infrarosso dell'Australia. Gestito dalla Research School of Astronomy & Astrophysics dell'Australian National University (ANU), ospita numerosi telescopi di istituzioni australiane e internazionali.
Situato a un'altitudine di 1164 metri, l'osservatorio offre condizioni ideali per l'osservazione astronomica. Tra i telescopi presenti, si distinguono l'Anglo-Australian Telescope da 3,9 metri e il UK Schmidt Telescope da 1,24 metri. L'osservatorio è stato anche sede di importanti scoperte, tra cui la scoperta del Vela Pulsar nel 1977 e di comete come la 103P/Hartley e la C/2006 P1.
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia inc.)
L'osservatorio è aperto al pubblico, offrendo una galleria per i visitatori e un'area espositiva che include un caffè e un negozio di souvenir. Durante le vacanze scolastiche del Nuovo Galles del Sud, vengono organizzate visite guidate del sito. Inoltre, ogni anno, in ottobre, si tiene una giornata aperta al pubblico, durante la quale è possibile partecipare a conferenze sull'astronomia e visitare l'interno di molte delle cupole dei telescopi.
Il progetto di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale in Australia rappresenta un passo significativo nella collaborazione internazionale per il monitoraggio dello spazio. L'installazione del Space Surveillance Telescope in Australia Occidentale e lo sviluppo continuo dell'Osservatorio di Siding Spring nel Nuovo Galles del Sud sottolineano l'impegno dell'Australia nel campo dell'astronomia e della sicurezza spaziale. Queste infrastrutture non solo contribuiscono alla ricerca scientifica, ma svolgono anche un ruolo cruciale nella protezione delle risorse spaziali e nella promozione della consapevolezza del dominio spaziale a livello globale.
Negli ultimi decenni la Polonia si è affermata come una delle economie più dinamiche e solide d’Europa. Tra il 1990 e il 2019 ha registrato la crescita più alta dell’intera area OCSE e oggi è la sesta economia dell’Unione Europea in termini di PIL. Con un bacino annuale di quasi 300.000 laureati, un livello molto alto di conoscenza della lingua inglese e una posizione geografica che la colloca al crocevia tra Est e Ovest, il Paese è diventato un hub strategico per gli investimenti internazionali.
La sua attrattività non si limita al business: la Polonia vanta 17 siti UNESCO, città riconosciute a livello globale come Wrocław, Cracovia e Danzica, ed è segnalata da Lonely Planet tra le dieci mete da visitare. Varsavia figura nella Top 20 delle città più vegan-friendly al mondo e, secondo fDi Intelligence, è quarta tra le “European Cities of the Future 2024” per vivacità e competitività economica.
Un settore aerospaziale con oltre un secolo di storia
L’aerospazio polacco è un settore strategico con più di 100 anni di tradizione e 80 anni di produzione aeronautica. Le imprese locali sono specializzate nella progettazione e manutenzione di velivoli sportivi, agricoli e da addestramento, elicotteri, alianti e componentistica aeronautica.
Dal 2014 è attiva la Polish Space Agency (POLSA), che collega ricerca e industria e supporta l’accesso ai fondi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Solo nel comparto spaziale, oggi operano oltre 450 aziende e istituti di ricerca, con 15.000 addetti. Sul versante aeronautico, la sola Aviation Valley di Rzeszów riunisce 193 imprese e 35.000 dipendenti, concentrando il 90% della produzione nazionale.
Le esportazioni confermano la solidità del comparto: nel 2023 la Polonia ha superato 1,7 miliardi di euro di export in “aeromobili, veicoli spaziali e parti”, con una proiezione che tocca 1,85 miliardi di euro nel 2024.
Innovazione e grandi programmi internazionali
Le aziende polacche sono ormai parte attiva delle principali commesse europee: oltre la metà delle circa 300 imprese del settore partecipa ai bandi ESA, consolidando la reputazione internazionale del Paese.
Tra i progetti più significativi troviamo la missione JUICE dell’ESA (lanciata nell’aprile 2023, con arrivo previsto su Giove nel 2031), alla quale contribuiscono diversi attori polacchi, e IGNIS, la prima missione tecnologico-scientifica polacca verso la ISS, prevista per il 2025, che condurrà esperimenti in microgravità su salute degli astronauti, microbioma, nuovi materiali e intelligenza artificiale.
Sul fronte difesa, la storica PZL Mielec ha consegnato nel marzo 2023 le prime due strutture per l’F-16 Block 70/72, rafforzando la posizione della Polonia come player centrale nelle filiere europee e regionali della sicurezza.
Ecosistema e supporto istituzionale
La competitività del settore è sostenuta da quattro cluster aerospaziali principali, che favoriscono cooperazione, innovazione e accesso a fondi UE:
Al fianco delle imprese operano istituzioni di rilievo: la già citata POLSA, la Polish Air Navigation Services Agency e il Centro di Ricerca Spaziale dell’Accademia Polacca delle Scienze (CBK PAN), attivo in fisica e geodinamica. Inoltre, l’Istituto di Aviazione della Rete Łukasiewicz, operativo dal 1926 e partner di Boeing, GE, Airbus e Pratt & Whitney, rappresenta una delle infrastrutture di ricerca più moderne d’Europa.
Quali opportunità per le imprese italiane?
Il quadro che emerge è chiaro: la Polonia si posiziona come nuovo polo europeo dell’aerospazio, con una filiera strutturata e proiettata sui mercati internazionali. Per le aziende italiane, ciò significa la possibilità di:
Un punto di incontro strategico: Italian-Polish Aerospace Forum
Accanto alla crescita del settore, negli ultimi anni la Polonia ha visto consolidarsi anche un’importante piattaforma dedicata al dialogo internazionale: l’Italian-Polish Aerospace Forum (https://forumaerospace.com/). L’evento è promosso dall’Ambasciata d’Italia a Varsavia ed è organizzato congiuntamente dall’Italian Trade Agency (ITA) – Ufficio di Varsavia e dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Polonia (CCIIP), con il sostegno dei principali attori industriali del settore, tra cui Leonardo in qualità di strategic partner.
Nel 2025 si è tenuta la quinta edizione, che ha riunito imprese, istituzioni, cluster tecnologici e centri di ricerca da tutta Europa, registrando una partecipazione record e un numero significativo di incontri B2B mirati. La sesta edizione, già in programma per il 2026, offrirà un format ampliato, con sessioni tecniche su AI, materiali avanzati e applicazioni satellitari, oltre a tavoli di lavoro tematici con buyer e prime contractor internazionali e uno spazio dedicato alle startup deep-tech.
Per le imprese italiane rappresenta una piattaforma concreta per presentare tecnologie, inserirsi nelle supply chain polacche già coinvolte nei programmi ESA e NATO, avviare partnership industriali e accedere a nuove opportunità nell’Europa centro-orientale. Un contesto altamente specializzato e orientato alla collaborazione, ideale per chi vuole rafforzare la propria presenza nel settore aerospaziale europeo.
Conclusioni
La Polonia si conferma un partner di primo piano per lo sviluppo dell’aerospazio europeo. La combinazione di stabilità macroeconomica, infrastrutture moderne, talenti qualificati e forte connessione con i programmi ESA e NATO crea uno scenario ideale per la cooperazione internazionale.
Per le aziende italiane della filiera aerospaziale, il Paese rappresenta non solo un mercato in espansione, ma soprattutto un hub strategico con cui costruire alleanze tecnologiche e industriali, rafforzare la competitività e accedere a nuove opportunità in Europa e oltre.
Fonte: Polish Investment & Trade Agency
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)
Si è tenuta a Varsavia la quinta edizione dell’Italian-Polish Aerospace Forum, appuntamento ormai riconosciuto come piattaforma di riferimento per la collaborazione industriale e tecnologica tra Italia e Polonia nei comparti dell’aerospazio e della difesa. L’iniziativa, giunta al suo quinto anno consecutivo, ha riaffermato il valore strategico del dialogo bilaterale, favorendo l’incontro tra istituzioni, imprese e stakeholder dei due Paesi.
Organizzato dalla Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Varsavia e ITA – Italian Trade Agency, il Forum ha offerto un programma denso di contenuti, alternando momenti di confronto istituzionale e tecnico a sessioni di networking dedicate alla creazione di nuove opportunità di cooperazione industriale.
Durante l’apertura dei lavori, Piero Cannas, Presidente della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia, ha evidenziato come il Forum rappresenti oggi un punto d’incontro stabile per la filiera italo-polacca dell’aerospazio, capace di generare valore condiviso e progetti di lungo periodo.
La partecipazione di S.E. Luca Franchetti Pardo, Ambasciatore d’Italia in Polonia, e di Roberto Cafiero, Direttore dell’Ufficio ICE di Varsavia, ha conferito all’iniziativa un importante respiro istituzionale, rafforzando il messaggio di cooperazione e continuità nelle relazioni economiche tra i due Paesi.
Tra i protagonisti dell’evento anche Leonardo, partner strategico del Forum, rappresentata da Marco Lupo, Presidente di Leonardo Poland, che ha ribadito l’impegno del gruppo nel consolidare la partnership industriale con la Polonia e nel sostenere lo sviluppo tecnologico condiviso.
Il Forum ha inoltre visto la partecipazione dell’on. Emanuele Loperfido, membro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati e Presidente della parte italiana del Comitato interparlamentare di amicizia italo-polacco, la cui presenza ha sottolineato il crescente rilievo istituzionale del settore aerospaziale come leva di cooperazione economica e strategica.
Le sessioni di networking hanno registrato un’elevata partecipazione, con circa 1.000 contatti di business avviati tra imprese, relatori e operatori del settore, a testimonianza della vitalità e del potenziale di crescita del comparto.
Si è tenuta presso la sede romana dello studio legale internazionale DLA Piper, la prima edizione del German-Italian Aerospace Forum, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM) con il patrocinio dell’Ambasciata di Germania a Roma. L’iniziativa ha segnato un passo importante nella cooperazione bilaterale tra Italia e Germania nel settore aerospaziale, ponendosi come piattaforma di dialogo e collaborazione per rafforzare la competitività europea e promuovere l’autonomia tecnologica nello spazio.
Al centro dei lavori, le prospettive di sviluppo di un comparto che, secondo le stime dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), raggiungerà a livello globale un valore di circa 2.000 miliardi di euro entro il 2040: uno scenario in cui Italia e Germania, tra i principali contributori dell’ESA, si confermano partner naturali per la costruzione di una filiera europea integrata, capace di competere con i grandi player internazionali.
La cooperazione bilaterale – sostenuta dal Piano d’Azione Italo-Tedesco per la Cooperazione Strategica, firmato nel 2023 – trova nel settore spaziale uno dei suoi assi portanti: dai sistemi di lancio alle infrastrutture satellitari, dall’osservazione della Terra alle comunicazioni spaziali.
Sotto il titolo “From Collaboration to Excellence in Innovation”, il Forum ha riunito esperti e rappresentanti istituzionali per approfondire i temi chiave dell’autonomia europea nell’accesso allo Spazio, della cooperazione nei sistemi di lancio, delle nuove frontiere della New Space Economy e delle comunicazioni satellitari, con l’obiettivo condiviso di rafforzare la leadership europea attraverso sinergie concrete tra industria, ricerca e istituzioni.
L’Italia può contare su una tradizione consolidata nel comparto aerospaziale, con oltre 200 imprese, 49.000 addetti e un fatturato di 13,5 miliardi di euro. Con la recente Legge quadro sulla Space Economy (n. 89/2025), il nostro Paese si è dotato di una cornice normativa avanzata per favorire investimenti, innovazione e partenariati pubblico-privati.
Anche la Germania, con un’industria aerospaziale da 52 miliardi di euro e oltre 120.000 occupati, punta sul rafforzamento della propria leadership tecnologica, sostenendo la crescita di start-up innovative attive nei piccoli satelliti e nei lanciatori di nuova generazione. La nuova Strategia Spaziale Federale integra questi obiettivi in una visione che unisce spazio, sostenibilità e digitalizzazione come leve per la competitività globale.
“Con il German-Italian Aerospace Forum abbiamo voluto gettare le basi per una più solida sovranità tecnologica europea nello spazio”, ha dichiarato Emanuele Gatti, Presidente di ITKAM. “La collaborazione bilaterale tra Italia e Germania non è solo un’opportunità di crescita economica, ma anche un contributo strategico alla leadership europea in un settore decisivo per il futuro del continente”.
“Il settore ha un ruolo centrale per l’autonomia strategica dell’Europa e quindi per la sua prosperità. Germania e Italia, due dei maggiori Paesi europei nel settore aerospaziale, sono partner naturali per il raggiungimento di questi obiettivi”, ha ribadito Thomas Bagger, Ambasciatore di Germania a Roma.
Foto: ITKAM / Francesco Della Manna
Promuovere il dialogo tra imprese, università e centri di ricerca, aprendo nuove opportunità di collaborazione nel campo dell’aerospazio e delle tecnologie avanzate: è questo l’obiettivo della missione “Liguria Space Tech Meets Switzerland”, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) insieme a Regione Liguria, tramite Liguria International, con il supporto del Consolato Generale d’Italia a Zurigo e la partecipazione di Agenzia ICE.
La delegazione ligure, guidata dal Rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, ha incontrato istituzioni e realtà d’eccellenza nei poli tecnologici di Zurigo, Losanna e Neuchâtel, con l’obiettivo di rafforzare le connessioni tra il sistema dell’innovazione italiano e quello elvetico.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di internazionalizzazione che punta a valorizzare la Liguria come territorio di ricerca e sviluppo nel settore space tech, con competenze riconosciute in robotica, sensoristica e materiali avanzati.
“Come Camera di Commercio siamo impegnati a trasmettere un’immagine dell’Italia coerente con il livello tecnologico della sua industria ed il valore della sua ricerca tecnologica. Questa iniziativa si propone di stimolare collaborazioni sul fronte della ricerca e dell’innovazione in ambito spaziale”, ha dichiarato Fabrizio Macrì, Segretario Generale della CCIS.
Il settore aerospaziale rappresenta oggi una delle industrie più strategiche e trasversali a livello globale. Include l’aviazione civile e militare, la manutenzione e revisione (MRO), la produzione di componenti aeronautici, e – in misura crescente – lo sviluppo di tecnologie spaziali e satellitari. A livello globale, si stima che la space economy possa superare i 1.000 miliardi di dollari entro il 2040. La crescita continua dei flussi di passeggeri e le profonde trasformazioni geopolitiche e digitali stanno modificando le supply chain internazionali e le relazioni tra i diversi Paesi del mondo. In questo contesto, la Thailandia si sta affermando come un polo emergente dell’Asia-Pacifico, grazie a infrastrutture aeroportuali moderne, incentivi all’investimento e un posizionamento strategico tra India, Cina e Sud-est asiatico.
Negli ultimi anni la Thailandia ha fatto importanti passi avanti per rafforzare la propria industria aerospaziale.
Il settore si compone principalmente di:
-Aviazione commerciale (traffico passeggeri e merci),
- Manutenzione, Riparazione e Revisione (MRO),
- Produzione aeronautica (OEM),
- Tecnologie spaziali e satellitari,
- Difesa aerea e cooperazione internazionale.
Il traffico aereo ha registrato una crescita annua media del 13% tra il 2011 e il 2015 . La rete aeroportuale comprende 12 aeroporti internazionali principali e numerosi hub secondari, tra cui U-Tapao, destinato a diventare centro integrato per MRO, logistica e training.
Il mercato MRO thailandese, stimato in 1,3 miliardi USD entro il 2024 , attira sempre più investitori grazie a:
- una forza lavoro specializzata e a basso costo,
- la prossimità alle rotte commerciali asiatiche,
- incentivi fiscali (esenzioni fino a 8 anni) promossi dal Board of Investment (BOI).
Aziende leader come Triumph Aviation Services, Chromalloy e Rolls-Royce operano già nel Paese. L’Europa potrebbe rafforzare la propria presenza in ambiti chiave come manutenzione di motori, elettronica di bordo e formazione tecnica.
Attualmente la Thailandia è attiva nella produzione di componenti (Tier 3-4), con ambizione di scalare verso livelli più avanzati (Tier 1-2), in particolare per avionica, motori e sistemi radar. Tra i player europei già presenti si segnalano Leistritz (Germania), Zodiac Aerospace (Francia), Cobra International, Senior Aerospace e Michelin Aircraft Tyre. La presenza di università tecniche e poli di formazione specializzati permette un flusso costante di ingegneri e tecnici qualificati, elemento chiave per attrarre investimenti high-tech.
L’emergere della space economy e la nuova governance spaziale
Secondo il Journal of Science and Management Studies, la Thailandia ha avviato una fase di liberalizzazione delle attività spaziali, in particolare nella gestione di satelliti LEO e NGSO. Il piano prevede l’apertura del mercato a operatori esteri, la creazione della Space Affairs Act, e la fondazione di un’Agenzia Spaziale Nazionale. Il satellite universitario KNACKSAT rappresenta il primo successo “made in Thailand”. Tecnologie come internet via satellite, droni UAV e raccolta dati per il monitoraggio ambientale costituiscono aree di cooperazione promettenti per partner europei.
Gli articoli del Bangkok Post offrono spunti significativi sul dinamismo del settore dell'aerospazio e dell'aeronautica in Thailandia:
1) Samart Aviation Solutions (SAV), controllata del gruppo Samart, è attiva nella gestione del traffico aereo e nelle infrastrutture aeroportuali in Cambogia. Nel 2024 ha registrato ricavi per 1,7 miliardi di baht, con un incremento del 7% sul 2023, e un utile netto in crescita del 70% . Il gruppo prevede di raggiungere i 13,5 miliardi di baht nel 2025, di cui 6 miliardi provenienti da attività nei trasporti e nell’aviazione. Questo caso mostra come l’integrazione tra ICT, aviazione e servizi digitali stia plasmando il nuovo ecosistema aerospaziale.
2) Royal Thai Air Force – scelta dei jet Gripen: nel 2025, l’aeronautica militare thailandese ha scelto di acquistare 12 jet JAS 39 Gripen E/F prodotti da Saab (Svezia), preferendoli agli F-35 statunitensi per ragioni di costi, compatibilità tecnica e trasferimento tecnologico. Il primo lotto da 4 velivoli ha un budget di 19,5 miliardi di baht . La decisione rappresenta un’opportunità concreta per le imprese europee nel settore della difesa aerospaziale e delle forniture dual-use.
Opportunità strategiche per l’Europa
Nel quadro descritto, le imprese europee possono cogliere numerose opportunità:
- Joint venture industriali e tecnologiche nei segmenti MRO e OEM;
- Partecipazione a progetti spaziali e satellitari;
- Cooperazione con le forze armate e i settori duali (difesa/civile);
- Fornitura di formazione tecnica e simulatori di volo;
- Sviluppo di applicazioni green-tech legate alla sostenibilità e alla digitalizzazione del comparto.
Le politiche BOI prevedono incentivi dedicati e il governo tailandese si mostra attivo nella promozione di partenariati europei.
In conclusione, la Thailandia si sta posizionando come uno dei mercati più dinamici dell’Asia per il settore aerospaziale. Le sue strategie industriali, la visione a lungo termine nella space economy, le alleanze con partner europei e la disponibilità di forza lavoro qualificata creano un ambiente ideale per investimenti esteri. Per le imprese europee, questo rappresenta non solo una porta d’ingresso nel Sud-est asiatico, ma anche un’occasione per rafforzare la propria autonomia industriale in un mondo sempre più multipolare.
Il ruolo della TICC e gli eventi chiave per il settore aerospaziale
In questo contesto di crescita e apertura, la Thai-Italian Chamber of Commerce (TICC) svolge un ruolo attivo nella promozione delle relazioni economiche e industriali tra l’Italia e la Thailandia, fungendo da ponte tra imprese, istituzioni e investitori. Attraverso attività di networking, business matching e supporto alle aziende italiane interessate ad accedere al mercato ASEAN, la TICC si sta impegnando a facilitare il dialogo tra operatori europei e stakeholder thailandesi nel comparto dell’aerospazio, della difesa e delle tecnologie avanzate.
Prossimi eventi di rilievo a Bangkok:
SPACE EXPO 2025 THAILAND (Bangkok – 16, 17, 18 ottobre 2025)
L’evento rappresenta una piattaforma internazionale per esplorare le ultime tecnologie spaziali, le applicazioni satellitari, i servizi di osservazione della Terra e le soluzioni digitali per la connettività globale. Sarà l’occasione ideale per aziende europee e italiane di entrare in contatto con agenzie spaziali, startup, università e autorità di regolamentazione.
DEFENSE & SECURITY 2025 (Bangkok – 10, 11, 12, 13 novembre 2025)
Fiera leader nel Sud-est asiatico per il settore difesa e sicurezza, con particolare attenzione a sistemi aerospaziali, tecnologie dual-use e cooperazione internazionale. La presenza di delegazioni governative e operatori di alto livello rende l’evento un’occasione unica per promuovere prodotti, tecnologie e servizi italiani nel settore della difesa aerospaziale.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)
È stata lanciata in orbita venerdì 19 gennaio 2024 la capsula spaziale “SpaceX Crew Dragon” alloggiata nel razzo “Falcon 9” per il suo viaggio verso la “Stazione Spaziale Internazionale” (ISS).
A bordo della missione Axiom-3, decollata dal Kennedy Space Center della NASA a Cape Canaveral, il primo astronauta turco Alper Gezeravcı (ex pilota caccia e capitano della Turkish Airlines) assieme allo svedese Marcus Wandt (ex pilota di caccia e collaudatore della Swedish Aeroplane Corp.), l’italiano Walter Villadei (Colonello dell’Aeronautica Militare) e il Comandante della missione, lo spagnolo Michael Lopez-Alegria.
Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan ha definito la partecipazione del primo astronauta in orbita “un momento storico per il Paese e un importante passo in avanti nel secondo secolo della nostra Repubblica, il secolo della Turchia".
In orbita l’equipaggio ha condotto esperimenti scientifici, molti dei quali incentrati sugli effetti del volo spaziale sulla salute. Gli esperimenti a bordo della navicella verranno poi studiati dalle università turche che collaborano al Programma Spaziale del Paese, tra cui spiccano le università di Yıldız, Haliç Usküdar e di Nişantaşı di Istanbul, l’università Hacettepe e il TÜBITAK Space Technologies Research Institute di Ankara.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)
L’istituzione della Korea Aerospace Administration (KASA) è stata una promessa della campagna elettorale del presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e tale promessa è stata alla fine mantenuta.
Dopo essere stata pubblicata una tabella di marcia per lo sviluppo di un'economia spaziale nel novembre 2022, si è costituita una task force per la creazione di un'agenzia spaziale coreana. Infine, il 9 gennaio di quest’anno è stata approvata una legge da parte dell’Assemblea Nazionale che ha fornito una base giuridica per l’istituzione ufficiale della KASA, dopo essere stato revisionato lo Space Development Promotion Act all'inizio di gennaio 2024.
Sotto la supervisione del Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, la Korea Aerospace Administration sarà responsabile per lo sviluppo dell’industria e delle politiche aerospaziali del Paese, promuovendo le imprese del settore e le partnership internazionali.
La Korea Aerospace Administration assumerà il ruolo attualmente ricoperto dalla Korea Aerospace Research Institute (KARI) nel settore aerospaziale. La KARI, tuttavia, rimarrà responsabile dello sviluppo proattivo di nuove tecnologie, concentrandosi maggiormente nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico, come l'energia solare spaziale, la manutenzione delle stazioni in orbita, la tecnologia che sta dietro la cattura di detriti spaziali, la vita su altri pianeti e le risorse spaziali minerarie.
Il Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione si sta impegnando nella stesura dello statuto della Korea Aerospace Administration per ufficializzarne l’apertura, trasferirne l'organizzazione, ma anche definirne il bilancio e gli istituti di ricerca, assumere personale specializzato e fornire un edificio per la sede centrale. Sono allo studio anche progetti internazionali congiunti che l'agenzia potrà avviare subito dopo il suo lancio, in collaborazione con i think tank come la NASA e la Japan Aerospace Exploration Agency. Ma non solo, la Corea ha in programma di sviluppare progetti di cooperazione economica attraverso la firma di Memorandum of Understanding (MoU) nel settore aerospaziale. A tal proposito si ricorda uno dei MoU firmato con l’Italia lo scorso novembre in occasione della visita del presidente italiano Mattarella in Corea. Tale Memorandum of Understanding è stato siglato dal presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Teodoro Valente, e il ministro della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione coreano, Lee Jong-ho, alla presenza del presidente italiano Mattarella e del presidente coreano, Yoon Suk-yeol. Oltre ad essere state potenziate le relazioni italo-coreano nel settore per avviare uno strategico partenariato, l’obiettivo di tale documento è quello di promuovere le collaborazioni tra imprese, istituti di ricerca ed università dei due paesi. Le aree in cui si ritiene di poter implementare progetti di cooperazione comune sono: la scienza e l’esplorazione dello spazio, l’osservazione della Terra (con particolare attenzione al monitoraggio ambientale e alla gestione dei disastri naturali) le tecnologie riguardanti i radar ad apertura sintetica, le applicazioni integrate e la promozione di iniziative nel settore spaziale per le industrie ed il commercio.
Attraverso il KASA, il governo coreano intende sostenere oltre 2.000 aziende che intendono portare innovazione nel settore aerospaziale e creare oltre 500.000 posti di lavoro. Le risorse pubbliche che il governo intende destinare all’industria saranno notevoli, in quanto l’obiettivo è quello di riuscire ad ottenere il 10% del mercato aerospaziale globale del valore di 420.000 miliardi di KRW, per diventare una delle prime cinque potenze spaziali del mondo entro il 2045.
La creazione del KASA segna per la Corea l'inizio di un grande passo verso la trasformazione in una potenza spaziale globale, fornendo un nuovo motore di crescita per la stagnante economia coreana.
Fonte: http://tinyurl.com/32t8xm5e
(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)
Swedish Space Corporation
La Swedish Space Corporation (SSC) è un'azienda svedese specializzata nell'offerta di servizi spaziali avanzati e soluzioni innovative nel settore aerospaziale. Fondata nel 1972 come agenzia spaziale nazionale svedese, la SSC ha successivamente trasformato la sua missione per diventare una società commerciale orientata al mercato globale.
Con sede a Solna, Svezia, la SSC è diventata un punto di riferimento nel settore spaziale, offrendo una vasta gamma di servizi che vanno dalle operazioni satellitari alla progettazione e alla realizzazione di sistemi spaziali complessi. Una delle aree di maggiore specializzazione della SSC è la gestione da terra di satelliti e missioni spaziali, offrendo servizi di controllo in missione, monitoraggio e comunicazione satellitare.
La società dispone di 10 stazioni terrestri avanzate distribuite in tutto il mondo che consentono la comunicazione continua con satelliti in orbita. Questa capacità è essenziale per garantire il successo delle missioni spaziali, consentendo la ricezione di dati, la trasmissione di comandi e la gestione delle operazioni in tempo reale.
GlobalTrust è una società di analisi dei dati che utilizza la potenza dei satelliti per consentire a organizzazioni, governi e aziende di tutto il mondo di agire responsabilmente: i dati spaziali vengono utilizzati per sviluppare e fornire strategie di sostenibilità incorporando pratiche etiche nel futuro del processo decisionale.
Un'altra area di eccellenza della SSC è la progettazione e la realizzazione di sistemi spaziali avanzati. La società è coinvolta nello sviluppo di satelliti, sonde spaziali e altri veicoli spaziali, fornendo soluzioni su misura per soddisfare le esigenze specifiche dei clienti. La competenza della SSC in questo settore è supportata da un team di ingegneri e professionisti altamente qualificati, che lavorano per garantire l'affidabilità e le prestazioni superiori dei loro prodotti spaziali.
La SSC è impegnata anche nello sviluppo di tecnologie innovative per il settore spaziale. Partecipa attivamente a progetti di ricerca e sviluppo per migliorare le tecnologie satellitari, ridurre i costi delle missioni spaziali e sviluppare soluzioni sostenibili per l'esplorazione spaziale. La società è orientata al futuro e continua a investire nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie all'avanguardia.
Oltre alle attività legate allo spazio, la SSC ha un forte impegno per la sostenibilità ambientale. La società si impegna a ridurre l'impatto ambientale delle sue attività e a promuovere pratiche sostenibili nell'industria aerospaziale. Questo impegno riflette la consapevolezza crescente dell'importanza di perseguire l'innovazione e lo sviluppo tecnologico in modo responsabile.
Esrange Space Center
Esrange, di proprietà e gestito da SSC, è operativo dal 1966. Attualmente è utilizzato dalla comunità scientifica internazionale per il lancio di razzi sonda per la microgravità e la ricerca atmosferica, nonché palloni ad alta quota per l'astronomia e test di caduta. Una nuova infrastruttura offre anche test di razzi riutilizzabili, test di motori e carburante, nonché lanci di satelliti, rendendolo il primo sito sul territorio dell'UE con capacità di lancio orbitale.
Esrange ospita anche una delle stazioni terrestri satellitari civili più grandi del mondo e funge da hub nella nostra rete di stazioni satellitari.
La stazione satellitare dell'Esrange Space Center comprende sei sistemi indipendenti di telemetria, comando e tracciamento (TT&C) in banda S (uno con capacità di ricezione anche in banda UHF), sei sistemi di antenne di ricezione multifrequenza in banda S/X e un sistema operativo che ospita l'elettronica del sistema di ricezione e le apparecchiature di elaborazione dati.
Società controllate
La SSC ha delle controllate tra cui: Aurora Technology, LSE Space GmbH, SSC Space US, Inc., SSC Space Chile, SSC Space Australia, SSC Space Canada, SSC Space Thailand, SSC Space UK and GlobalTrust.
Ultima ora
Al momento molti lanci stanno subendo ritardi significativi dovuti alla mancanza di pezzi di motori per i razzi provenienti dal Brasile. Queste attrezzature sono state inviate tramite aerei di una compagnia di trasporti ucraina che si trova ora in difficoltà nel far ripartire gli aerei dalla loro base nazionale, dove hanno fatto scalo prima di arrivare a Kiruna, base di lancio.
Questi ritardi provocano problemi nella programmazione dei lanci che ha uno scheduling molto rigido per ogni campagna. Nel periodo primaverile, inoltre, la base di Kiruna sarà riservata ad una campagna della Nasa, per cui i lanci che non saranno effettuati prima di quel momento dovranno essere riprogrammati presumibilmente per il prossimo autunno.
FONTI
Airforce Technology https://www.airforce-technology.com/
Dagens Industri https://www.di.se/
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svezia)