Export

Venerdì 15 Aprile 2022

Interscambio commerciale tra Italia e Turchia e tra Ue e Turchia all’inizio del 2022

L’Italia si posiziona quale 5° partner commerciale della Turchia con 1,8 miliardi di interscambio totale (+16,8%) rispetto al 2021, di cui 768 milioni di importazioni (14,5%) e 1.025,3 milioni di esportazioni (18,6%) e un saldo positivo per la Turchia di 256,3 milioni di USD. Nel mese in considerazione, gennaio 2022, l’Italia si conferma dunque quinto fornitore della Turchia dopo Russia, Cina, Germania, Stati Uniti, e il terzo cliente dopo Germania e Stati Uniti. I settori più interessanti degli scambi commerciali con la Turchia sono quelli dei macchinari e delle apparecchiature, degli autoveicoli e dell’industria chimica.

Nello stesso periodo, sempre dalle elaborazioni dell’ICE-Agenzia su dati TUIK (Istituto turco di statistica), nei confronti dell’Unione Europea, principale partner commerciale della Turchia - con il 30,0% dell’interscambio totale - si è passati da 12,2 miliardi di dollari a 13,6 miliardi. Le importazioni dalla UE sono passate da 5,7 miliardi a 6,3 miliardi (9,6%), mentre le esportazioni verso la UE sono aumentate del 13,7%, passando da 6,4 a 7,3 miliardi di dollari. Complessivamente l’interscambio Turchia/UE è aumentato nel mese di gennaio del 11,8% passando da 12,2 miliardi del 2021 a 13,6 miliardi di dollari registrati nell’anno 2022.

La graduatoria generale per singoli Paesi colloca invece al primo posto la Russia con 5,1 miliardi di dollari di interscambio (132,0% rispetto al 2021), di cui 4,6 miliardi di importazioni (153,8%) tra cui prevalentemente energia e 419 milioni di esportazioni (18,8%) con un saldo negativo per la Turchia di 4,2 miliardi di dollari; al secondo posto la Cina, con 3,4 miliardi di interscambio (38,1%), di cui 3,1 miliardi di import (40,8%) e 279,3 milioni di export (14,2%) e un saldo negativo per la Turchia di 2,8 miliardi di dollari.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia e della Camera di Commercio Italiana di Izmir)

 

Ultima modifica: Mercoledì 20 Aprile 2022
Lunedì 21 Marzo 2022

L'export coreano è aumentato del 10% nei primi 20 giorni di marzo

Secondo i dati doganali le esportazioni della Corea sono aumentate del 10,1% nei primi 20 giorni di marzo rispetto all'anno precedente sulla scia della domanda di chip e prodotti derivati dal petrolio.

Secondo i dati del Korea Customs Service, le esportazioni del Paese sono state di 37,3 miliardi di dollari nel periodo dal 1° al 20 marzo contro i 33,8 miliardi di dollari dell'anno precedente.

Secondo i dati, le importazioni sono aumentate del 18,9% su base annua per un valore complessivo 39,3 miliardi di dollari, risultando in un deficit commerciale di 2,08 miliardi di dollari durante il periodo citato.

Per settore, l'export di chip di memoria è aumentato del 30,8% su base annua.

I semiconduttori rappresentano circa il 20% delle esportazioni della Corea, sede di Samsung Electronics Co., il pi grande produttore mondiale di chip di memoria, e del suo rivale SK hynix Inc.

Le esportazioni di automobili, invece, sono diminuite del 18,1% su base annua e quelle dei ricambi del 9,1%. L' automotive rappresenta circa il 7% delle esportazioni della Corea.

Per paese, le spedizioni verso la Cina, il principale partner commerciale della Corea, sono aumentate dell'11,3% su base annua mentre quelle verso gli Stati Uniti sono aumentate del 6%.

Le esportazioni, dalle quali dipende metà del PIL coreano, sono aumentate del 20,6% su base annua a febbraio, segnando 16° mese consecutivo di crescita.

Fonte: https://bit.ly/3N5Ufh4

 

(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Mercoledì 13 Aprile 2022
Martedì 15 Marzo 2022

Dati pubblicati dall’ICE-Agenzia di Istanbul sull’interscambio commerciale tra Italia e Turchia aggiornati 2021

La Turchia è il primo partner commerciale dell’Italia nell’area del Mediterraneo con un interscambio stabile e bilanciato che, in media, si attesta sui 20 miliardi di dollari l’anno. Secondo i dati elaborati dall’ICE per il 2021, l’Italia è il quinto partner commerciale della Turchia con un interscambio di 23 mld di dollari (+33,3% rispetto al 2020). Siamo il quinto fornitore dopo Cina, Russia, Germania e Stati Uniti e il quarto cliente dopo Germania, Stati Uniti e Regno Unito.

Dopo un 2020 che ha certamente risentito del blocco della produzione, specialmente in Italia, i dati del 2021 appaiono molto incoraggianti specialmente se confrontati con quelli pre-pandemici del 2019. Rispetto al 2019, infatti, l’interscambio complessivo nel 2021 è superiore di ben oltre 5 mld di dollari (17,9 mld di dollari vs. 23,03 mld di dollari) corrispondenti ad un +28,5%. Il 2021, per l’export italiano in Turchia, ha fatto registrare un aumento del 25,7% con un totale di 11 miliardi e mezzo di euro con quasi tutte le principali voci del nostro export in crescita abbondantemente sopra le due cifre con in testa le vendite di combustibili e minerali (+248,2%), pietre e metalli preziosi (+47,6%), di ferro e acciaio (+45,2%) e di macchinari e apparecchiature meccaniche (+33,1%), quest’ultima principale voce del nostro export.

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)

Ultima modifica: Martedì 15 Marzo 2022
Giovedì 3 Marzo 2022

Crescono gli scambi commerciali tra Italia e Stati Uniti nel 2021

Nel 2021, l’andamento degli scambi USA-Italia ha registrato un forte aumento (+19,4%) dopo il calo del -14,4% nel 2020 e +2,1% rispetto al 2019. L’Italia è riuscita quindi a guadagnare una posizione tra i partner commerciali degli USA, passando dal 15° al 14° posto, e una posizione anche rispetto ai Paesi europei, passando dal 7° al 6° posto dopo Germania, Regno Unito, Olanda, Irlanda e Svizzera. 

In tale contesto, nel 2021 l’export italiano verso gli USA registra una forte crescita (+23,4%) rispetto al calo del -13,6% del 2020, superiore alla media mondiale ed europea, e guadagna una posizione, attestandosi a 12° paese fornitore degli Stati Uniti, e guadagnando leggermente anche in quota di mercato (2,2%), rispetto al 2,1% del 2020. I dati del 2021 segnano inoltre una crescita rilevante rispetto ai livelli pre-pandemici (+6,5% vs. 2019).

Gli Stati Uniti mantengono la posizione di 3° mercato di destinazione del nostro export. Nel confronto dei saldi di interscambio con i principali competitors, l’Italia nel 2021 ha registrato verso gli Stati Uniti un attivo di bilancia commerciale per $ 39,3 miliardi. Il valore totale dell’export italiano del 2021 è ammontato a 61 miliardi di dollari. Per l’Italia i settori trainanti sono stati: Meccanica (+27,2%), Moda e accessori (+58%) e Agroalimentari e bevande (+18,2%).

Per quanto riguarda l’andamento degli altri settori di importazioni USA dall’Italia nel 2021, con l’eccezione dei settori Chimica e farmaceutica (-0,3%) e Mezzi di trasporto (-2,5%), tutti i settori del Made in Italy hanno registrato forti riprese rispetto all’anno precedente, come Semilavorati e componenti (+43,9%) e Arredamento e edilizia (+32%). 

Fonte: Italian Trade Agency

 

(Contenuto editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce Southeast)

 

Ultima modifica: Lunedì 21 Marzo 2022
Lunedì 14 Febbraio 2022

Minas Gerais ha battuto il record di esportazioni raggiungendo il miglior risultato degli ultimi 10 anni

Lo Stato ha raggiunto lo storico valore di 38.1 miliardi di dollari, affermandosi come secondo maggior esportatore del Brasile. Le importazioni sono cresciute del 58.2% nel 2021.

Le esportazioni di Minas Gerais nel 2021 hanno ottenuto il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Queste, infatti, hanno visto una crescita record del 45.1% rispetto al 2020, raggiungendo lo storico valore di 38.1 miliardi di dollari americani. Anche le importazioni mineire sono cresciute del 58.2% nello stesso periodo. Minas Gerais è lo stato che ha registrato la maggiore crescita lorda nel 2021, consolidandosi anche come secondo principale esportatore del paese.

Le esportazioni di Minas hanno totalizzato, nel 2021, 38.1 miliardi di dollari lordi, un importo di 11.8 miliardi di dollari superiore a quello realizzato nel 2020 (26.3 miliardi di dollari) – rappresentando una crescita del 45.1%. In questo modo, lo stato di Minas è avanzato ed è arrivato ad occupare il secondo posto come maggior esportatore del paese, essendo responsabile del 13,6% dei prodotti inviati all’estero.

Oltre a rappresentare il miglior risultato nelle esportazioni dei prodotti di Minas degli ultimi dieci anni, il traguardo raggiunto nel 2021 è il secondo migliore dello stato nelle ultime due decadi.

Il commercio internazionale mineiro ha continuato a spiccare anche nelle importazioni, crescendo del 58.2% nell’ultimo anno. Lo scorso anno, sono stati 13 i miliardi di dollari in importazioni, mentre nel 2020 ne sono stati registrati 8.2. In ambito nazionale, il commercio internazionale di Minas Gerais ha conseguito la maggior crescita lorda nel confronto tra periodi. Nella sequenza (dopo Minas), si trovano San Paolo, Rio de Janeiro, Pará e Mato Grosso.

Fonte: https://bit.ly/34XxiuY

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio, Industria ed Agricoltura di Minas Gerais)

 

 

Ultima modifica: Lunedì 14 Febbraio 2022
Lunedì 14 Febbraio 2022

Nasce FondiExport.it, il primo portale italiano per la ricerca dei finanziamenti e attività per l’internazionalizzazione

FondiExport.it punta ad essere uno strumento fondamentale per gli imprenditori italiani che vogliono esportare il made in Italy in giro per il mondo.

Il portale darà la possibilità alle aziende italiane di fare business in 18 paesi nel mondo attraverso i fondi italiani per l’internazionalizzazione ed è stato realizzato dalla Camera di Commercio Italo Maltese con 18 Camere di Commercio Italiane all’Estero presenti in Europa e nel mondo: Australia, Bulgaria, Croazia, Ecuador, Francia, Germania, Grecia, Malta, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Singapore, Spagna, Svizzera.

Il portale fornisce informazioni dettagliate e aggiornate quotidianamente su finanziamenti, voucher, fondi e bandi pubblici a disposizione delle aziende italiane interessate a partecipare a fiere all’estero o B2B e ricerca partners o altri servizi di consulenza per fare business all’estero.

Una volta registrato sul portale l’imprenditore italiano ha la possibilità di conoscere nel dettaglio le informazioni sui finanziamenti e le attività per l’export, aprire un ticket di assistenza ma novità fondamentale è l’attivazione di un servizio di consulenza all-inclusive finalizzato all’ottenimento dei fondi per l’internazionalizzazione attraverso un check up gratuito per verificare l’eleggibilità fino alla sua presenza nel mercato estero.

Siamo orgogliosi del servizio che stiamo offrendo alle aziende e alle istituzioni italiane – ha dichiarato Roberto Capelluto, Presidente della Camera di Commercio Italo Maltese il portale è in rapida crescita e sta già dimostrando le sue potenzialità. La crisi economica provocata dal Covid-19 ha messo a dura prova le aziende italiane, ma ciò ci ha anche dato l’opportunità di comprendere meglio le loro esigenze. Il nostro obiettivo è quello di aiutare e informare le aziende su come ottenere fondi per l’internazionalizzazione e guidarle nella realizzazione di nuove attività all’estero come fiere o b2b al fine di entrare in nuovi mercati ed incrementare le proprie vendite”.

In pochi e semplici click le aziende italiane potranno accedere ad informazioni preziose e semplificate per incrementare le proprie opportunità di business nel mondo attraverso il supporto finanziario delle istituzioni italiane e delle competenze delle Camere di Commercio Italiane all’Estero che come sempre si dimostrano attori fondamentali per il successo delle imprese italiane nel mondo.

Ogni mese realizzeremo delle country presentation virtuali multipaese in collaborazione con le istituzioni italiane – ha dichiarato Enry Di Giacomo, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo Maltesesaranno presentati i finanziamenti messi a disposizione per le aziende ed il nostro staff insieme alle Camere di Commercio Italiane all’Estero si occuperà di indicare il modo migliore per fare export nel mondo con i finanziamenti in oggetto”.

Lo staff di FondiExport.it e le Camere di commercio Italiane all'Estero sono pronti ad affiancare le richieste delle imprese italiane offrendo loro un supporto professionale ed esclusivo, unico nel suo genere. Siamo infatti gli unici a parlare in tutte le lingue del mondo.

Scopri tutti i finanziamenti per l’export e le attività, fiere, B2B e servizi di consulenza delle Camere di Commercio Italiane all’Estero su https://fondiexport.it

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo Maltese)

Ultima modifica: Venerdì 11 Marzo 2022
Mercoledì 2 Febbraio 2022

Le esportazioni di Minas Gerais verso l'Italia registrano un aumento di 21,1% nel 2021

La competenza italiana nella fabbricazione di attrezzature ha contribuito allo sviluppo dei settori economici della regione.

Quando 1,5 milioni di italiani emigrarono in Brasile tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, circa 60 mila di questi giunsero a Minas Gerais. Inizialmente, l'idea era che loro dovessero sostituire la manodopera degli schiavi abolita dalla Legge Aurea; tuttavia, molti di questi italiani andarono dal porto di Santos direttamente ai centri urbani. È opportuno ricordare che buona parte della manodopera specializzata ha costruito la nuova capitale di Minas Gerais, Belo Horizonte, negli anni 90 dell'Ottocento, l'era degli italiani.

Insieme a loro, giunsero anche nuove tecniche, sia per l'esplorazione della terra nelle aree rurali, sia per le attività commerciali ed industriali nelle città. Dopo alcuni decenni, negli anni 70 del Novecento, la Fiat – adesso Stellantis – arrivò a Minas Gerais in circostanze abbastanza simili. "L’azienda ha rappresentato un salto tecnologico nell'industria della regione. Con la Fiat sono sopraggiunte nuove metodologie che sono state migliorate in un processo continuo", osserva l'imprenditore italiano Frederigo Daub, della Simbro, azienda italiana di macchinari ed attrezzature di uso industriale con filiale a Betim.

L’attuale presidente della Camera di Commercio Italiana di Minas Gerais, Valentino Rizzioli, è giunto dal Veneto prima della fabbrica stessa. Nel 1969 era il responsabile tecnico della fabbrica della Fiat Trattori e Macchine Stradali a Belo Horizonte. "Quando abbiamo cominciato a impiantare la Fiat, le persone domandavano se fosse una fabbrica di fiammiferi", dice Rizzioli, riferendosi alla Fiat Lux. La sua carriera nel gruppo è stata emblematica – è stato, infatti, vicepresidente della CNH e del proprio Gruppo Fiat – e ha visto, in 50 anni, l'installarsi a Minas Gerais di circa 270 aziende italiane di diversi settori.

Queste aziende hanno sempre avuto un ruolo crescente nell'internazionalizzazione dell'industria di Minas Gerais. Comunque, è grande l'esperienza italiana nella fabbricazione di macchinari ed attrezzature di alta gamma, rivolte a nicchie di mercato come rivestimenti, ricambi auto, moda, arredamento e tecnologie per la trasformazione alimentare, ma anche latticini, bevande, panificazione e confetteria, gelato, carne, caffè e alimenti trasformati, ad esempio.

Si stima che esistano più di 1200 aziende italiane in Brasile che danno lavoro a circa di 150 mila dipendenti diretti. Gli investimenti con maggiori apporti di risorse sono quelli legati alle iniziative immobiliari, telefonia, commercio all'ingrosso di alimenti, fabbricazione di macchinari ed attrezzature, parti ed accessori per veicoli. Aziende come la Simbro, del settore automobilistico ferroviario, installata a Betim nel 1997, inizialmente dovevano occuparsi dalla Fiat, ma nel caso di quest'ultima, in questi 24 anni, la Simpro ha ampliato le sue attività in tutto il Paese e nell'America Latina.

"Attualmente l'azienda fornisce macchinari e attrezzature alle case automobilistiche, come Volkswagen, Renault, BMW, GM in Brasile, oltre ad esportare per l’Argentina, il Cile e il Venezuela", informa il direttore dell'azienda in Brasile, Frederigo Daub.

Allo stesso tempo, circa 20 grandi aziende brasiliane operano in territorio italiano. Nell'agenda di importazione ed esportazione, i principali prodotti italiani esportati in Brasile sono concentrati nei settori della meccanica strumentale, come accessori per automobili e trattori o le macchine di imballaggi. Quanto alle importazioni italiane del Brasile, il caffè è uno dei prodotti più rilevanti, seguito dalla cellulosa.

Fonte: https://bit.ly/3LflB3x  

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio, Industria ed Agricoltura di Minas Gerais)

Ultima modifica: Mercoledì 2 Febbraio 2022
Mercoledì 2 Febbraio 2022

Svizzera - Export: la tendenza da record continua

Il clima delle esportazioni delle PMI svizzere si attesta sempre a livelli record, come riportato dall’attuale sondaggio di Switzerland Global Enterprise (S-GE) sulle prospettive di export. A registrare gli stessi valori il barometro delle esportazioni di Credit Suisse e l’indice svizzero dei direttori d’acquisto (PMI). Tale crescita è rallentata solo dai lunghi tempi di attesa delle consegne e dalle ulteriori conseguenze della pandemia da COVID-19.

Lo scorso anno il clima delle esportazioni delle PMI svizzere ha quasi eguagliato i valori record registrati nel 2018 e la tendenza non intende fermarsi: due terzi delle aziende intervistate da Switzerland Global Enterprise prevedono di aumentare ulteriormente le loro esportazioni entro la metà dell’anno. I Paesi direttamente confinanti con la Svizzera, in particolare la Germania, così come gli Stati Uniti e la Cina rimangono i maggiori acquirenti. Si registra, tuttavia, un calo dell’attrattiva della Cina quale nuovo mercato da conquistare, che retrocede dal primo posto a metà classifica. Al contrario, la regione del Golfo mostra una forte tendenza: il 14 per cento delle aziende vuole insediarsi in Qatar, Oman, Kuwait e Bahrain, l’11 per cento negli Emirati Arabi Uniti e il 6 per cento in Arabia Saudita.

Anche il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, che segue la domanda estera di prodotti svizzeri, continua a registrare valori record come quelli del 2018 e del 2010, rilevando chiaramente una tendenza al rialzo. Un quadro simile è dipinto dall’indice svizzero dei direttori d’acquisto (PMI) per l’industria, che è ben al di sopra della soglia di crescita da quasi un anno e mezzo e ha frenato per il momento la tendenza al ribasso in atto dal picco di luglio 2021.

Secondo il sondaggio di S-GE, la pandemia e le sue conseguenze dirette, come le interruzioni nella catena del valore, la mancanza di certezza nella pianificazione, le restrizioni ai viaggi e il difficile approvvigionamento dei materiali, rimarranno la sfida principale nei prossimi mesi.

Ciò è confermato dal sondaggio sull’indice svizzero dei direttori d’acquisto: stando a quest’ultimo, due terzi delle imprese prevedono perdite a livello di produzione nei prossimi sei mesi a causa delle difficoltà di acquisto. Secondo Credit Suisse, non ci si può aspettare una notevole distensione prima della metà dell’anno in corso. Nel settore dell’elettronica - ossia dei semiconduttori (chip) − la situazione rimarrà presumibilmente tesa anche fino al 2023.

Andreas Gerber, responsabile Clientela commerciale di Credit Suisse, dichiara: «Le PMI svizzere beneficiano attualmente di un clima positivo sui mercati industriali delle più importanti destinazioni di esportazione della Svizzera. Anche se negli ultimi mesi l’indice dei direttori d’acquisto è sceso leggermente a livello mondiale, in Europa e negli Stati Uniti sono ancora chiaramente nella fascia di crescita, il che supporta anche la domanda di prodotti svizzeri. Quanto velocemente le capacità globali di produzione e di trasporto possano essere incrementate di nuovo dopo la pandemia per eliminare gli attuali colli di bottiglia dell’offerta sarà decisivo per l’ulteriore sviluppo degli eventi.»

Alberto Silini, responsabile Consulenza presso Switzerland Global Enterprise (S-GE), afferma: «È impressionante la rapidità con cui le esportazioni si sono riprese dalla crisi legata alla pandemia e il fatto che ora siano addirittura in grado di crescere di nuovo ai massimi livelli. Di conseguenza, molte PMI si lanciano alla conquista di nuovi mercati, come la regione del Golfo, la Russia, gli Stati Uniti e l’India in particolare. In molti Paesi sono mutate le condizioni quadro. È quindi importante notare che l’accesso a nuovi mercati in queste nuove circostanze deve essere ben preparato per essere in grado di affermarsi in modo sostenibile. Questo vale in particolare per le regioni del mondo in cui le singole PMI non hanno ancora acquisito una propria esperienza.»

Le prospettive di export per le PMI relative al 2° semestre 2022 saranno pubblicate il 7 luglio 2022. 

 

Copyright © 2022 Credit Suisse SA e Switzerland Global Enterprise.

Fonte: https://bit.ly/3IZCc9c

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Lunedì 14 Febbraio 2022
Lunedì 24 Gennaio 2022

Le esportazioni delle aziende nelle zone di libero scambio della Corea hanno raggiunto nel 2021 il valore più alto di sempre

Le esportazioni delle aziende nelle zone di libero scambio della Corea nel 2021 sono cresciute dell'89,6% su base annua, raggiungendo il massimo storico.

Le spedizioni in uscita sono arrivate al valore di 10,94 miliardi di dollari, superando per la prima volta in assoluto la soglia dei 10 miliardi di dollari.

Secondo il “Ministero dell’Industria, Commercio ed Energia” la crescita è attribuibile alla forte domanda globale di beni elettrici ed elettronici, chip automobilistici, prodotti relativi ai semiconduttori e articoli legati alla prevenzione del COVID-19 nel mezzo della ripresa economica globale dalla pandemia.

La Corea gestisce 13 zone di libero scambio in tutto il paese, tra le quali quella di Songdo e di Gwangyang, per promuovere le esportazioni e gli investimenti esteri offrendo normative semplificate e altri vantaggi.

Nel settembre 2021 un totale di 1.152 società nazionali ed estere gestivano attività nelle zone di libero scambio e le loro vendite combinate hanno rappresentato l'1,7% delle esportazioni totali della Corea nel 2021. Lo scorso anno le esportazioni della Corea del Sud sono aumentate del 25,8% su base annua rispetto al 2020 raggiungendo il record di 644,54 miliardi di dollari di valore.

Fonte: https://bit.ly/32rayCv

 

(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)

Ultima modifica: Lunedì 24 Gennaio 2022
Martedì 4 Gennaio 2022

Le esportazioni in Venezuela dovrebbero aumentare nel 2022

Jorge Aroca, coordinatore della Commissione doganale portuale della Camera di commercio di Puerto Cabello, ha indicato che si prevede un aumento delle esportazioni in Venezuela.

Ha sottolineato che secondo alcuni studi si suggerisce che a livello internazionale ci sarà una crescita significativa dei consumi, il che implicherebbe una maggiore attività doganale e portuale che potrebbe essere estrapolata al Venezuela.

Fonte: https://bit.ly/3ERoByA

 

(Contenuto editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana)

Ultima modifica: Mercoledì 19 Gennaio 2022